Cosa c'è su Alpha Centauri ?

Da quando Stephen Hawking, Yuri Milner e Mark Zuckerberg hanno lanciato la nuova iniziativa, Breakthrough Starshot , la cui tecnologia potrebbe essere utilizzata per raggiungere un giorno la vicina stella Alpha Centauri dopo soli 20 anni in molti si sono chiesti che cosa avremmo potuto trovare laggiù. Il primo sistema stellare prossimo al nostro che cosa potrebbe riservarci ? Ci sono pianeti ? Quanti ? Esiste la possibilità di trovare la vita ?  Ecco cosa si sa e cosa no (per ora) di Alpha Centauri.

Un sistema solare triplo

Alfa Centauri Sistema è stellare triplo, nella costellazione del Centauro. Le due stelle principali, Alfa Centauri A e B, hanno caratteristiche simili al Sole e ruotano una attorno all'altra con un periodo di ca. 80 anni. La stella più piccola e meno brillante,Proxima Centauri, è quella più vicina al nostro Sistema Solare. Vista dalla Terra, A.C. è la quarta stella più brillante in cielo.

Alfa Centauri B b, l'esopianeta più vicino alla Terra

Naturalmente la vita è impossibile in una stella, dunque la parte più interessante è capire se attorno alle tre stelle individuate orbitino dei pianeti, se questi siano rocciosi, e se possano ospitare la vita. Nel 2012 fece molto scalpore la scoperta da parte degli astronomi europei di un pianeta di massa simile a quella della Terra. Allora fu anche l'esopianeta più leggero mai scoperto intorno a una stella simile al Sole. Il pianeta è stato scoperto usando lo strumento HARPS installato sul telescopio da 3,6 metri all'Osservatorio di La Silla dell'ESO in Cile. I risultati sono stati pubblicati on-line dalla rivista Nature il 17 ottobre 2012. Fin dal diciannovesimo secolo gli astronomi aveva speculato sull'esistenza di pianeti in orbita intorno a questi corpi celesti, le più vicine dimore possibili per la vita al di là del Sistema Solare, ma ricerche di precisione sempre crescente non avevano rivelato nulla. Fino ad all'ora.

Il pianeta era stato scoperto osservando le piccole oscillazioni nel moto della stella Alfa Centauri B, dovute all'attrazione gravitazionale del pianeta in orbita  L'effetto è molto piccolo - fa spostare la stella avanti e indietro di non più di 51 centimetri al secondo (1,8 km/ora), all'incirca la velocità di un bambino a quattro zampe. Questa è la massima precisione mai ottenuta con questo metodo.

Alfa Centauri B è molto simile al Sole ma leggermente più piccola e debole. Il pianeta ha un massa poco più grande di quella della Terra e orbita a circa sei milioni di chilometri dalla sua stella, molto più vicino di quanto sia Mercurio al Sole nel Sistema Solare. L'orbita dell'altra componente luminosa della stella doppia, Alfa Centauri A, la mantiene a centinaia di volte di distanza, ma dovrebbe essere un oggetto molto brillante nel cielo del pianeta.

Alfa Centauri B b: troppo caldo per ospitare la vita ?

Essendo stato il primo pianeta di massa simile a quella della Terra mai trovato intorno a un stella simile al Sole, gli scienziati hanno cercato di capire se fosse nella zona obitabile. La sua orbita è molto vicina alla stella e deve essere troppo caldo per la vita come la conosciamo", aveva spiega Stéphane Udry (Osservatorio di Ginevra), co-autore dell'articolo e membro dell'equipe autrice della scoperta "ma potrebbe anche essere uno tra tanti in un sistema planetario". Kepler infatti ha mostrato chiaramente che la maggioranza dei pianeti di piccola massa si trova in questi sistemi. L'importana della scoperta dunque era basilare non tanto per il pianeta in se, ma per la conferma alla teoria che intorno a Alpha Centauri si potessero trovare pianeti simili alla Terra per massa e composizione.

Quel risultato rappresentò un grande passo avanti nell'individuazione di pianeta "simile" Terra nelle immediate vicinanze del Sole. 

Presenza di vita nel sistema stellare e il ruolo di una "Nube di Oort"

Diversi studi hanno suggerito che attorno alle componenti di α Centauri esistono delle regioni in cui eventuali pianeti possano avere delle orbite stabili; queste orbite possono trovarsi a non meno di 70 UA attorno alle due componenti, oppure a meno di 3 UA da ciascuna delle due componenti prese singolarmente.

