Speciale Lunar Objects

Anomalie e Singolarità

Non esiste una “Scienza” (sia essa “Classica” – tipo la Fisica, la Chimica o la stessa Astronomia – o “Nuova” e “Di Confine” – come l’“Archeologia Spaziale”, l’“Anomaly Hunting” o l’“Ufologia” ) che non contempli una qualche definizione.

Nel campo che abbiamo deciso di studiare e che, scelte professionali a parte, si orienta con decisione verso quelle Discipline che vengono comunemente conosciute come “Aree (o “Scienze” vere e proprie) di Confine”, un posto sicuramente importante – se non altro per creare un linguaggio “comune” fra chi parla e chi ascolta – è occupato proprio dalle Definizioni.

Ma una premessa – l’ultima, davvero! – è ancora necessaria: molti Astronomi, al pari di innumerevoli Appassionati di Astronomia, hanno avuto occasione, alzando gli occhi al cielo, di cogliere dettagli curiosi i quali, dopo essere stati trasportati in un contesto più ampio ed articolato, sono stati chiamati “Anomalìe” (con ciò intendendosi “tutti quei rilievi e/od oggetti posti sulla superficie di un qualsiasi Corpo Celeste – Terra inclusa – le cui caratteristiche esteriori ed apparenti inducono l’Osservatore ad escludere la loro origine naturale e/o il loro essere “indigeni” del luogo in cui essi appaiono e/o si trovano nel momento in cui sono stati scoperti/individuati”) e “Singolarità” (con ciò intendendosi, invece “tutti quei rilievi e/od oggetti posti sulla superficie di un qualsiasi Corpo Celeste – Terra inclusa – aventi un’origine naturale, ma le cui caratteristiche esteriori ed apparenti inducono l’Osservatore a ritenere che, su di essi, possano essere intervenuti processi modificativi diversi ed ulteriori rispetto a quelli geologici e/o climatici”.

La Luna (anzi: l’osservazione della Luna), anche se non sono in molti – almeno ufficialmente e pubblicamente – ad averlo notato e ad averne preso atto, costituisce una vera e propria fucina di Anomalìe e Singolarità.

Nota 1:     si parla di Anomalìe e Singolarità anche per indicare “oggetti che non poggiano su alcun Corpo Celeste, ma che si trovano in volo o stazionari nello spazio”.

In questo caso, quando ci riferiamo ad un’Anomalia, ad es. Orbitale, facciamo riferimento ad un oggetto di apparente/presumibile origine NON naturale, mentre quando parliamo di Singolarità facciamo riferimento ad un oggetto “strano” ma di apparente/presumibile originale naturale).

 

Fra esse, un posto di indubbio e storico rilievo è occupato dai Fenomeni Lunari Transitori (o F.L.T. o T.L.P., in accordo alla terminologia internazionale di riferimento), i quali si possono sostanziare e manifestare come:

 

1)    “lampi e/o bagliori estemporanei” veri e propri (noti come “Lunar Flashes”) i quali possono interessare, per una frazione di secondo, una Regione Lunare – apparentemente – di modestissime dimensioni;

2)    “luci stazionarie” (fisse e/o, più spesso, tremolanti, simili a stelle viste al telescopio) di color bianco e/o rosso e/o blu (note come “Lunar Flares”) le quali restano visibili su aree circoscritte – per lo più puntiformi, dal punto di vista dell’Osservatore – della superficie lunare per determinati periodi di tempo che vanno dai pochi minuti alle svariate ore e, infine,

3)    improvvisi e difficilmente spiegabili “annebbiamenti” (anche noti come “Fogging”) di alcune Regioni Lunari (sovente poste all’interno o sui margini di crateri) le quali, per un periodo di tempo (di regola) breve, divengono invisibili oppure appaiono “offuscate” agli Osservatori Terrestri, anche ancorché questi ultimi si trovino in condizioni di seeing ottimale.

