Arriva l'equazione probabilistica sulla vita aliena

È possibile definire un'equazione matematica per calcolare la probabilità che su un pianeta esistano forme di vita a partire da alcuni parametri fondamentali? Il compito è arduo, ma è stato affrontato da Caleb Scharf del Columbia Astrophysics Laboratory a New York e Leroy Cronin dell'Università di Glasgow, nel Regno Unito, che illustrano la loro proposta in un articolo apparso sulla rivista "Proceedings of the National Academy of Sciences". La formula rappresenta uno strumento utile per gli esobiologi perché costringe a pensare il problema in termini quantitativi, mettendo ordine nell'enorme mole di fattori che influiscono sull'origine della vita

L'idea di un'equazione probabilistica per la vita nello spazio non è nuova. La più famosa è quella formulata nel 1961 da Frank Drake, astronomo e astrofisico statunitense, cofondatore con Carl Sagan del progetto SETI per la ricerca di forme di vita intelligenti nell'universo. Passata alla storia come equazione di Drake, stima il numero di civiltà extraterrestri presenti nella nostra galassia con le quali si può pensare di stabilire una comunicazione.

 

Si tratta chiaramente di una stima qualitativa, perché dipende da alcuni parametri, quali la frazione di civiltà extraterrestri in grado di comunicare o la frazione di pianeti in cui si sono evoluti esseri intelligenti, che sono praticamente impossibili da valutare. Ha però un valore intrinseco, perché costringe gli studiosi a pensare in termini quantitativi tutti gli elementi che entrano in gioco in un ambito complesso come la questione dell'origine della vita, sul nostro o su altri pianeti.

L'importanza di una riqualificazione dei parametri

Scharf e Cronin ora propongono un nuovo approccio che prevede un focus specifico sui parametri che determinano l'origine della vita planetaria, in modo da avere dei limiti stringenti su una possibile equazione in grado di fornire, in prospettiva, risultati pratici, soprattutto quando si considerano sistemi di pianeti extrasolari.

 

Gli autori hanno seguito la teoria dell'abiogenesi, secondo cui la vita può svilupparsi spontaneamente su un pianeta a partire da “mattoni elementari”, cioè composti chimici non biologici. Escludendo la panspermia, cioè l'ipotesi che la vita abbia avuto origine solo in alcuni punti del cosmo per poi espandersi altrove, è possibile circoscrivere maggiormente il problema, arrivando a una migliore definizione quantitativa dei diversi parametri.

In definitiva, l'equazione di Scharf e Cronin lega il numero medio di eventi di abiogenesi che si verificano su un dato pianeta, in un intervallo di tempo “t”, ad alcuni parametri, tra cui il numero potenziale di composti chimici, come proteine, lipidi, carboidrati, che possono costituire i “mattoni elementari”; il numero medio di mattoni elementari necessari per ottenere un organismo vivente “significativo”, come un batterio; la probabilità di abiogenesi per unità di tempo dato un certo numero di mattoni elementari.

 

Per il numero di mattoni elementari, è possibile dare delle stime plausibili: sul nostro pianeta, per esempio, ammontano a 10 alla 49 atomi. Lo stesso vale per il numero di mattoni elementari per ogni organismo vivente: per un batterio sono per esempio 10 alla 11.

 

Nel caso della probabilità di abiogenesi per unità di tempo, invece, le stime non sono affatto facili. Ed è per questo che ancora una volta l'equazione probabilistica per l'origine della vita su un pianeta è un utile strumento di lavoro più che un metodo di calcolo in grado di fornire un valore numerico esatto. Non è escluso tuttavia che nei prossimi anni lo sviluppo dell'esobiologia possa portare a un'equazione probabilistica più raffinata e di utilita pratica.

