Marte, ma il cielo è sempre più blu ?

"Dopo la straordinaria conferma circa l’esistenza delle onde gravitazionali; considerate le strabilianti immagini giunte da Plutone; in virtù degli ineccepibili progressi compiuti nel campo della ricerca di pianeti extrasolari (e non aggiungiamo altro perché l’elenco sarebbe lungo)… eccoci ancora a parlare di un argomento probabilmente diventato noioso e sterile per alcuni, ma succulento per altri: il cielo blu di Marte!" Matteo Fagone di Pianetamarte presenta su Ufoonline il suo ultimo lavoro, racchiuso in un documentario che cerca di indagare su una delle questioni più dibattute riguardo il Pianeta Rosso: qual'è il vero colore del cielo di Marte ?

Di Matteo Fagone per Ufoonline.it

Si tratta di una diatriba che diede i suoi natali nel 1976, anno in cui le Viking 1 e 2 atterrarono sul quarto pianeta del sistema solare, e che ha avuto nel corso dei decenni svariati cicli di interesse e disinteresse. 

Naturalmente è risaputo che questo argomento è stato sempre (e puntualmente) brutalmente strumentalizzato da innumerevoli pseudo-esperti il cui unico scopo era quello di trascinare il pubblico verso le loro tesi e tesine scolpite di “facce e faccine”, “statue e madonne”, “astronavi e monumenti” eccetera. Di conseguenza, siamo ben consci del fatto che, a molti appassionati di Spazio, già al sentir parlare di un soggetto del genere verrà il mal di testa.

In questo ultimo documentario, realizzato dai sottoscritti Marco De Marco e Matteo Fagone, avrete modo di vedere qualcosa di inconsueto e, sotto certi aspetti, innovativo; tutta una serie di elementi tecnici mai affrontati praticamente da nessuno in questi decenni! 

Di fondamentale importanza è l’aver chiaro in mente che tanto le aberrazioni complottiste quanto l’apologia anticomplottista sono entrambe fuorvianti nell’atto di affrontare obbiettivamente la querelle dei cieli blu di Marte! 

A questo punto viene spontaneo chiedersi se, tutto sommato, è davvero imperativo il sapere se Marte ha un cielo blu come quello terrestre. Potremmo chiederci se realmente faccia differenza o meno l’esistenza di un cielo azzurro piuttosto che un cielo rosso, rosa, giallo o marrone. 

E noi, in qualità di Team del portale Pianeta Marte.net, che risposte abbiamo da offrire?

 

Ebbene, tanto per essere ancor più schietti, parlare di cieli blu su Marte è una questione che riguarda le scienze planetarie e, più in generale, l’astrofisica. Non si illuda qualche sognatore di trovare spazio per le scempiaggini che infarciscono il web!

In questo documentario cercheremo, nel limite del possibile, di spiegare cosa implicherebbe ciò che la sonda MAVEN ha rivelato sulle interazioni tra vento solare e atmosfera marziana. Parleremo anche di cosa comporterebbe la massiccia presenza di polveri in sospensione nell’atmosfera del pianeta rosso. Cercheremo di mostrare cosa significa osservare Marte attraverso fotocamere dotate o meno di filtro taglia infrarossi. Tenteremo inoltre di spiegare, in parole semplici e chiare, cosa non vuol dire “immagine white balanced” su Marte. 

Quindi, tutt’altro che buffe comparse di ometti verdi e piramidi egizie! 


Per concludere, desideriamo fornire un po’ di materiale per approfondire ulteriormente il tema del documentario.

+ Intervista  su Italian Research

+ Differenza fra Rayleigh scattering e Mie scattering

+ Elementi tecnici sulle temperature planetarie

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Commenti: 16
  • #1

    Il Forestiero (sabato, 20 febbraio 2016 17:55)

    Premesso che non ho visto il video ma mi riprometto di guardarlo, il cielo di marte non è del "blu "che siamo abituati a vederlo sulla terra, l'atmosfera marziana è quasi inesistente e il colore che si crea è un mix tra la rifrazione restituita che riesce a passare di un blu scuro tendente al viola, e le polveri che si alzano che lo colorano di rosa.

  • #2

    Carletto (sabato, 20 febbraio 2016 18:54)

    Le sonde Viking su Marte hanno fatto la grossa porcata di aver distrutto le forme di vita che avevano trovato !!! ...C'erano dei microorganismi che si nutrivano di perossido di idrogeno l'H2O2 che resta liquido fino a una temperatura di meno 56,5 gradi Celsius... Gli esperimenti delle missioni Viking quando hanno versato l'acqua su campioni di suolo marziano hanno alterato il loro metabolismo dipendente dall'H2O2 e li hanno fatti fuori.