Dopo i F.L.T./T.L.P., si collocano gli Extra Lunar Objects (o E.L.O.) i quali, in accordo alla definizione adottata dall’A.L.P.O. (Association of Lunar and Planetary Observers), sono “oggetti NON poggiati sulla superficie della Luna (ossìa NON appartenenti alla Luna) i quali, tuttavia, appaiono – agli Osservatori Terrestri – prossimi alla superficie lunare stessa e non mostrano alcun movimento apparente” (il che significa, in altre parole, che si dovrebbe  trattare di “oggetti” i quali, anche se si “sovrappongono” (ma solo dal nostro punto di vista, ovviamente) ai rilievi lunari, in realtà non fanno parte della Luna (anzi: stazionano ad una certa distanza dalla medesima), sembrano (relativamente) vicini ad essa e, infine, appaiono stazionari (fermi, insomma).

In (relativa) contrapposizione a questi E.L.O., i quali (lo ribadiamo) sembrano immobili a chi li guarda, esistono i cosiddetti “Fast-Walkers” o “Fast Moving Objects” – e cioè i Veloci Camminatori oppure Oggetti in Rapido Movimento – che, a differenza degli E.L.O., sono corpi NON necessariamente prossimi alla Luna (possono anche esserlo, ma non è detto) e che, dal punto di vista degli Osservatori Terrestri, si muovono rapidamente davanti al disco lunare (da cui il termine “Fast” à veloce “Walker” à camminatore).

Inutile dire che, dal punto di vista di un Osservatore situato sulla Terra (e cioè qualcuno che “osserva la Luna dalla superficie della Terra”), ambedue le Classi di oggetti sopra descritte e definite possono, spesso ed a pieno titolo, richiamare, coinvolgere e/od identificare degli O.V.N.I. (Oggetti Volanti Non Identificati) i quali sono più familiarmente noti anche come U.F.O. (Unidentified Flying Object): l’acronimo internazionale che identifica tutti quegli oggetti che:

1)    volano e

2)    posseggono caratteristiche le quali li rendono non (immediatamente) identificabili – e, come dice qualcuno, non immediatamente riconoscibili (e qualcuno aggiunge alla definizione la frase “come velivoli di origine terrestre”).

 

Tutto semplice?

Diremmo proprio di no, per svariati ordini di motivi: il primo e, a parere di chi scrive, il più importante, attiene proprio il presupposto essenziale delle definizioni viste sino ad ora.

Gli E.L.O. ed i F.M.O. coinvolgono ed implicano la circostanza per cui questi “oggetti” sono il risultato di una “osservazione” effettuata da Terra”.

Ora, sapendo che la distanza media Terra-Luna, per esigua che sia (in termini cosmici) è pur sempre una bella distanza in termini terrestri (e cioè poco più di 380.000 Km), la prima conclusione razionale che dovremmo trarre, a proposito degli E.L.O. (oggetti, lo ripetiamo, che NON stazionano sulla Luna ma che sembrano però più VICINI alla Luna che alla Terra ed i quali, dal nostro punto di vista, appaiono FERMI) è che si tratti di oggetti di dimensioni quantomeno considerevoli.

Perché?  Perché – ovviamente – se così non fosse…Non riusciremmo a vederli!

Ora, se questa premessa logica è corretta, noi dovremmo supporre che gli Extra Lunar Objects, qualora fossero effettivamente – ed in accordo alla definizione – dei corpi prossimi alla Superficie Lunare, stazionari, e visibili da 380.000 Km di distanza, essi dovrebbero anche (ed inevitabilmente) essere corpi grandi (magari) quanto intere città terrestri.

E attenzione: non parliamo di “città qualsiasi”, si badi: essi, per essere visibili da Terra, dovrebbero essere grandi quanto delle autentiche megalopoli (tipo Città del Messico, Los Angeles, Tokio o Houston).

Città “volanti” che, per qualche strano motivo, si trovano in cielo, fra Terra e Luna, ma più vicine alla Luna.
Basta questa considerazione – a nostro parere ovvia – per ricondurre gli Extra Lunar Objects (a pieno titolo!) nella più generale – ma certo non meno affascinante – categoria degli Oggetti Volanti Non Identificati di (presumibile) origine Extraterrestre.

