Special Lunar Objects

I Transients

Nella categoria dei Transients abbiamo individuato due macro-classi di oggetti:


A)   Transients Orbitali e/o Transients ripresi durante lo svolgimento di operazioni orbitali o di crociera interplanetaria (ref.: NASA – Missioni Apollo 10, 11, 12, 13, 14 e 15; NASA – Missioni Voyager 1 e 2; Ballistic Missile Defense Organization – Strategic Defense Initiative Organization and NASA – Missione Clementine e quindi NASA-ESA-ASI – Missione Cassini/Huygens).

 

All’interno della macro-classe A ricomprendiamo:

A1) oggetti di forma sferica e di colorazione variabile (azzurra, bianca, argentea, dorata e rossa) i quali, caratterizzati dal fatto di essere “in movimento”, si sono avvicinati sensibilmente alle Sonde Terrestri (abitate o solo meccaniche) che li hanno ripresi;

A2) oggetti di forma sferica e di colorazione bianca i quali, pure in movimento, NON si sono – almeno a quanto sappiamo – avvicinati alle predette Sonde Terrestri;

A3) oggetti di forma irregolare e di colorazione indefinita (blu, bianca, argentea) i quali sono stati meramente incrociati dalle Sonde Terrestri durante il loro viaggio, e che non mostravano alcun tipo di movimento;

A4) oggetti luminosi puntiformi, certamente in movimento, ma posti ad una distanza troppo elevata dall’Osservatore per poter essere risolti (Star-Like Objects);

A5) emanazioni luminose ed aloni di varia forma e colore (Flare-Like Lights) le/i quali suggerivano la presenza, al loro interno, di un oggetto di un qualche tipo.

 

B)   Transients Stazionari al suolo e/o Transients ripresi durante lo svolgimento di operazioni al suolo (ref.: NASA – Missioni Apollo 11, 12, 14, 15, 16 e 17; NASA – Missioni Viking Lander 1 e 2; NASA – Missione Soujourner/Pathfinder; NASA – Missioni MER Spirit ed Opportunity).

 

All’interno della macro-classe B ricomprendiamo:

B1) oggetti di forma sferica e di colorazione variabile (azzurra ed argentea) i quali emettono luce propria o riflettono luce ed appaiono poggiati al suolo (come “porzione estranea/anomala” del suolo);

B2) oggetti di forma irregolare non emananti luce propria i quali (apparentemente) sorvolano l’area delle operazioni, ma senza avvicinarsi ad uomini e mezzi;

B3) oggetti di forma irregolare emananti luce propria i quali si comportano come i corpi di cui sub B2);

B4) oggetti luminosi puntiformi, certamente in movimento, ma posti ad una distanza troppo elevata dall’Osservatore per poter essere risolti (Star-Like Objects);

B5) emanazioni luminose ed aloni di varia forma e colore (Flare-Like Lights) le quali suggeriscono la presenza al loro interno, quale sorgente della luce, di un oggetto di un qualche tipo.

Molti Ricercatori e Scienziati professionisti, sia operanti nelle Scienze Classiche, sia attivi nelle Scienze di Confine, hanno già tentato di spiegare gli oggetti che abbiamo dianzi classificato e, in qualche caso, le spiegazioni da loro fornite sono risultate convincenti o, al limite, plausibili; purtroppo, però, in alcuni casi – peraltro decisamente eclatanti – le risposte non ci sono state affatto o, laddove abbozzate/tentate, si sono risolte in dichiarazioni tanto inconsistenti (ed insostanziabili), quanto insignificanti.

 

Il motivo dell’inconsistenza, purtroppo (ed a nostro avviso) è semplice: alcuni Ricercatori (che definiamo “scettici” o “iper-pragmatici”) hanno costruito le loro teorie esplicative dei Fenomeni Anomali sopra elencati partendo dal presupposto secondo cui NON si trattava certamente di Fenomeni Anomali né di Singolarità meritevoli di analisi accurate bensì, per esempio, di semplici e banalissimi errori di ripresa, oppure di pellicole difettose le quali, in sede di sviluppo, evidenziavano la formazione di artefatti fotografici e così via, senza mai escludere (anzi, spesso supportando) l’ipotesi secondo cui le Singolarità in oggetto fossero dei veri e propri falsi.

 

In antitesi a costoro, però, altri Ricercatori (che definiamo “visionari”) hanno costruito le loro teorie partendo dall’idea – opposta rispetto alla precedente – secondo cui i fenomeni ripresi erano CERTAMENTE delle Anomalìe la cui matrice extra-terrestre (ed aliena) era in nuce e cioè nell’evidenza stessa che – in teoria operando serenamente e senza pregiudiziali – doveva essere valutata: ossìa l’immagine controversa.

Inutile dire che, a nostro parere, qualsiasi processo investigativo (scettico o visionario che sia) il quale, partendo da un’idea preconcetta (più simile ad un “Punto di Fede” che ad un “Teorema da Dimostrare”), si snodi interpretando solo le evidenze che la sposano ed ignori o trascuri, nel contempo, tutte le evidenze dubbie o contrarie, è un processo intrinsecamente viziato, erroneo e destinato all’insuccesso.

Che cosa fare, allora? Ebbene, il nostro tentativo di investigazione ed analisi, che speriamo essere – se non altro – idoneo a stimolare la curiosità ed attenzione dei Lettori, non partirà da alcun presupposto.

Noi, insieme a Voi, analizzeremo una serie di immagini controverse e controvertibili (tutte relative alla Classe “A”e cioè, lo ricordiamo: Transients Orbitali e/o Transients ripresi durante lo svolgimento di operazioni orbitali e/o di crociera interplanetaria) cercando di vedere sino a che punto si tratta di possibili Anomalìe o Singolarità e sino a che punto, invece, ci troviamo davanti a vizi dell’immagine, sviste o falsi.

Insomma: la nostra intenzione è quella di non partire da un’idea/ipotesi di partenza che intendiamo dimostrare e quindi addentrarci nell’analisi (più o meno “faziosa”) dell’immagine.

Noi avvieremo e svilupperemo l’indagine partendo dall’unico dato incontrovertibile (in sé) che possediamo: il frame.

Saranno poi la logica, l’esperienza, la Scienza e, certamente, anche la sensibilità individuale a suggerire una possibile spiegazione della possibile Anomalìa. Inutile dire che, in questo campo, spesso (purtroppo) le risposte mancheranno e, anche qualora le avessimo, resteranno risposte controverse e controvertibili, ma una cosa è certa: adottando questo processo di analisi – se non altro – potremo sempre provare di non essere stati guidati da opinioni preconcette, ma soltanto dai risultati (questionabili, ma solo sino ad un certo punto) dall’analisi dei dati disponibili.