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Astronomia | Tutti gli articoli

 

mer

25

gen

2012

L'eruzione solare più intensa degli ultimi 7 anni

Alle 4.59 (ora italiana) del mattino di lunedì 23 gennaio, le strumentazioni del Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA hanno rilevato una nuova intensa eruzione solare.

Il fenomeno si è originato in una zona del Sole molto attiva in questo periodo e secondo gli esperti dovrebbe causare la tempesta solare più intensa degli ultimi sette anni. Oltre che dallo SDO, l’eruzione è stata rilevata e osservata anche dai sistemi del Solar Heliospheric Observatory (SOHO) e dalla missione SOlar TErrestrial RElations Observatory (STEREO).

A seguire il video.

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lun

23

gen

2012

Viaggio alla scoperta dei telescopi ottici del futuro

Guardare le stelle e non solo, è sempre stato basilare per il progresso delle conoscenze universali dell'uomo. I nostri occhi però non bastano, e allora ci serviamo dei telescopi. Galileo Galilei fu il pioniere, ed ora siamo a livelli quasi fantascientifici. Facciamo il punto della situazione sui giganteschi telescopi ottici per il prossimo decennio. Così costosi e complimati che nessuna nazione è in grado di costruirli da sola, ma neanche nessun continente. Il 2012 sarà un anno cruciale per il destino dei super telescopi ottici attualmente in sviluppo. L'istituto Nazionale di Astrofisica ci aiuta a capire a che punto siamo e cosa ci riserverà il futuro.

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ven

20

gen

2012

Nasa ancora sotto accusa: copre navicelle ufo triangolari

Ancora una volta, i teorici della cospirazione aliena hanno tentato di usare pubblicamente le immagini disponibili nell'archivio NASA per dimostrare che l'agenzia spaziale è impegnata in un elaborato cover-up ufologicoE, ancora una volta, sono stati smentiti sia dall'agenzia che dalle leggi della fisica.

Questa volta, si è richiamata l'attenzione sulle peculiarità di nuovi filmati catturati da un telescopio a bordo della NASA STEREO-B - una coppia di sonde parcheggiate su entrambi i lati del Sole che, insieme, forniscono una visione a 360 gradi del sistema solare nella sua interezza.

Il filmato mostra Venere, la Terra e, sul lato opposto del campo di vista, un misterioso oggetto triangolare che si sta dirigendo verso di noi. Cosa sia è il punto dell'accusa alla Nasa.

Secondo gli ufologi è una nave spaziale. Secondo il buon senso no.

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gio

12

gen

2012

La via Lattea è stracolma di pianeti ?

Nel corso degli ultimi mesi diversi gruppi di ricerca hanno scoperto nuovi pianeti extrasolari, cioè in orbita intorno a una stella diversa dal Sole e quindi esterni al nostro sistema solare. La ricerca di questo tipo di corpi celesti non è semplice e richiede particolari osservazioni e misurazioni del cielo, condizioni che fino a ora hanno impedito di fare previsioni attendibili sul numero di esopianeti esistenti là fuori. È stata indicata la possibile presenza di circa 700 pianeti nella Via Lattea, la nostra galassia, ma si tratta di un numero molto basso se confrontato con la quantità enorme di stelle che si trovano entro i suoi confini e secondo una recente ricerca la stima andrebbe enormemente aumentata.

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mer

11

gen

2012

L'enigma dei 12 segnali del Seti: sono extraterrestri ?

In questi ultimi giorni una notizia curiosa e affascinante è venuta dall'altra sponda dell'oceano Atlantico12 segnali, considerati "intriganti" sono stati pubblicati in questi giorni dai ricercatori all'Università di Berkeley, che li ha analizzati e ha fatto alcune considerazioni. Tanto è bastato per scatenare un putiferio tra voci di segnali alieni e smentite con tanto di comunicati stampa. Secondo quanto dichiarato si tratterebbe di frequenze strette, molto più strette di quelle prodotte da eventuali fenomeni astrofisici conosciuti, che variano in frequenza con il tempo, come ci si aspetterebbe a causa dell’effetto doppler imposte dal moto relativo del trasmettitore e il telescopio radio ricevente. Tuttavia da Berkeley catalogano questi segnali come interferenze, disturbi dello spettro, che per ora è non solo prematuro, ma anche assurdo paragonare a segnali intelligenti. Ma qualcuno non ci crede e si chiede se non sia una marcia indietro. 

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mer

07

dic

2011

Kepler 22B, una nuova speranza per cercare vita aliena

La missione Kepler della Nasa era stata concepita alla scopo di trovare potenziali nuove Terre. All'epoca sembrava una "mission impossibile", invece, già a febbraio scorso, ci si è resi conto che lo scopo ambiziosissimo della missione poteva essere a portata di mano. L'ultimo ospite stellare scoperto dalla sonda è stato battezzato Kepler 22B, ha dimensioni circa doppie di quelle della Terra ed orbita la sua stella (che è un po' più piccola del Sole) in 290 giorni. E' nella fascia abitabile e sembra essere un ottimo candidato per ospitare la vita. Ma non è certo l'unico. Osservando sempre la stessa regione del cielo, nella costellazione del Cigno, Kepler registra continuamente il flusso di milioni di stelle allo scopo di misurare la piccola variazione prodotta dal transito di un pianeta contro il disco della sua stella. Una piccola ombra che produce una variazione di pochi centesimi, se non pochi millesimi, dei flussi misurati. Per questo è necessario uno strumento spaziale, che operi al di sopra delle fluttuazioni indotte dall'atmosfera terrestre. Tre diminuzioni spaziate dallo stesso intervallo di tempo sono la firma di un potenziale pianeta che viene così iscritto alla lista dei candidati prodotta, e continuamente aggiornata, dalla missione Kepler. Ogni candidato va poi controllato con misure da terra oppure con ulteriori transiti. Ma come deve essere un pianeta per essere potenzialmente abitabile?

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ven

18

nov

2011

Acqua liquida sotto Europa la luna di Giove: e se ci fosse anche vita?

Gli scienziati della Nasa hanno raccolto nuove prove che confermano la presenza di acqua allo stato liquido poco sotto la superficie ghiacciata di Europa, uno dei 64 satelliti di Giove, rendendo sempre più plausibile la presenza di forme di vita. Lo spiega bene una ricerca dell'università del Texas in merito che si occupa dei grandi laghi ghiacciati del satellite più interessante di Giove.
Secondo un nuovo studio che sarà pubblicato sulla rivista Nature, gli scienziati hanno rilevato la presenza di laghi a soli tre chilometri dalla crosta di ghiaccio che ricopre il satellite. Gli scienziati ipotizzano che l'acqua più superficiale si mescoli con quella degli oceani presenti su Europa a circa 30 chilometri di profondità, trasferendo sostanze nutritive in acque la cui temperatura, prossima a zero gradi centigradi, potrebbe permettere lo sviluppo di forme di vita. 

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mer

02

nov

2011

L'8 Novembre arriva "2005 YU55" l'asteroide che accarezzerà la Terra

Il momento è arrivato. Non spaventatevi stiamo solo parlando dell'asteroide 2005 YU55 che sarà protagonista di uno spettacolare incontro ravvicinato con la Terra il prossimo 8 Novembre . Arriverà più vicino a noi della Luna, a poco più di 300.000 km di distanza. Nessun rischio per il nostro pianeta, come avevamo già ampiamento spiegato il 14 Aprile scorso in queste pagine. Bisogna solo prepararsi ad uno show in prima fila per l’Italia, che avrà l’asteroide ben visibile nel momento clou del passaggio. In questa fase finale viene seguito quattro ore ogni giorno dalla parabola di Goldstone, in California, di solito impegnata nel comunicare con le sonde interplanetarie della Nasa. Ciò consente di affinare ancora di più il disegno del percorso. A seguire l'orbita animata dell'asteroide e le istruzioni per seguire l'evento online

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sab

29

ott

2011

Il sole che verrà, cosa ci aspetta tra siccità ed ere glaciali

Quando si parla dell’attività solare e dei cicli di minimo e massimo della nostra stella si entra in un campo insidioso. Al momento non esistono modelli che permettano di prevedere nel dettaglio il comportamento del Sole, se non a grandi linee. Eppure sono sempre più frequenti articoli e ipotesi su cosa ci aspetta nei prossimi anni, che spaziano da scenari caldi ad altri gelidi. Luca Nobili dell'Istituto nazionale di astrofisica ci spiega nel dettaglio cosa potrà succedere (forse) nel futuro.

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lun

24

ott

2011

Un meteorite gigante contro la Terra, ma è una simulazione

Quale livello di distruzione verrebbe raggiunto sulla Terra in caso di impatto con un grande meteorite? Un nuovo studio della Princeton University e della Ludwig-Maximilians-Universität a Monaco di Baviera ha ora affrontato il problema elaborando un modello computerizzato del fallout sismico, che ha importanti implicazioni anche per la conoscenza della superficie e dell'interno del pianeta sulle collisioni avvenute nel passato. Il modello tiene conto della forma ellittica della Terra, delle caratteristiche della superficie e della profondità degli oceani per prevedere la propagazione sismica nel caso di impatto con un meteorite effettivamente caduto sulla Terra 65 milioni di anni fa, che ha prodotto il cratere di Chicxulub, in Messico, che secondo le stime aveva una potenza equivalente a 2 milioni di volte una bomba all'idrogeno e che potrebbe avere causato l'estinzione dei dinosauri. A seguire i dettagli dello studio.

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mer

19

ott

2011

Rosat, nuovo satellite in caduta libera sulla Terra

A nemmeno un mese dal rientro del satellite americano Uars, un altro satellite si prepara a impattare nell'atmosfera fra il 21 e il 25 ottobre. Si tratta di Rosat (ROentgen SATellite), il telescopio spaziale per l'osservazione del cielo ai raggi X lanciato nel 1990 dalla Nasa e gestito dall'Agenzia spaziale tedesca Dlr. Proprio come e' accaduto un mese fa, non si esclude che i materiali fortemente resistenti al calore che costituiscono il satellite possano in parte 'sopravvivere' all'impatto con l'atmosfera. Tanto che, secondo le stime della Dlr, almeno una trentina di frammenti potrebbero raggiungere la Terra nel raggio di circa 80 chilometri. Il piu' grande potrebbe probabilmente essere il grande specchio del telescopio spaziale, dal peso di 1,7 tonnellate. Tuttavia, proprio come e' accaduto un mese fa, al momento non e' possibile prevedere su quale area della Terra potra' avvenire l'impatto perche' sono numerosi i fattori che influenzano il movimento del satellite e che fino all'ultimo istante possono orientarlo diversamente. Vediamo i dettagli.