  • #3

    Nuccio (sabato, 20 febbraio 2016 19:42)

    bella la spiegazione sui filtri grazie mille

  • #4

    FABIOSKY63 (domenica, 21 febbraio 2016 07:20)

    il docu è composto discretamente, dunque, qualche appunto personale... :)

    non è l'occhio a modificare l'immagine ma il cervello a dare "ordini" sulle regolazioni delle impostazioni della "camera" -l'occhio umano- che si predispone fisicamente nel "filtraggio" della luce a seconda delle "necessità" del momento assunte e RIELABORATE dal nostro cervello... -_o

    lo scattering marziano è DI MOLTO inferiore -e diverso- a quello terrestre ma è presente e si costata in immediato nelle foto, le misurazioni con o senza filtri in atto sono possibili sempre in presenza di luce solare... =_=

    il "bilanciamento del bianco" è una necessità NON solo per i geologi ma per TUTTI coloro che NON avendo conoscenze e "capacità di discernimento" avanzate nell'articolato mondo delle "frequenze" e della "luce" -argomento vasto ed insidioso per le "trappole" della fisica ottica- resterebbero "ingannati" -il nostro cervello ama le consuetudini terrestri- da contrasti e colori "artificiosi"... o_O

    che l'atmosfera, e la relativa pressione, marziana sia superiore e maggiormente interagente a quanto fino a ieri dichiarato NON ci piove! così come è EVIDENTE da migliaia di foto ricevute che la "percentuale delle polveri" sospese è NOTEVOLMENTE inferiore a quanto si pensava anni fa! infatti su Marte "piove" MOLTO MOLTO poco... :D

    cit. "...qualcosa di inconsueto e, sotto certi aspetti, innovativo; tutta una serie di elementi tecnici mai affrontati praticamente da nessuno in questi decenni!.."

    mmmh! bèh, c'è sempre "qualcosa" che viene fatto da "qualcuno" PRIMA di "altri" e di solito eh!eh! sono proprio "in MOLTO pochi" a capirlo e\o a riconoscerlo...e poi, se ciò avviene, è SEMPRE "postumo"... =_= :D

    le considerazioni "personali" iniziali del docu sono e restano tali...saluti... :)

  • #5

    El Pais (domenica, 21 febbraio 2016 10:38)

    Gran bel documentario complimenti l'ho capito benissimo anche io che non sono una cima.

  • #6

    Esposto del Rò (domenica, 21 febbraio 2016 12:50)

    La roccia ALH84001 ha provato che l’atmosfera del Pianeta Rosso in passato era simile a quella terrestre.

    Per quanto riguarda le foto del primo Viking del ‘76 e varie altre, le foto mostrano il cielo azzurro grazie a un bilanciamento del bianco. che mostra il paesaggio in condizioni di illuminazioni terrestri.

    Se un uomo vivesse su Marte vedrebbe un paesaggio simile al crepuscolo qui sulla Terra con colori attenuati, atmosfera opaca, scarso contrasto.

  • #7

    TeoTeo (domenica, 21 febbraio 2016 18:06)

    Ma la Nasa non riesce a costruire una camera che veda con la percezione he hanno gli esseri umani? Non credo proprio ...

  • #8

    L.C (domenica, 21 febbraio 2016 19:03)

    La premessa è sbagliata: il cielo di Marte NON è azzurro. Senza la polvere diffusa il cielo di Marte potrebbe essere nero come il cielo sulla Terra a 115.000 piedi di altezza ( 35 km circa), dove l’atmosfera terrestre ha una densità prossima a quella sulla superficie di Marte.

    La polvere rossa trasportata nel cielo di Marte dai venti si deposita piano e la più sottile resta sospesa nell’aria a lungo perché non viene mai spazzata via dalle piogge.

    Le finissime particelle del pulviscolo sospeso sono più piccole di 0,5 micro, addirittura minor idella lunghezza d’onda della luce blu. Alcune più grandi possono raggiungere una decina di micron,maggiori della lunghezza d’onda della luce rossa.
    Le particelle del pulviscolo di Marte assorbono la luce blu e diffondono la luce di tutte le altre lunghezze d’onda. Ecco perché il cielo è colorato di rosso.
    Il cielo di Marte assomiglia al cielo di Los Angeles, o delle grandi città come Milano, quando è colorato di rosso dallo smog, che assorbe la luce blu. I gas emessi dalle automobili e il pulviscolo dell’aria vengono convertiti in smog dalla luce ultravioletta del sole.

  • #9

    Halep (domenica, 21 febbraio 2016 19:38)

    che colore è marte ? lo scopriremo solo vivendo

  • #10

    Matteo Fagone (domenica, 21 febbraio 2016 22:00)

    Vi ringrazio di cuore per il vostro interesse e per i commenti. Sicuramente serviva un approccio magari un po' diverso dal solito...

