"Dischi del tempo" per conservare per sempre la memoria dell'umanità

E' stata appena messa a punto una tecnica per memorizzare i dati per miliardi di anni, sostanzialmente per l'eternità. Gli inventori ritengono che il sistema potrebbe essere utilizzato per registrare tutta la storia del genere umano. Gli scienziati dell'Università di Southampton nel Regno Unito hanno costruiti dischi di vetro con una durata di 13,8 miliardi di anni, l'età approssimativa dell'Universo, Una durata praticamente illimitata a temperatura ambiente. Queste "capsule del tempo" potranno custodire la nostra storia e sopravvivere alla razza umana.

Ogni disco può gestire fino a 360 terabyte di dati, l'equivalente di 720 milioni di foto o una riproduzione musicale ininterrotta di 684 anni.

"E' eccitante pensare che abbiamo creato la tecnologia per conservare documenti e le informazioni e conservarla in spazio per le generazioni future", ha detto il professor Peter Kazansky dal Centro di ricerca optoelettronica dell'università inglese. "Questa tecnologia può garantire la storia e il progresso della nostra civiltà: tutto quello che abbiamo imparato, non sarà dimenticato."

Gli scienziati hanno usato un metodo chiamato "femtosecond laser writing" per registrare e recuperare i dati digitali in cinque dimensioni su mini dischi di vetro.

 

Per mostrare le capacità di questi supporti tecnologici, le copie digitali della Bibbia di Re Giacomo, la Magna Carta, Opticks di Newton e la Dichiarazione universale dei diritti umani sono stati salvati su un disco. Gli scienziati ritengono che questi dischi potranno sopravvivere alla razza umana.

Kazansky e la sua squadra ora cercano un partner commerciali al fine di sviluppare ulteriormente la tecnologia con la speranza di portarla al mercato.

La ricerca, "5D Data Storage by Ultrafast Laser Writing in Glass”, sarà presentata alla International Society for Optical Engineering Conference di San Francisco che si terrà nei prossimi giorni.

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Commenti: 5
  • #1

    UfoDrome (venerdì, 19 febbraio 2016 11:25)

    ... basta non riporli sul tavolo di cucina, nel freezer o vicino ai fornelli ... per pulirli non usare detergenti aggressivi ... infine, evitare il contatto con superfici abrasive ... ;)

  • #2

    vradox (venerdì, 19 febbraio 2016 16:12)

    i dati magari si conserveranno per millenni; bisognerà vedere se sarà altrettanto per i dispositivi di lettura dei dischi.... con una tavoletta di argilla incisa in caratteri cuneiformi vecchia di 5000 anni è sufficente conoscere la lingua e leggerla, con una memoria digitale invece ci vuole una macchina e il necessario apparato tecnologico per produrla.... i posteri rischiano di avere una collezione di simpatici ma enigmatici dischetti di vetro... magari ci si faranno una collana.

  • #3

    FABIOSKY63 (sabato, 20 febbraio 2016 07:09)

    "...illusioni sostenibili..."
    stiamo solo "riscoprendo" quello che civiltà terrestri -ed extraterrestri allogene- avevano già concettualizzato migliaia e\o milioni di anni fa...ce ne sono a decine di esempi... o_O

    http://www.nibiru2012.it/ooparts/i-dischi-di-bayan-kara-ula.html

    questa storia è probabilmente un guazzabuglio di qualche vecchia leggenda e qualche reale ritrovamento, del periodo ante e post bellico, poi romanzato negli anni '70, ma di "dischi" ARTIFICIALI "ante litteram" di vario genere, pietra, cristallo, andesiti, ed altro, ce ne sono sparsi in tutto il mondo...e alcuni di questi sono passati negli anni dalle casse delle cantine dei musei ai laboratori di grandi aziende di R&D... o_O

    tempo al tempo e scopriremo la storia del mondo anche nel nostro Dna...basta SOLO saperci guardare dentro "con gli strumenti giusti"! vero Vradox?.. -_o

  • #4

    Lorenzo (sabato, 20 febbraio 2016 10:37)

    Sai che hai ragione vradox ?
    Da un lato c'è una tavoletta d'argilla che archivia informazioni sebbene limitate, ma bisogna conoscere la lingua incisa per capire cosa c'è scritto; Dall'altro c'è un disco di vetro che archivia una quantità di informazioni enormi, ma bisogna avere la tecnologia adatta per leggerli.
    Viene da chiedersi se davvero abbiamo fatto progressi in millenni di evoluzione...

  • #5

    vradox (domenica, 21 febbraio 2016 15:40)

    @ Lorenzo
    Già, Champollion ha scoperto la chiave di lettura di una lingua morta com'erano i geroglifici egiziani grazie ad un testo inciso su pietra, alla sua erudizione e alla sua intelligenza; se avesse avuto lo stesso materiale su una chiavetta usb non solo non avrebbe potuto fare nulla ma neppure sarebbe stato in grado, a causa della sua inadeguatezza culturale implicita, di capire cosa fosse una chiavetta usb e probabilmente nemmeno si sarebbe potuto rendere conto di avere in mano una intera biblioteca. inoltre bisogna ricordare che una lingua umana, qualunque lingua, segue regole grammaticali comuni che nascono direttamente dai nostri processi cognitivi mentre un codice macchina si conforma a processi logici non immediatamente comprensibili se non tramite una profonda conoscenza matematica e algoritmica di molto successiva all'invenzione del linguaggio naturale.