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ven

07

ott

2011

Cassini ricostruisce la più grande mappa di Titano a colori

E' stata ottenuta la mappa a colori della superficie di Titano, il piu' grande satellite di Saturno, grazie alle immagini raccolte in sei anni dalla missione Cassini. Questo particolare mosaico e' stato ricostruito da un gruppo internazionale di astronomi coordinato dall'universita' francese di Nantes.
La mappa si basa sulle immagini a infrarossi raccolte dallo spettrometro Vims (Visual and Infrared Mapping Spectrometer) della sonda Cassini nel corso dei primi settanta passaggi ravvicinati di Titano. Ogni immagine e' stata corretta e filtrata in modo da ridurre le differenze dovute alle condizioni di luminosita' e alle distorsioni causate dall'atmosfera spessa e opaca, fatta principalmente di azoto. A seguire le immagini.

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ven

30

set

2011

La Nasa ridimensiona il rischio asteroidi dopo la ricerca Neowise

Quant'è grande il pericolo che la Terra venga distrutta dall'alto? Basso secondo gli ultimi studi della Nasa, coaudiuvati dal Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) che per 4 mesi in ha praticato una ricerca dettagliata di asteroidi per mapparne composizione, quantità e orbita. Il progetto denominato NEOWISE, ha dato solo oggi i risultati finali a causa di un'enorme mole di dati da analizzare, nonostante la missione si sia conclusa a Febbraio 2011. Alla fine è risultato che ci sono meno asteroidi vicini all'orbita della Terra rispetto a quanto si pensava. I dati indicano anche come la NASA è riuscita in questi ultimi anni a scoprire circa il 93% di tutti gli asteroidi più grossi di 1 km in diametro (potenzialmente devastanti a livello planetario), raggiungendo così l'obbiettivo fissato con il Congresso degli USA, nel 1998. Il numero di asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra scende così a 19.500, e non 35.000 come si pensava.

A seguire i dettagli della ricerca.

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mar

20

set

2011

La lezione della cometa Elenin, l'apocalisse è ancora lontana

La cometa Elenin, resa celebre dell'ondata di pettegolezzi catastrofistici che avevamo già smontato a suo tempo, si è praticamente disintegrata, e non è riuscita a sopravvivere al suo passaggio ravvicinato con il Sole. E’ questo il responso dopo che il 19 Agosto il corpo è stato investito da un intensissimo brillamento solare e da una massiccia espulsione di massa coronale, che ha causato una drastica diminuzione della sua luminosità dovuta probabilmente alla imminente disgregazione del suo nucleo. Il violentissimo vento solare non solo ha demolito buona parte della cometa, ma ha anche fermato la sublimazione dei composti volatili che la formano la scia impedendo che si riformi. Cosa potrebbe accadere in seguito a questo fenomeno? Se la cometa dovesse frammentarsi in più pezzi, questi non modificheranno l’orbita del progenitore per poi disperdersi nello spazio profondo. Solo nel caso in cui la Terra dovesse attraversare questa porzione di spazio si verificherebbe un’eccezionale pioggia di meteore, anche più spettacolare delle famose Perseidi, che tutti noi conosciamo come le ”lacrime di San Lorenzo”, e che in realtà sono i frammenti della cometa Swift-Tuttle. Infatti disgregazione cometaria è un fenomeno tutt’altro che raro.

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gio

15

set

2011

Space Launch System: Nasa presenta il razzo che ci porterà su Marte

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mar

13

set

2011

Scoperti altri 50 pianeti extrasolari, superata quota 600

ll numero dei pianeti extrasolari che orbitano attorno ad altre stelle, e di cui l’esistenza è certa, ha superato la soglia dei 600. Un gruppo di astronomi europei ha infatti annunciato oggi la scoperta di più di 50 nuovi esopianeti trovati conHARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher), che fa parte degli strumenti di cui è dotato il telescopio da 3,60 metri dell’Osservatorio Australe Europeo (ESO; La Silla, Cile). Si tratta del più avanzato ed efficiente cacciatore di esopianeti basato a terra. Tra i nuovi arrivati ci sono 16 super-Terre, una delle quali orbita al confine della “zona abitabile” della propria stella – la stretta fascia attorno a ogni stella in cui le temperature permettono l’esistenza dell’acqua in forma liquida, se le condizioni sono favorevoli. Studiando le proprietà dei nuovi pianeti trovati finora da HARPS, l’equipe ha inoltre potuto accertare che sulla base delle scoperte finora fatte circa il 40% delle stelle simili al Sole hanno almeno un pianeta meno massiccio di Saturno. Uno tra gli ultimi esopianeti scoperti è nella fascia abitabile.

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mar

06

set

2011

E se la materia oscura fosse solo un'illusione ?

Illusione o realtà? Un nuovo studio avanza forti dubbi sulla materia oscura, la sostanza invisibile che costituirebbe quasi un quarto dell'intero contenuto dell'universo dell'universo. I fenomeni che le sono attribuiti sarebbero invece causati da interazioni gravitazionali tra effimere particelle di materia e antimateria. L'esistenza della materia oscura fu ipotizzata per la prima volta nel 1933, per spiegare una serie di osservazioni anomale sulla velocità di rotazione degli ammassi di galassie. Secondo i calcoli, la materia presente negli ammassi avrebbe dovuto esercitare un'attrazione gravitazionale insufficiente a tenere unite le galassie esterne, che quindi, a quelle velocità di rotazione, sarebbero dovute "schizzare via". La nuova teoria ipotizzò che le galassie fossero circondate da aloni di materia invisibile, la cui massa esercitava un'attrazione gravitazionale tale da tenere uniti gli ammassi.
Nel suo nuovo studio, delineato nella rivista Astrophysics and Space Science, il fisico Dragan Hajdukovic del CERN, il Centro europeo di ricerca nucleare di Ginevra, propone una spiegazione alternativa, basata su quella che lo studioso definisce "la polarizzazione gravitazionale del vuoto quantistico".

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sab

20

ago

2011

Nasa avverte l'umanità: se cresce l'inquinamento arrivano gli alieni

Il giornale riporta una notizia curiosa, in realtà citando uno studio realizzato da esperti della università della Pennsylvania e della NASA e pubblicata sulla rivista accademica Acta Astronautica. In pratica l’umanità deve tagliare le emissioni di gas serra, altrimenti sarà spazzata via dagli alieni.
Detta cos' sembra roba poco resia, ma in realtà il ragionamento non fa una grinza. Secondo i professori, le creature provenienti dallo spazio ci potrebbero attaccare «al fine di rendere la galassia un posto migliore dove vivere». I dischi volanti avvistati qua seguendo il filo del ragionamento in realtà ci scrutano per capire se diventiamo un pericolo per noi stessi e per l'universo cosmico.  Le conclusioni arriveranno in base all’inquinamento. Noi abbiamo cambiato la composizione dell’atmosfera, ed eliminato numerose specie animali. Inoltre siamo in una fase di rapido sviluppo tecnologico. Quindi gli Ufo ecologisti potrebbero sterminarci per evitare che un domani ci saltasse per la testa di creare sconquassi simili in giro per l’universo. Dopo il salto l'articolo integrale.

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lun

15

ago

2011

Crollo in borsa e tragedie, se la colpa fosse delle tempesta solari?

Il drammatico crollo delle Borse mondiali e le violenze di Londra, le più gravi degli ultimi decenni nel Paese, hanno riempito giornali e tv in queste prime due settimane di agosto, mese solitamente povero di notizie. Nel giro di quattordici giorni siamo stati testimoni di un default degli Stati Uniti evitato sul filo del rasoio, del panico che ha travolto i mercati azionari e dei violenti disordini e atti criminali che hanno sconvolto il Regno Unito. Ma di chi é la colpa? Di banchieri avidi, di speculatori senza scrupoli, dei giovani incappucciati e arrabbiati che hanno perso fiducia nel futuro, della polizia maldestra o di leader politici inetti? Nessuno è parso stupirsi davvero di quanto accaduto, ormai non era più questione di se, ma di quando, sostengono gli osservatori. Eppure, alcuni ricercatori si chiedono: esiste un legame con la stella al centro del nostro sistema solare? Ovvero: quanto ha influito la tempesta solare di inizio mese?

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gio

21

lug

2011

Fiocco rosa su Plutone, scoperta una nuova Luna

Ex-pianeta e non sentirlo. Si vede che si sono dimenticati di comunicarglielo, che è stato declassato a “nano”. Perché lui, Plutone, continua imperterrito a comportarsi come uno fra i protagonisti principali del Sistema solare. E le sorprese che ci regala non sono mica roba di poco conto. L’ultima, per dire, richiederà quanto meno un aggiornamento al volo della sua pagina su Wikipedia: non più tre lune a orbitargli attorno, ma quattro. A dare notizia del lieto evento, il telescopio spaziale Hubble, che grazie alla sua nuova Wide Field Camera, la numero 3, è riuscito il 28 giugno scorso a inquadrare l’ultima nata. Avvistamento poi confermato da due osservazioni successive, una il 3 luglio e l’ultima lunedì scorso, il 18 luglio. Insomma, non ci sono più dubbi: Caronte, Notte e Idra, da lunedì, hanno ufficialmente una quarta sorellina.

A seguire tutti i dettagli.

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sab

16

lug

2011

La sonda Dawn entra nell'orbita di Vesta per studiarne massa e gravità

Finalmente ci siamo: dopo 4 anni di viaggio interplanetario e 2,7 miliardi di km percorsi, la sonda della NASA Dawn ha raggiunto l’asteroide Vesta. La sonda dovrebbe essere catturata nell’orbita dell’asteroide alle 7 di sabato 16 luglio in Italia, ma poi ci vorrà un po’ di tempo agli ingegneri del team per raffinare l’orbita esatta che dovrà assumere la sonda. I primi segnali radio sono atttesi per le 8.30 italiane del 17 luglio. Vesta con i suoi oltre 500 km di diametro, è il più grande, dopo Cerere (promosso nel 2006 al rango di “pianeta  nano”), dei corpi planetari che formano la Fascia Principale degli asteroidi. Sarà importante avere dati precisi della massa esatta e della gravità dell’asteroide, im modo da determinare l’orbita dell'oggetto con precisione. Anche se le loro dimensioni sono limitate, Cerere e Vesta interagiscono gravitazionalmente tra di loro e con gli altri pianeti del sistema solare. Proprio a causa di queste interazioni, la loro orbita subisce continue seppur minime oscillazioni. I calcoli hanno ora mostrato che, passato un certo periodo di tempo, queste perturbazioni gravitazionali non si compensano.

E in futuro potrebbero anche scontrarsi.

