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Astrobiologia | Archivio storico

mer

22

feb

2012

Il segnale Wow, quando il Seti accarezzò il sogno del contatto

Wow! Ecco la parola migliore mai pronunciata. Semplice come una rasoiata e meravigliosamente secca per raggiungere il massimo dell’efficacia. Ma anche soffusa di ironia, così da stemperare la sbalorditiva possibilità che racchiude: potremmo non essere soli nell’Universo. Wow! passò allo storia come l’appunto accanto a una sequenza di numeri e frequenze, scritto di getto in un giorno d’estate - il 15 agosto 1977 - da Jerry R. Ehman, mentre lavorava per il «Progetto Seti» con il radiotelescopio Big Ear dell'Università dell’Ohio. Indicava un segnale alieno, il primo - e unico - mai individuato. Non solo aveva avuto una durata anomala, 72 secondi, ma (ecco l’altro elemento incredibile) possedeva le caratteristiche previste un ventennio prima da altri due ricercatori, Giuseppe Cocconi e Philip Morrison: il valore di 1420 Mhz corrispondeva infatti alla radiazione dell’idrogeno, l’elemento più comune nel cosmo, e quindi - supponiamo noi, da un punto di vista umano - rappresenta il messaggio universale per antonomasia, quello che qualunque mente può concepire come l’alfa e l’omega. Quel giorno di Ferragosto avrebbe potuto trasformarsi in una delle date-chiave dell’umanità e invece svaporò in una nube di dubbi. Il bis non c’è mai stato e senza repliche certe non c’è scienza. Robert Gray ripercorre nel suo libro "The Elusive Wow" l'avventura di quei tempi.

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sab

11

feb

2012

Ecco la tavola periodica dei mondi alieni

Ormai arrivano a grappoli. La scoperta di un nuovo pianeta extrasolare, evento che fino a qualche anno fa avrebbe suscitato interesse e stupore per giorni, è diventato un evento così comune da non far più notizia. Ma 26 mondi alieni confermati in un colpo solo, e ben 11 nuove stelle che – come il nostro Sole –  ne hanno attorno in orbita più d’uno, una certa meraviglia ancora la destano. Soprattutto, sono una chiara dimostrazione della superba qualità della strumentazione scientifica messa in campo e delle tecniche di analisi adottate, in questo caso dal team della sonda Kepler della NASA. Così come informa l'INAF, la Nasa ha pensato bene di creare una singolare mappa periodica che riassume tutti i pianeti scoperti da Keplero, catalogandoli.

A seguire tutta la mappa.

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ven

03

feb

2012

GJ 667Cc, pianeta simile alla Terra che potrebbe ospitare la vita

Scoperto il pianeta che al momento è ''il miglior candidato'' per ospitare la vita. Grande quasi cinque volte la Terra e distante 22 anni luce, si chiama GJ 667Cc e ruota attorno ad una stella 'leggera', ossia con una bassa concentrazione di elementi pesanti al punto che si riteneva non potesse avere neppure un sistema planetario. Lo studio, pubblicato su Astrophysical Journal Letters, è condotto dalla Carnegie Institution di Washington. Il nuovo pianeta ha una massa di 4,5 volte quella della Terra ed il suo un anno, ossia il periodo orbitale,è di appena 28 giorni. Nonostante il pianeta riceva dalla sua stella solo il 90% della luce che raggiunge la Terra, è colpito in particolare da radiazioni infrarosse con una percentuale più alta, fatto questo che permette di mantenere in superficie una temperatura simile a quella della Terra e forse acqua allo stato liquido. Queste caratteristiche non permettono di affermare che sulla superficie di GJ 667Cc possa esistere la vita ma, come ha detto Guillem Anglada-Escudè, uno dei responsabili dello studio, ''si tratta del miglior candidato conosciuto che possa ospitarla''.

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sab

21

gen

2012

Può esistere una vita extraterrestre basata sul silicio ?

