Nasce Asgardia, la prima "nazione" spaziale

È stata svelata da un team di scienziati ed esperti legali. I suoi obiettivi: "democratizzare" le tecnologie spaziali, proteggere la Terra da pericolosi asteroidi  e promuovere la pace. Stiamo parlando di Asgardia, landa immaginaria  che deve il suo nome a un'antica città mitologica nei cieli, abitata dagli dei norreni, resi popolari dalle leggende di Odino e Thor. Diventerà, secondo i suoi creatori "una postazione in orbita che è nel vero senso della parola 'una terra di nessuno'". Con l'ambizione di diventare la prima nazione spaziale. Un nuovo Stato tra stelle che cerca i suoi primi cittadini. 

La bizzarra iniziativa è stata svelata mercoledì durante una conferenza stampa a Parigi. Può sembrare una boutade, ma gli scopi sono nobili e i suoi sponsor molto seri. Tra gli altri troviamo Igor Ashurbeyli, fondatore dell'Aerospace International Research Center di Vienna,  uomo d'affari e scienziato che di recente è stato insignito di una medaglia d'onore da parte dell'Unesco per il suo lavoro nello sviluppo di dispositivi micro-elettrici, sistemi informatici e tecnologie. Questo nuovo soggetto statale aiuterà la pace e aprirà l’accesso alle tecnologie spaziali anche a Paesi che, al momento, non hanno risorse sufficienti. Un Paese nuovo con la sua bandiera, il suo inno e che, un giorno, avrà anche il suo seggio all’Onu.

Cosa fare per diventare "cittadini" ?

Una bella idea, suggestiva. Ma a cosa serve? “Offrirà una piattaforma libera dalle leggi terrene, uno spazio in orbita che sia no man’s land”. Cioè? Non è chiarissimo: l’idea è di cominciare prima con un singolo satellite (partirà l’anno prossimo) in cui risideranno alcuni cittadini. Ma attenzione: i cittadini saranno residenti sulla Terra, non andranno nello spazio. Le cose si complicano. I cittadini di Asgardia, secondo l’ideatore del progetto Igor Ashurbeyli, intervistato dal Guardian, “saranno di vari Paesi e potranno vantare una doppia cittadinanza: quella del loro Paese di origine e quella di Asgardia”. Appena arrivano a quota 100mila potranno far domanda per il riconoscimento di Stato da parte delle Nazioni Unite. Per chi volesse iscriversi, il modulo è qui.

Oltre la Terra

"Dobbiamo lasciare la Terra perché è nella natura umana", ha detto al sito statunitense Business Insider Ram Jakhu, professore della McGill University, con oltre trent'anni di esperienza in leggi spaziali, e uno dei finanziatori del progetto. "L'umanità si è spostata dall'Africa e ha popolato l'intero Pianeta. Qui le risorse finiranno".

 

Il primo passo sarà quello di lanciare un satellite robotico entro i prossimi 18 mesi, da far seguire eventualmente da una stazione spaziale permanente. Quanti finanziamenti sono a disposizione del progetto è ancora ignoto.

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