"Arrival": gli alieni sono qui e dobbiamo comunicare con loro. E adesso?

Dodici navicelle spaziali arrivano in diversi punti della Terra. Sono extraterrestri e nessuno sa cosa vogliono e quanto resteranno. Come comunicare con loro? Cosa cercano da noi? Da qui parte il nuovo kolossal fantascientifico diretto da Dennis Villeneuve, che affronta l'invasione da un punto di vista affascinante: il linguaggio e l'interazione umani-alieni, per capirsi prima che sia troppo tardi. Il compito di svelare il mistero della loro presenza è affidato alla linguista interpretata da Amy Adams e ad un matematico (Jeremy Renner). Una pellicola che riesce ad emozionare. A seguire il trailer ufficiale in italiano.

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Parlare degli alieni al cinema rischia di risultare ripetitivo e banale. Arrival decide di ribaltare la prospettiva. Mette il linguaggio al centro. Elimina il fattore antropocentrico e si butta sull'approccio puramente matematico. Noi sopravviviamo se riusciamo a esprimere chi siamo e capire chi sono gli altri. Vivere o morire nel film è questione di sintonia. Il tempo a disposizione è poco. Lunica possibilità di progresso, convivenza e sopravvivenza che abbiamo a disposizione.

Arrival parte con un canovaccio sperimentato più volte il “primo contatto”, la specie umana che viene visitata da alieni con intenzioni oscure e indecifrabili. Non è un'invasione, ne una visita di cortesia. Per questo il governo americano recluta una linguista del Montana, Louise Banks (Amy Adams), che vive a pochi passi dal luogo in cui è sceso uno di dodici giganteschi velivoli. Starà a lei interpretare la complessa scrittura degli alieni per impedire che l’incomprensione porti a una guerra tra le due razze.


Da qui inizia una storia che usa pochi (splendidi) effetti speciali, per concentrarsi sul dramma e il lato psico sociale della vicenda. Come fare a capirsi? Bisogna creare un un idioma comune. Ed ecco che si parte da zero, con gli scienziati che hanno un approccio razionale e scientifico, che si scontra con quello emotivo del popolo, e quello pragmatico dei governi, tra crisi di nervi e il pericolo di scatenare una guerra e di uscire sconfitti e quindi estinti.

Riusciranno gli esseri umani a conservare il loro lato visionario e comunicare con le 12 navicelle e i loro occupanti? Non ve lo anticipiamo, ma il viaggio per scoprirlo sarà entusiasmante.

"Un grande film potente nelle sue conclusioni"

Lusinghiere anche la recensioni italiane con i critici nostrani che parlando di piccolo capolavoro.

Scrive Marco Triolo di Nexta: 

Anche visivamente Arrival è affascinante: il design delle astronavi e delle creature è diverso da quanto solitamente propone il cinema americano di oggi, e si vede che c’è stata una grande ricerca da questo punto di vista. E Villeneuve sa costruire il crescendo narrativo con consumata abilità, scegliendo di non svelare la forma delle astronavi (nonostante tutti i servizi televisivi mostrati nel primo atto del film) fino alla scena madre del primo incontro di Louise con gli extraterrestri.Arrival è grande fantascienza, intelligente, mai banale, comprensibile da tutti e per questo potente nelle sue conclusioni.

Se leggendo la trama vi è venuta voglia di vederlo ricordate che questa è solo la prima mondiale presentata a Venezia. Il film è in uscita in Italia il 24 novembre distribuito da Warner Bros.

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Commenti: 11
  • #1

    Yale (venerdì, 02 settembre 2016 12:32)

    "Arrival": gli alieni sono qui e dobbiamo comunicare con loro. E adesso?

    Adesso niente è un film. Gli alieni non esistono.

  • #2

    UfoDrome (venerdì, 02 settembre 2016 12:35)

    ... 12 ... come i 12 Apostoli ...

    ... credo che se decidessero di manifestarsi e di comunicare con noi (perché già sono qui) ... sarebbero sicuramente loro, esseri evoluti, ad abbassarsi al nostro primitivo livello ... certamente non viceversa ...

    ... sempre che decidano di perdere tempo a comunicare costruttivamente con noi ... anziché passare subito alla soluzione finale (contro la quale non avremmo soluzioni) ...

    nano-nano a tutti ... o\\//

  • #3

    UfoDrome (venerdì, 02 settembre 2016 12:39)

    ... dimenticavo ... aldilà delle implicazioni linguistico-comunicative ... se davvero arrivassero con quei bestioni (com'è probabile che sia ... okkio che utilizzo il "sia" e non il "sarebbe") ... penso che ci prenderebbe un colpo solo a vederli parcheggiati sopra le nostre città ... e credo che gran parte della popolazione terrestre diminuirebbe da sola ...

