Asteroid Day: 10 cose che (forse) non sapete sugli asteroidi

Oggi è l'Asteroid Day, la ricorrenza fissata il 30 giugno ricorda l'evento di Tunguska, in Siberia avvenuto in questo giorno nel 1908. Un'esplosione a un'altitudine di 5–10 chilometri dalla superficie terrestre, abbatté decine di milioni di alberi ed il bagliore fu visibile a 700 km di distanza. È il maggiore evento esplosivo naturale registrato nella storia recente in prossimità della Terra. Da allora si sono moltiplicate nel tempo le iniziative per aumentare la sorveglianza dei cosiddetti Neo (Near-Earth Objects), gli asteroidi più prossimi al nostro pianeta, che potrebbero entrare in rotta di collisione con noi. Ecco dieci cose da ricordare sugli asteroidi.

Dove orbitano gli asteroidi ?

La maggior parte degli asteroidi del sistema solare orbitano tra Marte e Giove, ad una distanza compresa tra 2 e 4 UA dal Sole, in una regione conosciuta come Fascia principale. Questi oggetti non poterono riunirsi a formare un pianeta, a causa delle forti perturbazioni gravitazionali del vicino pianeta Giove; queste stesse perturbazioni sono all'origine delle cosiddette lacune di Kirkwood, zone vuote dalla fascia dove gli asteroidi non possono orbitare, in quanto si troverebbero in risonanza orbitale con Giove e ne verrebbero presto espulsi.

Come si classificano gli asteroidi?

Gli asteroidi sono classificati in tipi spettrali, che corrispondono alla composizione del materiale superficiale dell'asteroide. Il numero degli asteroidi conosciuti nelle diverse classi spettrali potrebbe non corrispondere alla distribuzione effettiva, perché alcuni tipi di asteroidi sono più facili da osservare di altri, ed il loro numero viene quindi sovrastimato.

Di cosa sono formati gli asteroidi?

Gli asteroidi sono corpi celesti rocciosi relativamente piccoli, di solito inferiori al km di diametro, simili per composizione ad un pianeta ma generalmente privo di una forma sferica. Si differenziano dalle comete che sono composte essenzialmente di ghiaccio, che sublima nell'atmosfera formando la caratteristica "coda".  Si pensa che gli asteroidi siano residui del disco protoplanetario che non sono stati incorporati nei pianeti, durante la formazione del Sistema Solare.

Quale fu il primo asteroide ad essere fotografato?

Le prime fotografie ravvicinate di un oggetto di tipo asteroidale furono scattate nel 1971 quando la sonda Mariner 9 riprese delle immagini delle piccole lune di Marte, Phobos e Deimos, due asteroidi catturati. Queste immagine mostrarono la forma irregolare, simile ad una patata, comune alla maggior parte degli asteroidi, in seguito confermato dalle immagini acquisite dalle sonde Voyager delle lune più piccole dei giganti gassosi. Le prime fotografie ravvicinate di un asteroide vennero scattate dalla sonda Galileo, agli oggetti Gaspra nel 1991, e Ida nel 1993. Il primo "asteroide" osservato che oggi chiameremo pianeta nano è stato Cerere. Il primo gennaio 1801 l'astronomo italiano Giuseppe Piazzi, dall'Osservatorio astronomico di Palermo, lo scoprì assai poco luminoso, orbitante nella fascia tra Marte e Giove.

Si può atterrare su un asteroide?

Si, ma è molto complicato. Fin dagli anni sessanta furono vagliate negli Stati Uniti possibilità per l'esplorazione degli asteroidi, il cui studio era ritenuto assai utile per la comprensione delle prime fasi della formazione dei pianeti. Una delle prime missioni proposte dalla NASA prevedeva il lancio di una sonda che avrebbe sorvolato l'asteroide 433 Eros, relativamente vicino alla Terra.

