L'origine extraterrestre del pugnale di Tutankhamon

La lama rinvenuta nel sarcofago di Tutankhamon il “faraone bambino” è di fatto extraterrestre, venne forgiata infatti usando materiale di un meteorite. Lo dimostra un’analisi chimica non invasiva eseguita nel dicembre 2014 tramite la tecnica della fluorescenza di raggi-X. Coordinata da Daniela Comelli del Politecnico di Milano, l’analisi ha rivelato che la lama di ferro del pugnale, esposto al Museo Egizio del Cairo, contiene nichel (10 %) e cobalto (0.6%) in concentrazioni tipicamente osservate nelle meteoriti metalliche. Una scoperta che aggiunge fascino e mistero intorno alla figura della civiltà egizia.

Il pugnale di Tutankhamon ha sempre interrogato gli scienziati. Si trova al Museo Egizio del Cairo, ed è stato trovato nel sarcofago del faraone nel 1925. Le discussioni tra gli esperti si sono subito concentrate sull'origine del ferro della sua lama e sulla sua manifattura.

Il pugnale del "faraone bambino" nella sua pregiata fattura
Il pugnale del "faraone bambino" nella sua pregiata fattura

Poiché divergevano i riscontri su chi attribuiva agli egizi una buona conoscenza della metallurgia del ferro già a quell'epoca (XIV Secolo a.C.), e chi faceva risalire questa tecnologia agli inizi del XII Secolo a.C., nell'area del Mediterraneo, questo studio è destinato a costituire un punto importante di svolta.

La ricerca per mano italiana conferma che la lama è stata forgiata a partire da materiale proveniente dal cielo (meteoritica) costituito da ferro e nichel. Il pugnale di notevole fattura per gli standard del tempo ha caratteristiche straordinarie rapportato al periodo storico a cui risale, ed oggi è ancora più prezioso per questa sua peculiare caratteristica.

Una ricerca bilaterale Italia-Egitto

Il lavoro è stato condotto all’interno di un progetto di ricerca bilaterale Italia-Egitto coordinato dal Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano e Fayoum University e finanziato dal Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale italiano e dal Ministero della Ricerca Scientifica egiziano. Alla ricerca hanno partecipato Daniela Comelli e Gianluca Valentini, responsabili del laboratorio ArtIS del Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano dedicato allo studio di materiali antichi tramite tecniche non-distruttive di spettroscopia molecolari e atomiche, e XGLab SRL, spinoff del Politecnico di Milano all’avanguardia nello sviluppo di spettrometri XRF compatti e portatili. La ricerca è stata pubblicato sulla rivista "Meteoritics and Planetary Science".

 

A spiegare i dettagli sono i ricercatori in un ottimo video pubblicato nel canale dell'istituto nazionale di astrofisica.

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Commenti: 6
  • #1

    I belive (domenica, 29 maggio 2016 12:24)

    Chi gliel'ha suggerito?
    Non dico altro, è per intenditori.

  • #2

    Giotto (domenica, 29 maggio 2016 12:49)

    Quanto erano avanti gli egiziani sapevano anche lavorare il ferro e conoscevano gli allineamenti stellari. Sapevano costruire piramidi e fare stanze segrete e spostavano massi enormi. Conoscevano l'arte funeraria e l'imbalsamazione. Non mi stupisco che i sionisti ebrei venuti dopo abbiano distrutto tutto. Maledetti

  • #3

    vradox (domenica, 29 maggio 2016)

    sai che novità; tutto il (poco) ferro usato dagli antichi egiziani (che erano un popolo dell'età del bronzo) era di origine meteorica... infatti il nome usato per designare tale metallo era "ossa degli dei" ad indicarne la provenienza celeste.

  • #4

    Receptionist (lunedì, 30 maggio 2016 20:02)

    Una notizia che pone tanti perché, magari anche a quelli che non vogliono porseli.

  • #5

    Receptionist (venerdì, 03 giugno 2016 02:06)

    No, non si pongono molte domande.
    Non si tratta ovviamente di lens flare o palloni sonda.

  • #6

    FirstWave (domenica, 12 giugno 2016 22:15)

    Gradirei che l'intervento antisemita di @Giotto fosse stigmatizzato e cancellato dai curatori del sito, grazie.