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ven

08

lug

2011

Addio allo Space Shuttle, si chiude un ciclo lungo 30 anni

Nuvole e tempeste permettendo, le previsioni non sono ottime, parte nelle prossime ore, con la missione STS – 135, l'ultimo degli Shuttle Nasa, le navette spaziali che da 30 anni procurano all'Agenzia spaziale americana una notevole visibilità pubblica, grattacapi a non finire, critiche feroci, grandi successi e spese enormi. E soprattutto sono l'unico mezzo della Nasa utile per andare e tornare dalla Stazione Spaziale Internazionale in orbita sopra le nostre teste a 400 chilometri circa. Cosa succederà subito dopo, è forse finita un'era dell'esplorazione spaziale iniziata negli anni '60 del secolo scorso con le missioni Apollo che ci portarono alla Luna ? Riusciranno gli Usa a tenere la leadership in campo spaziale o la palla passerà a Cina o India? O ancora: da oggi in poi ci restringeremo forse a girovagare coi satelliti entro una "minuscola" sfera di 36.000 chilometri attorno alla Terra o manderemo ancora equipaggi umani oltre la Luna e non solo a quattro passi, 400 chilometri, da casa?

Leopoldo Benacchio, ordinario dell'Istituto Nazionale di Astrofisica all'Osservatorio di Padova, cerca di rispondere a tutte queste cose.

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mer

29

giu

2011

Quando Giove era al posto di Marte

Un nuovo scenario, che descrive una tappa-chiave nella formazione del sistema solare, è stato proposto da una collaborazione franco-statunitense, che include ricercatori del Cnrs (il Cnr francese) e delle università di Nizza e Bordeaux. Secondo questo modello, Giove sarebbe migrato verso il Sole, e più esattamente verso la posizione in cui è oggi Marte, prima di cominciare un’ulteriore migrazione verso l’esterno e raggiungere la sua posizione attuale, molto più lontana dal Sole. Attraverso il nuovo modello, i ricercatori spiegano sia la formazione della cintura di asteroidi sia la differenza di dimensioni tra i pianeti terrestri (Mercurio, Venere, Terra e Marte). Il gruppo sta ora cercando d’includere in questo scenario Urano e Nettuno, i pianeti del sistema solare più distanti dal Sole. Lo studio è pubblicato sul sito web di Nature. Roberto Cantoni ci spiega di cosa si tratta.

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gio

23

giu

2011

Betelgeuse, la supergigante rossa da spettacolo

La nuova spettacolare immagine della stella supergigante Betelgeuse -distante circa 660 anni luce dalla Terra-, ripresa dagli astronomi dell’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) utilizzando lo strumento VISIR del Very Large Telescope (VLT), rivela un complesso intreccio di polveri e gas nebulari attorno alla stella, con una risoluzione da record, mai raggiunta prima. I dettagli sono così precisi e stupefacenti da svelare la struttura filamentosa ed asimmetrica della “nebula” che ricorda quella delle fiamme nucleari emesse dagli astri morenti. Gas che non si propagano tanto facilmente in tutte le direzioni, spinti dai poderosi venti stellari alimentati dai fortissimi campi magnetici. Che su Betelgeuse danno vita a un’attività parossistica di “dimagrimento” con l’emissione di grandi quantità di radiazioni e di massa stellare nello spazio. Betelgeuse, una stella rossa supergigante posta, secondo il nostro convenzionale punto di vista terrestre, nella magnifica costellazione di Orione (in Italia visibile d’Inverno), è uno degli astri più brillanti del cielo. Continua dopo il salto.

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mer

22

giu

2011

Il capo della Nasa Charles Bolden: "Preparatevi alle catastrofi"

Ci è stato chiesto di trattare un tema che da qualche giorno appassiona una buona fetta di internauti, molti attenti. Gira in rete un video del direttore della Nasa Charles Bolden che avverte i cittadini americani, in qualunque zona si trovino, ad essere "pronti per ogni genere di emergenza", l'evento portato come esempio è  l'11 Settembre, ma Bolden parla anche dei disastri naturali che potrebbero abbattersi sugli Stati Uniti. Luogocomune il più famoso sito "cospirazionista" italiano interpreta le parole dell'ex  militare e astronauta statunitense, -attuale amministratore della NASA-, come un monito sottile, un avvertimento per qualcosa che dovrà succedere a breve. Non pochi sposano questa tesi, citando un asteroide in rotta di collisione con la Terra, o semplicemente un preludio alla perdita di controllo della tecnologia HAARP, che ufficialmente studia il clima, ma secondo alcuni sarebbe qualcosa di molto diverso. A seguire il video.

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lun

13

giu

2011

Turismo interstellare e miniere: lo spazio è ancora la nuova frontiera

Pandora è il pianeta immaginario in cui si svolge l'azione del film Avatar, che ha spopolato nella scorsa stagione cinematografica. È ovviamente una costruzione di fantasia degli autori, che però lo hanno pensato orbitare attorno alla stella Alfa del Centauro, che esiste realmente ed è anche la più vicina alla Terra, a circa 4 anni luce da noi. Ci arriveremo mai veramente e non solo con la fantasia? Le opinioni degli specialisti in questo campo sono molto, molto diverse fra loro. C'è chi dice che ci vorranno centinaia di anni prima di poter avere delle serie possibilità di poter fare viaggi interstellari e c'è chi, molto più ottimista, spera che dei progressi sconvolgimenti nella tecnologia, magari inattesi, possano abbreviare di molto l'attesa di viaggi interstellari. A seconda di quale delle due visioni si sposa questi viaggi potrebbero quindi o essere fuori completamente dalla nostra portata o dietro l'angolo, anche se questo vuole comunque dire sempre qualche decennio. Dove sta la verità?

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gio

26

mag

2011

Sonde Voyager, questo viaggio non finirà mai !

Sono trascorsi quasi 34 anni dal lancio e le gemelle della Nasa «Voyager 1» e «2» godono di ottima salute. Continuano ad inviare a Terra dati dagli estremi limiti del nostro sistema planetario e sono pronte al grande salto: abbandonare il Sistema Solare per entrare nello spazio interstellare, un passo senza precedenti verso l'ignoto. La «Voyager 1», dopo aver superato nel novembre 1998 la sonda «Pioneer 10», è l'oggetto costruito dall'uomo più distante dalla Terra ed il primo a lasciare il Sistema Solare. Sta viaggiando a una velocità di 17 km/s (oltre 61 mila km/h) e si trova a 117 unità astronomiche (oltre 17,5 miliardi di km): i segnali radio impiegano più di 16 ore per arrivare a noi. Quale sarà il futuro delle due sonde?

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mer

25

mag

2011

La cometa Elenin non è in rotta di collisione con la Terra

Le profezie di catastrofi planetarie non conoscono sosta. Adesso è il turno dell'impatto devastante della cometa Elenin su nostro pianeta. In realtà non ci sarà nessun impatto. Proveniente dalla Nube di Oort, serbatoio di comete, e proiettata verso il nostro sistema solare dalla forza di attrazione gravitazionale del famoso pianeta Nibiru, la cometa Elenin non è affatto una minaccia. Se al momento della scoperta la cometa si trovava alla distanza di 647 milioni di chilometri dalla Terra, da allora ha percorso 373 milioni di chilometri e la sua distanza dalla Terra si è ridotta a 274 milioni di chilometri. Sarà visibile dal nostro pianeta già dall'11 Agosto, ma passerà ad una distanza pari a circa 8 volte quella tra Terra e Sole.

Eppure alcuni sono convinti che sia il pianeta Nibiru.

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ven

13

mag

2011

La Nasa al bivio, tre missioni possibili per il Discovery Program

La Nasa torna sul Low Profile, e decide il suo futuro. Accantonata per ora la Luna nel 2020 per mancanza di fondi, l'ente spaziale americano è chiamato a scegliere un progetto su cui puntare. Le alternative sono una stazione su Marte, una capsula per solcare gli oceani di Titano, una sonda per esplorare le Comete. I tre progetti selezionati dalla NASA in gara per il Discovery Program , sono i finalisti tra 28 missioni di esplorazione del Sistema Solare. Adesso i curatori dei progretti avranno a disposizione 3 milioni di dollari che hanno ricevuto in qualità di progetti selezionati. Li dovranno spendere per  lavorare agli studi di fattibilità e, in generale, portare l’attuale fase di progettazione ad un livello superiore. A quel punto sapremo se ad aggiudicarsi 425 milioni di dollari (spese per il veicolo di lancio escluse), sarà GEMS, TiME o Comet Hopper ovvero se la destinazione sarà Marte, Titano o una Cometa. Vediamo nel dettaglio i tre progetti.

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ven

06

mag

2011

Virgin Galatic: il sogno del turismo spaziale prende quota

Già da alcuni anni si specula sul turismo spaziale. Dopo il libro dei sogni durato qualche tempo, si comincia a vedere qualcosa di concreto. La Virgin Galactic ha già messo in atto i collaudi di un'aeronave in grado di portare i passeggeri fino a 110 km di quota dopo essere stata portata ad un'altezza di 16 km da un aereo di supporto.  Due giorni fa ha avuto lugoo il primo test effettuato sul deserto del Mojave con la "SpaceShipTwo", un aeromobile lungo 18 metri e con un’apertura alare di circa 8 metri, dotato di un innovativo sistema frenante in grado di piegare di 65 gradi la sezione di coda in modo da rallentare la velocità durante il rientro nell'atmosfera terrestre.

E' l'inizio dei viaggi spaziali di massa?

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gio

14

apr

2011

9/11/2011: la verità sull’asteroide "2005 YU55" contro la Terra

Un asteroide di 400 metri di diametro potrebbe colpire la Terra, ma gli esperti cercando di nasconderlo? Sembrerebbe così a leggere molte ipotesi apocalittiche dell'ultima ora, ma la verità (per fortuna) è diversa. Dopo la mezzanotte del 9 novembre, giorno in cui si celebra l'anniversario della caduta del Muro di Berlino l'asteroide 2005 YU55 scoperto solo da cinque anni, transiterà nello spazio compreso tra la Terra e la Luna, a circa 327mila chilometri dal nostro pianeta.  Anche se potenzialmente pericoloso, non comporta alcuna minaccia per la Terra per un'eventuale collisione nei prossimi cento anni, rassicura la Nasa. Alcuni sollevano dubbi sulla sicurezza della Luna che dista circa 384.400 dal nostro pianeta. Dovesse colpire il nostro satellite le conseguenze per noi non sarebbero piacevoli. Cerchiamo di capire cosa succederà davvero.

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mar

12

apr

2011

Yuri Gagarin: 50 anni fa il primo viaggio in orbita

Erano le 10.02 del 12 aprile 1961 quando la radio ufficiale sovietica diede la notizia del lancio in orbita, per la prima volta in assoluto, di un essere umano a bordo del razzo russo Vostok.

Quell'uomo era il cosmonauta maggiore Jurij Alekseevic Gagarin, allora ventisettenne, che col suo coraggio contribuì ad offrire alla Russia il primato nella corsa all’esplorazione dello spazio. Oggi sono passati cinquant'anni da quella data. Partito alle 09.07, ora di Mosca, a bordo della navicella spaziale, il viaggio del primo cosmonauta durò in tutto un paio d’ore. Dopo il lancio, per ben cinque minuti, le cronache registrarono un silenzio angosciante. Ma alle 9.12 Gagarin pronunciò quelle fatidiche parole che sono rimaste impresse nella storia : “Vedo la Terra, è azzurra“.

