La Chiesa cerca esorcisti, partono i corsi e le polemiche

Passano gli anni ma il diavolo continua a rimanere una figura centrale per la Chiesa che per contrastarlo sfodera una nuova infornata di esorcisti. Nonostante i dubbi teologici, scientifici e medici -spiega Lastampa- la presenza di Satana continua ad ossessionare i porporati e gli stessi fedeli. Per questo è appena partita l’11 edizione del corso «Esorcismo e preghiera di liberazione» che si terrà sino a sabato presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. Aspiranti esorcisti cercasi.

Il corso è organizzato dall’Istituto Sacerdos in collaborazione con il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa di Bologna (Gris) e l’Associazione Internazionale Esorcisti (Aie). Un ciclo di lezioni si propone di fornire ai sacerdoti ma anche ai laici (operatori pastorali, psicologi, medici, insegnanti, giuristi) gli strumenti idonei di formazione su un argomento a volte sottaciuto e controverso, come quello della pratica dell’esorcismo e della preghiera di liberazione. 

Spiega Padre Pedro Barrajón, direttore dell’Istituto Sacerdos:

«Abitando in una società molto secolarizzata nella quale più che in passato vi è la tendenza ad aprire le porte all’occultismo e all’esoterismo, l’azione diabolica è favorita dalle pratiche magiche e dal ricorso agli indovini, che possono avere un influsso reale fino alla possessione».

 

A differenza del passato, però, l’esorcismo non è più inteso come una ritualità medievale:

«Il corso, che per la natura dell’argomento potrebbe prestarsi a un sensazionalismo che deborda da una sana teologia, si prefigge di approfondire la base teologica della natura e dell’azione di angeli e demoni da un punto di vista biblico, liturgico, dogmatico e morale, in aperto dialogo con altre scienze come la psicologia, la giurisprudenza e la medicina», si legge in una nota.

 

I sei giorni del corso saranno una lectio magistralis del cardinale Mauro Piacenza, Penitenziere Maggiore della Penitenzieria Apostolica ed una lezione di mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara-Comacchio.  Al termine del corso si terrà una tavola rotonda con gli esorcisti padre François Dermine, mons. Larry Hogan e don Antonio Mattatelli. 

Il caso di Anneliese Michel

L'esorcismo e la sua deriva oltranzista verso pratiche che potessero portare alla morte anche di fronte a malattie psichiche è un problema antico. E' rimasto famoso il caso di Anneliese Michel (1952 – 1976) una giovane donna tedesca considerata posseduta che si sottopose a riti di esorcismo, nonostante la Psychiatric Clinic di Würzburg le avesse diagnosticato una depressione maggiore con attacchi epilettici multipli da trattare con i farmaci. I genitori della giovane non trovando giovamento dalle cure si rivolsero ad un esorcista, convinti che la loro figlia fosse posseduta dal maligno. In un primo tempo non le venne praticato l’esorcismo ma fu invitata a diventare più devota.

La situazione precipitò e dopo 12 sedute di liberazione estenuanti ed estreme Anneliese morì, nonostante potesse essere salvata secondo i medici.  

Perché l’esorcismo potesse esser ordinato, la Chiesa aveva bisogno di dichiarare la ragazza come realmente posseduta. Ciò avvenne nel settembre 1975 ed il vescovo Josef Stangl scelse come esorcisti il parroco Ernst Alt e padre Arnold Renz. Secondo i due esorcisti si sarebbero manifestati sette demoni tra cui Lucifero, Giuda, Legione e Belial.

 

L’esorcismo proseguì per quasi 10 mesi, da settembre 1975 a giugno 1976. Durante le varie sedute furono scattate numerose foto e venne registrato un nastro di circa un’ora e mezza di durata in cui si sentirebbe Anneliese parlare con voce “demoniaca” in più lingue (oltre il tedesco, lingua madre, avrebbe parlato in latino, greco, aramaico e altre lingue antiche), molte volte sdoppiando la voce in due distinte. La donna mori di stenti, senza cibo ne acqua per presunti ordini demoniaci. La situazione fu aggravata dalle ferite auto inflitte al suo corpo già gracile. 
Ne seguirono roventi polemiche e un processo penale che confermo l'accusa di omicidio colposo per i due preti e i genitori della ragazza, accusati di aver abbandonato la medicina per usare rimedi alternativi, antiscientifici che ne provocarono la morte. 

