La Nasa spiega come costruire la "Morte Nera"

La Morte Nera, è la  famosa stazione spaziale che abbiamo imparato a conoscere in Guerre stellari. Tutta fantascienza o si potrebbe davvero costruire? A rispondere a questa domanda ci ha provato nientemeno che Brian Muirhead, ingegnere NASA che lavora al Jet Propulsion Laboratory. L'uomo ha analizzato lo scherma scelto dall'Impero per costruire la Morte Nera e ha sentenziato: bisognava partire da un asteroide, sarebbe stato meno complicato ma l'impresa è teoricamente possibile. Ecco come.

Brian Muirhead, ha parlato della sua teoria sull'edizione internazionale di Wired. Essendo un esperto di asteroidi a capo del progetto Nasa Asteroid Redirect Mission ha subito pensato che il modo di operare prospettato nel film fosse complesso e antieconomico. Brian Muirhead è convinto che la costruzione della Morte Nera sarebbe dovuta passare dalla “cattura” di un grosso asteroide da portare vicino ad un pianeta, e da usare sia come base sia come miniera per l’estrazione dei materiali necessari alla costruzione della stazione spaziale.

Dopo aver portato le squadre di costruzione e le macchine necessarie sulla superficie dell’asteroide si riuscirebbero a estrarre, senza troppi problemi, sia i metalli necessari alla fortificazione sia l’acqua insieme a vari composti organici. Gli asteroidi, essendo in grado di smaltire autonomamente il calore in eccesso, non richiederebbero condotti di ventilazione e potrebbero essere mossi da un orbita di un pianeta all’altro utilizzando propulsione ionica.

 

Si tratta -specifica lo scienziato- di un approccio teorico, e molto costoso, ma è pur vero che l'uso di asteroidi come baso di lancio per future missioni in pianeti lontani o come giacimento minerario sono state prospettate anche da poco. 

 

Con il progetto Asteroid Redirect Mission, ancora in fase di ancora in fase di sviluppo, si prevede l'incontro tra una sonda robotica a propulsione solare elettrica e un asteroide near-Earth, da cui verrebbe recuperato un masso di 4 metri; quindi, il masso verrebbe trasportato in un'orbita lunare stabile, dove potrebbe essere visitato da una capsula Orion con due astronauti a bordo.

 

Nel prossimo episodio di Guerre Stellari The Force Awakens, un grosso pianeta di ghiaccio sarà usato come scudo di difesa, pronto a distruggere gli invasori con armi potentissime. Muirhead può ritenersi soddisfatto.

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Commenti: 2
  • #1

    Daniele (martedì, 15 dicembre 2015 17:05)

    Certo che a quanto pare, alla Nasa non hanno proprio un Cz da fare !
    Domani provo a scrivergli per farmi spiegare come potrebbero funzionare gli aggeggi di Willy il Coyote.
    Anzi voglio far domanda di assunzione alla A.C:M.E
    : ))))

  • #2

    UfoDrome (mercoledì, 16 dicembre 2015 14:08)

    Vorrei il progetto degli speeder ... quei bellissimi scooteroni laser che viaggiano a mezz'aria ...