Diverso è invece il discorso che va fatto per i Fast-Walkers (o Fast Moving Objects): per essi, infatti, non si presuppone la loro vicinanza alla Luna: essi sono semplicemente degli oggetti che, dal punto di vista dell’Osservatore, attraversano, ad un certo punto, il disco lunare.

La storia (e le testimonianze) ci insegnano che, in un’ampia maggioranza di casi (e qui possiamo annoverare anche qualche nostra esperienza diretta), si trattava di aerei (per lo più), di satelliti artificiali (qualche volta) e – incredibile ma vero – spesso di semplici uccelli!

Stormi di anatre, per l’esattezza, le quali, viste attraverso un telescopio, apparivano – giustamente – come gruppi di Oggetti (puntiformi) Volanti Non Identificati, in rapido (e solo apparente) passaggio davanti al disco lunare.

Certo, il caso delle anatre (per altro frequente e famoso) è un caso limite, ma la sostanza – per chi volesse fare una ricerca seria ed approfondita su questo argomento, non cambia: se la definizione di E.L.O. implica – diremmo quasi necessariamente ed inevitabilmente – la nozione di U.F.O. (nel senso di oggetto “extraterrestre”), altrettanto non si può dire per i F.M.O. i quali, sempre per definizione, possono essere qualsiasi cosa: tanto terrestre (piccola e vicina all’Osservatore), quanto extraterrestre (ed in tal caso gigantesca e lontana).

Ma un fatto è certo, a nostro parere, e cioè che sia la nozione di E.L.O., sia quella di F.M.O. considerano un solo punto di vista (quello dell’Osservatore che guarda DALLA Terra) e trascurano – commettendo un errore piuttosto grave –, tutti quegli oggetti SICURAMENTE più vicini alla Luna che alla Terra i quali vennero visti e ripetutamente fotografati sia dagli Astronauti nel corso delle Missioni Apollo, sia da Sonde Automatiche, prima, durante e soprattutto dopo l’Epopea Apollo.

Il fatto che l’avvistamento di questi oggetti – chiaramente “volanti” ed ovviamente “non identificati” – non abbia ricevuto una particolare eco negli ambienti dei Ricercatori Scientifici (presumiamo per la solita paura di non sapere “cosa dire” e “come spiegare”…) non rende questi sightings meno importanti o, comunque, non meritevoli di una trattazione quanto più possibile precisa, dettagliata e, per evidenti motivi di credibilità, pragmatica. 

Ora, infatti, andremo ad esaminare proprio questa (secondo noi nuova) classe di oggetti che abbiamo classificato – molto semplicemente – come Transients (ossìa tutti quei corpi i quali, a prescindere dalle loro forme e dimensioni effettive, non sono – quantomeno ufficialmente – correlati a missioni umane, presentano caratteristiche tali da classificarli a tutti gli effetti come aventi una matrice extraterrestre e che si possono incontrare a partire dal Punto Neutro – e cioè il luogo in cui la forza attrattiva della Terra viene eguagliata da quella della Luna e che è posto ad una distanza di circa 340.000 Km dalla Terra – passando quindi dallo spazio circum-lunare e per giungere sino allo spazio profondo).

 

Nota 2:     in realtà esisterebbe anche una Categoria di Oggetti che condivide sia la natura degli E.L.O., sia quella dei F.M.O.. Essa andrebbe a comprendere, infatti, tutti quegli oggetti i quali, dal punto di vista dell’osservatore terrestre, non solo appaiono in movimento, ma sono anche certamente prossimi alla Luna poiché, nel loro movimento, proiettano ombra sulla superficie lunare (esiste uno straordinario – ed autentico – filmato il quale dimostra l’esistenza di questo tertium genus di oggetti i quali, laddove effettivamente “misurati”, riteniamo che dovrebbero essere – semplicemente – di dimensioni enormi, almeno in rapporto a quelli che sono i medi standard dimensionali terrestri).