Special Lunar Objects

Le Conclusioni

Abbiamo guardato insieme tante immagini e, come avrete potuto notare, il quantitativo di legittimi interrogativi che sorge analizzandole, anche solo superficialmente e sommariamente, è enorme.

Ma c’è – ovviamente – molto di più: esistono innumerevoli documenti, infatti, in termini di immagini e filmati, (anche se in realtà il materiale disponibile per indagare, studiare o divertirsi a guardare in quello che noi amiamo chiamare “Vaso di Pandora” è semplicemente sconfinato!), che suggeriscono, anche al più cauto e scettico dei Ricercatori Scientifici Indipendenti, l’eventualità che qualcosa di strano è presente nello Spazio, dal più vicino (lo spazio circum-terrestre, quello circum-lunare e, più in generale, lo spazio interno) al più lontano, freddo e profondo (da Marte agli Asteroidi e da Giove a Saturno e sino ai confini del Sistema Solare ed oltre).

 

Alcune “conclusioni”, nel senso di mere considerazioni e riflessioni scritte, le abbiamo già tratte, nelle pagine precedenti, stimolati da quello che, di volta in volta, era il “Mistero” che veniva affrontato e (sebbene solo per tentativi) analizzato.

 

Altre “conclusioni”, forse più complete e definitive (per quanto può esserci di definitivo in una Materia come questa…), nonché più prossime al significato esatto della locuzione adottata, potremo svolgerle in futuro, quando avremo – se non più dati (quelli già bastano ed avanzano…) – quantomeno più opinioni, più supporti, più mezzi e più conoscenze.

Un punto nodale della questione, infatti, potrebbe anche essere questo: molti credono che una Scienza di Confine, quale è l’Anomaly-Hunting (o la stessa Ufologia), proprio perché tale, non ammette “conclusioni”.

Le “conclusioni”, secondo costoro, appartengono al solo regno della Matematica, della Fisica e, più in generale, al contesto delle SOLE Scienze “Sperimentabili”.

Scienze che si “fondano”, letteralmente, su dati – per loro Natura – quasi (o del tutto?) “sperimentalmente” indimostrabili, opinabili, non supportabili in maniera adeguata e – sovente – insostanziabili, secondo molti, NON SONO SCIENZE.

Forse costoro hanno ragione, e forse no, ma un dato è sicuro (e qui sposiamo l’autorevole opinione di un ottimo Ricercatore Italiano, il Dr Alessio Feltri): anche fra le Scienze “Esatte” – e qui ci mettiamo, in primis, l’Astronomia e l’Astrofisica – esistono elementi (“porzioni” di esse) i cui postulati, anche in questo caso per loro stessa Natura, NON SONO SPERIMENTABILI NE’ DIMOSTRABILI SPERIMENTALMENTE.

Non siete d’accordo?

E allora pensate a concetti (alcuni anche semplici e di conoscenza comune, altri…un po’ meno…) quali “Gamma-ray Burst”, “Quasar”, “Supernova”, “Velocità Radiale (delle stelle)”, “Collasso Gravitazionale”, “Buco-Nero” e così via.

Pensate davvero che fenomenologie come quelle qui sopra menzionate possano essere DIMOSTRATE attraverso una loro ricostruzione in laboratorio (e cioè in condizioni totalmente pre-definite e controllate, ergo studiabili “step-by-step” nel loro divenire)?

O forse, nei concetti definiti dalle parole “velocità radiale” o “buco nero”, ad esempio, si celano soltanto delle (più che) ragionevoli assunzioni e deduzioni, basate sull’osservazione della Natura (la forma più antica e più pura di studio, probabilmente) e quindi sull’esecuzione di micro-esperimenti solo teoricamente, oltre che logicamente, correlati ai macro-eventi che essi vorrebbero cercare di spiegare?

Possiamo “distorcere” lo Spazio-Tempo in condizioni controllate e quindi verificare in laboratorio l’effetto conosciuto come “Lente Gravitazionale”?

Possiamo concentrare, in uno spazio limitato, tanta materia al punto tale da creare un equivalente “minore” (rectius “sperimentale”) di Buco Nero?

Siamo realmente certi che la Velocità Limite nell’Universo sia la Velocità della Luce?

E allora come spiegare i Tachioni?