Nella lunga ricerca della vita extraterrestre, proprio la parola "vita" spesso è frutto di fraintendimenti. Cercare la vita sul altri pianeti infatti non vuol dire necessariamente pretendere di trovarla intelligente. Anzi, i programmi più seri con basi scientifiche forti ricercano anche solo le basi della vita su altri mondi, siano essi i poli di Marte o le molte lune di Giove. Ma una volta inteso quale vita stiamo cercando, dobbiamo capire i parametri sui quali questa vita può svilupparsi. La vita nel pianeta Terra è basata sul Carbonio, elemento indispensabile e non prescidibile. Il Carbonio ha una "attività chimica" molto più ricca del suo "parente povero", il Silicio, tantochè  esistono una infinità di composti chimici organici ed inorganici basati sul Carbonio che non hanno un corrispettivo siliceo. Eppure l'ipotesi di una vita che possa prendere il via dal Silicio torna ciclicamente in campo. 

Vediamo perchè.

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sab

31

dic

2011

Scoperte le basi della vita su Plutone: ecco cosa significa

Su Plutone potrebbero esserci le condizioni base per la formazione di "vita". A fare la straordinaria scoperta sono stati gli scienziati del Southern Research Institute che hanno analizzato i dati forniti dal telescopio spaziale Hubble. I dati emersi sono strabilianti, sulla superficie di Plutone, il pianeta più lontano del sistema solare, vi sarebbero composti di molecole di carbonio e azoto, elementi primari per la formazione di vita. Secondo gli scienziati esisterebbe anche una sorta di "mare" a circa 135 chilometri di profondità, sotto lo spesso strato di azoto ghiacciato. Anche la presenza di acqua può essere condizione determinante per la formazione di forme di vita anche se primitive. Nel 2015 una sonda della Nasa raggiungerà la superficie di Plutone e darà il via ad una serie di prove ed esami che potrebbero riservare straordinarie scoperte scientifiche.

Intanto cerchiamo di capire cosa significa realmente tutto questo.

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mar

20

dic

2011

Il Seti si risveglia e si mette a cercare gli alieni sui mondi di Kepler

Il Seti rinasce, potremmo titolare così, riferendoci alla nuova era del progetto che ha fatto sognare milioni di persone, alla ricerca di una vita biologica fuori dal nostro pianeta. In realtà già dall’ottobre scorso, con una lettera ai finanziatori e affiliati del Progetto SETI, si annunciava la riattivazione dell’Allen Telescope Array spiegando che gli obiettivi erano al centro del rilancio del progetto avrebbero riguardato i nuovi mondi scoperti dalla missione Nasa Kepler. Proprio attingendo dalle specifiche su stelle e pianeti che Kepler eveva individuato e che come  struttura e massa erano comparabili alla Terra dentro la zona Goldilocks, la fascia abitabile. Dopo un periodo di crisi di fondi e entusiasmo dunque si riparte, sperando in esiti migliori.

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ven

25

nov

2011

Nasa e Seti elaborano l'Indice di "vita extraterrestre"

Come stabilire se un pianeta è adatto a ospitare forme di vita? La domanda non è semplice, soprattutto se consideriamo che nei prossimi anni il numero di pianeti extrasolari scoperti passerà all’ordine delle migliaia. Un numero enorme, che costringe fin da ora gli esperti a stabilire dei criteri affidabili per selezionare i pianeti con maggiore probabilità di essere abitati. In quest’ottica, l’astrobiologo Dirk Sculze-Makuch ha guidato un gruppo di ricercatori afferenti a NASASETI eGerman Aerospace Center in uno studio finalizzato a migliorare questi criteri, partendo dal presupposto che la Terra da sola non basta a dirci quali condizioni rendono o meno un pianeta abitabile.

Nell’articolo, che verrà pubblicato a dicembre su Astrobiology, Makuch e gli altri autori propongono un nuovo sistema di classificazione basato su due indici. Vediamo quali sono e come funzionano nel dettaglio.

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mer

16

nov

2011

Metanolo indizio prezioso alla ricerca di vita organica extraterrestre

La formula chimica è semplice: CH3OH. Ed è una molecola tristemente nota, almeno qui in Italia, per la vicenda del vino adulterato, lo “scandalo del vino al metanolo”, che nel 1986 portò all’intossicazione, in alcuni casi con esito fatale, di parecchie decine di persone. Ma il metanolo – o alcool metilico – non è solo un veleno, anzi: la sua struttura tetraedrica è un mattoncino cruciale per la formazione delle molecole organiche complesse. Detto altrimenti, è una sostanza chiave per la chimica della vita. È dunque con grande soddisfazione che un gruppo di scienziati guidati da Douglas Whittet, direttore del New York Center for Astrobiology (un gruppo di ricerca del Rensselaer Polytechnic Institute finanziato dalla NASA), ha appena annunciato di aver individuato le condizioni e gli ambienti ideali – “sweet spots” – per la formazione del metanolo nel cosmo.