Alcuni astronomi credono però che eventuali pianeti di tipo terrestre potrebbero essere aridi o non possedere un'atmosfera con spessore sufficiente a sostenere la vita; questo perché nel nostro Sistema Solare sia Giove che Saturno furono probabilmente fondamentali nel perturbare l'orbita delle comete, dirigendole verso la parte più interna del sistema solare, dove avrebbero fornito ghiaccio, e quindi acqua, ai pianeti interni. Le comete avrebbero potuto trovarsi in una sorta di "Nube di Oort" posta nelle regioni più esterne del sistema, quando avrebbero potuto essere influenzate gravitazionalmente sia da giganti gassosi sia da eventuali stelle che transitavano nelle vicinanze, così che queste avrebbero potuto viaggiare verso la zona interna. Tuttavia, non ci sono state finora dirette evidenze dell'esistenza di una "Nube di Oort" attorno a α Centauri AB e teoricamente questa potrebbe essere stata completamente disgregata durante la formazione del sistema.

 

Altri invece sostengono che l'esistenza di una Nube di Oort non può essere al momento esclusa, e comunque il ruolo di Giove e Saturno potrebbe essere stato svolto dall'azione gravitazionale di una delle stelle del sistema nei confronti dell'altra.

Un eventuale pianeta simile alla Terra attorno a α Centauri A dovrebbe trovarsi a circa 1,25 UA dalla stella (circa a metà strada fra la distanza dell'orbita terrestre e quella marziana) per avere delle condizioni climatiche che consentano la presenza di acqua allo stato liquido. Per mantenere queste condizioni attorno a α Centauri B, un pianeta dovrebbe trovarsi ad una distanza di 0,7 UA, con un'orbita dunque simile a quella di Venere.

 

Per trovare prove dell'esistenza di questi pianeti, sia Proxima Centauri che il sistema α Centauri AB sono fra gli obiettivi della Space Interferometry Mission (SIM) della NASA

Abbattere le distanze

Va sottolineato che le distanze nell'ordine di anni luce rimangono oggi proibitive e permettono solo esercizi di fantasia. Gli esseri umani non sono in grado -per ora- di affrontare tali distanze con i loro mezzi in tempi ragionevoli. Ecco perché la notizia che in 20 anni si possa arrivare su Alpha Centauri ha riacceso le speranze di chi vede nel nostro futuro la possibilità di arrivare fisicamente, tramite sonde o mini navette su mondi lontani per vederli fattivamente, e non ricostruire la loro esistenza in modo indiretto con i telescopi spaziali.

 

Accorciare le distanze, abbatterle e ritrovarci nella possibilità di visitare altri mondi può farci ritrovare l'entusiasmo di cercare la vita oltre il nostro pianeta e farci sentire meno soli.

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Commenti: 10
  • #1

    ll forestiero (martedì, 19 aprile 2016 13:07)

    Uno dei più affascinanti articoli che avete fatto non ho molto da aggiungere.

  • #2

    UfoDrome (martedì, 19 aprile 2016 13:08)

    ... stanno cercando gli Alpha Centauriani ...

    ... contrariamente ai grigi guerrafondai, pare sia una razza mite ed operosa che offre riparo e soluzioni agli umani che abbiano le OO gonfie del NWO ...

    ... magari li trovano ;););)

  • #3

    FabioX (martedì, 19 aprile 2016 13:29)

    mondi sterili come una donna dopo i 50

  • #4

    JJJ (martedì, 19 aprile 2016 14:31)

    Se si dovesse provare che li c'è vita la teoria degli ufo riprende quota.
    Mi dovete spiegare perché secondo Hawking possiamo arrivare li e loro non da noi. Sono curioso.

