Annunciata la scoperta del secolo: le onde gravitazionali esistono 

Le onde gravitazionali sono una realtà. E' il giorno di una delle più grandi scoperte della scienza moderna, cercate da decenni e finalmente osservate direttamente. Erano state ipotizzate un secolo fa dalla teoria della relatività di Albert Einstein, e oggi promettono di rivoluzionare il modo di studiare l’universo. Gli scienziati del Caltech e del Massachusetts (Mit) hanno annunciato al mondo di essere riusciti a osservare – grazie al Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory (LIGO) – le increspature nel tessuto dello spazio-tempo prodotte da due buchi neri in collisione
Si riscrive la storia della fisica.

È stata la collisione tra due buchi neri avvenuta un miliardo di anni fa a provocare il primo segnale delle onde gravitazionali mai scoperto, rilevato dalle antenne dello strumento Ligo ed analizzato fra Europa e Stati Uniti dalle collaborazioni Ligo e Virgo, alla quale l’Italia partecipa con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Per la fisica è un risultato senza precedenti. Il risultato è doppiamente sorprendente perché, oltre a confermare l’esistenza delle onde gravitazionali, fornisce anche la prima prova diretta dell’esistenza dei buchi neri.

Queste le parole del coordinatore di Virgo, Fulvio Ricci.

 

“Abbiamo osservato il primo evento in assoluto nel quale una collisione non produce dati osservabili, se non attraverso le onde gravitazionali”

 

 “E' durato una frazione di secondo, ma l’energia emessa è stata enorme, pari a 3 masse solari”. I due buchi neri formavano una ‘coppia’,ossia un sistema binario nel quale l’uno ruotava intorno all’altro. “Avevano una massa rispettivamente di 36 e 29 volte superiore a quella del Sole. Si sono avvicinati ad una velocità impressionante, vicina a quella della luce. Più si avvicinavano, più il segnale diventava ampio e frequente, come un sibilo acuto; quindi è avvenuta la collisione, un gigantesco scontro dal quale si è formato un unico buco nero. La sua massa è la somma di quelle dei due buchi neri, ad eccezione della quantità liberata sotto forma di onde gravitazionali”.

Con lo studio delle onde gravitazionali si potrà tentare di rispondere ad alcune domande basilari sul momento della creazione. Gli astronomi guardano indietro nel tempo e nello spazio. Per vedere un oggetto lontano 13 miliardi di anni luce, captano una luce emessa 13 miliardi di anni fa. Ma l'astronomia ottica non può guardare ai primi 400mila anni della storia dell'universo, che a qual tempo era così denso e vischioso che la luce non riusciva a liberarsi dalla zuppa primordiale. Le onde gravitazionali però c'erano fin dall'inizio. Da qui partirà un nuovo approccio alla ricerca astronomica che promette di abbattere barriere e superare confini fin'ora invalicabili.

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Commenti: 3
  • #1

    Franz (giovedì, 11 febbraio 2016 21:59)

    Notizia importante perchè la gravità rappresenta un'altra dimensione dell'universo

  • #2

    gangooL (venerdì, 12 febbraio 2016 07:58)

    La conferenza stampa era contemporanea a quella di Pisa, non capisco perchè per una volta che noi italiani siamo protagonisti si parla sempre e solo degli americani.

  • #3

    vradox (domenica, 14 febbraio 2016 05:10)

    @ gangool

    americans do it better... dovrebbe essere chiaro ormai... magari brevetteranno le onde gravitazionali e il big bang...