Riuscire ad atterrare su un asteroide, anche solo con una sonda, è una delle imprese spaziali più difficili che gli essere umani si siano mai posti. La difficoltà maggiore sta nel fatto che la forza di gravità di un asteroide, che può essere grande anche poche decine di metri, è infinitamente minore rispetto a quella della Terra o anche a quella della Luna. In generale, la forza di gravità di un asteroide e gli effetti che essa può avere su una sonda che tenti di atterrarci sopra o su un eventuale umano che abbia intenzione di transitare su di esso, sono ancora campi sconosciuti dell’esplorazione spaziale.

Gli asteroidi che ci hanno "sfiorato"

Di quelli conosciuti la lista è lunga, anche se il concetto di sfiorare è da contestualizzare con le distanze cosmiche. Il 23 marzo 1989, l'asteroide 4581 Asclepius di tipo Apollo (1989 FC) mancò la Terra di 684 000 km, passando nell'esatto punto dove era la Terra solo 6 ore prima. Se si fosse scontrato avrebbe creato la più grande esplosione della storia.

Dell'asteroide (29075) 1950 DA si persero le tracce dopo la sua scoperta nel 1950 perché non vennero effettuate sufficienti osservazioni per tracciare la sua orbita, e venne riscoperto il 31 dicembre 2000. È stato calcolato che il suo diametro è di circa un chilometro e potrebbe avere un impatto con la Terra il 16 marzo del 2880. Gli è stato assegnato il livello "2" nella Scala Torino. Il 18 marzo 2004, i portavoce del progetto LINEAR annunciarono che un asteroide di 30 metri (2004 FH) sarebbe passato quel giorno a soli 42 600 km dalla terra, circa un decimo della distanza tra Terra e Luna, il più vicino passaggio mai registrato. Si stima che asteroidi di dimensioni simili giungono così vicino circa ogni due anni. Il 6 ottobre 2008, per la prima volta i centri di ricerca sono stati in grado di individuare un corpo celeste prossimo alla collisione, con un anticipo sufficiente ad allertare le autorità delle nazioni interessate dall'impatto. L'oggetto, denominato 2008 TC3, di 4 metri di diametro, è entrato in atmosfera nei cieli sopra il Sudan alle ore 2:46 UTC del 7 ottobre.Il 22 giugno 2011 è stato scoperto l'asteroide 2011 MD, che pochi giorni dopo, il 27 giugno, è passato a soli 12 000 km dalla superficie della Terra

Qual'è stato l'asteroide considerato più pericoloso per la Terra ?

Il più famoso è sicuramente 99942 Apophis rinominato dalal stampa l'"asteroide Killer". Fu scoperto il 19 giugno 2004 dal Kitt Peak National Observatory, in Arizona e chiamato provvisoriamente 2004 MN4.

Il 18 dicembre l'oggetto fu riosservato in Australia dall'Osservatorio di Siding Spring, un impianto NASA che si occupa del rilevamento degli asteroidi near-Earth. La possibilità di un impatto per il 13 aprile 2029 furono calcolate dal sistema automatico SENTRY del programma NASA per lo studio degli oggetti near-Earth.NEODyS, un sistema automatico simile in uso all'Università di Pisa, in Italia, e all'Università di Valladolid, in Spagna, confermarono la possibilità di una collisione. Ulteriori osservazioni permisero agli astronomi di restringere il cono di incertezza. Fu così che la probabilità di impatto salì fino a raggiungere un picco del 2,7% (1 su 37). Tenendo conto delle dimensioni dell'oggetto, ciò portava Apophis al livello 4 sui 10 previsti dalla Scala Torino e 1,10 sulla Scala Palermo, un'analoga scala più tecnica, usate dagli scienziati per classificare la pericolosità di un asteroide in rotta di collisione con la Terra. In entrambi i casi, questi sono i più alti valori mai raggiunti da qualunque oggetto che sia stato mai valutato su tali scale.