Molte le manifestazioni per ricordare l'evento, e non manca il logo celebrativo di Google.

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dom

10

apr

2011

Detriti spaziali: la situazione comincia a diventare pericolosa

In inglese li chiamano space debris, detriti spaziali, ma sarebbe più giusto pensare alla spazzatura che sfreccia incontrollata nell'orbita terrestre ad una decina  o più di chilometri al secondo: una ventina di volte la velocità di un aereo di linea. Si tratta di materiale di vario tipo: dai bulloni alle borse per gli attrezzi, dai satelliti abbandonati a interi stadi di lancio missilistici che, esaurita la loro funzione, vengono sganciati e rimangono a fluttuare. Ogni lancio può perciò portare in orbita molti detriti, anche senza incidenti. Dal 1957, anno del lancio del primo satellite artificiale - lo Sputnik - si è mandato in orbita di tutto e di più, ma non si è riportato a Terra praticamente nulla. L'ultimo caso risale a pochi giorni fa: un detrito di circa 15 centimetri residuo di un satellite cinese distrutto nel 2007, minacciava la Stazione Spaziale Internazionale. Il fenomeno sta sfuggendo dal nostro controllo?

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lun

21

mar

2011

La Nasa ricevette un S.O.S "alieno" vecchio 80.000 anni

Recentemente il Ministero della Difesa britannico ha rilasciato nuovi faldoni elettronici presenti negli archivi nazionali. È interessante notare che uno di questi file sta facendo notizia più degli altri. Il documento è fornito in allegato con un articolo pubblicato sul Weekly World News, (15 settembre 1998 Vol. 19 N. 51) con la storia di come la NASA ha rilevato e decodificato un segnale di aiuto SOS a base matematica, segnale proveniente da un pianeta situato fuori della nostra Galassia.

Il segnale è stato rilevato nel Gennaio del 1998 però sono voluti molti mesi per decodificare il messaggio. Tutto è passato apparentemente sotto silenzio. A seguire trovate l'articolo originale e la traduzione.

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dom

13

mar

2011

Skylon: l'erede dello Shuttle per esplorare lo spazio profondo

Lo Shuttle Discovery ha chiuso la sua lunghissima carriera dopo 27 anni di servizio, la navetta spaziale della Nasa è rientrata la settimana scorsa con un morbido atterraggio in Florida. A conservare gelosamente la più grande opera di ingegneria umana del XX secolo saranno una serie di musei americani che se lo contendono a colpi di milioni di dollari. E venuto il momento di far "largo ai giovani", e questo significa il capitolo dei viaggi spaziali nella spalle di navette di belle speranze. La Nasa secondo quanto riferisce la Cnn  è già al lavoro per trovare il successore della celebre navetta. A prendere il posto degli space shuttle potrebbe arrivare Skylon, la scintillante e sottile navicella sviluppata dalla compagnia aerospaziale britannica Reaction Engines. Il prototipo, che sembra uscito dalla saga di Guerre Stellari, è pensato per trasportare nello spazio passeggeri e apparati satellitari, e rifornire la stazione orbitante. La navicella è in grado portare in orbita un carico fino a 12 tonnellate di peso. Lunga 90 metri, è concepita per appoggiare future missioni anche sulla Luna e su Marte. La spunterà sugli altri concorrenti?

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mer

02

mar

2011

I tunnel spaziotemporali di 'livello stellare'

Corrado Ruscica laureato in astronomia con una tesi osservativa nel campo della radioastronomia extragalattica e membro del Team SETI, ci parla dei tunnel spaziotemporali, noti come ponti di Einstein-Rosen: un esempio di oggetti strani contemplati dalla teoria della relatività generale. Anche se nessun esperimento ha dimostrato finora la loro esistenza, gli scienziati ritengono che essi potrebbero essere delle vere e proprie "scorciatoie" tra un punto e l'altro dello spazio. Oggi, nuovi studi suggeriscono che queste particolari strutture potrebbero esistere tra le stelle e anzichè essere vuoti esse potrebbero contenere una sorta di "fluido perfetto", un plasma che si connetterebbe tra due stelle rendendole in qualche modo riconoscibili. Cerchiamo di capirne di più.

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gio

24

feb

2011

Un pianeta si sta formando sotto i nostri occhi?

Utilizzando il Very Large Telescope dell’ESO European Southern Observatory, un’equipe di astronomi internazionali è stata in grado di studiare il disco di materia che ruota per breve tempo intorno a un stella giovane, nei primi stadi di formazione di un sistema planetario. Per la prima volta è stato osservato il compagno di una stella: questa potrebbe essere la causa dell’ampio intervallo osservato nel disco. Future osservazioni determineranno se questo compagno è un pianeta o un nana bruna.

A seguire il comunicato stampa scientifico emesso dall'ESO dove si spiega nei dettagli la ricerca presentata in due lavori: Olofsson et al. 2011, “Warm dust resolved in the cold disk around TCha with VLTI/AMBER”, e Huélamo et al. 2011, “A companion candidate in the gap of the T Cha transitional disk”, che verranno pubblicati su Astronomy & Astrophysics

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gio

17

feb

2011

Le conseguenze dell’eruzione solare: problemi alle comunicazioni

Il Sole si è svegliato. Dopo la quiete degli ultimi anni, arrivano le tempeste. Magnetiche, s’intende. Nei giorni scorsi, il Solar Dynamic Observatory della NASA ha registrato il più intenso brillamento solare degli ultimi quattro anni, da dicembre 2006. Il “solar flare” proviene da una macchia solare che non esisteva fino a pochi giorni fa e attualmente ricopre una superficie più grande di Giove. Il brillamento ha prodotto un intenso fascio di raggi ultravioletti in direzione della Terra e una grande esplosione nella corona. Eruzioni così violente possono rilasciare nello spazio miliardi di particelle alla volta. Nelle prossime ore questo sciame che sta viaggiando verso di noi investirà la Terra. Con quali conseguenze? C’è da temere per la salute? Rischiamo black-out? Alessandro Bemporad, fisico solare dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Torino spiega come stanno le cose.

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gio

17

feb

2011

Keplero ha scoperto in 4 mesi più di 1000 pianeti extrasolari

Sono oltre un migliaio i presunti pianeti extrasolari scoperti nei primi quattro mesi di attività del telescopio spaziale Keplero: il 90% dei "candidati" dovrebbe essere confermato dalle successivi osservazioni a terra.

Come spiega il quotidiano spagnolo El Mundo, dei 1.235 possibili pianeti 68 hanno una grandezza simile alla Terra e 54 orbitano nella fascia abitabile attorno alla loro stella: solo 5 tuttavia rispettano contemporaneamente entrambe le condizioni. Keplero è stato lanciato da Cape Canaveral il 7 marzo del 2009: è dotato di un telescopio di dimensioni modeste e di un batteria di macchine fotografiche, puntate su una regione di cielo nella costellazione del Cigno: l'obbiettivo è infatti non quello di ottenere immagini particolarmente sofisticate, ma di registrare le piccolissime variazioni di luminosità provocato dal transito dei pianeti davanti alle rispettive stelle. Una serie di osservazioni orbitali e ottiche da terra è in grado di calcolare la massa del pianeta interessato, il che spiega perché la maggior parte appartenga alla categoria dei "giganti gassosi", i più grandi e massicci e quindi più semplici da rilevare.

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mer

16

feb

2011

La sonda Stardust incontra la cometa Tempel-1

L'incontro fra la Cometa Tempel-1 e la sonda Stardust di NASA, sapientemente programmato per la notte di San Valentino, c'è stato. Le due si sono sfiorate a varie diecine di milioni di chilometri dalla Terra e la sonda ha potuto spedire a terra, anche se con grande ritardo rispetto alla programmazione per un capriccio del software, le immagini che tutti si attendevano: quelle del cratere provocato nel 2005 da un proiettile di ben 372 chili scagliato verso la cometa stessa da un altra sonda NASA, Deep Impact, con metodi poco urbani e criticati, ma decisamente economici.

Allora il polverone sollevato dall'impatto aveva accecato le telecamere di Deep Impact ed era quindi rimasto aperto l'interrogativo: il primo cratere artificiale provocato dall'uomo su una cometa c'era o no? Ebbene c'è!

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mar

15

feb

2011

Seti: non esiste nessun segnale extraterrestre

Il 6 febbraio scorso la sezione online della NASA pubblica nell'Astronomy Pictures of the Day (APOD) il frame di un presunto segnale anomalo, che la didascalia dell'ente spaziale americano ipotizza potrebbe rivelarsi anche extraterrestre. La Nasa nel comunicato spiega che esiste un possibilità rilevante che il segnale provenga da una modulazione insolita tra un satellite GPS e una sorgente non identificata sulla Terra. Ma tanto è bastato perchè la notizia venisse rilanciata in molti siti e blog della rete. Noi non abbiamo rilanciato la notizia perchè consapevoli che si trattava di una segnalazione vecchia. Evidentemente molti non capiscono che il sito Nasa della foto del giorno non riprende necessariamente foto recenti, ma talvolta pesca anche negli archivi, come in questo caso. Vi spieghiamo di seguito come stanno le cose.

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dom

13

feb

2011

Liberty: Europa e Usa insieme per creare uno Shuttle low cost

Trecento piedi di carburanti solidi e liquidi altamente esplosivi per contribuire a colmare il vuoto che si spalanca sullo spazio stars and stripes alla vigilia del pensionamento dello Space Shuttle, il razzo con le ali che dal 1980 provvede a servire l'orbita bassa terrestre per tutte le attività del corpo astronauti Usa, Stazione spaziale internazionale compresa. Presentato dall'americana ATK di Minneapolis (venti anni fa spin-off di Honeywell), il progetto è stato battezzato Liberty e prevede l'assemblaggio di un vettore low cost a due stadi, il secondo dei quali comprato in Europa dalla Astrium (Gruppo EADS).

Riusciranno nell'impresa di far dimenticare gli epici Apollo e Shuttle ?

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lun

07

feb

2011

Il Sole fotografato come non lo avete mai visto

Per la prima volta siamo in grado di vedere simultaneamente l’intera superficie del Sole e della sua atmosfera. La NASA ha diffuso oggi le immagini raccolte dalle due sonde del Solar Terrestrial Relations Observatory (Stereo) che, mandate in orbita quattro anni fa, adesso si trovano sui lati opposti del Sole e con continuità trasmettono le immagini di entrambe le superfici.

