I misteriosi manufatti nella terra degli "Hobbit"

Sull'isola di Sulawesi sono stati trovati vari strumenti in pietra, schegge e accette scolpite appositamente per macellare elefanti e maiali nani, che risalgono ad almeno 60.000 anni prima dello sbarco di Homo sapiens. Chi li ha realizzati? Il mistero riapre la discussione sull'origine dell'Homo floresiensis, lo "hobbit" in carne e ossa, un antico abitante dell'Indonesia di piccola statura. Il ritrovamento è finito nella pagine delle riviste scientifiche più prestigiose di tutto il mondo. L'origine e la vita di questi "hobbit" rimane ancora al centro dei dibattiti scientifici.

I misteriosi manufatti, descritti in uno studio appena pubblicato sulla rivista Nature, hanno con ogni probabilità tra i 118.000 e i 194.000 anni, e alcuni potrebbero essere anche più antichi. Gli utensili scheggiati sono stati riportati alla luce in un'antica pianura alluvionale nella parte sudoccidentale di Sulawesi, nei pressi dell'odierno villaggio di Talepu. Le testimonianze fossili però indicano che Homo sapiens arrivò in queste isole solo 50.000 anni fa, ben più tardi quindi che il misterioso artigiano si mettesse all'opera. Non solo: il ritrovamento indica che qualche antico  ominide riuscì ad approdare sull'isola del Pacifico meridionale ben prima di quanto si pensasse.

“È un lavoro eccellente, che dimostra che un'antica forma umana viveva a Sulawesi... E questa è una scoperta entusiasmante", commenta il paleontologo Russell Ciochon della University of Iowa, non coinvolto nello studio.

Gli antichi strumenti ritrovati a Talepu, di cui non è stato possibile effettuare la datazione. Foto- Erick Setiabudi
Gli antichi strumenti ritrovati a Talepu, di cui non è stato possibile effettuare la datazione. Foto- Erick Setiabudi

Un parente dei piccoli "Hobbit" ?

Gerrit van den Bergh della University of Wollongong in Australia, principale aurore della ricerca, afferma che gli strumenti furono probabilmente realizzati da Homo erectus, un antico ominino che apparve sulle isole vicine almeno 1,5 milioni di anni fa. È anche possibile che il fabbricante di utensili fosse un parente - ancora da scoprire - di Homo floresiensis, una sorta di “hobbit”, alto circa un metro, scoperto sull'isola di Flores (situata poco più a sud di Sulawesi), dove visse tra 18.000 e 95.000 anni fa, se non prima.

I ricercatori però non sono in grado di stabilire quale antico umano fabbricò questi strumenti. Le schegge - ricavate da ciottoli lavorati del letto del fiume - non presentano caratteristiche che permettano di ricondurli a una specie in particolare: questi semplici metodi di fabbricazione sono stati impiegati da più ominini nel corso di oltre tre milioni di anni.

E sia Homo erectus che il piccolo Homo floresiensis impiegavano strumenti di varie dimensioni, il che rende impossibile determinare la statura degli antichi artigiani.

 

“Ominini di piccole dimensioni e con mani piccole potrebbero aver usato strumenti grandi e viceversa”, spiega Adam Brumm della Griffith University in Australia, coautore dello studio ed esperto degli strumenti impiegati daHomo floresiensis.

Partenze e arrivi anticipati

La scoperta rivela che gli antichi umani erano in grado di effettuare sorprendenti spostamenti, diffondendosi attraverso il Pacifico meridionale ben prima dell'arrivo dei navigatori Homo sapiens: un'ipotesi esposta per primo dall'archeologo Michael Morwood della University of New England, uno degli scopritori di Homo floresiensis nonché cofirmatario postumo della ricerca. (Morwood è morto improvvisamente nel 2013.)

 

Prima di Morwood e di altri studi, gli studiosi avevano escluso che antiche forme umane potessero aver attraversato le potenti correnti oceaniche che caratterizzano le acque tra Flores e le isole a occidente senza barche, facendo risalire quindi la prima occupazione dell'isola allo sbarco di Homo sapiens, tra i 40.000 e 50.000 anni fa.

Le scoperte di Flores però avevano mostrato chiaramente che antichi ominini - forse discendenti di Homo erectus spinti verso est a bordo di detriti di tsunami - vissero per centinaia di migliaia di anni sull'isola. Alcuni strumenti rinvenuti a Flores sono stati datati a oltre un milione di anni fa.

 

Il team di Morwood a quel punto aveva spostato la propria attenzione su Sulawesi, dove i ricercatori si erano imbattuti in antichi strumenti litici fin dagli anni Settanta del Novecento. Questi manufatti però non si trovavano in un contesto geologico che permettesse la loro datazione.

La costanza dei ricercatori è stata finalmente premiata nel 2007, quando van den Bergh scorse sul fianco di una collina in cui si stava costruendo una strada a Talepu alcuni strumenti in pietra. “Era pieno di manufatti, dovevamo soltanto scavare in quel punto”, ricorda van den Bergh. “Siamo stati molto fortunati”.

Tra il 2007 e il 2012 il team ha effettuato scavi sul sito. All'epoca, Morwood era convinto che gli strumenti fossero antichi almeno quanto quelli di Flores, se non il doppio - il che avrebbe rivoluzionato completamente le conoscenze sulla diffusione umana nel Pacifico meridionale.

 

Ma la complessa geochimica di Talepu ha impedito i tentativi di datazione, almeno fino a che Bo Li della University of Wollongong non ha applicato un sistema di datazione estremamente avenzato, chiamato MET-pIRIR, sui grani di minerali trovati con gli strumenti. Combinando questi risultati con altri dati, Li ha stabilito che gli strumenti hanno probabilmente un'età compresa tra i 118.000 e 194.000 anni.

 

Morwood è morto prima di poter conoscere l'età degli strumenti, ma i suoi colleghi hanno raccolto la sua eredità e contano di tornare a Sulawesi per cercare i fossili dell'enigmatico essere umano che realizzò gli utensili.

National Geographic

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