Curiosity? stia alla larga dall'acqua su Marte: potrebbe contaminare la vita aliena

Abbiamo trovato la prova che c'è acqua su Marte, e adesso che si fa? Il primo pensiero ingenuo di tanti è stato lo stesso: mandarci i rover. Curiosity si trova a meno di 50 km da dove -secondo i nuovi studi- scorrono ciclicamente rigagnoli di acqua salata. Il motore nucleare di Curiosity renderebbe la sua attraversata "verso" l'acqua impervia ma fattibile. Eppure non è così semplice. Improvvisamente ci si è ricordati che lo spazio non è terreno esclusivo di una nazione, ma patrimonio dell'umanità, e un trattato dell'Onu vieta espressamente di avvicinarsi in qualunque zona possa ospitare la vita con un alto grado di ragionevolezza se c'è il rischio di una contaminazione. Non è un problema da poco, vediamo perchè.

La prima a chiedersi di chi è lo spazio dopo le novità venute dal pianeta rosso è stata la BBC. In un articolo apparso il 25 Settembre l'emittente di sua maestà si domanda "chi possiede lo spazio" ?

 

Quando Neil Armstrong ha piantato la bandiera degli Stati Uniti sulla Luna nel 1969 tutto era già stato deciso. Il gesto era puramente simbolico. Tre anni prima 129 paesi, tra cui Cina, Russia, Regno Unito e Stati Uniti, si erano impegnati tramite un accordo ad affidare il controllo esclusivo all'Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari spaziali. Il trattato noto come è Outer Space Treaty (Trattato sullo spazio extra atmosferico) è stato in gran parte basato sulla Dichiarazione di principi giuridici che disciplinano le attività degli Stati nell'esplorazione e nell'uso dello spazio esterno, che era stata adottata dall'Assemblea Generale nella sua risoluzione 1962 (XVIII) nel 1963. Nell'ultima regola si fa menzione di "evitare la dannosa contaminazione dello spazio e dei corpi celesti". Fino a quanto il problema era solo teorico nessuno si era ricordato delle vecchie carte conservate negli uffici delle Nazioni Unite, ma oggi e in futuro il problema si farà sempre più serio.

Il The Outer Space Treaty fornisce il quadro di base sulla legge spaziale internazionale e comprende i seguenti principi inderogabili:

  • l'esplorazione e l'uso dello spazio esterno sono effettuati per il bene e nell'interesse di tutti i paesi e sono nella giurisdizione di tutta l'umanità;
  • Lo spazio esterno sarà libero per l'esplorazione e l'utilizzo da parte tutti gli Stati;
  • Lo spazio esterno non è soggetto ad appropriazione nazionale per pretesa di sovranità, per uso o per l'occupazione con qualsiasi mezzo;
  • Gli stati membri non introducono armi nucleari o altre armi di distruzione di massa in orbita, sui corpi celesti o nelle stazioni spaziali;
  • la Luna e gli altri corpi celesti sono utilizzati esclusivamente per scopi pacifici;
  • Gli astronauti sono considerati inviati del genere umano;
  • Gli Stati membri sono responsabili delle attività spaziali nazionali sia effettuati da enti governativi che non governativi;
  • Gli Stati sono responsabili per i danni causati dai loro oggetti spaziali;
  • Gli Stati devono evitare la contaminazione dannosa sullo spazio e nei corpi celesti.

E proprio l'ultima regola potrebbe bloccare tutto.

Che gli scienziati paradossalmente avessero pensato che sarebbe arrivato il momento di sospendere una missione lo conferma a Repubblica Gian Gabriele Ori, professore di Geologia all'Università D'Annunzio di Pescara e Chieti e membro del comitato esecutivo del Mars exploration program analysis group della Nasa. "Anche quando Curiosity ha trovato tracce di metano, che può suggerire la presenza di forme di vita, ci si è chiesti: e adesso che si fa?. C'era l'eventualità di dover sospendere la missione", 

 

Ori fa parte dei comitati per la Planetary protection e per l'individuazione delle cosiddette "special region", quelle zone a 'traffico limitato' dove potrebbe trovarsi qualche forma di vita (per esempio dove c'è acqua o molecole organiche), anche per la missione Exomars dell'Esa.

