Philae ultima chiamata prima dell'addio

Gli scienziati del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) stanno facendo in questo ore un ultimo tentativo di contattare il modulo di Philae, il primo prodotto dell'ingegno umano mai sbarcato su una cometa. Il lander che non ha più dato segni di vita dallo scorso 9 luglio, sta per entrare in un'ibernazione perenne. "Il tempo è breve e vogliamo esaurire tutte le possibilità", ha detto il responsabile del progetto, Stephan Ulamec.
Ecco cosa tenteranno gli scienziati per non dire addio al lander della missione Rosetta. 

E' dall'estate scorsa che Philae non invia più segnali. Il 21 Dicembre gli scienziati hanno captato un debole segno di vita dal piccolo robot, ma analisi successive hanno messo in dubbio la sua provenienza.

A questo punto i responsabili tedeschi stanno tentando in questo ore una mossa disperata. Tenteranno una manovra  di attivazione della flywheel: un meccanismo che ha regolato l’assetto del lander durante il suo aggancio alla cometa. In questo modo sperano di togliere la polvere che forse sta intaccando il funzionamento dei pannelli solari. Le possibilità di riuscita sono poche ma bisogna tentare.

"Nella migliore delle ipotesi, il lander potrebbe scuotere via la polvere dai suoi pannelli solari per allinearsi meglio col Sole", ha detto Koen Geurts responsabile operativo.

Se anche questo tentativo andrà a vuoto è probabile che sia giunta la fine del lander. Entro fine gennaio infatti la cometa si troverà a più di 300 milioni di chilometri dal Sole: quando la temperatura superficiale scenderà sotto i meno 51 gradi, Philae non sarà più in condizioni di operare. La sonda Rosetta, invece regolarmente a funzionare. Tutti i funzionari dell'Esa sono con il fiato sospeso. 

La Missione Rosetta

Lanciata il 2 marzo 2004, la missione Rosetta è stata la più grande impresa dell'Agenzia Spaziale Europea. Il suo obiettivo è studiare l'origine delle comete e le relazioni tra la loro composizione e la materia interstellare, quali elementi fondamentali per comprendere l'origine del sistema solare. Per la "conquista" della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, gli scienziati hanno dovuto aspettare 10 anni duranti i quali Rosetta ha effettuato tre flyby della Terra (2005, 2007, 2009) e uno di Marte (2007). Ma ha anche messo a segno due sorvoli ravvicinati di asteroidi: Steins nel 2008 e Lutetia nel 2010. Subito dopo la sonda è entrata in stato di ibernazione: per la parte del viaggio più lontana dal Sole, infatti, i suoi pannelli non potevano garantire sufficiente energia agli strumenti e apparati di bordo. Il profondo letargo di Rosetta è durato 31 mesi; si è poi svegliata automaticamente, comandata da un suo orologio interno a Gennaio 2014 fino a quando il suo lander Philae, è atterrato il 12 novembre 2014 sulla superficie della cometa 67P/Churyumov Gerasimenko per la gioia del mondo intero. Fra poco gli scienziati sapranno se Philae è ancora in grado di inviare dati o rimarrà per sempre nella "pancia" della cometa come unica testimonianza che l'umanità è stata li negli anni che verranno.

Scrivi commento

Commenti: 3
  • #1

    UfoDrome (lunedì, 11 gennaio 2016 12:21)

    ... sarà stato laserizzato dall'ovni fotografato sulla superficie ... ;)

    ... del resto anche alcune sonde inviate su Marte hanno smesso di funzionare misteriosamente e improvvisamente ... almeno così ci racconta la Nasa ...

    ... benché sia opinione diffusa che stiano ancora funzionando egregiamente, inviando dati di nascosto ... magari Philae starà seguendo la stessa sorte ... chi può dirlo ? ;)

  • #2

    Daniele (martedì, 12 gennaio 2016 16:04)

