Il Sole ha protetto la Terra dagli asteroidi che ci minacciano 

Il sole è il nostro "angelo custode". Una metafora che può illustrare bene come la nostra stella svolga una funzione di controllo nei confronti degli asteroidi potenzialmente in grado di minacciare la Terra. Secondo uno studio pubblicato su "Nature" e ripreso dal sito Lescienze, la maggior parte dei Near Earth Object, gli asteroidi che si avvicinano al nostro pianeta sono distrutti dalla radiazione solare quando si trovano al perielio, il punto dell'orbita più vicino alla stella, lasciando dietro di sé solo una scia di piccole meteoriti. Se così non fosse la Terra sarebbe molto più esposta al rischio di impatti catastrofici.

I neo ridotti in "briciole" dalla radiazione solare - Lauri Voutilainen
I neo ridotti in "briciole" dalla radiazione solare - Lauri Voutilainen

La stragrande maggioranza dei Neo ha origine nella fascia principale degli asteroidi, situata tra le orbite di Marte e Giove. Sotto la spinta della radiazione solare e delle variazioni della forza gravitazionale esercitata da Giove e Saturno, le orbite di questi asteroidi lentamente cambiano, portando alcuni di essi su un'orbita prossima a quella della Terra.  Più precisamente, un asteroide è classificato come NEO quando la sua minima distanza dal Sole durante l'orbita è inferiore a 1,3 volte la distanza media Terra-Sole. Analizzando i dati relativi a quasi 9000 NEO raccolti in otto anni dal Catalina Sky Survey - uno dei vari progetti di censimento di asteroidi e comete che potrebbero intersecare l'orbita della Terra -  Mikael Granvik e colleghi hanno costruito un modello delle orbite e della popolazione di questi corpi celesti che dà conto delle osservazioni fatte.

Il Sole il nostro "angelo custode"

Tranne che per un particolare. Secondo il modello, infatti, sulle orbite che si avvicinano al Sole entro 10 diametri solari dovrebbero esserci quasi 10 volte più oggetti di quelli osservati, una discrepanza che ha indotto i ricercatori a dedicare un intero anno a ricontrollare tutti i dati e i calcoli, risultati però corretti.

 

La conclusione è stata che il problema non era nella loro analisi, ma nei presupposti relativi al "funzionamento"  del sistema solare. Granvik e colleghi hanno infatti scoperto che per trovare un ottimo accordo fra il modello e le dimensioni della popolazione osservata da NEO basta ipotizzare che i NEO vengano distrutti non solo quando precipitano sul Sole, ma anche molto quando passano troppo tempo a una distanza di 10 diametri solari. Ulteriori analisi delle oltre 100.000 immagini di asteroidi in mano ai ricercatori hanno permesso anche di scoprire che gli asteroidi che appaiono più scuri vengono distrutti a una distanza maggiore dal Sole rispetto ai più luminosi, evidentemente a  causa di differenze nella composizione e nella struttura dei due tipi di oggetti.

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Commenti: 2
  • #1

    UfoDrome (lunedì, 22 febbraio 2016 11:20)

    ... anche Giove e Saturno non sono da meno ... se anche uno solo dei 21 frammenti vaganti della cometa Schumacher-Levi avesse preso la strada sbagliata ... sarebbero stati guai seri ...

    ... negli ultimissimi anni c'è stato un forte incremento di caduta meteoritica (russia, india, francia) ... sta arrivando dell'altro ? ... per quanto ancora saremo protetti ?

  • #2

    Mario (lunedì, 22 febbraio 2016 20:04)

    finchè venderanno ombrelli marca ufodrome