Risolto l'enigma delle aurore pulsanti ?

Le aurore sono tra le manifestazioni della natura più spettacolari, eppure alcuni aspetti di queste affascinanti luci rimanevano ancora da approfondire. Il fenomeno osservabile è prodotto dallo scontro di particelle cariche emesse dal Sole, come gli elettroni, con gli strati alti dell'atmosfera. Fin'ora il meccanismo delle aurore pulsanti, che apparivano in cielo come un "danza intermittente di luci" era rimasto avvolto nel mistero. I ricercatori della Nasa grazie alla fortuita combinazione di osservazioni da satellite e da basi di terra attive nello stesso momento durante una di queste strane aurore, hanno scoperto qualcosa di nuovo sulla loro origine. Dopo il salto i dettagli e poi ancora: ci sono mai state aurore in Italia?

Lo studio, pubblicato nel Journal of Geophysical Research, ha visto il confronto tra le riprese video delle cosiddette pulsating auroras un particolare tipo di aurora polare che si manifesta con chiazze luminose intermittenti, con misure satellitari degli elettroni che dalla magnetosfera piovono verso la superficie terrestre. Il gruppo di ricerca ha trovato qualcosa di inaspettato: il calo del numero di elettroni a bassa energia – che si ritenevano ininfluenti in questo processo – corrisponde con i rapidi cambiamenti osservabili nelle aurore pulsanti, soprattutto per quanto riguarda la loro forma e struttura.

«Senza la combinazione di misurazioni terrestri e satellitari, non saremmo stati in grado di confermare che questi eventi siano collegati», ha detto Marilia Samara del Goddard Space Flight Center NASA, autrice principale dello studio.

Prima dello studio si sapeva che a generare le aurore standard è il flusso di particelle cariche emesse dal Sole che vengono catturate e deviate dal campo magnetico terrestre verso i poli: oltre alla luce visibile, questi scontri provocano una "cascata" di particelle, tra cui anche nuovi elettroni, detti secondari.

Questi elettroni restano intrappolati nel campo magnetico e sballottati oscillando tra un polo e l'altro, un ping pong continuo attorno al pianeta. Proprio questi elettroni avrebbero un ruolo chiave nelle pulsazioni delle aurore.

I dati hanno evidenziato che le 'danze' coincidono perfettamente con la diminuzione di questi fotoni secondari, di cui però non si conoscono ancora bene molti aspetti, come quanto tempo riescano a rimanere imbrigliati dentro il campo magnetico prima di scontrarsi con altre particelle.

C'è mai stata un'aurora boreale visibile in Italia?

Se pensate di no vi state sbagliando, alcuni rari episodi sono stati non solo visti ma anche fotografati.

Perché l'aurora arrivi da noi si devono verificare condizioni molto particolari, che permettano al fenomeno di presentarsi a latitudini più basse. Per esempio dovrebbe verificarsi un'eruzione solare molto forte che produca onde elettromagnetiche che dal Sole riescano ad arrivare in zone più basse rispetto alla norma. Inoltre i valori del vento solare, flusso di protoni e componente Bz del campo magnetico devono salire velocemente a quote molto alte, in modo tale che avvengano le note reazioni chimico-fisiche nell’atmosfera anche a bassissime latitudini. Come detto è già successo. Nel novembre del 2002 infatti, a seguito di una violentissima eruzione solare di intensità pari a X45, l’Aurora venne vista e fotografata a Cortina d’Ampezzo. Il cielo si tinse di rosso ed il fenomeno durò qualche ora, lasciando di stucco i residenti dell’area che chiaramente non avevano mai avvistato il fenomeno fino a quel momento.

 

Lo stesso evento si ripresentò sempre a Cortina la notte del 30 ottobre 2003 quando, a seguito di una intensa esplosione solare avvenuta due giorni prima, il cielo si colorò di una spettacolare aurora boreale .

In quell'occasione il cortinese Alessandro Dimai scatto queste con la sua Cannon d60 queste foto spettacolari

Bibliografia e risorse

+ Lo studio sulle Aurore Pulsanti http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/2015JA021292/full

+ Il resoconto scritto dell'aurora boreale del 2003 a Cortina

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    Paolino (lunedì, 12 ottobre 2015 00:13)

    Dimenticate la grande aurora del 1939 che fu visibile perfino dal Nord Africa.