1995-2015: 20 anni di pianeti extrasolari, ecco i 5 esopianeti più interessanti di sempre

Il 12 Ottobre 1995, esattamente venti anni fa, veniva confermata l'esistenza del primo pianeta extrasolare della storia. Dopo anni di teorie e ricerche Michel Mayor, astronomo dell'Università di Ginevra scopriva 51 Pegasi b, un esopianeta più massiccio di Giove, orbitante intorno alla sua stella. Per individuare il pianeta gli scienziati utilizzarono uno spettrografo molto sensibile, che analizzava la luce della stella e misurava le sue minuscole oscillazioni dovute all'influenza gravitazionale del pianeta che gli girava intorno. Da allora non è stato più lo stesso e siamo arrivati alla soglia dei duemila "mondi alieni" fuori dal nostro sistema solare. Alcuni inospitali, altri giganti gassosi, alcuni rocciosi più simili alla Terra. Abbiamo individuato per voi i 5 pianeti extrasolari più interessanti mai scoperti.

5° GJ3470b

Al numero 5° della nostra troviamo GJ3470b, l'Esopianeta blu dove il cielo è azzurro.

Difficilmente un essere umano metterà piede su questo pianeta extrasolare che orbita attorno a una stella nana abbastanza vicina a noi, circa 80 anni luce, Ma se mai dovesse capitare, alzando lo sguardo l’ipotetico pioniere potrebbe scorgere un cielo azzurro simile al nostro.
È quanto concluse un nuovo studio pubblicato sulla rivista “Astronomy and Astrophysics” da un gruppo di ricerca tutto italiano dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF) e del Dipartimento di fisica e astronomia dell’Università di Padova, sulla base di osservazioni effettuate con il Large Binocular Telescope (LBT), il telescopio a doppio specchio costruito in Arizona. I dati fotometrici raccolti in due diverse lunghezze d’onda hanno permesso di ricavare preziose informazioni sull’atmosfera del pianeta, dimostrando che essa è simile a quella terrestre, per composizione e quindi, idealmente, anche per tonalità cromatica.

4° Glise 581c

Glise581c, dove "c'è vita extraterrestre"Fermi tutti, abbiamo individuato un posto dove esiste la vita, avevano detto nel 2010 gli scienziati. A sostenerlo due astronomi specializzati nella ricerca di esopianeti, Steve Vogt dell’Università di California a Santa Cruz, e Paul Butler della Carnegie Institution di Washington. I due ricercatori con il supporto di una squadra di astronomi svizzeri, effettuarono calcoli complicatissimi, che si basavano in gran parte sui lievissimi spostamenti delle stelle che provavano l’esistenza di una forza gravitazionale esercitata dai pianeti. Insomma Gliese 581c fu descritta come un'altra Terra, e come logica conseguenza "doveva avere i suoi abitanti". Magari non nella forma di un essere umano, magari neanche nella forma di qualche animale terrestre. Ma a venti anni luce dal nostro pianeta, c’è un altro pianeta che ha «il cento per cento delle possibilità di aver sviluppato la vita». Per questo si merita il quarto posto tra i migliori pianeti extrasolari mai scoperti.

3°Kepler 22B

Il pianeta che per primo fece gridare al "gemello della Terra". Battezzato Kepler 22B, ha dimensioni circa doppie di quelle del nostro pianeta ed orbita intorno alla sua stella (che è un po' più piccola del Sole) in 290 giorni. E' nella fascia abitabile e sembra essere un ottimo candidato per ospitare la vita. Ha un diametro pari a 2,4 volte quello terrestre e potrebbe dunque avere acqua liquida sulla superficie e condizioni adatte allo sviluppo della vita, per quanto in forme elementari.

“Si tratta di un risultato fondamentale per la ricerca di un gemello del nostro pianeta”, aveva commentato entusiasticamente Douglas Hudgins, che partecipa al programma Kepler presso il quartier generale della NASA a Washington. Un pianeta così non può che arrivare nel podio rispetto ai pianeti extrasolari più simili al nostro mai scoperti.

2° Kepler 186f

Ed eccoci arrivati al secondo classificato Kepler-186 f, un pianeta extrasolare orbitante intorno alla sua stella, la nana rossa Kepler-186, distante da noi circa 500 anni luce dalla Terra. E' stato il primo pianeta extrasolare scoperto con un raggio simile alla Terra e che si trova nella zona abitabile. Dopo tre anni di osservazioni, i primi risultati furono pubblicati in una conferenza stampa che fece il giro del mondo il 19 marzo 2014. Il 17 aprile 2014 ci fu la pubblicazione sulla rivista scientifica Science dei risultati dettagliati. 

Sebbene non si conosca ancora la sua composizione, gli astronomi stimano che sia poco meno del 10% più grande della Terra. Ma c'è qualcosa ancora più straordinario circa questo pianeta. "Ciò che rende questa scoperta particolarmente interessante è che questo pianeta grande come la Terra, uno dei cinque in orbita intorno a una stella che è più fredda del Sole, si trova in una regione temperata dove l'acqua potrebbe esistere allo stato liquido", aveva commentato allora Elisa Quintana del Seti Institute e del centro ricerche Ames della Nasa in California, una delle responsabili del lavoro apparso su Science.  Kepler-186 f va dritto al numero due della nostra hit parade.