Come spiegare i Paradossi?

Come spiegare la “costante meraviglia” che dovrebbe caratterizzare, anche se solo in teoria, l’atteggiamento di tutti gli Uomini di Scienza?

Di cosa dovremmo mai meravigliarci, infatti, se tutto (o quasi tutto) è già stato spiegato o è spiegabile con i mezzi che possediamo?

E ritornando al punto: se quanto abbiamo scritto prima è corretto, allora l’unica conclusione accettabile è che l’Astronomia e l’Astrofisica, proprio perché “Scienze” che studiano ed interpretano fenomeni i quali, per loro Natura, non sono ricostruibili in laboratorio (e dunque risultano sperimentalmente indimostrabili, ma sono investigabili solo mediante osservazione diretta, uso della logica deduttiva e buon senso), NON SONO SCIENZE.

Ovviamente non è così: lo sappiamo noi, lo sapete Voi, lo sanno (benissimo) Astronomi ed Astrofisici.

Abbiamo solo fatto un po’ di Dialettica.

Solo parole, naturalmente: solo un mucchio di parole per tentare di “dimostrare” – guarda caso… – che la Verità non è qualcosa che può essere investigata (e scoperta) solo se si svolge una determinata Professione, se si lavora in un laboratorio super-attrezzato o soltanto se si possiede una “mente matematica”.

La Verità è molto più sottile.

La Verità, nel Settore dell’Anomaly Hunting, dell’Ufologia e di tutto quanto appartiene a questo Universo Intellettuale che chiamiamo “Scienza di Confine”, condivide la stessa Natura ed il medesimo significato che essa possiede allorché essa viene “investigata” e “scoperta” operando nel settore conosciuto come “Scienza Convenzionale”. 

E allora qual è il problema?

Il problema (se non l’unico, certo il maggiore) è che il linguaggio fra queste due “Scienze” è diverso, gli Esseri Umani che le incarnano e le rendono vive, sono diversi; le loro formae mentis sono diverse, i loro approcci ed i loro metodi sono diversi.

E questo problema della diversità di linguaggio, alla fine, diventa il punto nodale dell’intera questione: i Ricercatori e gli Scienziati Convenzionali parlano con i Ricercatori e gli Scienziati “di Confine” (o vice-versa) e...non si capiscono.

Tra il non capirsi – che è legittimo – e l’escludere reciprocamente la validità (o anche solo l’attendibilità) di quello che entrambi gli schieramenti studiano, investigano, producono, divulgano etc. il passo è breve, anche se, fra il “non capirsi” ed il “disconoscersi reciprocamente” esiste una differenza enorme e sostanziale.

La medesima differenza che passa fra il “cercare la Verità” ed il “credere di possederla”.

Ma qui scivoliamo nella Filosofia e quindi…usciamo dal tema iniziale.

L’unica conclusione possibile ed auspicabile, quindi, è che le Scienze Consolidate e le Scienze Nuove (o di Confine) vengano – almeno in parte – riunite, creando una Base di Studio prima e dei Professionisti poi i quali siano capaci, si, di analizzare matematicamente (fisicamente, chimicamente etc.) i “fenomeni” della Natura, ma anche abbastanza intelligenti ed umili da capire che le Leggi e le Sperimentazioni le quali permettono ad un “fenomeno” della Natura che viene investigato di essere, nel tempo, spiegato e chiarito, non esauriscono il “fenomeno” oggetto di indagine, né – tanto meno – la Realtà alla quale esso accede e del quale esso costituisce un’espressione singola e limitata.

Questa “fusione” di Scienze, di Culture e di Sensibilità, secondo alcuni, non avverrà mai; secondo altri, invece, avverrà in un Futuro molto-molto lontano e – ad oggi – indeterminabile.

Comunque sia, questo Futuro, a nostro avviso, se e quando arriverà, sancirà l’alba di una Nuova Civiltà la quale – con ogni probabilità – sarà realmente “Illuminata” e profondamente diversa da quella attuale.

Una Nuova Civiltà, che avrà una Nuova Scienza (realmente Universale) e che maturerà, con essa, una Nuova Coscienza: l’Alba – finalmente! – dell’Età della Ragione.

L’Alba, come dicono alcuni, dell’“Anno del Centauro”.