La materia oscura continua ad essere un mistero

L'hanno cercata, desiderata, monitorata con precisione maniacale, ma della materia oscura ancora non c'è traccia. Lo confermano gli scienziati che seguono gli esperimenti del Large Underground Xenon (LUX), tra i rilevatori di materia oscura più sofisticati al mondo. Nonostante gli sforzi la materia oscura, l’elemento più misterioso e più abbondante del cosmo, non si fa trovare. Gli effetti che la dark matter esercita sulla materia visibile potrebbero spiegare il moto delle stelle all'interno delle galassie, e alcune leggi universali, cambiando per sempre la nostra comprensione del cosmo. Eppure ancora una volta non siamo riuscitivi a vederla direttamente.

La scoperta della natura della materia oscura, che rappresenta oltre quattro quinti della massa dell’Universo, è riconosciuta a livello globale come una delle priorità più stringenti nel campo della scienza, e l’esperimento LUX è uno dei leader mondiali della ricerca in questo ambito.

 

Il team di LUX è a caccia delle cosiddette weakly interactive massive particle, oWIMP, letteralmente “particelle massicce debolmente interagenti”: si tratta di particelle di materia oscura che dovrebbero avere una minima interazione con le particelle di materia ordinaria.

 

L’esperimento Large Underground Xenon, che si trova in South Dakota, consiste in 370 chilogrammi di Xenon liquido collocati in un serbatoio da 70.000 litri d’acqua, a 1.500 metri di profondità.

20 mesi, nessun risultato

Oggi questo gigante cacciatore di materia oscura ha raggiunto i suoi primi 20 mesi di attività, un traguardo che i ricercatori speravano di festeggiare con la prima rivelazione diretta delle particelle WIMP. Aspettativa incoraggiata dal fatto che LUX era riuscito a raggiungere una sensibilità di gran lunga maggiore rispetto agli obiettivi iniziali del progetto.

 

Ma questa estrema precisione non è bastata, e per ora il rivelatore di materia oscura si unisce agli altri esperimenti volti a intercettare una di queste particelle – esperimenti che per ora hanno dato tutti esito negativo.

 

Gli scienziati restano però fermamente convinti dell’esistenza della materia oscura, perché ne vediamo continuamente gli effetti gravitazionali: dalla rotazione delle galassie alla deflessione della luce in viaggio nell’Universo. La caccia alla dark matter non si ferma qui, anzi gli sforzi si moltiplicheranno, in attesa di un evento che potrebbe riscrivere i libri di astrofisica per i decenni a seguire.

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Commenti: 3
  • #1

    Giotto (lunedì, 25 luglio 2016 11:55)

    Non capisco perché dare per scontato che esista se non si vede e continuare a negare l'esistenza degli alieni solo perché non ne abbiamo "catturato" qualcosa. Poche idee ma confuse.

  • #2

    Carlo (lunedì, 25 luglio 2016 17:00)

    @Giotto: sanno che esiste per molti motivi. Per esempio perchè l'universo si espande più rapidamente rispetto a quanto previsto. Quindi gli scienziati si chiedono perchè, quale energia faccia allontanare le galassie così velocemente. Dato che non conosciamo questa energia, le diamo il nome di "materia oscura". Cioè: gli effetti li vediamo ogni giorno ma delle cause anche se ci facciamo un mazzo, nemmeno l'ombra.

  • #3

    Roy.T. (mercoledì, 27 luglio 2016 23:00)

    E' emozionante come l'Uomo in alcuni campi sia solo agli albori, ma confido nella sua tenacia, forza ragazzi non perdetevi d'animo!
    Potrei azzardare che la materia oscura possa non essere visibile direttamente per lo stesso motivo in cui in fisica quantistica una particella si trasforma in onda e viceversa. Potrebbe poi non far parte dei colori dello spettro solare.
    L'universo oltretutto si espande più rapidamente in maniera uniforme ma in un punto specifico è più rapido e cioè se non ricordo male, verso la costellazione della Lyra.
    Non se ne riesce a spiegare il motivo e questa è una bella domanda per cui non vedo risposte nemmeno in un immediato futuro. Si stima addirittura con una teoria che possa esserci una struttura addirittura più grande del nostro universo che possa attirare il nostro verso quella direzione, da far venire i brividi insomma.