Nello spazio "sbocciano" i fiori

A suo modo è una data storica. Per la prima volta gli astronauti della ISS hanno visto sbocciare un fiore nello spazio. Ne da notizia Scott Kelly tramite il suo profilo twitter. All'interno della Stazione spaziale c'è una sorta di piccola serra dove gli astronauti curano varie specie di piante, ma tutto è cominciato con una lattuga. Il progetto è noto come Veg.01 ed è partito a maggio del 2014. Il fiore in questione è una Zinnia, che si adatta perfettamente al contesto della ISS, per come risponde alle condizioni ambientali e alla luce presente. A seguire le foto ed altri dettagli.

Prima della zinnia, la serra VEG-01 dell’ISS ha ospitato delle piantine di lattuga, della varietà rossa. Oltre a rallegrare l'ambiente leggermente alienante della stazione spaziale, la coltivazione di piante angiosperme in ambiente di microgravità, darà importanti indicazioni per arrivare a produrre vere e proprie piante commestibili, come i pomodori. Un'attività utile in prospettiva per lunghe missioni spaziali per esempio su Marte.

Crediti: Nasa - Scott Kelly
Crediti: Nasa - Scott Kelly

La Zinnia è un genere di piante appartenente alla famiglia Asteracee, originarie del continente Americano. Si dividono in varie sottospecie. I colori possono andare dal violetto, al giallo all'arancione.

Tuttavia, non è stato facile fare crescere prima la lattuga e poi le altre piante in condizioni di microgravità. "Abbiamo perso una parte della raccolta a causa della mancanza d'acqua" ha detto Trent Smith, direttore di questo progetto Veg-01. Ma gli errori del passato hanno permesso agli astronauti di imparare e riuscire ad arrivare al livello successivo: coltivare una zinnia. "Le piante possono migliorare le missioni a lungo termine in ambienti isolati, confinati ed estremi, ambienti che sono artificiali e privi della natura come la conosciamo", ha detto Alexandra Whitmire, che cura il progetto scientifico Behavioral Health & Performance per la NASA. Oltre che per gli i benefici psicologici della coltivazione di piante nello spazio, Whitmire ritiene che il programma fornirà informazioni chiave per preparare una missione su Marte in condizioni di autosufficienza. Gli studi in altri ambienti isolati e confinati, come le stazioni antartiche, dimostreranno l'importanza delle piante nel progetto di lungo periodo verso un isolamento degli equipaggi umani. 

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Commenti: 8
  • #1

    Lau (domenica, 17 gennaio 2016 17:11)

    Meraviglia ^_^

  • #2

    Giotto (domenica, 17 gennaio 2016 17:33)

    Il caffè, i fiori, le caramelle manca solo una canna e siamo a posto :D

  • #3

    JJJ (domenica, 17 gennaio 2016 18:07)

    Mi sembra la trama del film il marziano, che coltivava le patate per vivere...La realtà supera la fantasia..

  • #4

    unoaerre (lunedì, 18 gennaio 2016 02:51)

    e' venuto pure bene meglio che sulla Terra.

  • #5

    Lorenzo (lunedì, 18 gennaio 2016 18:13)

    Si.
    Anche un acquario svolge la funzione di rilassare gli astronauti ed i pesci di sicuro nuotano.
    Che si coltivino pomodori, poi, fa pensare anche che si possa invecchiare meno.
    Di nuovi propulsori, però, non se ne parla eh ? E va beh.
    Si pensa davvero di passarci almeno 10 anni nello spazio prima di raggiungere il primo pianeta abitabile con un razzo dietro al c..o ?

    @Giotto
    Tranquillo, le coltivano e se le fumano, il tutto a telecamere spente !

  • #6

    Giotto (lunedì, 18 gennaio 2016 18:38)

    Lorenzo i razzi sono l'ultimo dei problemi, tutti gli studi dicono che i viaggi su marte hanno 3 ostacoli da superare:

    -indice di radiazioni cosmiche
    -provviste alimentari
    -problemi psicologici da isolamento

    Ci sappiamo già arrivare da almeno 20 anni.

  • #7

    Lorenzo (martedì, 19 gennaio 2016 21:19)

    Poter andare in autostrada piuttosto che su strada normale per spostarti da un luogo ad un altro e superare il traffico che ti separa dalla destinazione, ti consentirebbe di avere più tempo da dedicare a coltivare il tuo orto, per vedere con assiduità i tuoi cari distanti anche ragguardevoli tragitti; Giotto, il propulsore evita con successo gli ultimi due problemi.
    Per il primo i fiori, ad esempio, non servono.
    Inoltre, saresti maggiormente produttivo perchè potresti trovarti in più posti ed avere più tempo per ognuno nell'arco di 8h solari.
    Vuoi conquistare lo spazio a furia di matusalemme in orbita che in 20 anni perdono la capcità di reggersi in piedi ?
    Fai scavare tuo nonno ?
    Materiali, cibo, acqua li si trasporta prima sulla superficie del pianeta,ci si stabilisce e poi si può aspettare che sul pianeta si possa continuare a coltivare il proprio orto.
    Così lo si conquista lo spazio: Con i veicoli veloci.

  • #8

    Daniele (venerdì, 22 gennaio 2016 18:39)

    Argomento al limite del romantico.
    E si ragazze inutile che fate finta di niente, sappiamo benissimo che un invito a cena portandovi in regalo un fiore nato tra le stelle avrebbe un indice di romanticismo da lacrimuccia alla "che tesoro che seiiii".
    Purtroppo veniamo al lato scientifico della faccenda (si lo so ho rovinato tutto perdonatemi).
    Il problema e piu' tosto del previsto e spiego con uno dei miei "amatissimi" esempi.
    Ricordate ad agosto quando mamma vi ha mandato in balcone ha innaffiare i gerani vanto e orgoglio di lei medesima ?
    Ricordate cosa e' successo ? dai fuori la verita'. avete iniziato ad innaffiare ma poi siete rimasti come degli stoccafissi a guardare la vicina mora che prendeva il sole in bikini mozzafiato. (in queste storie c'e' sempre una vicina mora in bikini mozzafiato).
    Vi siete ripresi solo quando il geranio ha eslamato "basta,basta,basta acqua affoggooo). Per vostra fortuna e intervenuta la vicina in bikini (seeee magari !!! vi piacerebbe) dicevo e' intervenuta la forza di gravita' l'acqua in eccesso si e raccolta sul fondo ha riempito il piattino sottovaso e col caldo e evaporata, lasciando le radici libere da quell'eccesso di acqua che le avrebbe fatto marcire (con la tremenda punizione di vostra madre ossia un mese senza lasagne).
    Nello spazio il problema e che in microgravita' l' acqua ristagna e non percola verso un fondo tendendo ad aggrapparsi stretta alle radici col rischio di farle marcire.
    Quindi occorre molta attenzione e la faccenda e un po' piu' complicata.
    Vi sono poi altri fattori di difficolta ma questo e' il piu' semplice e intuitivo.
    E la vicina ? dimenticatela ha sposato un astronauta.
    Un saluto a tutti i pollici verdi (maziani esclusi poiche gia' verdi di loro)