RR245: c'è un altro pianeta nano ai margini del Sistema Solare

Un nuovo pianeta nano, diciotto volte più piccolo della Terra, è stato scoperto ai margini del nostro Sistema Solare grazie al progetto Outer Solar System Origin Survey. Il nuovo pianeta ha un diametro di circa 700 chilometri e si trova su un'orbita altamente ellittica, con un perielio di circa cinque miliardi di chilometri: attualmente la sua distanza dal Sole è di 9,7 miliardi di chilometri, 65 volte quella terrestre. Il diritto di proporre un nome, che dovrà poi essere approvato dall'Unione Astronomica Internazionale (Uai), spetta agli scopritori: nell'interim, è stato battezzato con la sigla RR245.

2015 RR245 in realtà è stato scoperto a Febbraio analizzando fra le immagini acquisite cinque mesi prima, nel settembre del 2015, dal telescopio franco-canadese-hawaiiano di Maunakea, alle Hawaii, nel corso della survey OSSOS. Qui potete leggere l’annuncio sul sito del Minor Planet Center della IAU.

 

Le stime parlano di un corpo celeste del Sistema solare grande circa 700 km, di poco inferiore al pianeta nano Cerere, che ne misura 950. Il Minor Planet Center, lo classifica come 18esimo oggetto, per dimensioni, fra quelli nella fascia di Kuiper. Caratteristiche che ne fanno un pianeta nano in piena regola secondo le direttive UAI.

Tanti piccoli pianeti ghiacciati oltre Nettuno

Il piccolo pianeta è solo uno dei tanti "mondi ghiacciati" che orbitano oltre Nettuno, che sono difficilmente individuabili a causa della scarso apporto di luce che rimandano. Anche in questo caso gli elementi che permettono di conoscere i dettagli sul pianeta sono pochi. Anche se prima vi abbiamo fornito delle stiime sulle dimensioni di RR245  non c'è certezza assoluta. Non si conoscono ancora proprietà come forma e riflettanza (la capacità di riflettere parte della luce incidente su una data superficie o materiale) che influenzano la luminosità apparente, dunque non si possono trarre conclusioni. Le alternative per ora sono tra un mondo piccolo e brillante oppure grande e opaco.

 

Con il tempo si vedrà quale ipotesi sarà corretta, bisogna aspettare. Come spiegano gli scienziati RR245 è stato a oggi osservato per meno di uno su gli oltre 700 anni che impiega per orbitare attorno al Sole. Non solo. Dopo aver trascorso centinaia di anni a oltre 12 miliardi di km, ora RR245 sta viaggiando verso di noi, e continuerà a farlo fino al 2096, anno in cui dovrebbe toccare la sua distanza minima dal Sole: circa 5 miliardi di km, e il calcolo dell’orbita è corretto. Insomma, non solo c’è tutto il tempo per studiarlo come si deve, ma le condizioni per farlo sono destinate a migliorare. Gli scienziati in questi mesi analizzeranno tutti i dati per procedere agli aggiornamenti del caso in base alle nuove evidenze scientifiche.

Gli astronomi stimano che nelle regioni più esterne del sistema solare ve ne possano essere decine, ma a causa delle piccole dimensioni e la generalmente bassa albedo - ovvero la capacità di riflettere la luce solare - la loro identificazione rimane difficile.

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Commenti: 8
  • #1

    IBelive (mercoledì, 13 luglio 2016 11:27)

    E il pianeta X ? dimenticato.

  • #2

    giovanni9759 (mercoledì, 13 luglio 2016 11:50)

    #IBelive
    concordo con te...e mi chiedo ma se trovano, in condizione di scarsissima luce, un pianeta nano di 700 km di diametro, possibile che non trovano un pianeta (X) che dovrebbe essere grande come Urano????

  • #3

    Bluvert (mercoledì, 13 luglio 2016 11:58)

    E' presto detto, i pianeti non brillano di luce propria, quindi vederli direttamente è difficile se sono molto lontani. Un pianeta piccolo ma luminoso (che riflette la luce, per esempio un planetoide ghiacciato) è più facile da vedere di uno enorme ma buio. Mi risulta che il nono pianeta non l'hanno visto direttamente, l'hanno dedotto dalle variazioni orbitali degli altri oggetti celesti. Questo invece l'hanno proprio visto, almeno credo.

  • #4

    IBelive (mercoledì, 13 luglio 2016 12:11)

    @Bluvert
    si si come no... e di cosa è fatto il pianeta X ? Ci mandano una sonda.

    @Giovanni
    Appunto mi chiedo proprio questo, cosa aspettano.

  • #5

    Carlo (mercoledì, 13 luglio 2016)

    Ma come fanno a mandare una sonda in orbita attorno al pianeta x, su cui non si ha a disposizione nessun dato? Non si sa se esiste nè che orbita abbia, non se ne conoscono le dimensioni, la massa, la composizione, la gravità. Forse c'è qualcuno che ha le idee un po' confuse su come funzionino i viaggi delle nostre sonde. Per calcolarli si utilizza ancora la fisica newtoniana secondo delle variabili straconoscute e verificate. Poi si sfruttano le orbite dei pianeti, l'effetto fionda fornito dai corpi celesti, si ragiona sull'accelerazione e sul punto di decelerazione in funzione di una posizione che la meta da raggiungere dovrebbe occupare fra trent'anni. Non si può certo mettere un tipo su un X-wing e dirgli di usare la Forza per trovare il Pianeta X. Purtroppo Zecharia Sitchin non ha fornito nessun elemento scientifico utile ad estrapolare dei dati per una missione spaziale. Ormai c'è gente che nei confronti della scienza ha lo stesso atteggiamento che mostravano i creduloni nei confronti della religione durante il medioevo e pensano che siamo già in grado di risolvere qualsiasi problema, solo con la pura forza di volontà. Ma questa non è scienza, è solo un altro tipo di fede. Aspettiamo che mandino in orbita i nuovi telescopi, e forse ne sapremo qualcosa in più.