Con i nuovi dati forniti nel 2013 dai vari osservatori è stata esclusa la possibilità di un impatto con la Terra da parte di Apophis nel 2036, come ha confermato Don Yeomans, direttore del Nasa Near-Earth Object Program Office al JPL. Le probabilità di impatto allo stato sono meno di una su un milione.

Nell'aprile del 2029, invece il contatto con Apophis, diventerà il passaggio ravvicinato più prossimo alla Terra effettuato da un asteroide di grandi dimensioni. L'asteroide passerà a soli 31.300 km dalla superficie terrestre, ben al di sotto dei satelliti geostazionari in orbita.

Qual'è il più grande cratere da impatto conosciuto sulla Terra?

Cratere di Vredefort
Cratere di Vredefort

Il più grande cratere meteoritico sulla Terra è quello di Vredefort con un diametro di circa 300 km. Si trova nella provincia sudafricana di Free State. Nel 2005 l'UNESCO lo ha inserito tra i Patrimoni dell'umanità per il suo interesse geologico. L'asteroide che colpì Vredefort è uno dei più grandi che abbia mai colpito il pianeta Terra, il suo diametro è stimato in oltre 10 km. Si stima che l'impatto sia avvenuto oltre 2 miliardi d'anni fa.

Si può deviare un asteroide?

Teoricamente si. Una opzione potrebbe essere l'uso di un ordigno nucleare sulla superficie dell'asteroide, in modo che l'esplosione lo spinga fuori rotta. Questo metodo è una forma di propulsione nucleare. Tuttavia, sta aumentando la convinzione che molti asteroidi siano "ammassi di detriti volanti" debolmente tenuti assieme: una detonazione nucleare potrebbe rompere l'oggetto anziché deviarlo. Per certi versi, essere colpiti da una nuvola di piccoli frammenti di asteroide potrebbe avere conseguenze peggiori rispetto all'impatto provocato da un unico asteroide più grande. Queste osservazioni hanno generato altre idee per affrontare una possibile minaccia:

installare dei "mass driver" (catapulte elettromagnetiche) sull'oggetto per raccogliere del materiale e lanciarlo via, fornendogli così una spinta usare un grande foglio di materiale riflettente da avvolgere attorno all'oggetto, che agisca come una vela solare. Attraverso la pressione del vento solare questo potrebbe deviare l'orbita

cospargere l'oggetto di un materiale polveroso che effettui una deviazione dell'orbita attraverso il cosidetto effetto Yarkovsky.

Quanto asteroidi sono caduti sulla Terra ?

Negli ultimi dieci anni sono caduti sulla Terra 26 asteroidi di notevoli dimensioni, che hanno liberato un'energia fino a 30 volte superiore a quella di una bomba atomica. Secondo le stime della fondazione no profit statunitense B612, di cui fanno parte anche alcuni ex astronauti della Nasa, gli impatti di asteroidi sulla Terra sarebbero da 3 a 10 volte più comuni di quanto ipotizzato finora, e quelli abbastanza grandi da distruggere - potenzialmente - una grande città cadrebbero una volta ogni 100 anni. 

La maggior parte degli impatti, viene neutralizzata dall'atmosfera terrestre o avviene negli oceani che ricoprono oltre il 70% del nostro pianeta, o ancora in aree remote e scarsamente popolate.

La maggior parte degli asteroidi in grado di provocare danni irreparabili al nostro pianeta è sotto controllo, ma per amissione della stessa agenzia spaziale americana le stime sono difficili. Quelli di dimensioni comprese tra i 100 e i 1000 metri, secondo le più recenti stime della Nasa potrebbero arrivare a un numero vicino a 20 mila.

L'ultimo grande evento provocato da un meteorite è avvenute  a Čeljabinsk la mattina del 15 febbraio 2013, nella regione a sud degli Urali, in Russia, quando un meteoroide di circa 15 metri di diametro e una massa di 10.000 tonnellate ha colpito l'atmosfera alla velocità di 54.000 km/h circa 44 volte la velocità del suono, e si è frantumato sopra la città provocando danni e feriti.

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