Ecco GJ 1132b, l'esopianeta roccioso più vicino alla Terra mai scoperto

Una straordinaria scoperta astronomica è stata annunciata dalla collaborazione dei ricercatori dell' Harvard-Smithsonian Center, dell'Università di Grenoble e dell'Università di Ginevra. Esiste un pianeta roccioso con dimensioni e densità paragonabili a quelle della Terra relativamente vicino a noi: "appena" 39 anni luce, una distanza tre volte minore di quella di tutti gli altri pianeti di questo tipo finora individuati. I dettagli sono stati pubblicati su “Nature”Il nuovo pianeta extrasolare si chiama GJ 1132b e  ruota vicinissimo alla propria stella, a una distanza media di circa 2,2 milioni di chilometri. A seguire tutti i dettagli.

GJ 1132b in rapporto alle dimensioni del nostro pianeta e della sua stella
GJ 1132b in rapporto alle dimensioni del nostro pianeta e della sua stella

GJ 1132b ha una grandezza simile a quella della Terra, circa 1,2 il raggio del nostro pianeta, con una densità di 6 grammi per centimetro cubo, appena sopra la nostra e orbita intorno alla sua stella Gliese 1132 in appena 1,6 giorni. L'estrema vicinanza con il suo sole lo rende molto esposto alle radiazioni e con temperature superficiali comprese fra i 140 °C e i 400 °C inadatte apparentemente ad ospitare forme di vita. Il pianete potrebbe avere tuttavia una ricca e complessa atmosfera. Per gli scienziati il pianeta presenta evidenti somiglianze con Venere.

E proprio dalla sua atmosfera gli scienziati sperano di poter ricavare la firma spettroscopica degli atomi e della molecole che la compongono. Il pianeta ruota intorno ad una nana rossa, particolare che lo rende molto interessante come termine di paragone per studiare pianeti più interessanti e identificare l'eventuale presenza nelle loro atmosfere di “firme biologiche”, ossia di molecole che indichino la presenza di costituenti utili per la vita.

Telescopio MEarth-South array - Cile
Telescopio MEarth-South array - Cile

Gli scienziati hanno individuato GJ 1132b registrando i passaggi di fronte alla sua stella e i conseguenti abbassamenti di luminosità con i telescopi robotici MEarth-Sud, sul Cerro Tololo, in Cile

 

Gli studi potranno essere molto migliorati utilizzando la sinergia tra le nuove tecnoogie del TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) e il futuristico James Webb Space Telescope, che prenderà servizio nel 2020 e che a differenza dell'osservatorio Kepler, progettato per scoprire pianeti in sistemi stellari lontanissimi -  sono specificamente pensati per l'osservazione dei pianeti delle stelle vicine, e in particolare intorno a nane rosse, la classe di stelle più numerose nel nostro universo e quelle che di norma ospitano pianeti rocciosi simili alla Terra per caratteristiche e dimensioni.

Bibliografia e risorse

+ La ricerca su Nature: http://nature.com/articles/doi:10.1038/nature15762

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Commenti: 1
  • #1

    vradox (giovedì, 12 novembre 2015 18:20)

    ah, beh, sono solo 39 anni luce... credevo fosse lontano invece...