Il batterio resistente agli antibiotici che spaventa il mondo

Cresce la paura negli Stati Uniti per un batterio sconosciuto, con un gene che lo rende capace di resistere anche agli antibiotici più potenti. Alcuni ricercatori lo hanno trovato, per la prima volta ad aprile 2016, nelle urine di una donna di 49 anni della Pennsylvania.Il timore è che questa scoperta possa "preannunciare la comparsa di una nuova famiglia di batteri davvero resistente ai farmaci".Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista dell'American Society for Microbiology, il batterio è un ceppo di "Escherichia coli" resistente all'antibiotico colistina, l'ultima spiaggia a cui si ricorre per curare tipologie pericolose di "batteri da incubo", come li hanno ribattezzati gli studiosi, capaci di uccidere fino al 50% dei pazienti colpiti. Quali sono gli scenari che si possono presentare?

La scoperta segnala la comparsa di batteri davvero resistenti a qualsiasi tipo di farmaco", scrivono gli autori del rapporto. Sulla donna infetta non vengono fornite altre informazioni, tranne la circostanza che non è uscita dal paese negli ultimi cinque mesi, il che fa pensare che abbia contratto l'infezione negli Stati Uniti.

 

"È estremamente preoccupante: potrebbe trattarsi di un evento sentinella", ha dichiarato Beth Bell, direttrice del Centro per le malattie infettive emergenti, uno dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), il più importante centro di ricerca sulle patologie degli USA, che ha avviato un'inchiesta sul caso assieme ai ricercatori del Dipartimento e alle autorità sanitarie dello Stato. "C'è molto da indagare per capire se e quali altre persone possono essere state esposte all'infezione e rivelarsi portatrici del batterio resistente.

Il governatore della Pennsylvania, Tom Wolf, ha promesso una risposta "appropriata e collaborativa", affinché il caso non diventi un problema diffuso con conseguenze potenzialmente serie.

Il meccanismo MCR

Gli studiosi hanno scoperto che il batterio in questione è portatore di 15 geni diversi che gli conferiscono resistenza agli antibiotici, raggruppati su due "elementi mobili" che possono spostarsi facilmente da un batterio all'altro. Uno di questi elementi comprende un gene  scoperto da poco e molto temuto dalla comunità scientifica, chiamato mcr-1.

 

Il meccanismo MCR è noto solo dal novembre scorso, quando un gruppo di ricercatori cinesi e britannici ha annunciato di averlo riscontrato su persone, animali e carne in diverse aree della Cina. Da allora è stato trovato in altri 20 paesi del mondo. Il motivo di tanto allarme è che rende il batterio resistente alla colistina, l'antibiotico usato come ultima risorsa contro una vasta famiglia di batteri che hanno già sviluppato resistenza a tutti gli altri farmaci. Finora la colistina ha funzionato perché si tratta di un antibiotico molto vecchio, poco prescritto ai pazienti umani per via dei suoi pesanti effetti collaterali: ecco perché i batteri non hanno avuto modo di adattarsi. Nel frattempo però, proprio per la sua estrema efficacia, la colistina ha cominciato a essere usata in agricoltura per prevenire le infezioni degli animali da carne. Quando si è scoperto che il farmaco poteva tornare di nuovo utile per la salute umana, era già troppo tardi: la resistenza alla colistina si era già sviluppata tra gli animali e stava migrando verso gli esseri umani.

L'inizo di uno scenario post antibiotico ?

Questo vorrebbe dire tornare a quell'epoca in cui le infezioni non avevano nemici in grado di combatterle. Lo scenario è sempre più concreto e una minaccia per la salute pubblica mondiale. 