Bibliografia e risorse

+ Ricerca http://www.pnas.org/cgi/doi/10.1073/pnas.1523233113

Approfondimento a cura di LeScienze

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Commenti: 12
  • #1

    UfoDrome (mercoledì, 06 luglio 2016 10:54)

    ... a prescindere dall'utilità, a mio parere è una non questione ... poiché ciò che per noi sono i mattoni della vita non è detto che lo siano per altre forme di vita aliena ... vale lo stesso discorso di quale tipo di segnali occorre utilizzare per scovare eventuali ipotetici alieni ...

    ... il fatto che siamo formati da carbonio e acqua, respiriamo ossigeno, mangiamo materie organiche e produciamo metano (altresì dette score umane) non implica che altrove forme di vita aliena siano formate da acido solforico, respirino metano, mangino materie inorganiche e producano ossigeno (altresì dette score aliene) :):):) ...

    ... ne consegue che l'equazione dovrebbe tenere conto di tutte le variabili a noi note (ma potrebbero essercene altrettante ignote nell'universo) ... ne consegue una follequazione ... poi se vogliono sbizzarrirsi facciano pure, tanto in qualche modo la giornata ha da passà ... :):):)

  • #2

    IBelive (mercoledì, 06 luglio 2016)

    Ma non trovate strano che improvvisamente tutti questi scienziati siano ansiosi di calcolare qualcosa che è già certo che esiste e ci ha visitato?

  • #3

    Vradox (mercoledì, 06 luglio 2016 12:36)

    Statisticamente siamo al 50:50
    O ci sono oppure no.

  • #4

    Roy.T. (mercoledì, 06 luglio 2016 12:48)

    L'equazione di Drake e il paradosso di Fermi, come far conciliare entrambe?
    Penso che entrambe abbiano molte variabili non prese in considerazione e siano quindi da rivedere. Partendo dal presupposto che gli esseri viventi sono un "laboratorio chimico" siamo fatti di una serie di elementi con la base del Carbonio. L'uomo solitamente commette l'errore di essere egocentrico, nel senso che se sulla Terra la vita si è sviluppata in un certo modo, per forza anche su altri pianeti deve essere avvenuta nella stessa maniera. Questo come premessa per dire che l'elemento che origina la vita puo' anche essere l'arsenico, come un batterio scoperto di recente lo ha dimostrato.
    Inoltre tornando alle due teorie di Drake e Fermi, si sono una serie di fattori che non sono considerati: la vita, quasi sicuramente, prolifera in abbondanza a livello batteri, anche estremofili, che potrebbero risiedere su meteoriti in uno stato di letargo e aspettare che la temperatura cambi dopo aver trovato la loro nuova casa. Il discorso si fa molto più complesso quando si prende in esame la vita con una civiltà intelligente. Basti pensare a un meteorite che potrebbe annientarla, una pestilenza, una guerra interna con altre civiltà o animali, terremoti ed eruzioni vulcaniche. Inoltre, la forza di gravità potrebbe limitare fortemente il progredire di una civiltà nel senso che non riuscirebbero a costruire macchine in grado di volare.
    Consideriamo al contrario che che se non fosse stato per il meteorite che ha distrutto il mondo dei sauri, l'uomo non sarebbe nemmeno esistito. I sauri sono vissuti per milioni di anni e non si sono mai evoluti (a livello cerebrale), quindi per questo motivo ci vorrebbe un vero colpo di fortuna.
    Se veramente esistesse una civiltà che è riuscita, un po' per abilità e un po' per fortuna sfuggire a tutti questi ostacoli, arriverebbe ben presto ad estinguere le risorse del pianeta. Ed è esattamente la conclusione a cui è giunto Hawking, se fossero qui sarebbe per depredare le risorse. Eppure, nonostante tutto rimangono i gli eventi inspiegabili (ed io nonostante la mia mente razionale sono testimone di fatti che non posso spiegare). Nell'antichità penso quasi sicuramente che siamo stati visitati e depredati di parecchie risorse (tra cui sicuramente oro e platino) non per farci statuette o monili, bensì perchè sono ottimi conduttori. Quello che non capisco è perchè non ci sia nuovamente un contatto ufficiale e non credo assolutamente al discorso del "non siamo pronti", se volessero sarebbero "loro" a decidere per noi :)
    P.s. non dimentichiamo che se fossimo noi gli alieni e ci trovassimo vicini a un mondo per noi abitabile, non ci faremmo nessun problema a sottomettere la civiltà che già lo occupa! La storia lo insegna, indiani d'America, civiltà Maya depredata dai conquistadores, e tutte le guerre che tutt'ora esistono sulla Terra.
    Il messaggio è velato ma quando leggiamo i diversi articoli per cui si cerca il gemello del pianeta Terra, quale è il motivo? Se è un gemello non aspettiamoci che sia in stato primitivo solo con vegetazione che ci aspetta, quindi diciamolo, stiamo già pregustando di conquistare quel pianeta, a prescindere se chi lo occupa possa essere favorevole o meno ad ospitarci!

