Nasa: sette pianeti della stella Trappist-1 potrebbero ospitare vita

La notizia finalmente è arrivata dopo i rumors delle ultime ore: a una distanza di 39 anni luce dalla Terra, attorno alla stella battezzata Trappist-1, orbita un sistema composto da sette pianeti simili al nostro, tutti potenzialmente adatti ad ospitare la vita aliena. La scoperta è contenuta in una ricerca coordinata dall’Università di Liegi (in Belgio) pubblicata sulla rivista Nature che è stata illustrata in una conferenza stampa della Nasa dal sapore speciale per la portata della scoperta. Ormai "non è questione di se ma di quando troveremo la vita extraterrestre" dicono gli scienziati

Come spiegano gli esperti "La configurazione particolarmente favorevole del sistema e le ridotte dimensioni della stella hanno permesso uno studio approfondito delle orbite planetarie. Il team ha analizzato il sistema a diverse lunghezze d’onda, dall’ottico all’infrarosso, e per identificare i pianeti ha sfruttato la tecnica dei transiti."

 

La campagna osservativa è stata intensa, e ha sfruttato un gran numero di telescopi terrestri, tra cui il Very Large Telescope in Cile, i telescopi Trappist South e North (rispettivamente in Cile e Marocco), lo Uk Infrared Telescope alle Hawaii, i telescopi William Herschel e Liverpool a La Palma e il telescopio dell’Osservatorio astronomico del Sudafrica. Oltre a queste osservazioni, la campagna ha potuto contare anche sul telescopio spaziale Spitzer della Nasa, che ha monitorato il sistema per circa 20 giorni a partire dal 19 settembre scorso.

Un sistema planetario eccezionale

l sistema dunque risulta formato da almeno sette pianeti: Trappist-1b, c, d, e, f, g, h (in ordine di distanza dalla stella madre). Per i sei con le orbite più strette è stata ottenuta una stima dei periodi orbitali, che risultano compresi tra 1.5 e 12.4 giorni. La struttura così osservata sembra suggerire che i pianeti si siano formati in regioni più lontane e si siano poi avvicinati in un secondo momento alla stella.

Secondo il coordinatore della ricerca, da Michael Gillon, «è un sistema planetario eccezionale, non solo perché i suoi pianeti sono così numerosi, ma perché hanno tutti dimensioni sorprendentemente simili a quelle della Terra».

TRAPPIST-1 ha una massa che è pari all’8 per cento di quella del Sole, con dimensioni paragonabili a quelle del pianeta Giove, il più grande del nostro sistema solare (il suo diametro è circa 11 volte quello della Terra). Nel cielo notturno terrestre, la stella è visibile (non a occhio nudo) nella costellazione dell’Acquario.

Gillon e colleghi hanno determinato che almeno 6 pianeti sui 7 rilevati sono comparabili con la Terra non solo per quanto riguarda la loro dimensione, ma anche per la temperatura sulla loro superficie. Inoltre, i dati suggeriscono che i sei pianeti più vicini alla stella siano rocciosi, come il nostro. Insomma un mix perfetto per dedurre che ci siano le condizioni per trovare la vita. Non dunque un solo esopianeta, ma un sistema stellare paragonabile al nostro sistema solare, un evento che rilancia questa scoperta come una pietra miliare nella ricerca di vita extraterrestre fuori dal nostro pianeta.

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