Ritrovati i resti dell'animale che ha ispirato l'unicorno ?

Il ritrovamento di un nuovo esemplare fossile riscrive la storia di un antico mammifero che potrebbe aver ispirato le narrazioni sul mitico unicorno. Si chiamava Elasmotherium sibiricum, ed era un grosso rinoceronte lanoso pesante  quattro-cinque tonnellate, dotato di un lungo corno, che ha forse ispirato il mito dell'unicorno - anche se il vero animale era decisamente meno aggraziato di quello immaginato nei racconti fantastici giunti fino a noi.
Non è la prima volta che i resti di un antico animale vengono associati all'unicorno. 

I paleontologi che lavorano al sito fossilifero di Kozhamzkar, in Kazakistan, hanno annunciato la scoperta di un nuovo cranio fossile dell'antico erbivoro, rinvenuto assieme a resti di grossi mammiferi come mammut e bisonti preistorici. La ricerca, pubblicata sulla rivista American Journal of Applied Sciences, rivela che la datazione al radiocarbonio effettuata sui resti di Elasmotherium sibiricum indica che la specie si sarebbe estinta decine, se non addirittura centinaia di migliaia di anni più tardi di quanto di pensasse finora.

Un bestiario di animali della Terra Santa; l'incisione è tratta da un libro del XV secolo di Bernhard von Breydenbach.
Un bestiario di animali della Terra Santa; l'incisione è tratta da un libro del XV secolo di Bernhard von Breydenbach.

Il ritrovamento del "vero" unicorno non è infatti una novità per la scienza come racconta il Nat Geo: il primo esemplare di elasmoterio venne descritto nei primi anni dell'Ottocento. La scoperta effettuata dai ricercatori dell'università statale russa di Tomsk rivela però che l'erbivoro, endemico 

in Eurasia dalla fine del Pliocene fino al Pleistocene, sarebbe vissuto fino ad almeno 28.000 anni fa, anziché essersi estinto 350.000 anni fa come prevedeva la teoria precedente.

 

L'ipotesi è che l'animale possa essere vissuto abbastanza a lungo da poter essere entrato a far parte di varie leggende, come quelle della popolazione russa degli Evenchi, che raccontano di un enorme toro nero munito di un singolo corno in cima al capo. Il paleontologo Andrei Shpansky e i suoi colleghi, autori dello studio, hanno analizzato i resti di una ventina di mammiferi riportati alla luce in una sezione ampia circa 8 chilometri lungo la sponda sinistra del fiume Irtysh, nei pressi del villaggio di Kozhamzhar. Verso la fine degli anni Ottanta, gli abitanti del villaggio avevano rinvenuto frammenti ossei che erano stati portati nel 2010 al Museo di storia naturale di Pavlodar. Gli studiosi conoscono altre due specie di elasmoterio: E. inexpectatum ed E. peii, entrambe più antiche e rinvenute nella Cina orientale.

Scrivi commento

Commenti: 0