  • #6

    UfoDrome (giovedì, 14 luglio 2016 09:19)

    ... un pianeta è rilevabile non solo per visione diretta ... lo si può rilevare per attenuazione di luce (Kepler) ... oppure tramite interferometria radio (radiotelescopi) ...

    ... vedono galassie lontane centinaia di anni luce tutte belle colorate ... utilizzano la spettrometria per analizzare l'atmosfera di un pianeta ... mappano le onde gravitazionali ... e non vedono un colosso oscuro in agguato ai margini del sistema solare ? Bah !

    ... che ci sia qualcosa di grosso che addirittura perturba le orbite dei pianeti esterni e scaglia asteroidi a cazzimme è oramai acclarato (Sitchin c'era arrivato interpretando antichi testi sumerici) ... modesta opinione: lo hanno già trovato altrimenti non manderebbero allo sbaraglio una sonda nell'infinito ... sanno dove cercare ...

  • #7

    Daniele (giovedì, 14 luglio 2016 14:06)

    Notizia sfiziosa.
    Tuttavia cerchiamo di analizzare un pochino meglio.
    Riguardo all'aspetto della scoperta sappiao ormai che sono innumerevoli i
    planetoidi o mini pianeti che orbitano oltre Nettuno e le scoperte si susseguono
    velocemente con l'avanzare della tecnologia.
    Riguardo all' eventuale loro esplorazione cerchiamo di fare chiarezza sui problemi
    che essi comportano.
    1 - Restizioni economiche (e quando mai non siamo in restrinzione ? )
    2 - Composizione - molto spesso tali oggetto hanno composizione geomorfica
    che li rende molto scuri e poco riflettenti alla luce solare.Per esempio la sonda
    Deep Space 1 non riusci a fotografare l'asterodie Braille poiche' era cosi scuro
    che la strumentazione di bordo non riusciva a identificarlo con chiarezza.
    3 - Tempo-Velocità. Per arrivare cosi lontano si deve affrontare un grosso problema
    Se la sonda ha motori ordinari ci potrebbe impiegare anche 15-20 anni per raggiungerlo.
    Se invece si dota la sonda di motori piu' potenti per avere maggiore velocita' si riducono ovviamente i tempi, ma una volta arrivata a destinazione la sua velocita' e cosi' alta e la gravita' del planetoide cosi bassa (visto le dimensioni ridotte) che e' quasi impossibile mettere la sonda in orbita e ci si deve accontentare del cosiddetto Fly-Bye ossia un passaggio radente e poi la sonda prosegue oltre (verso nuovi obiettivi o si perde nello spazio).
    Riguardopoi' alla tematica infinita di possibili o ipotetici pianeti o corpi celesti di grandezza consistente (se volete Nibiru - Nemesis ecc ecc) voglio solo dire che dipende dall'obita ipotetica che essi potrebbero avere. Sappiamo che ci sono comete che hanno un orbita
    di migliaia di anni e chissa forse anche centinaia di migliaia di anni.
    Potrebbero trovarsi attualmente cosi distanti che la loro dimensione in base alla distanza dal sole e il loro indice di rifrazione cosi basso da essere quasi impossibili da rilevare
    Anche le perturbazoni gravitazionali si possono notare solo quando la distanza con altri
    corpi celesti sono tali da manifestarsi.
    Una cosa e' certa la "famiglia" del sistema solare e' destinata ad allargarsi e nulla vieta
    in futuro nuova scoperte e chissa' anche clamorose.
    Un saluto dalla nube di Oort e oltre a tutti.

  • #8

    Carlo (venerdì, 15 luglio 2016)

    Un pianeta è rilevabile per attenuazione di luce solo fuori dal nostro sistema solare ovviamente. Per poterlo vedere deve passare davanti alla sua stella. Quindi possiamo avere dati solo su pianeti che hanno un'orbita che attenua la luce che riceve Kepler. Ergo nemmeno tutti, solo quelli che "eclissano" una stella passando fra di essa e Kepler.
    Una galassia tutta colorata è molto più grande e luminosa di un pianeta che non brilla di luce propria. Molte immagini spaziali sono create o elaborate al computer.
    Sitchin potrà assurgere al ruolo di profeta quando troveranno Nibiru, che fra l'altro secondo le sue teorie avrebbe un'orbita molto diversa da quelle ipotizzate studiando le anomalie orbitali dei pianeti esterni. Per dirne una, si dovrebbe avvicinare alla terra in qualche decina di migliaia d'anni, per poi allontanarsi. Sitchin aveva anche scritto che nettuno è un mondo paludoso. Secondo il modesto parere di scienziati, astronomi, fisici, archeologi, non abbiamo nessuna prova che quanto ha sostenuto Sitchin sia vero.
    Molte università e agenzie come la NASA fanno annunci roboanti anche quando in realtà ciò che scoprono è irrilevante, e non viceversa. Perchè? Per avere finanziamenti. Soldi. Per ora questa è una cosa certa.
    Secondo il mio modesto parere c'è una possibilità che il pianeta di Sitchin esista. Non si può asserire con certezza che sia un'invenzione. Ma noi adesso non lo sappiamo. Per esserne certi oggi bisogna proprio avere fede. Tipo quella dei bigotti, ma meno pericolosa.