«È un grande momento per la fisica solare: la missione Stereo ha rivelato che il Sole è davvero una sfera di plasma incandescente e intessuta di intricati campi magnetici», ha detto Angelos Vourlidas, del gruppo di ricerca collegato alla missione Stereo. In passato non era possibile in alcun modo accorgersi in tempo dell’arrivo di una tempesta solare perché i primi segni di turbolenza potevano avere inizio nella parte del Sole in quel momento nascosta. Ora invece è possibile osservare l’attività del Sole a 360 gradi e capire se la sua attività è globale, con eruzioni che avvengono contemporaneamente sull’intera superficie solare, alimentandosi e rafforzandosi a vicenda.

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mer

02

feb

2011

Keplero scopre un mini sistema solare con 6 piccoli pianeti

Keplero, l'osservatorio spaziale della Nasa progettato per dare la caccia ai pianeti simili alla Terra, ha individuato nel gennaio del 2010 i suoi primi 5 pianeti esterni al sistema solare. I pianeti, battezzati Kepler 4b, 5b, 6b, 7b e 8b, sono tutti giganti gassosi con una massa compresa fra quella dei nostri pianeti giganti, Nettuno e Giove. Lo riporta in una nota ufficiale la Nasa.

I nuovi mondi orbitano tutti intorno a stelle piu' grandi e piu' calde del Sole e appartengono alla categoria dei ''Giove caldi'', dall'enorme massa e dalle temperature infernali, dai 1.200 ai 1.600 gradi centigradi, simili a quelle della lava e dunque assolutamente inospitali per la vita.

"La scoperta dei 6 pianeti che ruotano attorno alla stella Kepler-11 "é la più grande scoperta fatta sui pianeti esterni al Sistema solare dal 1995": secondo il coordinatore della ricerca pubblicata su Nature, Jack Lissauer, del centro di ricerche Amer della Nasa.

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lun

17

gen

2011

Edgar Mitchell astronauta dell'Apollo 14: i miracoli esistono

Edgar Mitchell, astronauta dell'Apollo 14, racconta il suo viaggio spaziale e i risvolti intimi e profondi di quell'esperienza nei mondi materiali e mistici nel suo primo libro: 'La via dell'esploratore' in uscita in questi giorni per Verdechiaro. La ricerca dell'astronauta cerca di superare l'incompatibilita' fra le teorie scientifiche e la religione rispetto al mistero dell'esistenza. L'Apollo 14 lascio' la base di Cape Kennedy il 31 gennaio 1971 e, tre giorni dopo, Edgar Mitchell e Alan Shepard camminarono sulla superficie lunare. Per Mitchell, comunque, il viaggio piu' straordinario non era ancora cominciato. Come venne scagliato in direzione della Terra attraverso il nero abisso tra quei due mondi, Mitchell fu avvolto da un'intensa sensazione: ''Avvertii di essere connesso con l'intero universo''. 

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lun

10

gen

2011

Scoperto pianeta roccioso, dimensioni simili Terra: Kepler-10b

E' il pianeta esterno al Sistema Solare più piccolo finora scoperto, è roccioso e le sue dimensioni sono pari a 1,4 volte quelle della Terra. Si chiama Kepler-10b, in onore del satellite Kepler della Nasa, che lo ha scoperto dopo ben otto mesi di osservazioni. Kepler ha fornito "la prima dimostrazione dell'esistenza di un pianeta roccioso che orbita intorno a una stella diversa dal nostro Sole", ha detto Natalie Batalha, membro del gruppo scientifico della missione Kepler presso il centro di ricerche Ames della Nasa e autrice della ricerca pubblicata sull'Astrophysical Journal.

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dom

09

gen

2011

Il numero delle stelle? 3 seguito da 23 zeri !

Chi non si è mai chiesto quante sono davvero le stelle? In genere si parla di miliardi. Ma nessuno le aveva mai "contate" Adesso esce fuori un numero da capogiro. Le stelle sono 3 seguite da 23 zeri. La stima e' di due astronomi americani che hanno pubblicato il loro calcolo sulla rivista Nature. La ricerca di Pieter van Dokkum di Yale e del collega di Harvard Charlie Conroy mette in dubbio l'opinione corrente nel mondo degli astrofisici che la maggior parte delle galassie hanno le stesse proprieta' della Via Lattea. Il risultato e' di 300.000.000.000.000.000.000.000 stelle. Il nuovo calcolo dei due astronomi e' stato accolto con prudenza dai colleghi, eppure il numero ci fa capire ancora una volta quante realtà abitabili, potrebbero esserci per ogni pianeta che orbita intorno ad un sistema stellare.

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ven

07

gen

2011

La Nasa premia '2012': E' il film più anti-scientifico della storia

Alcuni scienziati della Nasa, in una cerimonia semi-seria, hanno stilato una classifica delle pellicole scientificamente più inverosimili. In particolare le osservazioni sono rivolte a tutte le pellicole che descrivono eventi che non seguono per niente le leggi scientifiche conosciute. La classifica è stata stilata durante un meeting al Jet Propulsion laboratory, e conta titoli famosi come 'Armageddon', 'The Day After Tomorrow', 'The Core' e 'The Sixth Day', tutti accusati di aver inventato o esagerato fenomeni naturali. Ma il vincitore di queste classifica è "2012", film campione d'incassi del 2009 che per giustificare i cataclismi che devastano la Terra proprio nella data prevista dai Maya va a scomodare la più 'innocente' delle particelle del cosmo, il neutrino. Scopri tutta la classifica.

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mar

04

gen

2011

Eclissi di Sole, in Italia spettacolo rovinato dalle nubi

E' andata male alla maggior parte degli italiani: l'annunciata eclissi di sole è stata appena intravista qua e là, fra uno squarcio e l'altro nella coltre di nubi che ricopriva la penisola, soprattutto sul versante tirrenico. L'appuntamento è rimandato al 20 marzo 2015.  Lo spettacolo mancato è iniziato alle 7 e 45 e terminato circa tre ore dopo. L'evento del 2015 avrà percentuali di copertura simili a quelle di oggi, con il massimo nell'Italia settentrionale, dove il sole sarà oscurato per il 71% e percentuali via via minori scendendo verso sud. Per vedere un'eclissi totale invece bisognerà aspettare molto di più, visto che la prossima è attesa per il 12 agosto 2026.
Nell'attesa ci si potrà consolare con le eclissi di luna: quest'anno ce ne sarà una totale visibile anche da noi, il 15 giugno dalle 21.10, e il nostro satellite replicherà, anche se con un fenomeno parziale, verso fine anno, il 10 dicembre. Intanto ecco le foto di questa prima Eclisse del 2011.

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mer

15

dic

2010

Voyager1, per la prima volta una sonda oltre il sistema solare

Avevamo già parlato della sonda Voyager a Maggio di quest'anno, quando era filtrata la notizia, rilanciata dalla Bild, che la sonda avesse un misterioso malfunzionamento. Ma oggi gode di buona salute. Infatti dopo essersi spinta a quasi 11 miliardi di miglia dal Sole, la sonda Voyager 1 della NASA ha pronto in tasca il passaporto per passare la frontiera del Sistema Solare ed entrare nel “mitico” spazio interstellare, dove nessun’ altra sonda ha finora messo piede. La navicella, lanciata 33 anni fa, si trova ai confini dell’eliosfera, la bolla di gas ionizzato (plasma) emessa da Sole che avvolge interamente il nostro sistema planetario, proteggendolo come uno scudo magnetico dai raggi cosmici.

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mar

07

dic

2010

GJ1214b, la Super Terra dove c'è vapore acqueo

È roccioso e ricoperto da nubi di vapore d'acqua e polvere. Il suo nome è GJ 1214 b e non fa parte del nostro Sistema solare, ma ruota attorno a una piccola stella a 40 anni luce da noi. È una "super-Terra", ossia un pianeta di dimensioni e massa simile al nostro. Una vecchia conoscenza, nel campo dei pianeti extrasolari, di cui oggi conosciamo oltre 500 esemplari, perché è stato scoperto fra i primi, nel 1999. Quel che da oggi lo rende letteralmente unico è che sappiamo tutto, o quasi, sulla sua atmosfera, ed è la prima volta che si è in grado di osservarla attorno a una super-Terra, un risultato veramente rilevante.

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mar

30

nov

2010

Nasa, 2 dicembre conferenza:impatto sulla vita extraterrestre

Oggi la  NASA ha annunciato una conferenza stampa per il 2 Dicembre che dovrebbe avere impatto sulla ricerca di vita extraterrestre. Precisamente il comunicato della Nasa recita in inglese"an astrobiology finding that will impact the search for evidence of extraterrestrial life.". Traducendo in maniera letterale: La Nasa terrà una conferenza stampa il 2 dicembre prossimo venturo per discutere una scoperta astrobiologica che impatterà sulla ricerca della vita extraterrestreLa materia dunque è l'astrobiologia, la scienza che studia l’origine, la distribuzione ed il futuro della vita nell’universo. Ma di cosa si tratta precisamente? Alcuni pensano che ci sia una relazione con la scoperta di una sottilissima atmosfera composta da ossigeno e anidride carbonica rinvenuta dalla Cassini sulla seconda piu' grande luna di Saturno, Rhea. E' la prima volta in assoluto che un veicolo spaziale osserva e cattura direttamente molecole di ossigeno che appartengono all'atmosfera di un corpo celeste diverso dalla Terra e che potrebbero essere alla base di una chimica complessa, prerequisito per l'esistenza di forme di vita. Speculazioni? Capiamone di più.

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ven

26

nov

2010

Story Musgrave, l'astronauta che vide i dischi volanti

Gli astronauti della Nasa in questi ultimi tempi hanno rilasciato dichiarazioni importanti sulle loro esperienze con gli Ufo. L'ultimo in ordine di tempo è l’astronauta della NASA Story Musgrave ritiratosi dalla Nasa nel 1997. Musgrave ha dichiarato di aver vissuto un incontro ravvicinato con un UFO durante la missione STS-80 dello Space Shuttle Columbia. Durante la missione ad un'altitudine di 190 miglia nautiche, ha avvistato fuori da uno degli oblò dello Shuttle un oggetto di grandi dimensioni a forma di disco che volava al di sotto del Columbia. Il disco volante comparve all’improvviso, dal nulla, e ha volato poi attraverso le nuvole procedendo da destra verso sinistra.

L'astronauta non è stato il solo ad essere testimone dell'accaduto, anche il resto degli astronauti hanno assistito increduli e meravigliati all'evoluzione del "disco volante". I dettagli a seguire.