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mar

25

ott

2011

Seth Shostak del Seti: come, quando e dove incontreremo gli alieni

In una bella intervista al magazine Popular Science, Seth Shostak, astronomo presso l'Istituto SETI di Mountain View, California, parla di vita aliena e delle dinamiche sulla scoperta degli extraterrestri. Quando troveremo esseri intelligenti probabilmente saranno artificiali, non biologiciQuando è stato chiesto al ricercatore la sua previsione sul calendario che abbiamo davanti per trovare la vita extraterrestre, Shostak ha risposto: "Nel corso dei prossimi 20 anni, potrebbe succedere." Egli ha spiegato: "Ci sono altri luoghi del sistema solare che potrebbe avere acqua allo stato liquido. Per trovarli c'è bisogno di una missione con razzi e robot, andando in profondità. I tempi per questo sono di 10, 20, 30 anni, a seconda del finanziamento." A seguire la traduzione integrale in esclusiva per voi.

 

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ven

24

giu

2011

Europa, la Luna di Giove con l'oceano ghiacciato che può ospitare la vita

Cominciamo dal satellite di Giove più famoso un viaggio lungo dieci puntate, che si porterà ad analizzare tutti i luoghi del sistema solare e non solo, che potrebbero verosimilmente ospitare forme di vita elementari all'interno del loro mondo. Partiamo da Europa, il quarto, satellite naturale di Giove, ed il secondo oggetto del sistema solare dopo la Terra per la presenza di Acqua. La sua scoperta si deve all'italiano per eccellenza, Galileo Galilei, che il 7 gennaio 1610 ne certifico l'esistenza, insieme ad altri tre satelliti di Giove, Io, Ganimede e Callisto, da allora conosciuti appunto come satelliti galileiani. Ma perchè Europa potrebbe ospitare la vita? I motivi principali sono due: l'acqua e la probabile presenza di ossigeno disponibile nel sottosuolo del suo oceanoche potrebbe fungere da supporto a processi metabolici di ossigeno, simili a quelli terrestri. In realtà, l'ossigeno presente non sarebbe sufficiente per supportare la complessità di organismi simili agli animali che tutti conosciamo, ma potrebbe essere sufficente per i  microrganismi. Scopriamo insieme perchè.

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sab

11

giu

2011

Molecole organiche nei meteoriti: nuove conferme

Alcuni asteroidi potrebbero aver funzionato da “fabbriche di molecole” che hanno portato sulla Terra gli ingredienti per la vita nel corso di impatti meteorici: questa teoria certo non nuova trova ora nuove conferme dall'analisi di alcuni frammenti di un grande meteoroide esploso nel cielo sopra la British Columbia, in Canada, nel 2000. In particolare, quelli caduti sulla superficie ghiacciata del lago Tagish sono stati poco contaminati dalla vita terrestre e sono quindi ritenuti una valida fonte di informazioni, come riferito in un articolo pubblicato su Science a firma di Christopher Herd e colleghi dell'Università di Alberta a Edmonton, in Canada.

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mer

18

mag

2011

Gliese 581d: abitabile con acqua allo stato liquido a 20 anni luce da noi ?

Nuovo colpo di scena per Gliese 581, la stella nana rossa che attira l’attenzione di ricercatori e sognatori. A renderla speciale è il suo sistema di pianeti rocciosi  che si contendono a turno il titolo di primo pianeta extrasolare potenzialmente abitabile. Se fino a pochi mesi il candidato numero uno era Gliese 581g, ora il titolo passa a Gliese 581d, sul quale potrebbe esserci una temperatura adatta a mantenere l’acqua allo stato liquido. Questo a patto che il pianeta possieda un’atmosfera densa costituita da anidride carbonica, come hanno dimostrato i ricercatori guidati da Robin Wordsworth dell’ Institute Pierre Simon Laplace di Parigi, i cui risultati sono pubblicati in un articolo sull’ Astrophysical Journal Letters.

Finalmente il pianeta che aspettavamo?

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ven

06

mag

2011

Super Telescopio europeo alla ricerca degli extraterrestri

L'Europa si prepara a dare la caccia a E.T. Andra' a cercare al di fuori del Sistema Solare i pianeti in cui la vita e' possibile e lo fara' con il piu' grande 'occhio' che dalla Terra si aprira' verso il cielo: il telescopio E-ELT (European Extremely Large optical/infrared Telescope) dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) che sara' costruito in Cile a partire dal 2012.