  • #4

    Bluvert (venerdì, 02 settembre 2016 13:20)

    Gli alieni stanno già comunicando con brevi impulsi trasmessi su un‘ampia banda di frequenza completamente ignorati dal seti. Tutta questa propaganda per far credere che gli scienziati siano in buona fede rientra nel progetto di distrazione di massa.

  • #5

    Mauro (venerdì, 02 settembre 2016 23:11)

    Quante balordaggini! L'attricetta chiave del film è la solita stupidata politically correct, inoltre è semplicemente antipatica. Da non guardare. Tutto qui.

  • #6

    Francesca (sabato, 03 settembre 2016 13:18)

    Quando cadranno i veli, tutto sarà rivelato... alcune razze sono già in mezzo a noi, altre approderanno... stanno facendo questi film di fantascienza per aprire la mente dell' uomo a nuovi orizzonti... per prepararci tutti a quel glorioso evento.. nulla viene a caso, il caso non esiste... aprite occhi e cuore e la verità vi verrà svelata...

  • #7

    Tuttafuffa (sabato, 03 settembre 2016 18:18)

    Ma pensa te.
    Più che distrarti mandandoti al cinema a vedere le grandi navi aliene frutto di fantasia, non vedo come possano essere gli scienziati quelli interessati a farlo.
    Ma non vi rendete conto che l'alieno è un bisogno tipicamente umano ?
    Gli alieni del genere umano se ne sbattono altamente, altrimenti si sarebbero già fatti vivi.
    Se poi, come qualcuno crede, sono già qui e vogliono comunicare, perchè non indicano a quelli della loro stessa razza come contattarci ?
    E' un po come dire: Io son qui, so come comunicano i terrestri, so che voi altri volete mettervi in contatto con loro, però vi lascio cannare il modo di farlo !
    Ragionate ogni tanto o no ?

  • #8

    alfy (domenica, 04 settembre 2016 10:25)

    @Francesca

    I film su alieni li fanno dagli anni 30 , sono passate 2 Generazioni.
    se lo scopo era 'prepararci' , diciamo che la maggior parte è già morta e sepolta.

    ed anche le famose frasi 'ci verrà rivelato' , 'prepariamoci alla grande verità nascosta' e via dicendo..anche queste le prime persone che le hanno sentite non sono più in vita.

    va bè..attendiamo anche la nostra generazione che gli alieni che si riveleranno.
    sarà la volta buona , altrimenti passeremo il testimone ai nostri nipoti.

  • #9

    Angelo (domenica, 04 settembre 2016 11:37)

    Dobbiamo tener presente, che se nel caso un essere proveniente dallo spazio e contatta un umano, quest'ultimo le conviene tacere in quanto verrebbe messo alla gogna con insulti ed offese da coloro che non vogliono che la verità venga resa pubblica. Il caso diventerebbe immediatamente una "BUFALA".

  • #10

    Loscettico (lunedì, 05 settembre 2016 18:20)

    Quale verità ?
    Se tu asserisci che l'alieno Prod ti contatta, come fai a dire che tu hai la verità che tutti devono conoscere ?
    Contatta te secondo le tue credenze o percezioni o comunque tu voglia chiamarle.
    Al mondo esistono persone che ti credono sulla parola, altre che son scettiche.
    La verita è unica sia per gli scettici sia per i credenti: E' per questo che lo scettico ti studia...per carpire la verità che tu asserisci di possedere e che tutti devono conoscere.
    Ma tu non vuoi essere studiato, o non accetti una diagnosi che fornisce risposte terrene alla tua condizione che preferisci abbia spiegazioni extraterrene.
    E' un tuo sacrosanto diritto non essere preso come cavia per esperimenti, infatti devi fornire il tuo assenso per consentire detta pratica.
    Allora lascia che ti spieghi una cosa: NON SEI TU a dover raccontare la verità sugli alieni; SONO LORO a dover rendere pubblica la loro presenza al mondo intero senza ombra di dubbio.
    Fino a che cio non si verificherà, togliti dalla testa di sentirti un messia per conto altrui.

  • #11

    lupenna (martedì, 06 settembre 2016 20:33)

    Alieno è ciò che è diverso, alienazione significa essere altro da sé stessi. Marx intende per alienazione l'allontanamento dell'uomo dalla sua natura di genere e specie. Ma già comunicare tra uomini non significa comunicare. Comunicare implica diversità, e se siamo diversi, e ognuno di noi è diverso dagli altri, comunicare non è possibile. L'identità del messaggio mandato infatti alla partenza è una cosa, al suo arrivo un'altra: i protagonisti della comunicazione devono essere almeno due. Il principio di identità non c'è: "A" comunica a "B" che C è o non è; ma il C di "A" sarà, perché dentro "B", alieno. Cioè B alienerà la materia di C, rispetto a quella di C quando in A. Gli alieni se ci sono, e ci sono, perché noi lo siamo, secondo me amano il silenzio.