 

"Volendo ci si potrebbe arrivare in fondo Opportunity è ancora lì che gira dopo più di dieci anni e Curiosity ha un'autonomia e una velocità maggiore grazie al motore nucleare. Ma bisogna stare molto attenti, se si dovesse dichiarare una "special region" dove si trova il rover, se vedo qualcosa che mi suggerisce la presenza di vita, mi devo fermare. Non ci posso andare Se la missione per qualche motivo dovesse trovarsi in una di queste "special region" bisognerebbe sospenderla altrimenti sarebbe grave".


Alla Nasa hanno ben nota l'impossibilità di aver sterilizzato al 100% i componenti umani inviati su Marte. Farlo, o tentare di farlo comporterebbe costi elevatissimi secondo Ori. Così la politica della Nasa in questi anni è stata quella di evitare le "special region" che potrebbero avere vita extraterrestre. Adesso però questa regola potrebbe diventare un ostacolo. Che fare? modificare le regole o derogare e rischiare per l'interesse supremo della scienza?

Fonti e Bibliografia

Testo del trattato The Outer Space Treaty in Inglese e Francese

Lavori di preparazione all'accordo

Commenti: 17 (Discussione conclusa)
  • #1

    Receptionist (martedì, 06 ottobre 2015 15:38)

    Scusate l'ignoranza, il discorso non fa uma piega ma se si manda um robottino su um corpo celeste per cercare vita, non ci potevano pensare um poco prima?
    Il complottismo é alimentato da ste stranezze.

  • #2

    Quasar9621 (martedì, 06 ottobre 2015 16:25)

    Quindi, semmai troveremo la vita su un qualunque corpo celeste, non la potremo nemmeno studiare??.....ma allora che senso ha spendere tutti questi miliardi per scoprire la vita extraterrestre??......che stupidaggine!!

  • #3

    Daniele (martedì, 06 ottobre 2015 17:05)

    Sinceramente ho grossi problemi ha capire la reale fondatezza di tali affermazioni sopratutto alla luce di fatti conclamati. Spiego.
    1) Fin dalla formazione del sistema solare Terra e Marte non hanno mai smesso di scambiarsi reciprocamente materiali proveniente dalle rispettive superfici. Impatti meteoritici,supereruzioni,ecc hanno riversato nello spazio grandi quantita' di materia,ricaduta poi a causa dell'attrazione gravitazionale,sulla superficie altrui. Cio e' comprovato visto le analisi fatte sui numerosi meteoriti marziani ricaduti sulla Terra. Quindi e' dalla formazione del sistema solare che Terra e Marte si "contaminano" a vicenda.
    2) E' stato dimostrato che batteri,spore,pollini,virus,ecc possono sopravvivere all'interno di porosita', esposti al vuoto dello spazio e al rientro in atmosfera. Cio' e' stato provato dalle missioni Apollo le quali durante un'ispezione su una sonda russa schiantatasi sulla luna trovarono colonie di batteri vivi e vegeti all'interno di alcune guarnizioni.
    3) Come non bastasse tale contaminazione reciproca "naturale" il suolo di Marte e' stato il protagonista di innumerevoli missioni spaziali esplorative. Dal momento che e' impossibile sterilizzare al 100% un mezzo composto da migliaia di parti come una sonda esplorativa o un rover, e tenendo conto che molte di esse si sono schiantate sul suolo Marziano esplodendo in milioni di pezzi, tale contaminazione e' gia' avvenuta molto prima del rover Curiosity.
    4) Alla luce del fatto che e' impossibile ottenere con certezza una sterilizzazione al 100% (immaginate la differenza tra sterilizzare un ago o un bisturi, e poi immaginate di sterilizzare al 100 la vostra automobile !!) ne consegue che per rispettare al 100% tale regola occorrerebbe sospendere a tempo praticamente indefinito ogni missione su qulasiasi pianeta asteroide cometa ecc del sistema solare e oltre.
    5) Sempre riferito al punto 4 cio' vorrebbe dire la fine di qualsiasi progetto per l'esplorazione umana su Marte. Immaginate la quantita' di batteri che si depositerebbero sulla tuta dell'ipotetico astronauta durante le innumerevoli vestizioni per indossarla per poter effettuare le esplorazioni durante una missione marziana della durata di mesi o anni (ditate,residui di pelle,sudore,saliva, senza contare un ipotetico starnuto prima di infilare il casco ecc). Occorrerebbe (non si sa bene come) indossarla e sterilizzararla al 100% prima di passare nella camera di equilibrio che ci collega con l'esterno del pianeta inclusi tutti gli accessori,le strumentazioni che servirebbero per effettuare le attivita' previste all'esterno,e i supporti vitali. E ripetere l'operazione anche al rientro.
    6) Anche in caso di contaminazione e' difficle ipotizzare un reale pericolo, poiche bisogna tener conto del ciclo vitale di tali agenti contaminanti. Se per esempio il virus dell'influenza fosse sfiggito alla sterilizzazione e' difficile immaginare che ciclo vitale egli possa avere sul suolo di Marte,dal momento che non vi sono ne persone ne animali da infettare, stessa cosa per eventuali pollini, o malattie o batteri che aggrediscono per esempio le piante anche se fosserio sfuggiti di sicuro non possono compiere il loro ciclo vitale, ne sappiamo il reale tesso di sopravvivenza di tali patogeni alle condizioni che troverebbero su un pianeta che non e' il loro luogo di origine e Marte da questo punto di vista e abbastanza ostile.
    Insomma credo che la faccenda dal lato pratico sia molto piu' complessa di come si presenta dal punto di vista ipotetico, di sicuro tale contaminazione e' gia' avvenuta cmq.

