Il "Pianeta X" torna a far parlare di se e divide gli scienziati

Il misterioso nono pianeta torna alla ribalta nelle cronache dei giornali internazionali. L'oggetto gigante che potrebbe trovarsi ai confini del Sistema Solare -secondo una ricerca appena pubblicata- sarebbe responsabile perfino dell'estinzione dei dinosauri. Lo afferma Daniel Whitmire, professore di astrofisica in pensione, non nuovo a queste convinzioni che ha collegato i periodi delle estinzioni di massa verificatesi sulla Terra, tra le quali la scomparsa dei dinosauri al fantomatico Pianeta X. Ecco perché.

Le grandi estinzioni di massa, che avvengono in un ciclo che sembra nell'ordine dei 27-30 milioni di anni, sono un fattore ancora poco compreso dagli scienziati, che indagano da anni sul modo e sul perché esse avvengono.

 

La teoria sostenuta da Whitmire è che un ruolo predominante l'abbia (ammesso che esista) un gigante relativamente vicino a noi ma mai osservato direttamente. E' il nono pianeta del sistema solare, che attraverso la sua orbita provocherebbe una pioggia di detriti e comete sul nostro mondo che lo distruggerebbe, favorendo così le estinzioni e le conseguenti rigenerazioni da una situazione compromessa.

Secondo lo scienziato, "muovendosi attorno al sistema solare ogni 27 milioni di anni, il pianeta passa attraverso la Fascia di Kuiper, una regione del sistema solare costituita da oggetti composti principalmente da sostanze volatili congelate, come ammoniaca, acqua e metano portando comete verso la Terra e all'interno del sistema solare. Una volta qui, queste possono entrare in collisione con la Terra e ridurre la luce del sole che arriva fino a noi, causando potenziali eventi di estinzione."

E' chiaro che alla luce delle ultime ricerche dello scorso gennaio, che attraverso calcoli indicherebbero la presenza di un grande corpo celeste ai confini del Sistema solare, delle dimensioni di Nettuno e con una massa pari a 10 volte quella della Terra, queste teorie trovano nuova linfa, pur rimanendo ad oggi tutte da confermare.

 

Il condizionale è d'obbligo, perché ancora non ci sono prove solide, come spiega all'Ansa Giovanni Valsecchi dell'Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziale dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Iaps-Inaf). ''L'ipotesi del nono pianeta si basa su un numero esiguo di corpi celesti, sei o sette, di cui conosciamo poco: ricostruire la loro orbita con i dati che abbiamo oggi comporta un enorme margine di errore''. Per risolvere il mistero ''bisognerebbe osservare direttamente il nono pianeta - spiega Valsecchi - ma è come cercare un ago nel pagliaio: lento nel movimento e poco luminoso, si potrebbe confondere in mezzo ad un miliardo di stelle''.

 

Alla luce di queste considerazioni, sembra ancora più improbabile l'ipotesi avanzata da Daniel Whitmire dell'Università dell'Arkansas, che vorrebbe il nono pianeta responsabile delle estinzioni di massa sulla Terra. Dire che il pianeta è il 'disturbatore' che causa periodiche piogge di comete all'interno del Sistema solare è azzardato, sottolinea Valsecchi, ''anche perché la tempistica dedotta con grande incertezza dai crateri sulla Terra non coincide con la periodicità del pianeta''. Il tempo e i nuovi studi diranno chi avrà ragione.

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