Microfilm di Marte, la Nasa cerca di salvarli prima che sia tardi

Spedire su Marte le sonde Viking 40 anni fa fu un'impresa. Recuperare i dati conservati su microfilm, oggi, sembra un'altra missione da brividi per la Nasa. Perché le bobine, conservate in scatole di cartone, hanno la tendenza a polverizzarsi. Perché gli apparecchi per leggerle, e i relativi software, non esistono praticamente più. Perché gli ingegneri che all'epoca scrissero i programmi sono morti, sono andati in pensione o hanno cambiato lavoro.La Nasa sta cercando di preservare tutto il materiale per le future generazioni.

Per non perdere il frutto di tanta fatica - come spiega la giornalista Elisa Dusi su Repubblica- (il programma Viking, con la prima sonda atterrata su Marte il 20 luglio 1976, costò un miliardo di dollari dell'epoca) - la Nasa ha deciso oggi di riaprire gli scatoloni, svolgere le bobine e trasferirle su supporto digitale. L'operazione dovrebbe preservare per qualche decennio ancora le prime, splendide, immagini del suolo del pianeta rosso. Insieme alle analisi di alcuni campioni di terreno che, secondo alcune interpretazioni, non escluderebbero la presenza di vita.

Una corsa contro il tempo

"All'epoca il microfilm era il supporto del futuro" ha raccontato, presentando il nuovo progetto di conservazione, il curatore dei dati della Nasa David Williams. "Poi è arrivato il web e tutti hanno iniziato a digitalizzare le informazioni. Anche noi adesso riprenderemo i microfilm e scannerizzeremo ogni immagine in modo da renderla accessibile a chiunque".

 

Williams ricorda con precisione il "risveglio" dei dati di Viking dal sonno degli scatoloni. Era l'inizio degli anni 2000 quando lo scienziato ricevette la telefonata di un collega biologo che voleva vedere i microfilm per analizzare meglio le possibili tracce di vita su Marte.  "Fu quella la prima volta che aprii i sigilli e presi in mano i microfilm" ha raccontato.  "A quel punto ho pensato: abbiamo portato a termine un esperimento incredibile, e questo è tutto ciò che ne resta. Se qualcosa succedesse a quelle bobine, perderemmo tutto per sempre". Al biologo alla fine non venne prestato proprio nulla.

 

L'antica polemica della vita aliena trovata e mai confermata 

Uno degli strumenti a bordo delle due sonde Viking, chiamato Labeled Release, era stato progettato per raccogliere campioni di suolo marziano e metterli in contatto con una sostanza nutriente. Eventuali batteri o altre minuscole forme di vita avrebbero iniziato a metabolizzare il nutriente rilasciando prodotti di scarto come anidride carbonica o metano. Uno dei test - piuttosto controverso e mai confermato dagli esperimenti successivi - sembrò per un attimo aver trovato uno di questi metaboliti.

 

E nemmeno tutti i dati della Nasa erano stati registrati sui microfilm. Nel 1988 gli scienziati della United States Geological Survey si accorsero con raccapriccio che 3mila immagini inviate dalla sonda non erano state processate. I computer per farlo non esistevano più e i codici per trasformare i dati di Viking in immagini si erano persi. Ricostruire quelle foto del suolo marziano fu come decifrare da zero i geroglifici. Ci fu bisogno di un lavoro certosino per reinterpretare il linguaggio informatico della Nasa dell'epoca

L'obsolescenza tecnologica: un problema sottovalutato

Immagine della superficie di Marte scattata dalla sonda Viking 1
Immagine della superficie di Marte scattata dalla sonda Viking 1

Né la Nasa è l'unico ente scientifico a dover affrontare il problema dell'"obsolescenza tecnologica". Al Cern di Ginevra, per ripescare i dati di un vecchio esperimento americano, non ci fu altro da fare che ricostruire da zero il computer capace di leggerli.  Anche le immagini dei cinque Lunar Orbiter che hanno fotografato il nostro satellite rischiavano di fare una brutta fine. Quando gli ingegneri della Nasa incaricati della conservazioni dei dati andarono in pensione o furono assunti da un'azienda privata, il materiale fu appoggiato in un granaio di Sun Valley, in California. Fino a quando, nel 2007, l'agenzia spaziale americana non decise finalmente di recuperarli. Fra le immagini salvate c'era la bellissima "alba" della Terra che si solleva sopra all'orizzonte lunare.