  • #4

    GIOVANNI9759 (martedì, 06 ottobre 2015 18:24)

    Per carità... lasciamo perdere... innanzitutto perché riusciremmo ad inquinare fuori dalla nostra madre terra... e poi se anche dovessero trovare qualcosa direbbero che era già attaccata al rover....

  • #5

    Satan (martedì, 06 ottobre 2015 18:57)

    Mi sembra una boiata pazzesca, e se fosse vero questo da ragione a chi dubita delle reali intenzioni della Nasa e compagnia bella.
    Se le sorgenti d'acqua sono nel raggio di azione di uno dei due rover devono indirizzarli verso la zona in questione. Potrebbero cavarsela dicendo che gli Stati Uniti non hanno mai rispettato nessuna delle regole dell'onu sulla Terra se ne possono sbattere anche su Marte.
    Oltretutto la vita non è stata dichiarata scoperta, basta usare il buon senso.
    Ora capisco come mai non fanno atterrare i rover nei poli, scandaloso se fosse vero.

  • #6

    tuttodeciso (martedì, 06 ottobre 2015 19:04)

    Fatta la scoperta trovata la scusa.

  • #7

    Malles (martedì, 06 ottobre 2015 20:18)

    Ragà, come direbbe Daniel, i commenti fin qui postati la dicono lunga, moooolto lunga...
    Alla NASA in certe situazioni l'assordante potere del silenzio non basta più, ovvero quando mentire non è più sufficiente. Spero vivamente (sarebbe meno marziano ma più umano e quindi quasi scusabile) che certe traduzioni dall'originale siano devianti, altrimenti non si spiega, o meglio si spiegherebbe benissimo...

  • #8

    Roy.T. (mercoledì, 07 ottobre 2015 10:52)

    Torna a galla la notizia ma non è assolutamente una novità il "The Outer Space Treaty" che risale al 1967!
    Se ci si pensa con ponderatezza, si capirà che c'e' un senso logico. Lo scambio di materiale tra pianeti è stato un avvenimento naturale ed è diverso. Il/l'(eco)sistema solare con le attuali orbite si è stabilizzato in miliardi di anni. La preoccupazione sta nel fatto che un nostro batterio, innoquo per noi, potrebbe essere letale per una forma di vita aliena, e viceversa. C'e' già stato un caso analogo in passato per cui il rover (non ricordo se fosse Spirit) era atterrato sul suolo marziano e la condensa di acqua all'atterraggio a contatto con del metano uccise dei batteri (li trovarono morti, ma sono convinto che fu l'acqua condensata con il calore ad ucciderli). Quindi la vita fu scoperta già tempo fa ma fu l'uomo stesso a ucciderla senza nemmeno rendersene conto. Il rover Curiosity NON è stato progettato per cercare vita su marte, se ne parlava già pubblicamente nel 2012 prima del suo atterraggio. Lo stesso discorso vale per il famoso lago Vostok in Antartide. Capisco quindi l'entusiasmo (che ho anche io, e tanto anche) credo però che bisognèra aspettare altre missioni per sapere di più.