    Per quel che concerne il rapporto occhio-cervello, in effetti il cervello è l'elaboratore che "comanda". Ma era preferibile mantenere la trattazione su un piano lineare, cioè il parallelismo occhio-fotocamere. Altrimenti si rischiava di estendere il discorso su cose più complicate, e aggiungere magari parallelismi fra cervello e cpu delle fotocamere, uscendo fuori dal tema di base...

    Non v'è dubbio che la faccenda racchiude una complessità maggiore di quanto potremmo pensare. Ciò nonostante, per lo scopo del documentario, va più che bene...

    Sul discorso della premessa che sarebbe errata....beh....sarebbe superfluo dilungarsi oltre quello esposto nel documentario. Il materiale sembra fin troppo chiaro e cristallino, più che sufficiente da sfatare ogni dubbio.

    Ognuno ha il sacrosanto diritto di credere liberamente a quello che più preferisce. Questo è il materiale proposto. Ciascuno eserciti liberamente il proprio "credo" e la propria "fede".

    Grazie ancora!

  • #11

    Odoncor2 (lunedì, 22 febbraio 2016 11:16)

    Bravi ho trovato il video fatto molto bene+++, io sono di parte mi ha sempre affascinato questo argomento, il mio sogno è vedere i coloni su Marte.. un giorno... Sono del 74 e ho ancora tempo...ci diranno loro come trovano il cielo.
    Poi chissà, un giorno l'atmosfera marziana la potremmo modificare anche noi... fra 1000 anni saremmo capaci di fare cose impossibili oggi. Ho molta fiducia nel genere umano.

    Comunque trovo realistica questa immagine:
    http://portalemisteri.altervista.org/blog/wp-content/uploads/2015/06/Marte-colore-vero.jpg

  • #12

    UfoDrome (martedì, 23 febbraio 2016 09:18)

    ... evidentemente i militari del progetto Red Sun dopo 50 anni sono riusciti a terraformare Marte ... :O:O:O

    ... oppure ci hanno raccontato una marea di balle (cosa più probabile) e "i veri dati" li conoscono solo loro ...

    ... solo un'osservazione la Terra ha 2/3 di acqua e 1/3 di terre emerse di cui la metà sono zone desertiche ... Marte ha 9/10 di terra e polvere rugginose con una gravità più bassa ... qualcosa influirà su composizione e colore dell'atmosfera o no ?

  • #13

    Matteo Fagone (martedì, 23 febbraio 2016 12:54)

    Ho qualche dubbio sulla possibilità di riuscire a "nascondere" totalmente cose che si possono far emergere con un po' di dedizione....

  • #14

    Simone22 (mercoledì, 24 febbraio 2016 05:54)

    Bel lavoro bravi

  • #15

    Matteo Fagone (mercoledì, 24 febbraio 2016 12:23)

    Grazie ancora per l'apprezzamento verso il nostro ultimo documentario.

    Colgo l'occasione per fare due ulteriori chiarimenti. Il terraforming di un pianeta è senza dubbio un argomento affascinante, ma di non semplice attuazione. Non dico che sia impraticabile, ma nutro serie dubbi che sganciare bombe atomiche o "inquinare" l'atmosfera costituiscano delle gran belle soluzioni. Se vogliamo portare la vita dobbiamo ragionare pensando alla vita.
    Ovviamente questo argomento è anche oggetto di teorie del complotto assortite. Utilità? Nessuna! Ve lo dico a cuir sincero...

    Per quel che riguarda i dati...noi dobbiamo prendere sicuramente quello che ci viene presentato dalla nasa e dalla comunità scientifica. Poi, con calma e serenamente ce li studiamo e li incrociamo con altre ricerche e altri dati.

    Infine, Marte non possiede oggi invasi oceanici ma altra cosa è l'acqua di per sé. Acqua ce n'è tanta. Essa permea il suolo in moltissime aree del pianeta. Quindi avremo settori dove vi sarà un maggior afflusso di polveri sollevate, ma avremo altrettante aree del pianeta dove esse non saranno sollevate. Quindi dobbiamo aspettarci una normale ricaduta di queste polveri.

    Avremo zone di Marte in cui le condizioni meteo ci restituiranno cieli blu e limpidi, mentre altrove avremo una maggiore opacità locale, magari tendente a sfumature tipiche delle giornate bianco - celesti e rosate terrestri.

    Non dobbiamo mai dimenticare che "dove c'è polvere c'è tanta aria". Niente aria? Allora niente polveri...

  • #16

    Receptionist (mercoledì, 24 febbraio 2016 15:48)

    Off Topic:
    Se non pensiamo alle cose serie da fare, la foto dell'articolo potrebbe rappresentare benissimo il nostro pianeta tra non molto.
    Credo che piú studiamo il cosmo, l'universo e le sue interazioni , piú dovremmo avere un rispetto solenne verso il pianeta terra, cosa che non accadrá mai.
    Questo silenzio/assenso da parte della comunitá scentifica mi rende matto.
    Dovrebbe essere discusso ogni giorno come argomento principale.