1° Kepler 452-b

Kepler 452-b: c'è un'altra Terra nell'Universo

Quando nel pomeriggio del 23 Luglio scorso la Nasa diramò  la nota sull'annuncio "atteso da millenni" in molti sperarono che fosse stata trovata la vita extraterrestre. Non fu così, ma in compenso in quella sera estiva venne annunciata l'esistenza dell'esopianeta più simile alla Terra mai scoperto fin'ora. Un pianeta del tutto simile al nostro nella zona abitabile: Kepler 452-b. Un pianeta  che John Grunsfeld della Nasa ha definito una "nuova Terra". Kepler-452b ha un diametro del 60 per cento più ampio di quello della Terra, ruota intorno a una stella simile al Sole, ha un'eta' di 6 miliardi di anni. Caratteristiche quasi speculari al nostro mondo, che ne fanno il luogo perfetto per aver ospitato, ed ospitare tutt'ora la vita. A tutt'oggi rimane il più interessante pianeta extrasolare e si guadagna con distacco il numero uno della nostra classifica.


Vi lasciamo con una tabella aggiornata al luglio 2015 su tutti i pianeti extrasolari più importanti mai scoperti, non solo i cinque che vi abbiamo menzionato. Mondi infernali, ghiacciati, infuocati, lontani o forse isole di conquista di altre civiltà. In attesa di scoprire nuovi pianeti che superino Kepler 452b come mondo alieno più simile al nostro, dove cercare la vita e chissà anche un'altra civiltà intelligente.

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Commenti: 4
  • #1

    Il Forestiero (lunedì, 12 ottobre 2015 16:48)

    Bellissimo articolo, però gli unici di due pianeti veramente interessanti sono gli ultimi due, gli altri sono molto diversi dalla Terra e sicuramente inabitabili. I primi due sono irraggiungibili ma con buone possibilità di ospitare extraterrestri o vita biologica elementare. Non capisco perché gli scienziati escludano che un pianeta deve ospitare la vita primogenita e non possa essere una base per colonie stanziali, in quel caso anche un pianeta non attivo ma sicuro può essere interessante da considerare. Duemila è la punta dell'iceberg, ci sono miliardi di pianeti e se anche l'1% fosse abitato siamo circondati.
    Drake caro drake quante ne sapeva...

  • #2

    Daniele (lunedì, 12 ottobre 2015 18:07)

    Credo fortemente che questo sia uno dei campi di ricerca trai piu' entusiasmanti, sia per chi ci lavora,sia per chi nonosatante non sia un ricercatore, nutre forte interesse per questo argomento.
    Tuttavia se ci trovassimo in un film poliziesco, il nostro "capo" ci ricorderebbe che si tratta solo di indiziati sui quali e' molto difficile ottenere ulteriori informazioni.
    Non potremmo dargli torto, poiche si tratta di osservazioni che mettono a dura prova l'attuale "limite" tecnologico. Le analogie a supporto col passato non mancano, basti pensare alle continue "speculazioni" teorie ipotesi ecc sui nostri vicini di casa come per esempio Marte le cui missioni esplorative durano gia' da diverse decine di anni, cio' nonostante assistiamo quasi mensilmente a continue ipotesi che spesso sollevano piu' buddi che certezze.
    Il caso piu' eclatante e' ceramente Venere. Dalle osservazioni effettuate a Terra era il candidato ideale per essere una vera Terra gemella al punto che su libri e riviste degli anni 40-50 moltissimi scienziati concordavano su un pianeta la cui superficie ricorsasse un amazzonia sconfinata tra giungle e foreste pluviali con un clima tropicale.
    Si dovettere attendere fino agli inizi degli anni 60 per scoprire che Venere era in realta' un inferno infuocato con temperature che sfioravano i 500 C (tralascio tutto il discorso "speculativo" sugli scorpioni Venusiani lasciando al lettore libero campo eplorativo in tal senso).
    Tutto cio' nulla toglie all entusiasmo nello scoprire nuovi pianeti la mia era solo una puntualizzazione sugli scogli ancora da affrontare, con nuove sfide tecnologiche, non dimenticando che si tratta di pianeti distanti svariati anni luce !
    Per ora la nostra tecnologia e' piu' adatta alo scoprire pianeti aventi una certa grandezza, infatti nell'articolo notiamo spesso la parola superterra (due o piu' volte piu' grandi della Terra).
    Riguardo alla presenza di vita e piu' specificatamente "vita intelligente" non posso fare a meno di pensare ad un possibile paradosso.
    Da un lato tali abitanti avrebbero risorse planetarie ben due volte maggiori rispetto ai terrestri, ma da d altro canto dovrebbero confrontarsi con una gravita' al suolo due o piu' volte maggiori rispetto a quella terrestre.
    La conseguenza e che l'ipotetico "Saturn 5" non sarebbe riuscito a portare tali alieni sulla "Luna", e per farlo tali alieni agli albori della loro era spaziale avrebbero dovuto affrontare sfide tecnologiche davvero eccezionali. Chi di voi "mastica" un po' della faccenda sorridera' a chi a tal quesito rispondera che bastava fare un razzo due volte piu' grande (ovvio non sto qui a spiegare il perche' e il per come).
    Il paradosso consiste in questo
    La gravita' maggiore rallenterebbe un eventuale loro progetto aerospaziale ? oppure visto la limitatezza dei motori chimici rispetto ad una gravita' due volte maggiore,avrebbe di fatto accellerato lo sviluppo di nuove forme propulsive (magari un razzo atomico) come preludio all'era spaziale aliena ?

  • #3

    Lau (lunedì, 12 ottobre 2015 18:57)

    La ricostruzione di Glise 581c è spettacolare, ma chi le crea ? hanno un ufficio alla NASA ^^?

  • #4

    giovanni9759 (martedì, 13 ottobre 2015 09:08)

    @lau
    eh eh cosa si fa con il rendering....