    Interessante spunto per considerazioni e paradossi.
    Ossia.
    Non ha importanza quanto sofisticati possano essere i computer gli stumenti a bordo e la tecnologia usata.
    Il tutto, si riduce sempre al punto di partenza cioe' l'energia.
    L'energia e' tutto ed e' alla base di tutto. Qualsiasi campo voi decidiate di esplorare sara' sempre l'energia disponibile il parametro fondamentale entro il quale voi non potrete andare oltre. Sia che si tratti di ambiente,industria,economia,guerra ecc tutto dipende dall'energia disponibile non si scampa. In un campo irraggiato dal Sole in base all'energia ricevuta vi sara un limite massimo di fili d'erba e non uno in piu'.
    Perfino madre natura non sfugge alla prima legge universale.
    Il punto cruciale e' che per qunato possano essere sofisticate le attrezzature di bordo il problema principale e sempre lo stesso fin dagli albori "dell'era spaziale" ossia come alimentiamo tutta la strumentazione una volta giunti nello spazio ? Ed e' qui' il vero nocciolo della questione. Pannelli solari hanno le limitazioni intrinseche al loro funzionamento ossia devono essere irradiati e perfino i reattori ad isotopi hanno vita relativamente breve. Batterie ed accumulatori poi pesano un sacco, e ritorniamo al punto di partenza, ossia anche se imbottissimo la ns ipotetica sonda di pannelli solari batterie generatori ad isotopi si ripresenta il problema del peso e quindi dell'energia necessaria per lanciarla in orbita.
    Il vero nocciolo sta nelle fonti energetiche a noi note ossia hanno un limite fisico di energia che possono sprigionare e non di piu. Per esempio se volessi dotare la mia automobile di un autonomia di 50.000 km dovrei fare un serbatoio enorme. Ma a quel punto l'energia sprigionata della benzina che l'alimenta non sarebbe sufficiente a smuovere tutto quel peso, quindi dovrei aggiungere altri motori, ma a quel punto la benzina trasportata dovrebbe alimentare non uno ma piu' motori e quel punto la mia autonomia diminuerebbe considevorevolmente quindi dovrei aumentare nuovamente le dimensioni del mio serbatoio ma nuovamente mi ritroverei un mezzo incapace di muoversi e dovrei nuovamente riaggiungere altri motori.. Insomma un cane che si morde la coda. Da un punto di vista chimico fisico siamo gia' al limite per i motori chimici non possiamo andare oltre. Dobbiamo trovare qualcosa che pesi meno e sviluppi molta piu' energia.oppure alterare la legge di gravita'. Un passo e' stato fatto con i motori ionici ma il problema persiste ossia peso e l'energia necessaria per lanciarli nello spazio e ritorniamo sempre al punto di partenza.
    Senza questo non possiamo espanderci nello spazio. Sappiamo proteggerci dalle radiazioni sappiamo riciclare cibo acqua e come permanere nello spazio, ma non sappiamo come mandare in orbita tutto cio' che ci servirebbe per una vera esplorazione. Per ora i nostri moduli non possono pesare piu' di tanto,e le loro dimensioni sono vincolate al diametro del razzo. Impensabile fare razzi piu' grandi per i motivi che ho spiegato prima, l assemblaggio in orbita e' un casino e richiede miriadi di lanci con costi esorbitanti. Ma immaginate se avessimo una fonte di energia capace di mandare migliaia di tonnellate di attrezzature nello spazio e sia rinnovabile e di lunga lunga durata, il 99% dei nostri problemi spaziali sparirebbero. Potremmo avere sonde che potrebbero nuoversi nel sitema solare osservare cio' che ci interessa e restare operative per 50-100 anni o addirittura tornare sulla Terra per aggiornamenti tecnologici e poi ripartire per il loro lavoro. Sarebbe mica male ....ma ci vuole una fonte energetica nuova e piu' potente.
    Il nucleare non e' una via percorribile, immaginate una sonda con 50-100kg di plutonio che a causa di un malfunzionamento esploda in fase di lancio a 30.000 metri inquinerebbe irrimediabilmente migliaia di km2. Ripeto ci serve un alternativa.
    Azz il fato non difetta di ironia...indovinate un po ? ebbene si il mio portatile sta esaurendo la batteria.....appunto !

  • #3

    Roy.T. (venerdì, 15 gennaio 2016 13:37)

    Dopo aver letto l'articolo penso che dovrebbero migliorare e focalizzare la tecnologia per trovare un sistema per preservare i pannelli solari. Magari installando una specie di braccio meccanico che funga da "tergicristallo" considerato che i pannelli solari che sono la fonte vitale e primaria della sonda, la quale senza energia comprometterebbe tutta l'intera missione.
    @Daniele interessante il tuo articolo, posso dire che, secondo me, il problema maggiore che blocca l'avanzamento della nostra tecnologia è dovuto al fatto che non si sia attualmente spiegata la forza di gravità con la fisica quantistica. Questo a mio parere è il tassello mancante che ci permetterebbe di fare un enorme salto di qualità a livello fisico e astronomico. Altro salto di qualità lo faremo quando finalmente scopriremo la vera natura della materia oscura e l'energia oscura. Una volta osservato il "collante" dell'intero universo, sapremo destreggiarci meglio all'interno di esso, ci potrebbe anche suggerire la costruzione di nuovi materiali per un migliore atrito. Per le lunghe distanze nel cosmo, non dimentichiamo infine che se una astronave andasse velocissima (anche la metà della velocità della luce) e incontrerebbe un piccolo granellino vagante, questo perforerebbe immediatamente lo scafo. Un saluto :)