Scott Kelly, torna sulla Terra dopo 340 giorni nello spazio

Dopo quasi un anno trascorso nello spazio, per l'astronauta della Nasa Scott Kelly è tempo di rientrare sulla Terra. Nella conferenza stampa prima del suo rientro aveva detto: "Ciò che abbiamo fatto nello spazio dimostra che possiamo superare le sfide. Se possiamo sognarlo, possiamo farlo, se lo vogliamo veramente. Certo, una delle sfide più difficili da superare, anche in vista delle missioni su Marte, è quella ''psicologica, il dover stare isolati e lontani dalle persone a cui si vuol bene, ma è una cosa che si puo' affrontare''. Si conclude così la missione Year in Space.

Scott Kelly e Mikhail Kornienko sono atterrati alle 5:26 (ora italiana), nella steppa del Kazakistan: Kelly ha trascorso 340 giorni nello spazio a bordo della Iss. Si tratta della più lunga permanenza continuativa a bordo della Stazione spaziale internazionale. In questo periodo, Kelly è diventato l'astronauta americano ad essere stato più tempo nello spazio: durante le quattro missioni alle quali ha partecipato, infatti, ha totalizzato complessivamente 522 giorni di permanenza. Con Kelly e Kornienko, nella capsula Soyuz che ha toccato terra a sudest della città di Dzhezkazgan, c'era anche il collega russo Sergey Volvok.

 "Lo spazio è un ambiente duro e il fatto che tutti fluttui nell'aria non rende le cose semplici. Non si puo' mai uscire, mai andare via, ogni giorno è simile all'altro per un tempo lungo. Fisicamente mi sento bene, ma diciamo che non ti senti perfettamente normale'' aveva detto l'astronauta americano.

Non si può certo dire che Scott Kelly si sia risparmiato durante la sua permanenza nella ISS. Dal suo contatto Instagram e Twitter, ha postato in media due foto ogni giorno e aggiornato continuamente il suo profilo nei social. Su Twitter, Scott Kelly ha 920 mila follower, che ogni giorno lo seguivano. Le sue foto così spettacolari da una prospettiva privilegiata sono già diventate un patrimonio della collettività. La vista meravigliosa di tanti angoli della Terra, come l'Himalaya gli ha fatto dire ''Da qui ti rendi conto dell'impatto dell'inquinamento sul nostro pianeta e quando sarò a casa spero di poter fare di più per aiutare a proteggere l'ambiente''.

La missione congiunta tra la NASA e la russa Roscosmos ha avuto l’obiettivo di studiare gli effetti dell’ambiente di microgravità sul corpo umano e capire quali sono le reazioni psicologiche di un uomo ad una prolungata assenza da Terra, con la prospettiva di futuri viaggi interplanetari. Marte da oggi fa meno paura.

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