C'è acqua su Europa. Cresce la possibilità di trovare vita aliena ?

Astronomi, oceanografi e semplici appassionati si chiedono da anni che cosa potrebbero contenere gli oceani extraterrestri, come quello che si pensa sia nascosto sotto la crosta ghiacciata di Europa, una delle lune di Giove. Penetrare l'involucro sarebbe molto difficile, ma se tracce di quell'acqua fossero "sparate" nello spazio, forse potremmo mandare una sonda ad analizzarle. Per questo sono state accolti con speranza i risultati di una nuova serie di osservazioni effettuate dal telescopio Hubble: sembra proprio che da Europa si levino pennacchi di vapore acqueo proveniente proprio da quel misterioso oceano interno. Circostanza che rafforza l'ipotesi di condizioni adatte alla vita sotto la superficie.

In attesa della missione che esplori Europa

Il dubbio è ancora d'obbligo, perché gli astronomi fanno notare che le osservazioni non hanno ancora dato una prova incontrovertibile dell'esistenza di quei pennacchi. "In un paio di casi si vedono strutture che potrebbero essere pennacchi, ma non le consideriamo prove", precisa William Sparks dello Space Telescope Science Institute. "Si tratta di osservazioni molto difficili, al limite delle capacità di Hubble".

Ma, visto anche che la NASA sta per inviare una missione per esplorare Europa, i risultati fanno ben sperare. "Sono prove definitive? No. Sono promettenti? Parecchio.

 

È utile inviare una missione su Europa per capirne di più di questa piccola, splendida luna dotata di un oceano? Assolutamente sì", dice Kevin Hand della NASA, un altro membro del team che ha descritto le nuove scoperte in un articolo su The Astrophysical Journal.

L'oceano di Europa è considerato uno dei luoghi in cui adatti alla presenza di vita extraterrestre, ma poiché si trova nascosto sotto una crosta ghiacciata spessa diversi chilometri, raggiungerlo è praticamente impossibile. Ma se davvero il satellite "sputasse" vapore acqueo, una sonda potrebbe raccoglierne dei campioni e analizzarli per capire se quel mare sotterraneo sia adatto a ospitare la vita. Ed è proprio questo l'obiettivo della missione Europa Clipper, che la NASA ha in progetto di lanciare nel corso del prossimo decennio.

Fu nel 2013 che un'équipe di scienziati puntò il telescopio Hubble verso Europa individuando quelli che sembravano proprio spruzzi di vapore, alti fino a 400 chilometri, che si levavano dall'emisfero meridionale. Si parlò di "scoperta eccitante" e di "un nuovo capitolo nella ricerca di vita extraterrestre", ma le osservazioni seguenti e le analisi delle immagini già raccolte da sonde come Cassini e Galileo, non diedero risultati positivi. Tanto che nel 2014, a un convegno dell'American Geophysical Union, un gruppo di scienziati mise in dubbio persino la possibilità teorica di scorgere quegli eventuali pennacchi.

Altri motivi di incertezza sono: quanto sono densi quei pennacchi? Vengono emessi verso lo spazio con continuità o sono solo fenomeni temporanei? E, se esistono, sono davvero alimentati dall'oceano sotterraneo di Europa, e non piuttosto da pozze d'acqua fusa presenti sulla crosta ghiacciata?

Queste domande rimangono tuttora irrisolte. Di recente, Sparks e colleghi hanno programmato Hubble in modo che osservasse il passaggio di Europa tra Giove e la Terra, in modo che il satellite apparisse in silhouette, e l'eventuale vapore eruttato filtrasse la luce ultravioletta proveniente da Giove. Su dieci osservazioni del genere, tre hanno svelato la presenza di oggetti che potrebbero essere pennacchi di vapore. "Il team ha ragionato per molti mesi, anzi un paio d'anni a questo punto", racconta Hand. "Abbiamo sviscerato i dati il più possibile, siamo stati l'avvocato del diavolo di noi stessi, e alla fine quei tre casi rimangono spiegabili dall'attività dei pennacchi". Se gli spruzzi esistono davvero, aggiunge Sparks, devono essere un fenomeno intermittente. E questo li renderebbe diversi da un fenomeno simile: i geyser emessi da Encelado, una luna ghiacciata di Saturno. Nel 2005, quando la sonda Cassini sorvolò quel piccolo satellite, osservò enormi getti di gas che erompevano da alcune crepe nella superficie intorno al polo sud, tanto potenti da creare uno degli anelli di Saturno. Oggi sappiamo che il vapore proviene da un oceano di acqua sepolto sotto la crosta di Encelado.

Vita aliena sotto la superficie ?

Questa immagine contiene dati dello spettrografo di Hubble, così come di Galileo e Voyager - Crediti: NASA, ESA,
Questa immagine contiene dati dello spettrografo di Hubble, così come di Galileo e Voyager - Crediti: NASA, ESA,

Nell'ultimo decennio, Cassini ha attraversato diverse volte quegli spruzzi, riuscendo ad analizzare l'acqua proveniente da quell'oceano. Risultato: è salata e contiene materiali organici e altri elementi considerati fondamentali per sostentare la vita così come la conosciamo. Gli scienziati stanno studiato l'ipotesi che sul fondo dell'oceano di Encelado si aprano sorgenti idrotermali simili a quelle presenti sul fondo di quelli terrestri, dove creano un ambiente molto favorevole alla vita.

"È sbalorditivo quante cose abbiamo capito di Encelado volando attraverso i suoi geyser", dice Hunter Waite del Southwest Research Institute, incaricato di progettare uno strumento che, installato a bordo della sonda Europa Clipper, dovrebbe "annusare" anche gli eventuali pennacchi della luna di Giove, cercando tracce di composti organici, sali, gas e analizzando i rapporti quantitativi tra varie molecole. La difficoltà sta nel catturare un campione abbastanza consistente di questi materiali per poterli analizzare nello spazio, un ambiente soggetto a bombardamenti di particelle cariche che possono alterare lo stato originario della molecole.Ma del materiale raccolto sul posto sarà sempre più ricco di informazioni di qualunque osservazione condotta da lontano. Come conclude Waite: "annusare è meglio di cercare".

National Geographic

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