  • #5

    Daniele (martedì, 19 aprile 2016 15:58)

    Articolo sicuramente affascinate.
    Effettivamente sappiamo molto poco sul sistema stellare piu' vicino a noi.
    Dopo aver scrutato lo spazio profondo appare curioso che sappiamo cosi poco
    del nostro "giardino di casa".
    La faccenda tuttavia si presta a innumerevoli considerazioni e punti di vista.
    Da un lato pare un peccato che si tratti di un sistema triplo e per la possibilita'
    di trovare la vita vista la complessita' e le ppossibili interferenze gravitazionali di tale
    sistema.
    Ma se consideriamo il bicchiere come mezzo pieno, appaiono possibilita'
    inaspettate.
    La prima e quella di poter studiare un sistema cosi complesso quasi alle porte di casa
    (un quesi davvero d' obbligo visto che si tratta cmq di distanze siderali).
    Il fatto e' che non sappiamo bene come si formi un sistema triplo e a quali conseguenze
    esso possa portare. Una teoria prevede che la maggior parte della massa sia stata utilizzata
    proprio per la formazione di tre stelle lasciando poco materiale per la formazione dei relativi
    sistemi planetari. Ma e' solo una considerazione, poiche se la massa o nube fosse stata
    molto piu' ampia si avrebbe avuto la stessa proporzione tipica del ns sistema solare con la
    possibilita' della formazione di un ampio sistema planetario.Si tratta solo di ipotesi
    Per il momento ne sappiamo davvero poco. Tuttavia poter studiare un sistema dalle
    varibili cosi coplesse formerebbe un ampio studio di base per poter capire il funzionamento
    e formazione di altri sistemi stellari simili.
    Per quanto riguarda la possibilita' di vita, non si possono che fare solo congetture.
    Dal momento che non sappiamo effetivamente se vi sono e quanti siano i pianeti
    in orbita a tale sistema oltre a quello citato, e non avendo mai scoperto forme di vita
    al di fuori della ns Terra e potendo solo immaginare fino a che punto la vita possa esistere
    e in quali forme si puo' dire che non siamo in grado di dire nulla di concreto.
    Per quanto riguarda poi l'avvenieristico progetto, faccio notare che alcuni scienziati
    avevano proposto un sitema ibrido senza la necessita' di enormi laser.
    Si trattava di una sonda avente immense vele solari. L'accelarazione del vento solare sarebbe stata "utile" fino ai pressi di Saturno, dopodiche sarebbero intervenuti motori
    ionici che se forniti di ampio carburante a isotopi avrebbero fornito ulteriore
    accellerazione per altri 20-50 anni. Ovviamente si trattava solo di uno studio di base
    e anche qui si tratta di missioni le quali se avrebbero successo forniranno dati agli scienziati
    di domani. Resta sempre il paradossi che una volte lanciate tale sonde potrebbero arrivare
    "dopo" nel senso che se il progresso scientifico fornisse scoperte eclatanti. le future
    sonde interplanetarie potrebbero giungere prima delle sonde lanciate in precedenza.
    Insomma nell universo tutto e' relativo.
    Un saluto ai Centauri (se potete vedetevi la serie Babyoln 5 dove i centauri sono
    tra i personnaggi principali e la storia e tra le piu' avvincenti che io abbia mai visto)

  • #6

    tycoon (martedì, 19 aprile 2016 16:36)

    Ciao a tutti vorrei dire la mia, al momento nessun pianeta è ancora stato trovato nella zona abitabile di Alpha Centauri B.
    Ma era uscita una ricerca che citava i biopigmenti, cioè i pigmenti fotosintetici biologici, che rilascerebbero tracce uniche nella luce che riflettono, e proprio la presenza di queste tracce su un altro pianeta potrebbero essere il segno che lì c’era la vita. Si può usare questo metodo per indagare su Alfa centauri, secondo me ci saranno delle sorprese. Sicuramente facciamo prima così che andarci direttamente.

  • #7

    iosonoio (martedì, 19 aprile 2016 20:18)

    facciamo guasto su plutone

  • #8

    noemi (martedì, 19 aprile 2016 22:56)

    Credeteci che nel 2036 siamo li #ciaone

  • #9

    FABIOSKY63 (mercoledì, 20 aprile 2016 06:46)

    cit. tycoon
    "...una ricerca che citava i biopigmenti...che rilascerebbero tracce uniche nella luce che riflettono..."

    e meno male che qualcuno "se n'è accorto"! eh!eh!..poter percorrere "una autostrada" per la ricerca della vita -per come la conosciamo- fa sempre comodo... =_=

    cit. Daniele
    "...le future sonde interplanetarie potrebbero giungere prima delle sonde lanciate in precedenza..."

    esatto geologo! ma anche altri "metodi" potrebbero "arrivare" prima a confermare vita nell'Universo...c'è un fermento in ambito di ricerca scientifica mai visto prima, dai tempi di Galileo... -_o

  • #10

    KAL (mercoledì, 20 aprile 2016 07:42)

    sirio b sirio a