Arrivare al centro della Terra è possibile ?

Parliamo sempre della conquista dello spazio eppure pochi sanno che non siamo neanche riusciti a conquistare il centro del nostro pianeta. Siamo capaci di andare a 380.000 chilometri di distanza con spedizioni umane ed arrivare ai confini del sistema solare a 11 miliardi di chilometri con le nostre sonde. Ma non riusciamo a superare i 14 chilometri di profondità sotto i nostri piedi. Se pensate che il raggio della Terra è 6.370, ci rendiamo conto che siamo solo all'inizio. Il centro della Terra rimane una chimera per gli scienziati. Ma una nuova missione dell'università di Cardiff vuole arrivare al mantello puro per vedere cosa si trova laggiù.

Quando leggete sui libri le misurazioni sugli strati del nostro pianeta, sul suo nucleo, sulla composizione dei suoi substrati state leggendo supposizioni. Studi certificati sulle onde elettromagnetiche ovviamente, ma senza che un carotaggio effettivo abbia permesso agli scienziati di avere prove concrete delle loro affermazioni. Perforare la Terra è arduo, ci sono problemi di temperatura e di pressione in grado di rendere inutilizzabili i nostri strumenti di trivellazione. I geologi di tutto il mondo hanno provato per anni ad andare verso il mantello ma hanno fallito.

Il mantello non ha un inizio univoco: in alcuni punti si trova a 5-6 chilometri sotto la superficie, in altri anche a 35 chilometri. Il passaggio tra la crosta e il mantello è chiamato discontinuità di Moh. La distanza minima corrisponde ad aree in prossimità delle dorsali oceaniche dove il mantello risale fuso nel fondale e si deposita.

L'università di Cardiff si propone di perforare la crosta dell'Oceano Indiano, in un punto dov'è spessa circa 5.500 metri, nell'ambito del progetto Exploring the Earth Under the Sea dello IODP. 


Quel che si cerca di raggiungere è il mantello puro. Per farlo dobbiamo cercare un  punto accessibile per la nostra tecnologia: l’oceano dove lo spessore è minore, agendo diversamente però da quello che si farebbe per uno scavo petrolifero. In questo caso bisogna evitare infatti contaminazioni e campionare tutto. Secondo i calcoli degli scienziati inglesi il mantello sarà raggiungibile intorno al 2020 salvo imprevisti.

Dove si spinge la vita?

Sappiamo che la vita può resistere da alte temperature e condizioni proibitive, ma fino a dove? in che forma? e per quanto tempo? Oggi abbiamo la certezza che alcuni organismi sopravvivono nelle rocce fino a 2.700 metri di profondità o poco più.

Arrivati al mantello gli scienziati non hanno la certezza di cosa si troveranno davanti. In teoria dovrebbe esserci la peridotite, una roccia ricca di un minerale noto come olivina. Studiare questa roccia senza contaminazioni potrebbe aiutare a capire come si sono formate e se vi siano forme di vita fino a quelle profondità.
Un viaggio non meno appassionante di quello per andare su Marte, paradossalmente molto più difficile e impervio. L'umanità riuscirà prima a toccare il suolo di un altro pianeta o raggiungere le profondità di quello che lo ospita?

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Commenti: 8
  • #1

    Il forestiero (lunedì, 07 dicembre 2015 15:24)

    2020 neanche se scaviamo senza fermarci 24hsu 24. Senza scomodare Jules Verne della Terra ci manca anche la conoscenza del nucleo, che poi sono due. Imperforabili, inarrivabili. e altri superlativi assoluti. Vorrei poi precisare che gli studi sono condotti in particolare sulle onde sismiche.
    La parte più interessate è lo studio del campo magnetico terrestre, ma la vedo dura (più del nucleo) Prima di arrivare al centro della Terra altro che Marte, andiamo su Plutone.

  • #2

    Nick (lunedì, 07 dicembre 2015 15:53)

    Rido se la trovano cava

  • #3

    IBelive (lunedì, 07 dicembre 2015 19:19)

    Al centro delle terra potrebbe esserci un oceano..

    http://www.wired.it/scienza/ecologia/2014/06/13/riserva-acqua-nel-mantello-terrestre/

  • #4

    Franz (martedì, 08 dicembre 2015 09:28)

    L'interno della Terra lo conosciamo sulla base della variazione della propagazione delle onde sismiche e non solo su supposizioni se la Terra fosse cava lo avremmo già scoperto.

  • #5

    Antonio Cacciari (martedì, 08 dicembre 2015 11:38)

    1. La topografia sismica è affidabile fino a un certo punto, ma ora è l'unica tecnica che possiamo sfruttare. Siccome non sappiamo in assoluto la densità e la massa del nucleo per anni si è ignorato il secondo nucleo. 2. La direnzione di propagazione delle onde si chiama anisotropia , ma se non sai velocita e struttra succede che fai errori grossolani. Quindi affermare che sappiamo cosa c'è al centro della terra è vero solo in parte.

    Ciao.

  • #6

    vradox (venerdì, 11 dicembre 2015 16:06)

    basta andare al polo in aereo, infilarsi nel buco e ritrovarsi ad Agartha... ricordarsi di imbucare le cartoline, please.

  • #7

    Lorenzo (venerdì, 11 dicembre 2015 18:28)

    Beh.
    Teoricamente se la Terra, come tutti i pianeti rocciosi, è il risultato di un agglomerato di meteore e/o "paneti nani" scontratisi fino a creare un ammasso denso e compatto il cui nucleo gravato dalla forza di coesione ha subito un innalzamento della sua temperatura, tanto da mantenersi liquido al suo interno, è poco probabile si trovi acqua al centro.
    La presenza di presunto ferro ed il continuo rimescolarsi di altre sostanze sono all'origine del campo magnetico riscontrabile da anni, così come il ribaltamento dei poli magnetici.
    Difficile smontare tale teoria.
    Certo una trivella che scavasse fino al mantello riuscirebbe a fornircene la composizione, ma la vera composizione del nucleo resterebbe ancora un dilemma.

  • #8

    Armaduk (domenica, 13 dicembre 2015 17:50)

    Credo che scavando senza sosta si possa arrivare sino alle pleiadi perche' forse in fondo in fondo mi sento cosi in colpa.Sono convinto che certe date vanno messe da parte e cercare di ripartire.Speriamo che Trini se la possa cavare,la panchina da quelle parti traballa sempre.