 

La comunità scientifica internazionale e le istituzioni preposte alla tutela della salute hanno lanciato da tanto l’allarme sullo sviluppo di resistenze antimicrobiche da molto tempo, a fronte di una percezione pubblica del fenomeno, a livello globale, ancora piuttosto limitata. Forse con la notizia di oggi anche tra i non addetti ai lavori si comincerà a parlare di un evento che avrebbe un impatto devastante sulle nostre vite e sul contrasto a malattie terribili che credevamo debellate per sempre, e che potrebbero ripresentarsi ancora più subdole e mortali di quanto ricordino i nostri antenati.

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Commenti: 6
  • #1

    Il Forestiero (sabato, 28 maggio 2016 11:05)

    L'unico sbocco sono gli antibiotici sintetici, ci stanno lavorando.
    Ci sono nuovi studi per sintetizzare sostante basiche per nuove classi di antibiotico.
    http://nature.com/articles/doi:10.1038/nature17967

    Ma se una volta scoperti cominciamo a usarli in massa il problema si ripropone, la farmaco resistenza è colpa di pediatri scellerati e madri depresse che imbottiscono i figli di antibiotici per ogni malanno anche di origine virale.

  • #2

    JJJ (sabato, 28 maggio 2016 12:06)

    Caxxi nostri adesso

  • #3

    Daniele (sabato, 28 maggio 2016 14:27)

    Gia' verso la fine degli anni 80 l' oms aveva segnalato il problema (la necessita di continuare gli studi su nuovi antibiotici)
    Nessuna delle grandi cause farmaceutiche stava piu' investendo in antibiotici, poiche' visto il costo della ricerca che intaccava gli utili del consiglio di amministrazione, si preferiva investire solo in prodotti "da banco" (vitamine integratori,tisanine e cerottini rappresentano l'80% del fatturato).
    Ora il problema e' diventato concreto ! e solo adesso che si manifesta l'emergenza le case farmaceutiche potranno trovarlo remunerativo. se c'e' emergenza ci sono fondi statali ; ) e lauti guadagni per loro (megli trovare pero' una cura che si debba assumere a vita....guarire i malati definitivamente nuoce agli affari !!!! )

  • #4

    Mk7 (sabato, 28 maggio 2016 19:20)

    Il problema sarebbe facilmente risolvibile se usassimo finalmente il Patio15-99. Ma purtroppo la retrobiologia non verrà alla luce prima di 40/50 anni. Solo perché la botanica forense non accetta ataviche contraddizioni. La miopia da cui sono afflitte le persone poi contribuisce nettamente. Il governo Russo continua a insabbiare, ma una soluzione a tutto c'è. Quando tutto sarà compromesso allora cominceranno a mettere sul mercato il Patio come la Fixina5 magari senza spiegare al mondo da dove e CHI gliel'ha fornita.

  • #5

    vradox (domenica, 29 maggio 2016 17:34)

    faremo fuori i batteri a fucilate... uno a uno o_O

  • #6

    UfoDrome (lunedì, 30 maggio 2016 10:46)

    ... di sicuro le case farmaceutiche hanno già hanno la cura adatta (esattamente come avviene con le fonti alternative tenute finora nascoste dalle major petrolifere) ... di punto in bianco, col fantomatico salto di specie o di resistenza ai farmaci, i vari CDA avranno deciso di introitare accelerando sguinzagliando un nuovo batterio da laboratorio (magari sarà un lontano parente dell'aids oppure ebola ... e l'avranno pure chiamato strombola) ... faranno morire un pò di gente e spargeranno terrore q.b. (leggesi quanto basta ... come nelle ricettine di cucina) ... dopodiché udite-udite immetteranno il "ritrovato miracoloso" nel mercato e introiteranno alla grande ...

    ... sono film già visti come ai tempi dell'aviaria, della suina, della cinese, della thailandese, della cispadana ecc.ecc. ...

    ... a mio modesto avviso ... aldilà della branca alimentare, bellica ed energetica ... a questo mondo, due sono le principali categorie sempreverdi ... quella farmaceutica e quella dei cassa-mortari ... e grazie a veleni e inquinamenti diffusi, vanno strettamente a braccetto con le prime tre ... ;)