La Terra "vista" dagli alieni

Cosa succede se capovolgiamo la prospettiva della ricerca di vita extraterrestre intelligente? Immaginiamo per un secondo di essere noi gli "alieni". Come troverebbero il nostro pianeta gli abitanti di altri mondi? Così come gli astronomi vanno a caccia di esopianeti facendo affidamento sul sistema dei transiti, allo stesso modo una civiltà aliena potrebbe aver individuato la Terra grazie al movimento di rivoluzione attorno al Sole. In un studio della McMaster University pubblicato su Astrobiology si analizza il problema della ricerca di mondi abitati dall'altra parte della barricata.

René Heller e Ralph Pudritz della McMaster sostengono che la logica suggerisce che per cercare un segnale proveniente dall'esterno gli alieni che guardano nello spazio profondo usino le stesse tecniche che noi usiamo per cercare loro. Gli astrofisici terresti per individuare esopianeti o oggetti celesti troppo lontani per essere visti direttamente si avvalgono del monitoraggio dei transiti di questi corpi celesti di fronte alla loro stella ospite.

 

Dalla misurazione della variazione della luminosità di una stella durante il transito di un pianeta di fronte al disco (prendendo a riferimento il nostro punto di vista di un lontano sistema planetario), gli scienziati possono desumere una serie di importantissime informazioni, senza mai vedere direttamente un mondo alieno. Stimano l’illuminazione media fornita al pianeta, la temperatura sulla sua superficie. A oggi sono decine i corpi su cui gli scienziati ipotizzano possano verificarsi condizioni potenzialmente favorevoli alla crescita e allo sviluppo della vita

Su Astrobiology, i ricercatori come detto -rovesciando la prospettiva- si chiedono se l'esistenza della Terra potrebbe essere desunta dagli scienziati "alieni" con il metodo dei transiti usato dai nostri astronomi.

 

Come si vede la Terra da lontano mentre transita nel nostro Sole? E' individuabile facilmente?

 

Spiega il prof.Heller:

 

"È impossibile sapere se gli extraterrestri utilizzino o meno le nostre tecnologie per scrutare l’Universo. Certo devono fare i conti con gli stessi principi fisici che valgono per noi, e il sistema dei transiti è un buon metodo per portare a casa validi risultati".

 

La zona di transito della Terra sul disco del Sole si offre a un pubblico di circa 100mila potenziali bersagli. Un numero destinato a crescere mano a mano che la nostra capacità di osservare il cielo viene incrementata e migliorata. «Se qualcuno di questi bersagli ospita vita intelligente, ebbene questa potrebbe averci individuati da tempo e un eventuale messaggio dallo spazio potrebbe essere già stato trasmesso in direzione Terra», spiega il coautore dello studio Pudritz.

 

Tornando di nuovo sulla Terra, non c'è dubbio che i nostri progressi alla ricerca di pianeti abitabili sia ad una svolta. Grazie alla missione PLATO dell’Agenzia spaziale europea (ESA), che dovrebbe partire nel 2024 si utilizzerà il metodo del transito per trovare piccoli pianeti, alcuni dei quali forse simili alla Terra, intorno alle stelle luminose.Sperando che per allora gli "altri" ci trovino prima, anche se non dovessimo scoprirlo mai.

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Commenti: 3
  • #1

    JJJ (sabato, 12 marzo 2016 13:46)

    Ci vedono, ci temono, ci controllano.

  • #2

    neutrino (sabato, 12 marzo 2016 18:27)

    Il nostro progresso tecnologico - scientifico è troppo lento per svariati motivi.
    E se su un altro pianeta non esistessero ?

  • #3

    Pascale (domenica, 13 marzo 2016 12:00)

    Bellissimo articolo complimenti a questi scienziati coraggiosi che si avventurano e ci fanno sognare.