  • #9

    gregrin (mercoledì, 07 ottobre 2015 11:44)

    Quindi, ricapitolando, se noi esseri umani abbiamo un protocollo che vieta di avvicinarsi ai luoghi ove potrebbe esserci vita, anche gli alieni potrebbero muoversi in questo senso, dando risposta a chi chiede il perché non si mostrino.
    O no?

  • #10

    Giotto (mercoledì, 07 ottobre 2015 13:20)

    Allora cosa succederà quando arriveranno gli esseri umani pieni loro di focolai di infezioni e contaminazione su tutti i livelli? Che facciamo ci preoccupiamo della panspermia di due o tre batteri quando per milioni di anni la natura ha fatto a modo suo e non si è lamentato nessuno.

  • #11

    Gregorio (mercoledì, 07 ottobre 2015 14:08)

    xgregrin

    esatto ecco perchè non si mostrano, perche' hanno un protocollo loro simile al nostro guai a contaminarci, gli stati uniti i protocolli li rispettano..stiamo lontani lontani..tutto da ridere.

  • #12

    Daniele (mercoledì, 07 ottobre 2015 14:35)

    @Roy
    Ciao Roy ho letto il tuo commento, ma che io sappia non e' mai stato trovato nessun batterio su Marte (ne vivo ne morto) e non ho trovato nulla a riguardo di una sonda che uccise dei batteri durante una missione su Marte, ne di questa reazione col metano che per altro la sua presenza stabile e' stata accertata solo di recente (la famosa diatriba su metano da reazione chimica o prodotto da vita batterica)
    Credo che una tale notizia non passerebbe certo inosservata.
    Che io ricordi non ho mai letto nulla del genere a riguardo, ma su condensa e batteri mi vengono in mente due cose.
    Riguardo alla condensa essa fu vista durante la missione Phoenix quando si addenso' sulle "zampe" d'atterraggio, ma non fu possibile analizzarla.
    L'unica missione che si occupo' veramente di vita su Marte fu la Viking ma i risultati furono (cosi dicono) ambigui, e dopo l'analisi dei dati a terra fu scartata l'idea di vita batterica su Marte non trovando materiale organico durante i test a bordo della sonda.....ma....
    Ora si pensa che potrebbero essere stati i perclorati (scoperti di recente) a far fallire
    i test poiche una volta riscaldati nel gascromatografo di massa avrebbero distrutto ogni presenza di materiale organico qualora vi fosse stato.
    Cio' riapre la questione e alcuni scienziati alla luce di questi nuovi dati, credono che le sonde viking abbiano davvero trovato la vita su Marte un trentennio fa ma manca la conferma e per ottenerla bisognerebbe pianificare una altra missione apposita.
    Che io sappia questa e' l'unica controversia su presunti batteri distrutti o uccisi durante una missione marziana, ma non ho trovatu nulla a riguardo dell'episodio da te citato.
    Ma forse ti riferivi propria questo episodio.
    Riguardo allo scambio naturale tra Terra e Marte faccio notare che si prende in esame l'episodio accaduto 65 milioni di anni fa (il famoso impatto che forse pose fine all'era dei dinosauri) la vita era gia' ovviamente presente sulla Terra, quindi con possibile contaminazione attiva, sul suolo Marziano, ma si trovano tracce di impatti meteoritici sulla superficie terrestre (di una certa rilevanza) molto piu' recenti, da 8 milioni di anni fa' fino a poche centinaia di migliaia di anni fa.
    Ciao Raga e attenti alle contaminazioni marziane, quindi se abbracciate una bella marzianotta ricordatevi dopo lavarvi bene la manine...ma non ditelo a Curiosity ;)

  • #13

    Roy T. (mercoledì, 07 ottobre 2015 16:24)

    @Daniele
    Ciao, sono passati parecchi anni e mi è rimasto un ricordo blando di quello che ho riportato a riguardo, anche se mi era rimasto molto impresso nella mente. Il collegamento del batterio morto (che ha funzioni vitali legate ad anidride carbonica o metano) a contatto con la condensa di acqua formatasi sui "piedini" della sonda appoggiata al suolo e che inizialmente poteva essere vivo l'avevo ipotizzato io all'epoca.
    Ho provato a cercare anche io a riguardo la sonda era la viking, da te giustamente citata.
    Estratto dalla pagina di wikipedia: "La successiva missione, quella Viking, aveva il compito rilevare la presenza di eventuali microorganismi nel terreno marziano. La ricerca fu molto influenzata e limitata dai resoconti fatti dal Mariner 4, ma uno degli esperimenti identificò un rilascio di anidride carbonica, al contatto con acqua e supernutrienti, come se la sua produzione significasse presenza di organismi, sia pure elementari; ma questo esperimento venne contestato da molti scienziati, i quali affermavano che i prodotti chimici superossidanti nel terreno avrebbero potuto produrre questo effetto anche senza la presenza microbica. Le prove del Viking non si erano rivelate abbastanza specifiche da rilevare forme di vita identificabili."