''Il telescopio si avvarra' di uno specchio principale del diametro di 42 metri e contera' su un sistema di ottiche adattative che permetteranno di correggere le distorsioni causate dall'atmosfera terrestre'', ha spiegato il direttore dell'Eso, Bruno Leibundgut, che si trova a Napoli per il congresso sulle distanze cosmiche in corso presso l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). ''La tecnologia usata per costruire questo telescopio - ha proseguito - ci permettera' di cercare i pianeti in maniera diretta''. Si potranno cioe' osservare i pianeti direttamente e non nel momento in cui transitano davanti al disco della loro stella.

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ven

01

apr

2011

La ricerca di vita extraterrestre fuori dalle stelle mancate

La ricerca di vita aliena di solito si concentra su sistemi binari con i pianeti che orbitano attorno ad una o più stelle. Questo tipo di scenario è l'unico che ci viene in mente quando si parla di habitat compatibile con la vita, poichè per nascere essa ha bisogno di energia. Ma una possibilità meno nota è che la vita sia sorta su pianeti che in qualche modo sono stati espulsi dai loro sistemi solari originali diventando "free-floating" nell'universo, così come su piccoli corpi chiamati sub-nane brune, stelle che sono così piccole da svolgere praticamente la funzione di oggetti spaziali, con caratteristiche più favorevoli di quanto non si pensi per uno sviluppo biologico che porti alla vita sotto molteplici forme, dalle più elementari alle più complesse, a causa dell'energia autoprodotta al loro interno e non solo. Lo spiega Viorel Badescu ricercatore del Politecnico di Bucarest, i suoi risultati sono stati infatti pubblicati in maniera dettagliata nel numero di Agosto/2010 della rivista Planetary and Space Science.

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dom

06

mar

2011

Forme di "vita aliena" fossile in un meteorite ?

Forme di vita fossili e molto primitive simili a batteri sono state scoperte in un meteorite dall'astrobiologo Richard B. Hoover, del Marshall Space Flight Center della Nasa, che le ha descritte nell'edizione online del Journal of Cosmology. Consapevole dell'impatto rivoluzionario che potrebbe avere la scoperta, Hoover ha invitato la comunità scientifica ad analizzare i suoi risultati e a commentarli. I fossili sono stati scoperti in tre meteoriti molto primitive (condriti carbonacee) chiamate Alais, Ivuna e Orgueil. I batteri, secondo il ricercatore, sono simili alle cosiddette "alghe azzurre" primitive chiamate cianobatteri e sono state individuati immediatamente al di sotto della superficie delle meteoriti utilizzando tecniche di microscopia molto avanzate. Secondo Hoover la presenza dei batteri fossili non è il risultato di una contaminazione avvenuta sulla Terra: il ricercatore è convinto che i microrganismi siano di origine extraterrestre. Ritiene inoltre che nemmeno i batteri alieni abbiano potuto in alcun modo contaminare la Terra. Si tratta, ha osservato, di resti fossili di organismi viventi che una volta vivevano nei corpi celesti dai quali hanno avuto origine le meteoriti. L'unica possibile conclusione, secondo il ricercatore, è che la vita è ovunque nel cosmo e che la vita sulla Terra potrebbe avere avuto origine da altri pianeti.

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lun

21

feb

2011

Goldilocks Zone: cos'è la fascia abitabile adatta alla vita ?

Gli scienziati della NASA hanno studiato i risultati forniti dal telescopio Keplero, il cui compito è quello di rilevare pianeti simili alla Terra fuori dal Sistema Solare. Nei suoi primi due anni nello spazio, Keplero ha trovato prove di oltre 1.200 pianeti nell'Universo e 54 di loro sono nella zona cosiddetta Goldilocks, ossia alla distanza opportuna dalla stella che permetterebbe la temperatura ottimale alla presenza di vita.
Avevamo già parlato del resto di questa marea di pianeti extrasolari che stanno cambiando la prospettiva della ricerca della vita oltre il sistema solare. Ma concentriamoci sul dato più interessante. Si è stimato che il 50 % delle stelle potrebbero avere nella propria orbita un pianeta simile alla Terra e dunque questi pianeti sarebbero milioni. I ricercatori sono estremamente eccitati dalla scoperta, considerando il fatto che in precedenza si erano scoperti soltanto due pianeti potenzialmente abitabili fuori dal nostro Sistema Solare. «Una stella su due avrebbe così un pianeta candidato - ha dichiarato William Borucki del progetto Keplero - Questo significa che c'è un oceano ricco di pianeti fuori da esplorare

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mer

09

feb

2011

Che cos'è la scala di Kardashev ?