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mer

24

nov

2010

Un meteorite rilancia l'ipotesi della panspermia extraterretre

Quando di parla della nascita della vita sulla Terra le teorie ufficiali si affiancano a nuovi studi che includono l'ipotesi della panspermia cioè che la vita sulla Terra potrebbe essere arrivata grazie a un "aiuto dall'esterno" magari da una cometa o da un meteorite. La NASA già nel 2009 avrebbe confermato che sul meteorite Allen Hills 84001 scoperto 25 anni fa in Antartide ci sarebbero tracce di vita. Da qualche giorno arriva la notizia che un meteorite conterrebbe tracce di vita extraterrestre. Duane P. Snyder annuncerà presso l'Hotel Ramada nel South Haven in 1555 Phoenix Road nel Michigan, la scoperta del primo e unico meteorite ghiacciato contenente forme di vita aliene, secondo quanto diffuso dalle agenzie. Mentra la notizia sul primo meteorite è già stata verificata questa sempre tuttavia molto inverosimile.

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lun

15

nov

2010

Nasa: la conferenza stampa era un buco... nero (giovane)

Svelato il mistero, niente pianeta X, come era normale, prevedibile e forse intuibile al netto dell'eccitazione mediatica. Gli astronomi utilizzando "Chandra X-ray Observatory" hanno trovato prove dell'esistenza del più giovane buco nero nel nostro vicinato cosmico.  Il buco vecchio di 30 anni, fornisce un'opportunità unica per vedere il tipo di oggetto in questione svilupparsi dalla prima infanzia e potrebbe aiutare gli scienziati a capire meglio come le stelle massicce esplodendo lascino buchi neri o stelle di neutroni. L'oggetto  è un residuo di SN 1979C, una supernova nella galassia M100 circa 50 milioni di anni luce distante dalla Terra.  I dati di Chandra, il satellite Swift della NASA, l'Agenzia spaziale europea di XMM-Newton e l'osservatorio ROSAT tedesco, hanno rivelato una fonte luminosa di raggi X che è rimasta costante durante l'osservazione 1995-2007. Ciò suggerisce che l'oggetto sia un buco nero alimentato da materiali rientranti in esso dalla supernova o da una compagna binaria. A seguire i dettagli e la foto.

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lun

15

nov

2010

Nasa convoca conferenza stampa: "Scoperto oggetto eccezionale"

Le notizie si sa corrono veloci, così è successo per la conferenza stampa convocata questa sera alle ore 18.30 dall'Agenzia Spaziale Americana. Che rivelazioni dovrebbero giungere? Secondo alcuni un “oggetto” non meglio specificato sarebbe stato scoperto dal telescopio a raggi X Chandra.  Mentre le voci si susseguono, qualcuno azzarda l'ipotesi di un nuovo pianeta abitabile. Ma al quartier generale americano di Houston tutto tace in attesa che stasera parlino gli esperti.

Chi volesse seguire l’evento in diretta streaming potrà farlo collegandosi in diretta al sito http://www.nasa.gov/ntv. Appuntamento per le 18.30

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dom

07

nov

2010

In rete lo strumento per calcolare gli impatti degli asteroidi

Gli scienziati della Purdue University e dell'Imperial College di Londra hanno perfezionato i parametri dell' 'Impact Effects Calculator', che permette a chiunque di calcolare i danni potenziali che una cometa o un asteroide potrebbe provocare se entrasse in collisione con la Terra.

Lo strumento interattivo, disponibile sul http://www.purdue.edu/impactearth , consente agli utenti di entrare in dettagli specifici circa la simulazione ipotetica dell'asteroide, come il suo diametro e densità, velocità, angolo di ingresso e dove colpirà la Terra.  Si calcola poi la portata della catastrofe che ne deriverebbe, compresi i dettagli circa le dimensioni del cratere lasciato alle spalle, scuotimento terrestre, dimensioni dello tsunami generato, la distribuzione di detriti, e anche la distanza di cui una persona avrebbe bisogno per evitare di essere sepolta o investita dalle fiamme nell'esplosione. Provate anche voi a divertirvi con la simulazione.

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ven

05

nov

2010

Al via la nave dei cent'anni, verso lo spazio senza mai ritorno

Esiste un progetto che scatena la fantasia di molti e di cui vi abbiamo già parlato riguardo a Marte. Si chiama 100-year Starship, e se sarà realizzato, lancerà la prima astronave destinata ad atterrare su un pianeta dello spazio profondo. Lasciata la Terra infatti non ne sapremo più nulla. Gli astronauti saranno destinati a diventare coloni, e perdersi nell'immensità dell'universo, sacrificando la loro vita alla scienza. Il progetto è portato avanti dalla Darpa, l'agenzia di ricerca dipendente direttamente dal Dipartimento della Difesa USA, che in questi giorni ha diramanto un comunicato stampa. Subito il progetto si è riempito di interrogativi e misteri. Vediamo di capire qualcosa in più.

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gio

07

ott

2010

Restaurato e reso pubblico video inedito dello sbarco sulla Luna

Un filmato dello sbarco sulla luna di Neil Armstrong del 21 luglio 1969, a lungo dimenticato, è stato rimasterizzato.

Il video  è stato mostrato per la prima volta al pubblico a Sydney la sera di ieri 6 ottobre, in occasione di una serata organizzata dall’Australian Geographic. Il documento contiene immagini fra le più chiare mai viste finora dei primi passi dell’uomo sulla luna.

Il filmato era stato abbandonato negli archivi per oltre 40 anni ed era in pessime condizioni.

L’operazione di restauro ha richiesto una ricostruzione immagine per immagine tramite il trasferimento su un supporto numerico, ha spiegato l’astronomo John Sarkissian. Ecco le immagini.

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gio

30

set

2010

Individuato esopianeta abitabile: la Terra ora ha un gemello

La scoperta di esopianeti non costituisce più una novità. Ma questa volta potrebbe essere diverso. Gli astronomi dell'Università di California a Santa Cruz e del Carnegie Institution di Washington hanno individuato un pianeta roccioso, situato in un altro sistema solare, che presenterebbe le condizioni minime e indispensabili a ospitare forme di vita extraterrestri: Gliese 581g, questo il nome del corpo celeste, si trova a circa 20 anni luce dal sistema solare e sarebbe il corpo celeste più simile al nostro pianeta mai scoperto finora. Perchè potrebbe ospitare forme di vita? Semplice, c'è acqua e l'atmosfera e la temperatura variano tra i -12° e i -31°. La scoperta è stata resa nota sull'Astrophysical Journal.

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gio

23

set

2010

Nasa: eruzione solare del 2013 paralizzerà la Terra

La Nasa lancia l'allarme per un'eruzione solare prevista per il 2013 che preoccupati i governi di tutto il mondo. Secondo la National Academy of Sciences l'«apocalisse magnetica» metterà ko il trasporto aereo, i Gps, i servizi finanziari e le comunicazioni radio, comprese quelle militari. L'eruzione è il culmine di una fase di intensificazione dell'energia solare che si verifica periodicamente ogni 11 anni e nel 2013 sprigionerà una potenza pari a 100 bombe all'idrogeno. I danni economici stimati saranno superiori a quelli dell'uragano Katrina. La Nasa sta utilizzando decine di satelliti, tra cui il Solar Dynamics Observatory, per studiare e scongiurare la minaccia. Il ministro della difesa britannico Liam Fox sta studiando contromisure adeguate per la protezione delle reti di comunicazone a eventuali attacchi terroristici. Qualche collegamento con la profezia Maya della fine del mondo nel 2012 ?

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mer

08

set

2010

Due asteroidi ci sfioreranno nelle prossime ore

"Abbassiamo la testa", verrebbe da dire considerando che nelle prossime ore (tra l'8 e il 9 settembre) due asteroidi sfioreranno la Terra ad una distanza estremamente ridotta. Passeranno nello spazio che esiste tra il nostro pianeta e la Luna. Il primo asteroide ha un diametro di 10 metri, il secondo di 15. "Ma  - dicono gli esperti del sito Spaceweather della Nasa - diciamolo subito: non ci sono pericoli di impatto con il nostro pianeta e non è in atto un particolare bombardamento di asteroidi contro la Terra. Si tratta solo di una pura coincidenza".

Il primo di questi, chiamato con la sigla 2010 RF12 passerà a soli 77.000 km dalla Terra, solo un quinto della distanza Terra-Luna, il secondo invece, chiamato 2010 RX30, passerà a 231.000 km. A causa delle loro ridotte dimensioni e della velocità estrema con cui si muovono risultano impossibili da vedersi a occhio nudo e, oltre agli astronomi, solo astrofili con notevole esperienza li potranno seguire con piccoli telescopi.

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mar

24

ago

2010

Scoperto il più grande sistema esoplanetario della storia

Una scoperta molto importante giunge in questa afosa fine di agosto dall'Università di Ginevra. E' stato individuato un sistema planetario simile al nostro, con almeno 5 pianeti in orbita intorno a una stella, somigliante al nostro Sole. Gli scienziati hanno inoltre raccolto le prove della presenza di 2 altri pianeti, uno dei quali avrebbe la massa piu' piccola fin qui trovata.

 

Grazie allo spettografo HARPS, "abbiamo individuato quello che probabilmente è il sistema planetario più complesso finora osservato", indica il ricercatore Christophe Lovis, citato in un comunicato diramato martedì dall'università di Ginevra. Le misure hanno permesso di confermare la presenza di almeno cinque corpi celesti dalla massa approssimativa di Nettuno, ovvero da 13 a 25 volte quella della Terra. I pianeti ruotano attorno alla stella HD 10180 in un tempo che va dai 6 ai 600 giorni. Fra loro distano da 0,06 a 1,4 volte il tragitto Terra-Sole.

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dom

22

ago

2010

Volete scegliere la colonna sonora per gli astronauti della Nasa?

Scegliere la colonna sonora della vostra estate o della vostra storia d'amore è sempre qualcosa di piacevole. Ma scegliere quello che ascolteranno gli astronauti in orbita è tutta un'altra cosa. Quale sottofondo musicale potrebbe accompagnare gli astronauti a bordo della navicella spaziale, nell'incredibile esperienza di fluttuare nello spazio? Lo decideranno gli internauti. La Nasa ha lanciato un concorso per trovare il brano musicale che darà la sveglia ai membri degli ultimi voli shuttle previsti. Dare il proprio contributo per musicare le serate stellari dei membri dell'equipaggio è facile e veloce.
Vi spieghiamo come fare.

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sab

21

ago

2010

I quattro segnali adatti a scoprire vita nel cosmo

Il Seti ci prova da parecchio tempo. Acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence (Ricerca di Intelligenza Extraterrestre), quello di cui parliamo oggi è il programma dedicato alla ricerca della vita intelligente extraterrestre, abbastanza evoluta da poter inviare segnali radio nel cosmo.  Ce ne siamo occupati parecchie volte, dandolo per finito, per "fallito" o forse cercando di metabolizzare una delusione rispetto al progetto proposto nel 1960 da Frank Drake , ma nato ufficialmente nel 1984.
In questi anni, si diceva prima, non ci sono stati segnali interessanti.... siamo proprio sicuri?
Forse bisogna intenderci rispetto a cosa si intende per segnali e capire cosa poterci aspettare.  Di sicuro non abbiamo idea di quale tipo di tecnologia delle comunicazioni potrebbero adottare le civiltà extraterrestri. Se un ingegnere radio del 1939 fosse trasportato in qualche modo a New York negli anni 2000, potrebbe pensare che non c'è nessun segnale radio da lui udibile. E questo perchè ignorerebbe le onde FM, i laser, le fibre ottiche o i satelliti geostazionari. Insomma non avrebbe gli strumenti per captare i numerosi segnali di cui il nostro mondo moderno è pieno. Ora spostiamo il ragionamento alla relazione tecnologica tra noi e gli alieni e il gioco è fatto. Vi spieghiamo cosa dobbiamo ascoltare.