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Commenti: 10
  • #1

    Ettore (mercoledì, 06 aprile 2016 16:18)

    Perchè se io mi metto a curare un pazzo schizoide senza la laurea in medicina mi arrestano e i preti no ?

  • #2

    soledadca (mercoledì, 06 aprile 2016 21:16)

    Non conoscevo il caso di quella ragazza. Terribile.

  • #3

    Paolo (giovedì, 07 aprile 2016 00:24)

    Benissimo! Bravi! Un bell'esorcismo a Renzi e a tutto il suo governo, chissà che l'Italia non ne tragga un beneficio.

  • #4

    Lorenzo (giovedì, 07 aprile 2016 19:09)

    @Ettore

    Non conosco il caso, ma nell'articolo c'è riportato:
    "I genitori della giovane non trovando giovamento dalle cure si rivolsero ad un esorcista"
    poi
    "dopo 12 sedute di liberazione estenuanti ed estreme Anneliese morì, nonostante potesse essere salvata secondo i medici."
    Un po come dire che prima i medici ci han provato, i genitori non hanno ritenuto fossero stati in grado di farcela perchè evidentemente non ci sono riusciti, poi alla fine c'ha pensato un prete che, sfortuna vuole, avrà fatto anche lui il possibile a parole senza riuscirci nemmeno lui.
    Beh...quando c'è di mezzo il morto, tutti sono sospettati ed il colpevole è quasi sempre l'ultimo che ha avuto contatto con la sfortunata vittima.
    I medici sono stati i primi, quindi i meno sospettabili e va da se che sia facile per loro asserire "l'avremmo salvata se fosse stata ancora viva !"
    Se poni di fronte ad un morto la religione e la medicina, entrambe possono essere tranquillamente considerate fallaci, quindi inadeguate !
    Eppure un colpevole per la giustizia lo si deve trovare, per rispetto al morto: Il medico no perchè il primo ad avere avuto contatti con la giovane donna ancora in vita, ma i genitori ed il prete si: Gli uni perchè a conti fatti hanno sbagliato scelta, l'altro perchè è stato l'ultimo ad aver avuto contatti con la vittima prima che morisse.
    Ed il caso è chiuso.
    Comunque, la tua domanda è lecita: Se il prete avese usurpato la professione al medico spacciandosi per tale, allora si.
    Qui c'è un prete che ha fatto il parolaio su "commissione" dei genitori della sfortunata ragazza e s'è fermato li: non ha prescritto farmaci o terapie mediche.

  • #5

    Mauro (venerdì, 08 aprile 2016 01:52)

    Per Ettore:

    prima di aprire bocca o di scrivere bisogna studiare e documentarsi. N° 1: gli esorcismi non sono cure mediche! N° 2: gli esorcisti lavorano spesso di concerto con gli psicologi. N° 3: Il caso di Anneliese è particolarissimo e si sa che lei si offrì vittima per il bene della Chiesa in Germania accettando le malattie e anche la morte. Che poi i giudici oggi si sentano onnipotenti ed intoccabili ed emettano sentenze del cavolo ormai purtroppo è più che assodato!

  • #6

    vradox (venerdì, 08 aprile 2016 05:41)

    adesso Amorth sarà contento :-)

  • #7

    vradox (sabato, 09 aprile 2016 19:10)

    se non ricordo male dal caso della ragazza tedesca trassero un film: "the exorcism of emily rose"

  • #8

    Ettore (sabato, 09 aprile 2016 19:53)

    @Mauro spero che tu stia scherzando.
    Lei si offri vittima per il bene della Chiesa? ? ! Lei non era capace di intendere e di volere, doveva essere curata a quel punto. Se no a casa mia sia chiama omicidio e omissione di soccorso

  • #9

    Mauro (sabato, 09 aprile 2016 21:43)

    Per Ettore:

    Ma cosa ne sai? Continui a parlare di cose che non conosci?!

    Hai almeno letto la sua biografia?

    Prima di aprire bocca bisogna sapere, se no è meglio stare zitti.

    Non so se il concetto è chiaro.

    Se proprio vuoi muovere le ganasce fallo per succhiare una mentina.

  • #10

    Receptonist (martedì, 12 aprile 2016 04:12)

    É interessante leggere gli incessanti commenti di persone che non credoono a nulla, su articoli che fanno riferimento a fenomeni che non rientrano nelle scienze esatte.
    É come odiare il calcio e vedere tutte le partite.