Repubblica.it

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Commenti: 8
  • #1

    IAN (domenica, 31 luglio 2016 12:58)

    Mi ricorda le vecchie vhsmini che fece mio padre a me e mia sorella che si vedono solo con l'adattatore, rotto quello sono rimasto fregato già ai tempi del video registratore.
    I documenti della nasa sono giusto un filino meno importanti del film della mia vita XD

  • #2

    Fabio (domenica, 31 luglio 2016 16:50)

    Se un giorno tutto fosse digitalizzato, chiunque da un hacker a qualche malintenzionato potrebbe far sparire tutto e cancellarlo. Io ci vedo molti pericoli che stiamo sottovalutando, anche riguardo ai libri. Tutta la nostra memoria ormai è su supporti digitali e dischi fissi, non c'è più niente di tangibile..è inquietante.. ma tanto a chi frega basta avere il cellulare ultimo modello a smanettare tutto il giorno.

  • #3

    Daniele (domenica, 31 luglio 2016 16:53)

    Scusate,non vorrei sempre fare il "solito" ma a me questa faccenda non quadra.
    Insomma stiamo parlando della NASA !!! mica della Pizza e Fichi esplorazioni spaziali.
    E' un ente sovvenzionato da fondi statali e risponde al governo !
    Ma come cavolo e' possibile che i dati ricevuti da sonde che sono costate miliardi di dollari vengano messi in un fienile ???? e per giunta dimenticati ?
    Cioe' voglio dire e' molto probabile che il dirigenti della Nasa tengano al sicuro le foto del loro matrimonio, e lascino dati e microfilm di sonde spaziali pagate miliardi di dollari dai cittadini in un graniaio un pollaio un fienile ???
    Io faccio fatica a crederci !!! ma come.... se al governo americano chiedi un documento declassificato ci vogliono anni perche venga preso dagli archivi federali e le missioni spaziali le mettono in un granaio abbandonato ?
    E che dire della prosopopea sui filmati lunari che la Nasa ha smarrito, poi trovato,poi rismarrito ecc ?
    Insomma a me l'idea che alla domanda "mi fornite il materiale lunare per degli studi ?"
    l'impiegqato Nasa risponda "un attimo..." poi prenda la scala vada nel solaio per poi dire "no mi dispiace Apollo 11-12-13 se li sono mangiati i topi" Pero' abbiamo uno scatolone pieno di muffa forse li dentro potrebbe essere scampato qualcosa..."
    Non ci credo ! come minimo sarebbero da licenziare ! e gli archivisti ? che fanno alla Nasa ?
    Perfino i musei digitaliazzano costantemente i reperti con l'avanzare della tecnologia
    Non mi si venga a dire che alla NASA preferiscono i fienili abbandonati.
    Bah !
    Saluti in scatola a tutti li lascio.... nel pollaio...fate come se foste a casa vostra !

  • #4

    JYSS (domenica, 31 luglio 2016 19:23)

    Ahahahahahaha! Grande Daniele! Si concordo con te,questi della Nasa da sempre ci prendono tutti per il naso..... Per non dire altro! Bah.

  • #5

    Spanto (domenica, 31 luglio 2016 23:02)

    I soliti coverup all'americana

  • #6

    Roy.T. (martedì, 02 agosto 2016 13:56)

    Questo articolo mi ha fatto ricordare in special modo il primo film di Indiana Jones. Nella scena finale [SPOILER], quando l'arca perduta viene riposta (e dimenticata, come parte di una collezione), assieme a tante casse in un magazzino quasi senza fine.
    Stento a credere la storiella del fienile, ma ci sta sul fatto che abbiano dovuto ricostruire quel pc, probabilmente con programmi creati e ideati dallo stesso sviluppatore/scienziato o fatti creare su commessa e quindi non esistenti sul "mercato". Dal 12 Agosto inoltre scatta effetticamente una Legge sulla dematerializzazione degli uffici per l'obbligo dei documenti digitali e non più cartacei.

  • #7

    UfoDrome (martedì, 02 agosto 2016 15:14)

    ... questo è uno dei motivi per cui il buon John Titor (curiosa assonanza con il John Connor di Terminator) nel 2001 dovette tornare dal 2036 (Connor dal 2029) per acciuffare un vecchio IBM 5100 (nei primi '80 mi è anche capitato di programmarci sopra in ASSEMBLER, APL e BASIC) in grado di decodificare vecchi programmi scritti con linguaggi in disuso ... :O:O:O

  • #8

    Vradox (martedì, 02 agosto 2016 22:19)

    Se la NASA avesse problemi tecnici insormontabili può inviarmi il materialebche glielo digitalizzo io...