Parte la missione Lisa Pathfinder per indagare sulle onde gravitazioni dell'universo

Il momento è arrivato, il satellite europeo Lisa Pathfinder, la missione pensata per cercare le onde gravitazionali dell'universo e mettere sotto esame la teoria della relatività di Albert Einstein, partirà come da copione il 2 dicembre, alle 05,15 del mattino ora italiana, dalla base europea di Kourou, nella Guyana francese. Sarà il primo passo verso la costruzione  di un rivelatore spaziale per le onde gravitazionali, le elusive increspature del tessuto dello spazio-tempo prodotte da catastrofici eventi gravitazionali che si verificano nell'universo. Scopriamo le tappe e gli obiettivi della missione.

L'ultimo stadio di Vega, quello che contiene il satellite, è stato fissato alla sommità del razzo e sono in corso le verifiche necessarie a dare il via libera definitivo per iniziare il countdown. A portare le quasi 2 tonnellate di peso di Lisa Pathfinder nello spazio, a una distanza di ben 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, sarà Vega, il lanciatore europeo realizzato da Avio negli stabilimenti di Colleferro (Roma) e che lo realizza nell'ambito della Elv (70% Avio, 30% Asi). L'obiettivo di Lisa Pathfinder è quello di provare a sentire le sfuggenti onde gravitazionali, una sorta di vibrazioni dello spazio-tempo previste dalla teoria della relatività di Albert Einstein. Queste perturbazioni possono essere considerate una sorta di eco di violenti eventi, come esplosioni di gigantesche stelle, collisioni tra buchi neri o lo stesso Big Bang che ha dato origine all'universo. 

Il ruolo dell'Italia

Il coordinamento scientifico della missione è italiano, con Stefano Vitale, dell'Università di Trento e dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), e in Italia sono stati prodotte anche alcune delle componenti chiave della missione, i sensori inerziali costruiti dalla Compagnia Generale dello Spazio (Cgs) con il finanziamento dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), e con Telespazio che ha contribuito nello sviluppo dei software e nei sistemi di controllo a terra. Realizzato da una cordata di aziende europee guidata da Airbus, il satellite dovrà fare da apripista, testando le innovative tecnologie impiegate, per la futura missione eLisa (evolved Laser Interferometer Space Antenna). Una 'versione' maxi di Lisa Pathfinder, molto più 'sensibile' per il rilevamento delle onde gravitazionali, formata da 3 satelliti in orbita attorno al Sole il cui lancio è previsto nel 2034.

 

 

" A questo punto se veramente esistono, come la teoria di Einstein prevede, difficilmente potranno passare inosservate”, ha spiegato Roberto Battiston, presidente dell’ASI a Le Scienze.. “Le onde gravitazionali sono l’ultima frontiera dell’astrofisica: la traccia a tutt’oggi inafferrabile della forza più elusiva che permea il nostro Universo. Elusiva al punto che solo quando da tranquille onde diventano veri e propri tsunami – a seguito di eventi gravitazionalmente catastrofici come, per esempio, la collisione fra due buchi neri – possiamo sperare di registrarne le increspature. E il sistema messo a punto dall’Agenzia spaziale europea sembra aver tutte le carte in regola per riuscirci”.

 

L'effettiva scoperta delle onde gravitazionali rappresenterebbe infatti una svolta epocale per la fisica, in grado di dare risposte a questioni finora irrisolte della cosmologia o della fisica teorica, in particolare della teoria delle stringhe, oltre a costituire un'ulteriore conferma sperimentale alla teoria einsteiniana, una delle pochissime che ancora mancano all'appello. La posta in gioco è grande, e lo testimoniano anche i 430 milioni investiti dall'ESA nel progetto, oltre ai contributi degli altri paesi partecipanti e a quello della NASA, che collabora con un proprio payload.

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