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mer

11

ago

2010

Hawking: la Terra non basta, bisogna emigrare nello spazio

Per evitare l'estinzione, nei prossimi 200 anni la razza umana dovrà colonizzare lo spazio. La Terra, infatti, rischia il disastro già nel prossimo secolo e in un futuro più lontano questo rischio aumenterà ulteriormente. Per salvarsi l’uomo dovrà per forza abbandonare il proprio pianeta natale.
Non è la trama di un nuovo film di fantascienza, ma la tesi assai inquietante di Stephen Hawking, l’astrofisico britannico, considerato uno dei massimi esperti al mondo in materia. «La razza umana non deve mettere tutte le sue uova in un solo paniere nè su un solo pianeta», ha ammonito lo scienziato in un’intervista messa in rete da "Big Think", un sito Internet creato «per relazionare uomini e idee».

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ven

06

ago

2010

Arrivano le stelle cadenti: istruzioni per non perdersi le Perseidi

Il 12 agosto 2010 sarà un giorno speciale per tutti gli appassionati astronomi o per i semplici curiosi. Un attimo dopo il tramonto, ad ovest, si noterà una piccola falce di Luna e ben quattro pianeti molto vicini: Marte, Mercurio, Venere e Saturno. Tutti visibili ad occhio nudo.

Poi, nella seconda parte della notte, da mezzanotte alle 5 del mattino circa, ci sarà il massimo delle Perseidi, le stelle cadenti meglio note come “Lacrime di San Lorenzo”. Marte, Saturno e Venere saranno vicini e ben visibili anche la sera successiva, il 13 agosto. Mancherà Mercurio, che è comunque sempre difficile distinguere perché troppo vicino all'orizzonte. La denominazione tradizionale di "Lacrime di San Lorenzo" deriva dal fatto che nel XIX secolo il massimo della loro frequenza avveniva il 10 agosto, giorno della ricorrenza del Santo: ai giorni nostri il massimo si è però spostato in avanti di circa due giorni. Il culmine di attività dello sciame quindi in genere ha luogo il giorno 12, quando la Terra nel suo percorso orbitale intercetta la parte più densa delle nubi di particelle lasciate dal passaggio di una cometa.

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mar

03

ago

2010

Nessun Big Bang, nessuna fine: nuova teoria sull'Universo

Nessun inizio, nessuna fine, ma un Universo in continua evoluzione, dove massa, tempo e spazio possono convertirsi l'uno nell'altro. Un Universo dunque, senza Big Bang e senza fine. Questo è il cosmo in cui viviamo, così come lo ha concepito e definito Wun-Yi Shu della National Tsing Hua University di Taiwan, che permette di risolvere molti problemi ancora aperti della teoria oggi comunemente accettata, che vuole che l'Universo in cui viviamo sia nato dal Big Bang. Nell'Universo di Shu sono quattro gli elementi in contrasto con l'attuale teoria dell'evoluzione del cosmo e che ne danno una nuova visione. Il primo: la velocità della luce e la "costante gravitazionale" non sono costanti, ma variano con il tempo. Il secondo: il tempo non ha avuto né inizio, né fine, quindi non c'è stato alcun Big Bang. Il terzo: la sezione spaziale dell'Universo è paragonabile ad una sfera a più di tre dimensioni, un'immagine inconcepibile con la fantasia umana, ma che si spiega solo matematicamente. Il quarto, infine: l'Universo vede momenti di accelerazione e decelerazione nella sua espansione.

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ven

30

lug

2010

Asteroide killer diretto verso la Terra...anno 2128

Camminate bassi, guardate sempre in alto e mettetevi un caschetto perché ci sta per cadere sulla testa un sasso da mezzo chilometro di diametro. Oddio non proprio subito, diciamo, grosso modo, tra 172 anni . Quindi per ora, il pericolo è remoto: una probabilità su mille. Ma il fattore di rischio potrebbe accrescersi nel 2182, quando l'asteroide 1999 RQ36, una palla di roccia larga 560 metri, passerà abbastanza vicino alla Terra da rischiare di colpirla. Sarà meglio meglio premunirsi ? La Russia organizzerà una nuova spedizione salvamondo? Secondo María Eugenia Sansaturio, co-autrice dello studio sulla pericolosità del "masso gigante", l'asteroide deve essere tenuto sotto stretta osservazione, perché i dati ricavati da un passaggio in prossimità della Terra possono variare in modo sostanziale in un passaggio successivo. Una data importante sarà quella del 2080: dopo, potremmo non avere più il modo di calcolare esattamente il tragitto del corpo celeste potenzialmente pericoloso. Sarà bene quindi preparare per tempo i mezzi tecnologici per farlo deviare o esplodere, se necessario.

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ven

30

lug

2010

La Terra e i suoi gemelli secondo Keplero

La Terra potrebbe avere tanti "gemelli". Non due, o tre, ma 100 milioni. Su un campione di 1.160 sistemi analizzati nella Via Lattea infatti, ne sono stati individuati 140 simili al nostro. Complessivamente, dunque, nella nostra galassia potrebbero esserci anche 100 milioni di pianeti simili alla Terra.

Il dato proviene da Kepler, la sonda da 600 milioni di dollari che la Nasa ha lanciato nel marzo 2009 in orbita eliocentrica con l’obiettivo di setacciare l’universo alla ricerca di pianeti. Da quanto è emerso, il numero dei mondi simili per dimensioni alla  Terra è superiore a quanto si aspettavano gli astronomi. «I pianeti come la Terra ci sono, la nostra galassia ne è piena - ha esordito Dimitar Sasselov dell’università di Harvard e direttore del progetto "Harvard Origins of Life" durante la "TEDGLobal conference", un evento prodotto da un’organizzazione noprofit - Solo che, con il nostro piccolo telescopio, nei prossimi due anni riusciremo ad analizzarne al massimo una sessantina».

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ven

23

lug

2010

Putin: nel 2015 una nuova base spaziale per la Russia

"La Russia investirà 800 milioni di dollari in una nuova base spaziale" che sarà costruita vicino alla città di Uglesgorsk, nell’Amur, una regione della Russia orientale al confine con la Cina.

Lo ha annunciato oggi il premier russo, Vladimir Putin. Il progetto ha lo scopo di diminuire la dipendenza russa dal sito di lancio di Baikonur, in Kazakhstan. Il nuovo cosmodromo sarà utilizzato principalmente per i voli civili e sarà operativo nel 2015.

L'ex Leader russo ha inoltre aggiunto che "il governo, per finanziare l’inizio della costruzione dell’impianto che si chiamerà “Vostochny”, stanzierà 24,7 miliardi di rubli (809 milioni di dollari) per i prossimi tre anni".

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mer

07

lug

2010

La Nasa battezza "Interferometer": scoverà pianeti alieni

Quanti si sono chiesti, nascosti dagli occhialini in 3D, come sarebbe vivere in posti simili a Pandora descritto nel film 'Avatar'? Sarebbe davvero così surreale? E, soprattutto, esistono sistemi solari simili al nostro?
A queste domande rispondono Stefan Martin e A. J. Booth, ingegneri del NASA’s Jet propulsion Laboratory di Pasadina, in California. A loro si deve un nuovo modo per osservare lo spazio al fine di trovare posti simili e abitali come il nostro pianeta Terra.
Il nuovo strumento di ricerca si chiama 'interferometro azzerante' (nulling interferometer), grazie al quale è possibile osservare i pianeti a luce infrarossa. Esso combina la luce stellare catturata da quattro telescopi, adattandola in modo da annullarsi a vicenda. In questo modo, è possibile rendere la stella più pallida e più 'scrutabile'.

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lun

28

giu

2010

Apophis non fa più paura, ma resta la cautela

E' un dato di fatto ogni 100 milioni di anni la Terra viene colpita da un grosso meteorite in grado di causare terremoti, onde gigantesche e distruggere l'intera vita animale e vegetale su vaste lande di territorio. Così si sono estinti i dinosauri e così il ciclo biologico ed evolutivo si rinnova. E' pacifico infatti che senza le estinzioni di massa il genere umano oggi non dominerebbe la Terra. Da qualche anno però gli stessi uomini mai così padroni del loro destino si interrogano sul futuro del nostro mondo. La paura dell'apocalisse, del diluvio universale è un ricordo genetico che l'uomo porta dentro di sè in ricordo di avvenimenti simili vissuti nel passato. Due date ricorrono nella mente dei catastrofisti 2012, la fine del calendario Maya e il 2036 la data d'impatto dell'asteroide Apophis. Tuttavia ci sono della novità sull'asteroide che la Russia vuole deviare, come annunciato in pompa magna qualche tempo fa.

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gio

17

giu

2010

Allarme Nasa: nel 2013 catastrofica tempesta solare

Una tempesta solare potrebbe distruggere le nostre reti di telecomunicazioni nel 2013. L'ente spaziale americano dunque non crede alla profezia del 2012, ma sembra più preoccupato degli sviluppi un anno dopo. Secondo la Nasa, le nostre reti informatiche e quelle elettriche potrebbe essere distrutte dal picco di attività solare previsto per i prossimi anni. A Washington, non a caso si è aperto il Forum sul Clima Solare promosso dalla Nasa in cui protagonista sarà proprio il picco di attività stellare. Secondo Richard Fisher, scienziato della Nasa «la nostra società tecnologica ha sviluppato una sensibilità alle tempeste solari senza precedenti». Siamo, infatti, dipendenti dalle apparecchiature elettroniche. L’onda di particelle, tra i suoi effetti, potrebbe sortire anche quello di mandare in tilt i nostri satelliti.

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sab

05

giu

2010

Cassini ipotizza forme di vita extraterrestri su Titano

Titano, la più grande delle lune di Saturno, potrebbe ospitare forme di vita.

A rivelare la notizia sono state le immagini mandate sul nostro pianeta dalla sonda spaziale Cassini, nell’orbita di Saturno ormai da ben sei anni. La sonda avrebbe scoperto l’esistenza di organismi che respirano e si cibano di sostanze esistenti sulla sua superficie. Si tratta dunque di una forma inusuale di vita poiché fiumi e oceani del pianeta non sono composti da acqua ma da metano.

Capiamo di cosa si stratta.