    dai anche una occhiata qui: http://www.nationalgeographic.it/scienza/spazio/2012/04/16/news/nasa_aveva_scoperto_vita_su_marte-969223/
    descrive anche con aggiornamenti attuali le ricerche del dr Miller (non incollo tutto se no il post si dilungherebbe troppo)
    Sempre un piacere confrontarsi con persone competenti come te, ciao :)

  • #14

    UfoDrome (mercoledì, 07 ottobre 2015 16:36)

    Nessun problema.... Ci penseranno i cinesi a studiare la situazione senza alcuna finta scusa....

    E spazzeranno le caxxate della NASA....

    Si preoccupano di evitare contatti per preservare la vita marziana... EPPOI SI PRESENTANO CON UN ROBOTTINO A PILA NUCLEARE ??? CHE CAXXARI!!! :):):)

  • #15

    Daniele (mercoledì, 07 ottobre 2015 22:38)

    @Roy
    Grazie a te, sai confesso che quando ho riletto il mio commento, mi sono reso conto che poteva essere interpretato quasi come una "bacchettata" (cosa che ovviamente non e' mai nelle mie intenzioni) ma per fortuna hai colto il mio intento (ossia stupore nel senso "accipicchia" questa cosa mi era sfuggita non ne sapevo nulla).
    Molto interessante l'articolo che mi hai proposto, effettivamente credo che i risultati delle mssioni Viking meriterebbero una "rispolveratina" e rivalutarli in base alle nuove scoperte effettuate sul suolo Marziano.
    Riguardo "al competente" aahahahaha oddio mai prendersi troppo sul serio, cmq provo sempre a scrivere qualcosa di "sfizioso" o provare a proporre un "cambio di prospettiva" (a volte sbsgliando).
    Marte comunque la si pensi e' sicuramente affascinante, nonostante sia un pianeta a noi "alieno" i suoi panorami ci sono incredibilmente famigliari (sembra davvero di trovarsi in un deseto americano).
    E anche per quanto riguarda la possibilita' di vita Marte appare ambiguo, da un lato e' sicuramente "ostile" ma mai abbastanza ostile da non permettere nessuna forma di vita, e il fatto che alcuni batteri terresti come alcune famiglie di batteri estremofili potrebbero sopravvivere su tale pianeta e prosperare,(i nomi li trovate facendo una breve ricerca su internet e non dimentichiamoci che in alcune zone la temperatura in estate arriva a circa piu' 20 gradi C) pone molti interrogativi.
    Un Marte "ambiguo" che pero' alle volte pare farci "l'occhiolino".
    Ciao Roy e alla prox.

  • #16

    Bicx34 (giovedì, 08 ottobre 2015 14:49)

    Mi sembra lunare che sappiamo dov'è la vita e banniamo la zona. Questa cosa è fantozziana.

  • #17

    Lorenzo (venerdì, 09 ottobre 2015 21:56)

    A Colombo han detto: "Va bene. Se credi ci siano le Indie, vai per mare e trovale."
    Lui è andato per mare, le ha trovate e sono diventate spagnole.
    Gli USA han mandato un rover su Marte, attraversando lo spazio e non possono vantarne il possesso ?
    Cio che dev'essere sancito è che non ci si può appropriare di un pianeta se questo risulta già abitato, ma se non facciamo altro che cercarne altri per abitarli oltre la Terra !?!
    A voi par logico non colonizzare dove due batteri si sono accoppiati e da tutte le altre parti del pianeta si ?
    Io dico: Chissenefrega dei batteri.
    Io rispetterei le forme di vita più evolute, se esistessero, in grado di costruire abitazioni e città, ma poi mi scontrerei con quelli che han speso miliardi per scacciarle dal loro pianeta e viverci a loro volta.
    E' un bel problema quando si scrivono trattati pieni di righe e righe di inutilità totale, sapete ?