  • #5

    UfoDrome (mercoledì, 06 luglio 2016 13:13)

    @Roy.T

    ... condivido pari, pari ... e aggiungo che anch'io in diverse circostanze, da skywatcher, ho osservato "stranissimi" fenomeni in cielo, per così dire non spiegabili razionalmente, specie nel 2014 quando osservai ad occhio nudo (assieme ad altri 5 fidati testimoni), un'enorme ellissoide (stimato almeno un paio di 747) scurissimo appena percettibile sullo sfondo della volta notturna, che se la filava velocissimo senza emettere il benché minimo suono o luce ...

    ... probabilmente ad Hawking queste situazioni non sono capitate ...

  • #6

    Virgi3 (mercoledì, 06 luglio 2016 14:26)

    Non ho capito la storia degli atomi..

  • #7

    Daniele (mercoledì, 06 luglio 2016 21:52)

    Ma....ancora ????
    un altro articolo sull ennesimo calcolo sull'ennesima equazione ?
    Ma ci prendono per il c ?
    Solo in qusto mese abbiamo letto:
    1) Contatteremo entro i prossimi 20 anni gli alieni
    2) Tutte le civilta' extraterresrti sono estinte
    3) Avverra il contatto ma tra 1500 anni
    4) Nuova formulazione sulle equazione di Drake
    5) Nuovo paradosso di Fermi
    Insomma della serie scegli la teoria che ti fa piu' comodo o fattela da te che tanto e uguale.
    E' l'articolo ? passo ! questa volta passo ! no ! non lo leggo mi rifiuto ! basta
    no non insistete non lo leggo e punto !
    Tanto domani ne pubblicano un altro diametralmente opposto...quindi non perdo tempo.
    Uno stizzito Daniele ; )

  • #8

    Odoncor2 (mercoledì, 06 luglio 2016 23:02)

    Daniele anche gli scienziato devono pur lavorare. Un paper dopo l'altro.

  • #9

    valhalla (mercoledì, 06 luglio 2016 23:16)

    Spero soltanto che nella mia vita avrò qualche informazione vera a riguardo,sarebbe veramente triste ritrovarmi vecchio e leggere sempre questi articoli inutili.A cosa servono equazioni?L'universo (ammesso che ce ne sia soltanto uno) é sconfinato,come si può quantificare qualcosa che è infinito e del quale sappiamo ancora poco?Detto questo hanno anche ragione alcuni miei illustri colleghi che sopra hanno scritto che bisogna anche spiegare bene il concetto di vita,dubito che se ci siano altre civiltá o forme di vita semplici siano come noi biologicamente

  • #10

    Receptionist (giovedì, 07 luglio 2016 02:56)

    Sono d'accordo per gli studi scentifici a riguardo ma guardare la volta celeste, loro con prodigiose attrezzature, e non essere possibilista é da ottusi.

  • #11

    lupenna (domenica, 10 luglio 2016 16:15)

    Se ci siamo, ci sono. Siccome noi ci siamo, loro ci sono. Per me è semplice.

  • #12

    Globiluminosi (martedì, 12 luglio 2016 17:48)

    Vi invito di guardare il canale GLOBILUMINOSI su YOU tube così capit la vita extraterrestre vive tra noi