Come nacque la Luna ? Nuova ipotesi di impatti multipli

Un gigantesco impatto tra un corpo planetario grande come Marte e la Terra in una fase primordiale dell'evoluzione del nostro pianeta.

E' questo il modello attualmente più accreditato per spiegare la formazione del sistema Terra-Luna, che ora viene però smentito dai risultati di una  simulazione al computer condotta da Raluca Rufu e Oded Aharonson del Weizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele, e Hagai B. Perets, del Technion Israel Institute of Technology ad Aifa. La spiegazione più plausibile, secondo il nuovo studio, pubblicato su "Nature Geoscience", è invece una serie di impatti e non uno singolo di proporzioni gigantesche.

La teoria precedente: singolo impatto e aggregazione successiva di materiali

Il modello del singolo impatto fu proposto a metà degli anni settanta. Le simulazioni numeriche mostravano che una collisione a bassa velocità di un embrione planetario delle dimensioni di Marte con la proto-Terra avrebbe prodotto un disco di materiali molto massiccio e ad alta temperatura, in rotazione con velocità elevata intorno al nostro pianeta. Dall'aggregazione dei materiali del disco si sarebbe poi formata la Luna.

 

Molti dei parametri fisici dell'attuale sistema Terra-Luna sono soddisfatti da questa teoria.

 

Resta però un problema fondamentale: spiegare perché il nostro satellite naturale è composto prevalentemente da materiali di tipo terrestre. Nell'ampia famiglia di oggetti rocciosi del sistema solare, infatti, ciascun elemento della tavola periodica può essere presente nei suoi vari isotopi. Invece, le rocce della Terra e della Luna hanno più o meno la stessa “firma isotopica”: ciò è difficilmente spiegabile nell'ambito della teoria di un singolo gigantesco impatto, che avrebbe prodotto detriti provenienti da entrambi i corpi, a meno che non fossero molto simili tra loro come composizione chimico-fisica.

Una formazione durata milioni di anni ?

Riprendendo un'ipotesi formulata negli anni ottanta, Rufu e colleghi propongono ora un modello diverso, in cui la Luna si sarebbe formata nell'arco di milioni di anni, durante i quali la proto-Terra sarebbe stata bersagliata da diversi corpi: grandi, ma non paragonabili a Marte per dimensioni.

Nelle simulazioni, questi impatti – una ventina in tutto – avrebbero prodotto dischi di detriti, composti per la maggior parte dai materiali di provenienza terrestre. I dischi si sarebbero quindi aggregati fino a formare un piccolo satellite naturale, che infine sarebbe migrato verso l'esterno, raccogliendo altri materiali e dando vita alla Luna.

Secondo gli autori, questo modello spiegherebbe meglio l'attuale composizione di Terra e Luna. Inoltre, sarebbe compatibile con l'idea che gli impatti planetari fossero piuttosto comuni nel corso della "infanzia” del sistema solare, e l'interno della Terra potrebbe ancora portare i segni di questo antico periodo di bombardamento.

Bibliografia e risorse:

+ Le scienze - Ricerca originale pubblicata su su Nature Geoscience

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