Quando si parla di civiltà aliene spesso non si capisce l'importanza di tenere in debito conto il loro grado di evoluzione. Per essere trovata infatti una civiltà extraterretre deve mandare dei "segnali". I primi tentativi di classificazione di civiltà aliene (da non confondere con i contemporanei e similari tentativi di immaginare forme di vita aliene) si devono allo scienziato sovietico Kardashev, che nel 1964 propose un criterio basato sulla capacità di raccogliere e sfruttare l'energia prodotta "naturalmente".

Kardashev propose una scala con 5 gradini, identificati dai numerali romani da I a IV, più un livello di partenza 0. Secondo Kardashev, per una civiltà non era possibile giungere ad un livello di sviluppo senza aver pienamente dispiegato il proprio potenziale nel livello precedente; inoltre, il passaggio da un livello a quello successivo sarebbe stato limitato dalla velocità di espansione della civiltà nell’universo, necessariamente limitata a valori inferiori a quelli della luce. Vi spieghiamo come funziona questa classificazione.

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ven

28

gen

2011

E se fossimo davvero l'unica civiltà intelligente dell'universo?

Diamo spazio alle riflessioni inviate da Gabriele Lorenzetti che lavora nell'osservatorio di astrofisica dell'INAF di Catania. Sono opinioni critiche sulla possibile realtà aliena, di cui vi diamo conto, che creano notevoli spunti di discussione. Ecco la sua lettera:

In questi anni fuori dalle prove fumose e poco credibili, senza scomodare video, foto e testimonianze, ma concentrandosi solo sul lato scientifico, l'approccio ufficiale dell'astrofisica moderna era un'apertura all'esistenza della vita intelligente sul cosmo facendo leva sul calcolo della probabilità, intrinsecamente spiegato dall' equazione di Drake  ragionamento speculativo tradotto in numero, sulla possibile esistenza e numero di civiltà evolute extraterrestri. Ma questa formula è basata su previsioni troppo ottimistiche. Basta che anche uno solo dei valori sia prossimo allo zero, oppure che diversi termini abbiano valori bassi, per ottenere lo stesso effetto: moltiplicandoli il risultato è N=1.
Ovvero l'unica civiltà avanzata della galassia siamo noi. Dobbiamo essere pessimisti?

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gio

27

gen

2011

Vita dallo spazio, altre prove negli asteroidi

I meteoriti, in quanto "portatori" di amminoacidi, potrebbero aver "seminato" la vita nel nostro e in altri sistemi solari. È questa l'ipotesi che emerge da uno studio effettuato dal Goddard Space Flight Center della Nasa di Greenbelt negli Usa e pubblicato su Meteoritics and Planetary Science. Nel marzo 2009, gli scienziati hanno rilevato, in un gruppo di meteoriti provenienti da asteroidi ricchi di carbonio, la presenza di una rara forma di amminoacidi, chiamata isovalina levogira. Gli amminoacidi - essenziali per la formazione di proteine - si dividono in due varietà tra loro speculari: i levogiri (polarizzati verso sinistra) e i destrogiri (orientati a destra). Gli organismi viventi sono costituiti soltanto dalla forma levogira, nonostante, secondo gli esperti, sulla terra sarebbe possibile l'esistenza di forme viventi dotate di amminoacidi destrogiri. La presenza delle isovaline levogire nei meteoriti dimostrebbe, secondo gli studiosi della Nasa, la possibilità che questi amminoacidi siano nati nello spazio e che si siano fusi con le molecole degli organismi terrestri in seguito all'impatto con i corpi celesti. Ipotesi che non esclude identici scenari in pianeti diversi dal nostro.

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sab

22

gen

2011

Manipolazione Genetica: siamo un esperimento degli alieni ?

