La vera storia dei 6 misteriosi segnali captati fuori dalla nostra galassia

Nuovi enigmatici segnali provenienti dallo spazio sono stati captati da un team di scienziati. Già nel mese di marzo si erano rilevati 10 forti impulsi radio provenienti dalla medesima posizione nello spazio profondo. E ora i ricercatori hanno appena appreso che altri sei dei segnali provengono dalla stessa regione, ben oltre la nostra Via Lattea. Naturalmente i tabloid dal Sun, al Daily Mail hanno già rilanciato che sia un tentativo alieno di mettersi in contatto con noi. Ma in tutta questa storia l'unica cosa che sappiamo con certezza è che allo stato dei fatti gli extraterrestri non c'entrano nulla.Tuttavia i Fast Radio Burst rimangono ancora un mistero.

Le sei "esplosioni" sono state registrate arrivando al radiotelescopio di Arecibo a Puerto Rico nell'intervallo di soli 10 minuti l'una dall'altra, tutti provenienti dallo stesso luogo. L'anomalia -o se preferite il fatto intrigante- è che gli ultimi 16 rilevamenti (10 scorsi e i 6 nuovi) sono invece tutti provenienti dalla medesima zona nello spazio profondo, fuori dalla via Lattea. Cosa sta succedendo laggiù ? I FRB hanno una causa univoca? Anche questo non lo sappiamo, ma si tende a escluderlo.

Poco alieni ma molti enigmatici

Partiamo dal principio. Sappiamo etichettare questi segnali, per caratteristiche e durata ma non sappiano esattamente la logo genesi. E' difficilissimo intercettarli perchè durano pochi millesimi, appaiono in punti causali del cielo e non lasciano traccia. Ma c'è una cosa che sappiamo, sono presumibilmente di origine naturale, per cui non sono segnali alieni, o almeno non sembrano. Già da tempo i Fast Radio Burst (FRB), sono croce e delizia degli scienziati. Nel 2012 grazie ad un'osservazione dal radiotelescopio di Arecibo, un team internazionale aveva osservato un FRB il 2 novembre 2012, dimostrando che il suo punto di origine si trovava al di fuori della nostra Galassia. Era seguita una pubblicazione su The Astrophysical Journal.

Ma non sappiamo molto di più, i Fast Radio Burst restano infatti uno dei misteri dell'astrofisica moderna. Ma con la sofisticazione tecnologica siamo destinati a vederne sempre di più. Ad ogni nuova osservazione i media giocano sull'equivoco dell'incognita per tirare fuori alieni e comunicazioni extraterrestri, ma una delle (poche) cose che sappiano è che la loro struttura non fa certo pensare a segnali alieni, anzi esattamente il contrario.

Tra buchi neri e stella a neutroni con altissimi campi magnetici

Potrebbe trattarsi di fenomeni legati all'evaporazione di buchi neri, fusione di stelle di neutroni oppure a brillamenti di magnetar, un tipo di stelle di neutroni con altissimi campi magnetici. Un'altra possibilità è che siano lampi molto più brillanti degli impulsi giganti osservati in alcune pulsar.

La ragione per cui siamo così all'oscuro FRB non è che sono rari - i ricercatori hanno stimato che ci sono circa 2.000 di questi FRBs viaggiano in tutto l'universo ogni giorno - ma che sono così incredibilmente di breve durata che fatichiamo a rilevarli. I loro studi sono recenti. E' solo dal 2007 che abbiamo scoperto i FRB, e solo all'inizio di quest'anno che i ricercatori sono stati abbastanza veloci per osservarne uno in tempo reale. 

 

Ma ora che abbiamo rilevato 16 di tutti i segnali provenienti dallo stesso luogo, gli scienziati potrebbero finalmente cominciare a restringere le opzioni per quello che potrebbe essere la causa delle potenti esplosioni.

I primi 10 impulsi radio rilevati provenienti dalla stessa regione sono stati identificati nel marzo di quest'anno, ma in realtà si sono verificati tra maggio e giugno del 2015. Non solo sono stati questi i primi FRB mai rilevati al di fuori della nostra galassia -tutto il resto tutto sembrava provenire dalla Via Lattea- ma hanno anche creato un modello di ripetizione di segnali diverso da qualsiasi cosa che avevamo visto prima.

IL FRB più luminoso di sempre

Appena un mese fa era stata pubblicata una ricerca su un lampo breve chiamato FRB 150807,  il Fast Radio Burst più luminoso di sempre. Lo studio effettuato da un team internazionale di ricercatori -e apparso su Science- mostrava che grazie al suo bagliore era stato possibile misurare con precisione il materiale interstellare che ha attraversato fino ad arrivare a noi. La scoperta di FRB 150807 è avvenuta durante il monitoraggio di una pulsar galattica, realizzato con il radiotelescopio Parkes in Australia. Grazie a un sistema sviluppato dalla Swinburne University of Technology che permette il rilevamento di segnali in tempo reale, si era scoperto che, sebbene il FRB si trovasse un milione di volte più lontano della pulsar, i campi magnetici nelle loro direzioni sembravano identici. Questo dato confutava l’ipotesi di chi riteneva che i FRB fossero prodotti in ambienti con alta densità di intensi campi magnetici.

L’intensità di FRB 150807 a diverse frequenze radio (il rosso corrisponde a frequenze più basse, il blu a frequenze più alte). Crediti: V. Ravi / Caltech

Stiamo parlando comunque di fenomeno presumibilmente del tutto naturale, ma dalla genesi sconosciuta. Sicuramente nel giro di qualche anno la fattibilità di indagini astrofisiche legate all’osservazione degli FRB migliorerà, saremo in grado di isolare meglio la parte di cielo di provenienza e dare finalmente una spiegazione a un fenomeno che ad oggi rimane inspiegato. Ma in tutto questo gli alieni e gli extraterrestri (purtroppo) allo stato dell'arte non c'entrano nulla. Questo non toglie ne fascino ne interesse al fenomeno.

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