A Nizza ricostruiscono i mattoni della "vita aliena" in laboratorio

Ricreare le condizioni primordiali del sistema solare per simulare la formazione della vita ancor prima che si sviluppasse sulla Terra. E' quello che hanno fatto all'Università di Nizza, quando gli scienziati  sono riusciti a sintetizzare alcuni “mattoni elementari” della vita, come il ribosio e altri zuccheri fondamentali. Vedere la formazione di questi composti base essenziale per la sintesi di molecole organiche complesse, può aiutare i ricercatori a capire il meccanismo dei processi di formazione della vita. A seguire i dettagli.

In un articolo apparso sulla rivista Nature Cornelia Meinert e colleghi, hanno spiegato di aver visto formarsi il ribosio, uno zucchero fondamentale per la vita poiché concorre a formare la struttura del DNA e dell'RNA, che codificano l'informazione genetica, e quella dell'ATP, il combustibile molecolare che partecipa a moltissimi processi biochimici. Come hanno potuto formarsi le prime molecole biologiche a partire da un componente che, come mostrano gli studi, si sintetizza con difficoltà?

Come spiega il sito Lescienze, i ricercatori "hanno riprodotto in laboratorio condizioni simili a quelle presenti nelle fasi primordiali del sistema solare, esponendo alla radiazione ultravioletta una miscela di acqua, metanolo e ammoniaca mantenuta a bassa temperatura e bassa pressione."

La miscela rappresenta un modello dei cosiddetti ghiacci cosmici pre-cometari, cioè dei materiali presenti durante la fase di formazione del sistema solare, dalla cui aggregazione hanno avuto origine le comete.

Il residuo organico è stato quindi portato a temperatura ambiente per successive analisi, che hanno rivelato la presenza non solo di ribosio, ma anche di altri zuccheri e di alcool, tra cui il terosio, il glicerolo, il mannitolo e il sorbitolo. I composti ottenuti, sottolineano gli autori, forniscono un supporto all'identificazione di molecole organiche effettuata dal lander Philae della missione Rosetta durante lo storico atterraggio 

sulla cometa 67P Churyumov-Gerasimenko.

 

Inoltre, quei composti sono solubili in acqua, un dettaglio importante per le ipotesi sulla presenza di molecole biologiche nello spazio.

Il risultato documenta in che modo alcuni importanti "mattoni elementari" della vita si siano potuti formare con semplici processi già agli albori del nostro sistema planetario, e getta, per usare un'espressione degli stessi autori “un ponte tra astrochimica e astrobiologia”.

Ma si tratta della prova che la vita è possibile anche nello spazio, e non il frutto di straordinarie condizioni presenti solo sul nostro pianeta? È presto per arrivare a conclusioni definitive, ma i risultati hanno aggiunto tasselli importanti al complesso mosaico delle conoscenze astrobiologiche.

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