Il numero del mensile Focus di Dicembre 2010 ha dedicato un ampio dossier sugli alieni. Tra questi spicca un articolo che parla di esperimenti genetici e razza umana. La tesi semplicificata è la seguente: E se fossimo un Ogm? Mettiamo che una civiltà simile alla nostra ma più evoluta abbia deciso di provare e modificare il proprio Dna. E che però tema ( come temiamo noi riguardo agli ogm vegetali) che le modifiche introdotte possano alterare in peggio il ceppo genetico originale. Come fare? Una soluzione potrebbe essere sperimentare la variante e il suo sviluppo su un altro pianeta da dove non potrebbe contaminare la popolazione originaria. Ad esempio sulla Terra. Qui gli alieni potrebbero aver messo diciamo una loro variante un pò più aggressica e averla lasciata evolvere. La variante ogm di questa fantasiosa interpretazione saremmo noi (che non a caso siamo così ligitiosi).

Ipotesi azzardata? Si ma non del tutto.

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mer

01

dic

2010

La Nasa: "Alieni" sulla Terra, esistono creature ombra parallele

"Alieni" sulla Terra. Come vi avevamo anticipato la Nasa ha annunciato per domani "una scoperta in astrobiologia" che potrebbe dimostrare l'esistenza di un'altra forma di vita. I rumors cominciano a filtrare e possiamo darvi qualche anteprima. La scoperta potrebbe provare la teoria che esistono creature-ombra in parallelo agli esseri umani e in ambienti finora ritenuti inabitabili, vale a dire che esiste una forma di "vita come non la conosciamo". L'annuncio ufficiale è atteso tra poche ore, ma possiamo prevedere secondo quanto dicono le agenzie, che la scoperta dovrebbe riguardare un microbo che riesce a vivere in un ambiente finora ritenuto letale per qualsiasi forma di vita. Vedi i dettagli

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mer

01

dic

2010

Meteorite con tracce di vita aliena: le risposte che vi dobbiamo

Vi avevamo raccontanto la storia che aveva fatto scalpore, di una conferenza stampa riguardante un meteorite che aveva riacceso l'ipotesi della panspermia, a causa di tracce di vita extraterrestre. Eravamo scettici sulla veridicità delle informazioni e oggi i nostri dubbi sono ancora maggiori. Partiamo dall'inizio.

E' il 12 marzo 2000 il sig. Duane P. Snyder nota dei blocchi di ghiaccio in una strada accanto a casa sua e li raccogli congelandoli nel suo freezer. Già a questo punto uno si chiede perchè, non è certo la prima cosa che verrebbe in mente a qualcuno che vede dei pezzi di ghiaccio sporchi per terra.  Ma il nostro simpatico signore intuisce che la loro provenienza era nientemeno che aliena, i resti di un meteorite, non si sa come, arrivato fino a noi senza che il pulviscolo ghiacciato fosse eroso nel suo viaggio "galattico". La storia continua dopo il salto con le foto in allegato.

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mar

30

nov

2010

Nasa, 2 dicembre conferenza:impatto sulla vita extraterrestre

Oggi la  NASA ha annunciato una conferenza stampa per il 2 Dicembre che dovrebbe avere impatto sulla ricerca di vita extraterrestre. Precisamente il comunicato della Nasa recita in inglese"an astrobiology finding that will impact the search for evidence of extraterrestrial life.". Traducendo in maniera letterale: La Nasa terrà una conferenza stampa il 2 dicembre prossimo venturo per discutere una scoperta astrobiologica che impatterà sulla ricerca della vita extraterrestreLa materia dunque è l'astrobiologia, la scienza che studia l’origine, la distribuzione ed il futuro della vita nell’universo. Ma di cosa si tratta precisamente? Alcuni pensano che ci sia una relazione con la scoperta di una sottilissima atmosfera composta da ossigeno e anidride carbonica rinvenuta dalla Cassini sulla seconda piu' grande luna di Saturno, Rhea. E' la prima volta in assoluto che un veicolo spaziale osserva e cattura direttamente molecole di ossigeno che appartengono all'atmosfera di un corpo celeste diverso dalla Terra e che potrebbero essere alla base di una chimica complessa, prerequisito per l'esistenza di forme di vita. Speculazioni? Capiamone di più.