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gio

20

mag

2010

Apophis, i russi provano a salvare la Terra dall'asteroide killer

I russi sono sempre più intenzionati a organizzare una spedizione per evitare che l’asteoride Apophis entri in collisione con la Terra nel 2036. Lo scorso dicembre Anatoly Perminov, presidente dell’agenzia spaziale federale russa Roscosmos aveva stupito tutti dicendo che la sua agenzia stava studiando il progetto per affrontare il corpo celeste. Ora Lev Zelioni, direttore dell’IKI, l’Istituto di fisica cosmica dell’Accademia delle scienze, in un convegno a Mosca sull’esplorazione cosmica ha precisato che anche il suo Istituto, tradizionalmente impegnato sulle missioni interplanetarie, è coinvolto dal progetto avviato da Roscomos con cui lavora in stretta collaborazione.

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sab

15

mag

2010

Il sistema solare avrebbe un nuovo pianeta: Tyche

La ricerca di "planet X" nel Sistema Solare, a lungo teorizzata da oltre vent'anni, si arricchisce di un nuovo fondamentale tassello teorico. Gli astrofisici John J. Matese e D. Whitmire, dell'Università della Luisiana a Lafayette (USA), hanno elaborato un nuovo studio che dimostrerebbe l'esistenza di un nono pianeta oltre Nettuno, soprannominato Tyche.

Tyche, sarebbe un gigante gassoso ben quattro volte più grande di Giove, che orbiterebbe oltre il pianeta nano Sedna e prima della nube di Oort. Gli scienziati hanno precisato che questo possibile oggetto celeste, non è la celebre Nemesis, la presunta binaria del Sole, ma un vero e proprio nuovo pianeta.
Si attende adesso la conferma da parte del telescopio ad infrarossi WISE che sta mappando la volta celeste alla ricerca di corpi superfreddi e nane brune e dello stesso "Planet X".
A questo punto c'è da chiedersi, nel caso che venga scoperto, se si tratta del fantomatico pianeta Nibiru, descritto dai Sumeri nei loro sigilli?

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ven

14

mag

2010

Addio allo Shuttle: Oggi l'ultimo lancio dell'Atlantis.

Alle 20,15 italiane (le 14,15 in Florida), si apre per dieci minuti la prima finestra di lancio dell'ultima missione di Atlantis. In questa STS-132, l'equipaggio tutto americano dello Shuttle è affidato al comandante Ken Ham, 43 anni, per un viaggio di 12 giorni alla Stazione Spaziale Internazionale (Ssi). Oltre alla consegna di un modulo di ricerca russo l'agenda prevede tre attività extra-veicolari e il trasferimento di alcune tonnellate di robotica nella stazione. Dopo Atlantis sono previsti solo altri due lanci, per Discovery ed Endevour, prima che il programma Shuttle, nato nel 1980 sia definitivamente pensionato. Nella conferenza stampa pre-lancio il comandante Ham si è detto onorato di poter portare per l'ultima nello spazio il grande aereo-razzo, che ha definito "la più incredibile macchina esplorativa mai costruita dall'uomo".

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ven

14

mag

2010

La sonda Voyager 2 invia misteriosi messaggi "alieni"

La sonda Voyager 2 sta inviando sulla Terra dei segnali in formato sconosciuto, che stanno facendo impazzire gli scienziati: inviata nel cosmo nel 1977, è provvista di un disco di 12 pollici, con all’interno incisi musica e saluti in 55 lingue terrestri. Questo nel caso in cui una eventuale civiltà extraterrestre ne venisse a conoscenza. La sonda ha attraversato Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Attualmente si trova a circa 14 miliardi di chilometri di distanza dal Sole. A quanto pare il segnale, che impiega 13 ore per raggiungere la Terra, non si è mai interrotto. La notizia è stata portata in primo piano dal quotidiano tedesco Bild nella sua versione inglese, e rilanciata da tutti i principali media del mondo, dalla Bbc al Telegraph.

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lun

10

mag

2010

Nasa, strane anomalie fotografate nella missione STS-103

Succede spesso che i fotogrammi della NASA facciano il giro del mondo. Altre volte passano inosservati alcuni fenomeni che meritano un approfondimento. Vi segnialiamo due fotogrammi particolari tratti dal database della NASA.

I frames in oggetto sono il  STS103-734-58 e il STS103-734-59. Osservandoli bene in alta risoluzione, si può notare rispettivamente a destra e al centro delle immagini, uno strano alone bluastro, con un nucleo molto più lumionoso, quasi una piccola "galassia". Che cosa sia tale fenomeno non è noto, si va dall'ipotesi ufo a quella del portale dimensionale, a quella di un semplice riflesso. Noi vi mostriamo le foto. A seguire il video.

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mar

27

apr

2010

Atterrare su un asteroide non fa notizia?

In questi giorni abbiamo visto i giornali pieni della notizia della missione marziana del 2030. Questo ha fatto passare in secondo piano un'altro importante obbiettivo illustrato da Obama nella sua conferenza stampa alla Nasa. Durante una visita al kennedy Space Center infatti il presidente degli Stati Uniti, ha lanciato una sfida al mondo intero: preparare un viaggio su un asteroide 

Un viaggio del genere potrebbe essere molto importante per una missione su Marte. Potrebbe anche svelare come si sia formato il nostro sistema solare. E potrebbe dare agli uomini la conoscenza per fare qualcosa che finora è stata fatta solo nei film da eroi dalla mascella squadrata: salvare la Terra da una collisione con un asteroide. Eppure nessuno ne parla. 

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sab

24

apr

2010

Obama lancia il Drone spaziale X-37B

È un aereorobot che viaggia nello spazio l’arma segreta dell’amministrazione Obama: a lungo protetta dal più stretto riserbo, la navetta X-37B si è svelata decollando dalla rampa di Cape Canaveral in Florida in quello che ad alcuni esperti appare come il primo passo verso la militarizzazione dello spazio. L’X-37B è un veivolo di dimensioni ridotte: 2,9 metri di altezza, 8,9 di lunghezza e un’apertura alare di 4,5 metri per un peso complessivo di 4990 kg. A conti fatti le dimensioni equivalgono a circa un quarto della grandezza dello Shuttle in via di pensionamento. Ad accomunarlo allo Shuttle c’è anche il fatto che decolla spinto da un razzo e torna sulla terra planando come un aliante. Ma ciò che conta è tutt’altro: la capacità di volare senza pilota per un massimo di 270 giorni nello spazio potendo svolgere qualsiasi tipo di missione militare, dai test di nuove tecnologie all’osservazione di intelligence fino all’uso di armi - come ad esempio i laser - capaci di distruggere i missili intercontinentali quando escono dall’atmosfera.

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ven

16

apr

2010

Obama: su Marte entro il 2025

Tranquilla America, le avventure spaziali continueranno, e l'America porterà l'uomo "oltre la Luna". Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha rassicurato in questi termini i lavoratori, i tecnici, gli ingegneri e gli astronauti, presenti e futuri, circa il futuro americano nella ricerca spaziale. Non è affatto vero che la sua amministrazione intenda ridurre l'impegno nello spazio. Anzi, è vero il contrario. Solo che, dati i costi, si cercheranno altre strade di finanziamenti, aprendo al settore privato in modo che la ricerca spaziale possa aprirsi ad una dimensione anche commerciale. "La Nasa ha contribuito ad un progresso tecnologico inimmaginabile.

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gio

15

apr

2010

Mezzo secolo di S.E.T.I

Ellie Arroway non esiste. Ellie Arroway è solo il personaggio di un libro prima e di un film poi: Contact. Ma Ellie Arroway, con la sua pupilla nella quale si perde l’intero universo all’inizio del film, è rimasta nell’immaginario collettivo come l’archetipo della scienziata innamorata del proprio sogno: la ricerca di un segnale alieno intelligente. Contro tutto e contro tutti: l’ostilità e lo scherno dei colleghi, la scarsità di finanziamenti, i drammi personali. Poi il segnale arriva, la storia umana cambia (forse), Ellie diventa protagonista di un’evoluzione ancora diversa.

Dietro Ellie Arroway, anzi dietro Jill Tarter, cioè la scienziata reale alla quale Carl Sagan, planetologo, divulgatore e scrittore, si è ispirato per scrivere il libro e la sceneggiatura del film, c’è una generazione di ricercatori che hanno condiviso quel sogno. I loro padri fondatori sono Giuseppe Cocconi, Philip Morrison e Frank Drake: dalla fine degli Anni Cinquanta furono loro a teorizzare la possibilità delle comunicazioni interstellari e poi si misero alla ricerca di un segnale alieno.

 

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mar

13

apr

2010

Nella via lattea pianeti simili alla Terra

Uno studio britannico coordinato da Jay Farihi, dell’università di Leicester, presentato a Glasgow, dove è in corso il convegno britannico di astronomia, sostiene che nella Via Lattea ci siano dei pianeti rocciosi e ricchi di acqua come la Terra e potrebbero ospitare anche forme di vita elementari.

Gli autori della ricerca sono partiti dall’analisi delle nane bianche presenti nella nostra galassia: queste sono resti compatti di stelle una volta grandi come il Sole e che dovrebbero avere un’atmosfera composta essenzialmente di idrogeno puro o elio puro. Ma molte di esse, spiegano i ricercatori, mostrano di essere contaminate da elementi più pesanti (come calcio, magnesio e ferro). Un dato attribuito finora a un inquinamento dovuto al mezzo interstellare. Ora lo studio smonta questa ipotesi grazie ai dati della Sloan Digital Sky Survey (Sdss), un progetto che sta monitorando oltre 100 milioni di oggetti della Via Lattea.

Esaminando, posizioni, movimenti e spettri delle nane bianche, i ricercatori dimostrano che i colpevoli di questo inquinamento stellare sono i detriti di pianeti rocciosi, molti dei quali (a giudicare dalle loro firme chimiche) dimostrano di contenere anche acqua.

L’implicazione secondo i ricercatori è che forme di vita, anche semplici, potrebbe essere comuni in tutta la Via Lattea.

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lun

12

apr

2010

40 anni dalla celebre missione Apollo 13

Compie 40 anni la missione dell'Apollo 13, per la quale la Luna rimase un sogno e resa celebre dalla frase "Houston, abbiamo un problema". Una frase, però, che nessuno dei tre astronauti della missione ha mai pronunciato così. Quello che hanno detto effettivamente è stato: "Houston, abbiamo avuto un problema", come risulta dalla trascrizione delle comunicazioni tecniche tra la navetta e il centro di controllo a Terra della Nasa. L'Apollo 13 era la terza missione del programma Apollo diretta sulla Luna. Al comando c'era James Lovell, al quarto volo spaziale, John Swigert detto "Jack" era il pilota del modulo di comando (Odissea) e Fred Haise era al comando del modulo lunare (Acquario). Il lancio non era stato perfetto per un problema al motore del secondo stadio, che venne rapidamente risolto.

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