Keplero ha scoperto in 4 mesi più di 1000 pianeti extrasolari

Sono oltre un migliaio i presunti pianeti extrasolari scoperti nei primi quattro mesi di attività del telescopio spaziale Keplero: il 90% dei "candidati" dovrebbe essere confermato dalle successivi osservazioni a terra.

Come spiega il quotidiano spagnolo El Mundo, dei 1.235 possibili pianeti 68 hanno una grandezza simile alla Terra e 54 orbitano nella fascia abitabile attorno alla loro stella: solo 5 tuttavia rispettano contemporaneamente entrambe le condizioni. Keplero è stato lanciato da Cape Canaveral il 7 marzo del 2009: è dotato di un telescopio di dimensioni modeste e di un batteria di macchine fotografiche, puntate su una regione di cielo nella costellazione del Cigno: l'obbiettivo è infatti non quello di ottenere immagini particolarmente sofisticate, ma di registrare le piccolissime variazioni di luminosità provocato dal transito dei pianeti davanti alle rispettive stelle. Una serie di osservazioni orbitali e ottiche da terra è in grado di calcolare la massa del pianeta interessato, il che spiega perché la maggior parte appartenga alla categoria dei "giganti gassosi", i più grandi e massicci e quindi più semplici da rilevare.

Plato: la risposta Europeo a Keplero.

 

La missione PLATO è una delle tre selezionate dall’ente spaziale europeo (ESA) per lo studio di fattibilità nell’ambito di un programma chiamato “ESA Cosmic Vision” 2015-2025. Lo scopo principale della missione è lo studio di sistemi planetari extrasolari tramite identificazione ed analisi dei “transiti” (il passaggio del pianeta davanti alla sua stella).

PLATO (PLanetary Transits and Oscillations of stars) è arrivata quasi all’esame finale. A metà dell’anno prossimo (giugno 2011) ci sarà infatti la scelta di due missioni da finanziare, in una rosa di tre, tra le quali c’è appunto anche PLATO. Il suo obiettivo è la completa caratterizzazione dei pianeti e delle loro stelle ospiti. Questo implica l’analisi sismica delle stelle attorno alle quali orbitano i pianeti. Tramite PLATO si confida di poter ottenere stime precise di età, massa e raggi delle stelle, che sono parametri importantissimi per ricavare le stesse quantità, questa volta per i pianeti.

Una delle idee portanti del progetto è che tutti i sistemi planetari che PLATO scoprirà potranno essere successivamente osservati da Terra e dalla spazio, con altri strumenti (ecco perché PLATO è stato pensato per rilevare solo le stelle più luminose, ma in un amplissimo arco di cielo). Questo, allo scopo di completare la caratterizzazione dei parametri delle orbite, e definire le proprietà fisico-chimiche dei pianeti e delle loro atmosfere.

PLATO è ideato per cercare pianeti attorno a stelle brillanti. In particolare l’attenzione del progetto è verso pianeti simili alla Terra, ovvero piccoli pianeti in orbite con durata paragonabile ad un anno attorno a stelle di tipo solare.

Tra i requisiti scientifici primari sono stati individuati  cinque “campioni” di stelle (al momento i cataloghi sono in corso di definizione), per un totale di più di 250.000 oggetti stellari. Il monitoraggio fotometrico è abbastanza lungo (si pensa superiore ai tre anni). Come già accennato, il campo di vista è molto ampio… anzi davvero enorme: superiore ai mille gradi quadrati (per un veloce confronto, si pensi solo che CoRoT copre appena quattro gradi quadrati, e Keplero arriva a circa cento). La copertura di cielo di PLATO è stimata attorno al 42%, davvero un punto di forza per la missione.

L’equipaggiamento osservativo è di tutto rispetto: abbiamo ben 34 camere a largo campo, divise in quattro set di otto camere ognuna. Ogni set punterà la stessa zona di cielo (per massimizzare il rapporto segnale/rumore); in più sono previste due camere “fast” che dovranno fornire informazioni di “colore” raccogliendo la luce in due diverse bande.

 

Chi vincerà la sfida?

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Commenti: 8
  • #1

    lorenzov (giovedì, 17 febbraio 2011 18:51)

    Sono interessato ma ignorante in merito.
    Qualcuno con "le mani in pasta" potrebbe dare il Suo contributo?
    Stupenda Margherita dove siete?

  • #2

    Marco V (giovedì, 17 febbraio 2011 19:09)

    Caro lorenzov la mappatura dei pianeti extrasolari prosegue a grande ritmo. Di questo passo si perderà il conto delle scoperte.

    Il fatto che se ne siano scoperti solo 5 compatibili con la Terra (per quanto riguarda i parametri di dimensioni e distanza dalla propria stella) non deve ingannare. Sono solo la punta dell'iceberg. Più se ne scopriranno, maggiori saranno le probabilità di presenza di forme di vita complesse ed evolute nella nostra galassia.

  • #3

    kimaka (giovedì, 17 febbraio 2011 23:33)

    purtroppo ne parliamo ancora senza convinzione,almeno per la maggioranza della gente,voglio ripeterlo ancora:le terre sono milioni,nn i pianeti,ripeto i pianeti come la terra sono milioni e prima ci svegliamo meglio e'.Capisco in parte ki fa' il sordo(anke scienziati) perke' li piace lo status quo,ma i ns figli dei figli ci manderanno aff... nel futuro per aver gestito male tutto il problema astronomico ma anke quello ufologico......

  • #4

    marco (giovedì, 17 febbraio 2011 23:42)

    francamente la cosa non mi sorprende molto, già solo considerando il numero di stelle, il numero di galassie e la non definita profondità dello spazio, direi che è quasi scontato che esistano altri pianeti come la terra..bho magari sono io che sono troppo ottimista!

  • #5

    kimaka (venerdì, 18 febbraio 2011 03:09)

    no nn sei ottimista,sei realista......

  • #6

    lorenzov (venerdì, 18 febbraio 2011 07:05)

    Grazie MarcoV.
    Mi sono sempre chiesto se la vita (come presente sulla Terra) in tutte le sue forme, cosi' complessa e varia, cosi' bilanciata e ordinata secondo Natura fosse un'esclusiva del nostro pianeta oppure soltanto concatenazione di eventi evolutisi dalla notte dei tempi.
    I visitatori E.T. finora non hanno ufficialmente dichiarato nulla sulla loro natura e penso sia difficile che tutto, ma proprio tutto venga insabbiato cosi' abilmente.
    Vedremo gli sviluppi delle ricerche o almeno quanto ci sara' propinato.
    Ciao a Tutti e buona giornata.

  • #7

    Marco V (venerdì, 18 febbraio 2011 18:54)

    La vita potrebbe essersi sviluppata in una svariata quantità di modi diversi.
    Noi dobbiamo cercare i pianeti che ci danno maggiori probabilità, poi una volta che li avremo trovati, dovremmo cercare di studiarli nel miglior modo possibile, con i migliori strumenti che abbiamo a disposizione sulla terra. Purtroppo, a meno di progressi tecnologici davvero eclatanti, sarà molto difficile andare sul posto a verificare di persona...
    :)

  • #8

    Guido (domenica, 20 febbraio 2011 22:47)

    Quoto in pieno Marco V (#7). La vita, per quanto ne sappiamo noi, si può essere sviluppata in qualsiasi realtà geologica ed è banale se non quasi ridicolo pensare che la vita si possa essere sviluppata solo in condizioni prettamente simili alle nostre.