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mer

24

nov

2010

Un meteorite rilancia l'ipotesi della panspermia extraterretre

Quando di parla della nascita della vita sulla Terra le teorie ufficiali si affiancano a nuovi studi che includono l'ipotesi della panspermia cioè che la vita sulla Terra potrebbe essere arrivata grazie a un "aiuto dall'esterno" magari da una cometa o da un meteorite. La NASA già nel 2009 avrebbe confermato che sul meteorite Allen Hills 84001 scoperto 25 anni fa in Antartide ci sarebbero tracce di vita. Da qualche giorno arriva la notizia che un meteorite conterrebbe tracce di vita extraterrestre. Duane P. Snyder annuncerà presso l'Hotel Ramada nel South Haven in 1555 Phoenix Road nel Michigan, la scoperta del primo e unico meteorite ghiacciato contenente forme di vita aliene, secondo quanto diffuso dalle agenzie. Mentra la notizia sul primo meteorite è già stata verificata questa sempre tuttavia molto inverosimile.

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mer

06

ott

2010

Al via la missione per cercare vita "aliena" nell'atmosfera

La ricerca di organismi particolari, in grado di sopravvivere a condizioni nelle quali un normale essere vivente troverebbe facilmente la morte, si sposta dalla superficie di terre e mari agli strati più alti dell’atmosfera. Regioni del pianeta Terra che potrebbero, almeno in teoria, ospitare anche organismi extraterrestri.

Questo è quello che sperano di trovare i ricercatori della Cransfield University, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, che daranno il via questa settimana alla missione di ricerca di un pallone aerostatico munito di strumentazioni in grado di cercare batteri ed altri esseri viventi nella stratosfera terrestre. Gli organismi ipotizzati potrebbero essere completamente nuovi alla scienza, o addirittura essere giunti sul nostro pianeta da molto, molto lontano, attraverso comete o asteroidi.

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sab

02

ott

2010

Ecco gli alieni: «Su Gliese 581 c'è vita al 100%»

Fermi tutti, abbiamo individuato un posto dove esiste la vita. Lassù potrebbe esserci qualcuno. Chi lo dice? Lo hanno scoperto due astronomi specializzati nella ricerca di pianeti, Steve Vogt dell’Università di California a Santa Cruz, e Paul Butler della Carnegie Institution di Washington. I due ricercatori hanno avuto il supporto di una squadra di astronomi svizzeri, che li hanno aiutato nei loro calcoli. E sono calcoli complicatissimi, che si basano in gran parte sui lievissimi spostamenti delle stelle che provano l’esistenza di una forza gravitazionale esercitata dai pianeti. Insomma Gliese 581 è un'altra Terra, e come logica conseguenza avrà i suoi abitanti. Magari non nella forma di un essere umano, magari neanche nella forma di qualche animale terrestre. Ma a venti anni luce dal nostro pianeta, c’è un altro pianeta che ha «il cento per cento delle possibilità di aver sviluppato la vita». E' questo corpo celeste che sta causando un’eccezionale ondata di entusiasmo nel mondo scientifico. Ora non bisogna fermarsi e andare fino in fondo.

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sab

04

set

2010

Vita su Marte? Possibile: bisogna ripetere gli esperimenti del 1976

Quando le due sonde Viking giunsero su Marte nel 1976 inviarono dati che mostravano la mancanza di materiale organico sul Pianeta Rosso. I dati furono una delusione per gli scienziati alla ricerca di tracce di vita su Marte. Ma un nuovo studio contesta il modo in cui venne fatto all'epoca l'esperimento e riapre la porta alla speranza della esistenza di materiale organico sul pianeta. «Per 35 anni siamo stati influenzati dai dati apparentemente negativi delle sonde Viking - afferma Christopher McKay, uno scienziato dell'Ames Research Center in California, autore di un nuovo studio diffuso dalla Nasa - Ma l'esperimento fatto dalle sonde distrusse probabilmente il materiale organico trovato inviando risultati non affidabili».

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sab

05

giu

2010

Cassini ipotizza forme di vita extraterrestri su Titano

Titano, la più grande delle lune di Saturno, potrebbe ospitare forme di vita.

A rivelare la notizia sono state le immagini mandate sul nostro pianeta dalla sonda spaziale Cassini, nell’orbita di Saturno ormai da ben sei anni. La sonda avrebbe scoperto l’esistenza di organismi che respirano e si cibano di sostanze esistenti sulla sua superficie. Si tratta dunque di una forma inusuale di vita poiché fiumi e oceani del pianeta non sono composti da acqua ma da metano.

Capiamo di cosa si stratta.

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