Sarà un "igloo ipertecnologico" la nostra base su Marte?

Un igloo: forse abiteremo così quando colonizzeremo Marte, o meglio, quando lo faranno un giorno alcuni dei nostri discendenti. La Nasa ha fatto un contest e premiato tre progetti per una base stanziale sul pianeta rosso da realizzare utilizzando la stampa 3D. Requisito essenziale: quello di utilizzare per la costruzione solamente materiali locali (quindi pietre e polvere in quantità ma anche argilla e, ora lo sappiamo, acqua, meglio se sotto forma di ghiaccio) oppure con elementi "riciclati" dai mezzi di navigazione o atterraggio. Ecco chi ha vinto, e gli altri progetti.

Il progetto vincitore del 3-D Printed Habitat Challenge è "Mars Ice House" dei team Space Exploration architecture e Clouds architecture office di New York che propongono, come materiale da assemblare, proprio il ghiaccio che si trova in abbondanza alle latitudini più settentrionali grazie anche al clima rigido del pianeta. Si tratta di una gigantesca doppia cupola, un igloo super tecnologico, per ridurre al minimo il rischio di contaminazione del pianeta. Composto da due livelli, produrrà ossigeno, sarà sicuro, illuminato e futuristico.

Secondo classificato il progetto del team Gamma: un modulo gonfiabile protetto da un corpo di fabbrica realizzato da una serie di robot con regolite marziana grazie alla stampa 3D.

Terzo classificato il progetto del team LavaHive con un concept simile, che sfrutta materiali presenti sul suolo marziano e moduli gonfiabili.

Il concorso ha visto la partecipazione di decine di progetti che dovevano avere alcune caratteristiche basiche: adattarsi ai materiale presenti in loco, essere di facile realizzazione, non inquinare, essere autosufficienti, produrre energia e proteggere dalle radiazioni cosmiche. Potete visionare tutti gli altri progetti nel sito 3dpchallenge.

Scrivi commento

Commenti: 5
  • #1

    Franz (mercoledì, 14 ottobre 2015 16:30)

    Sara semmai una prigione "ipertecnologica".

  • #2

    Giotto (mercoledì, 14 ottobre 2015 17:22)

    Idea carina ma totalmente irrealizzabile, in fondo per fare due tre rendering basta poca immaginazione, ci hanno già provato i palazzinari italiani con gli stadi. A Marassi sono 10 anni che guardo rendering meravigliosi degli architetti.

  • #3

    UfoDrome (giovedì, 15 ottobre 2015 12:19)

    Senza terraformazione e senza atmosfera ... l'idea di colonizzare Marte rimarrà confinata a gallerie nel sottosuolo ... ben più sicure e riparate da agenti atmosferici (venti a 400 orari), raggi ultravioletti e micro meteoriti ...

  • #4

    Daniele (giovedì, 15 ottobre 2015 17:24)

    Sinceramente credo che il problema non sia stato affrontato da un punto di vista corretto.
    In realta' abbiamo tutte le conoscenze che servono, non solo per una missione Marziana, ma per creare un vero avamposto permanente con centinaia di ricercatori scienziati tecnici e quant'altro.
    Sappiamo come risolvere tutti i problemi e sappiamo come rendere un avamposto sul suolo marziano non solo autosufficiente e addirittura prospero.
    Abbiamo un solo e unico problema.
    Non sappiamo come portare fin lassu tutto cio' che servirebbe per una colonizzazione vera e permanente. Insomma il vero nocciolo del problema si riduce a peso dimensioni e con i razzi attuali costo esorbitante.
    Questo e' il vero e unico problema ! se avessimo la possibilita' di avere una "nave da carico" spaziale della stessa capacita' di trasporto di una grossa nave cargo che vediamo tutti i giorni attraccare a un porto commerciale, su Marte sorgerebbero avamposti di migliaia di metri quadrati entro pochi anni.
    Purtroppo non abbiamo un mezzo simile, e gli attuali razzi hanno una capacita' di carico troppo "piccola" senza contare le dimensioni dell'attrezzatura, ossia nessun mezzo o risorsa non puo' essere piu' greande del diametro del razzo (in realta molto molto meno).
    Per fare uno dei miei famosi esempi immaginate di dover realizzare la base Antartica di McMurdo, sapete come realizzare edifici,depositi,magazzini,serre e laboratori ben isolati e confortevoli, sapete come realizzare gatti delle nevi e attrezzature per lavorare e compiere esperimenti al di fuori della base....ma.... per trasportare e realizzare tutto cio' che serve avete a disposizione solo un motoscafo che deve fare la spola tra "la Florida" (per esempio) e l'antartide ! e ovviamente non puo' trasportare gru bettoniere
    gatti delle nevi ne grossi quantita' di materiali da costruzione ecc,ecc.
    Questo e' il nocciolo della questione, sappiamo come realizzare tutto ma non abbiamo la possibilita' di trasportare cio' che serve per creare tutto cio' che potremmo creare.
    Quindi dobbiamo affidarci a qualcosa ai limiti della sopravvivenza come mezzi gofiabili e moduli ridotti all'osso con poca attrezzatura.
    Se "paradossalmente" potessimo mandare su Marte una grossa "impresa di costruzioni" su Marte con "gru", "bettoniere", cementi speciali ecc. Di certo non avremmo problemi nel costruire un edificio adatto a Marte.Sappiamo come fare muri spessi anche decine di metri e soffitti a cassone che una volta realizzati potrebbero essere ricoperti da metri di suolo marziano, e sappiamo anche come realizzare solide strutture sotterranee, se cosi non fosse non esisterebbero bunker antiatomici, sulla Terra.Sappiamo benissimo come realizzare strutture stagne che funzionano a pressioni diverse altrimenti sulla Terra non avremmo ne sottomarini, ne piattaforme petrolifere con subacquei che lavorano in campane di immersione. Sappiamo come schermarci dalle radiazioni, altrimenti sull Terra non avremmo centrali nucleari, e il personale addetto morirebbe ogni 15 giorni. Sappiamo come riclicare acqua,come far crescere il cibo,come ottenere energia,estrarre cio' che serve...ecc,ecc.Abbiamo perfino batteri sulla Terra che vivrebbero benissimo su Marte, e molte idee fondate su come terraformare il pianeta.
    Ma ripeto, non sappiamo com portare migliaia e migliaia di tonnellate di materiale fin lassu' per una vera colonizzazione ( attenzione io parlo di colonizzazione vera).
    Al momento quindi l'unica ipotesi sarebbe di fare la "spola" a costi impossibili e trasportare un singolo "mattone" alla volta, esponendo i primi esploratori (la testa di ponte) a grossi rischi e grosse incertezze.
    Ci serve davvero una "nave cargo" o in alternativa l'ascensore orbitale (ci sono progetti avanzati in tal senso) che porti i mezzi necessari gia' in orbita per poi spedirli su Marte attraverso piccoli razzi vettore molto piu' economici e che non devono piu' vincere la forza di gravita terrestre.
    Si, lo so da me che penso in grande, ma del resto colonizzare vuol dire un impresa gigantesca. Quasi quasi mi prenoto un villino......vi aspetto puntuali per il party serale tra qualche centinaio di anni,e mi raccomando siate puntuali.

  • #5

    Steto (domenica, 18 ottobre 2015 14:25)

    C'è già chi ci sta lavorando attivamente, e mi riferisco alla missione Mars One (http://www.mars-one.com), con partenza programmata del primo equipaggio umano nel 2026.
    Per quanto riguarda la base stanziale, i progettisti la chiamano Avamposto Alpha, e merita approfondimento.