Nuove conferme: sotto la crosta di Encelado c'è un oceano allo stato liquido

Di un oceano sotto la crosta di Encelado -la luna di Saturno- si scrive da anni. Ma arrivano nuove confermeDopo sette anni di studi e dati raccolti dalla sonda spaziale Cassini, i ricercatori hanno registrato un'oscillazione sospetta del satellite, mentre orbita intorno al suo pianeta. Il particolare rivela la sua composizione interna non è del tutto solida. Nello studio pubblicato su Icarus la spiegazione che viene data è che la sua crosta fluttui su uno strato liquido che l'avvolge completamente. "Un'ottima notizia per chi cerca vita extraterrestre", afferma il National Geographic. A seguire tutti i dettagli e le precedenti ricerche sul tema.

Strati di cui potrebbe essere composto Encelado. (NatGeo / NASA)
Strati di cui potrebbe essere composto Encelado. (NatGeo / NASA)

Meta ambita

Con geyser che emettono acqua salata e molecole organiche nello spazio, Encelado è nella top ten dei posti da vedere di ogni astrobiologo fin da quando Cassini, nel 2005, ne avvistò per la prima volta i pennacchi.

“Siamo alla ricerca di oceani di acqua liquida che siano vecchi e ricchi da un punto di vista chimico”, dice l'astrobiologo Kevin Hand del Jet Propulsion Laboratory.

Eppure, le evidenze che i pennacchi di Encelado potessero essere alimentati da questo oceano nascosto erano scarse. Le prime ipotesi puntavano a un piccolo mare regionale, forse creato in seguito a un impatto, e troppo giovane per ospitare forme di vita. Un oceano globale invece sarebbe stabile e sufficientemente antico da aver permesso l'evoluzione di vita microbica. “Un'ottima notizia per la possibile abitabilità”, dice Hand.

Un mondo ancora misterioso

Encelado va così ad aggiungersi a quella manciata di mondi a noi noti, coperti di ghiaccio con uno strato liquido interno, che comprende le lune di Giove Europa e Ganimede. Nel caso di Giove, l'enorme gravità del pianeta e le spinte esercitate dalle lune più grandi contribuiscono a tenere i due satelliti caldi abbastanza da mantenere un interno liquido.

Non è chiaro quanto spesso sia l'oceano di Encelado, né da dove provenga il calore che ne consente la presenza né tantomeno perché la crosta al polo sud (e solo al polo sud) sia così sottile da permettere la fuoriuscita dei geyser.


“Magari il fondo marino è attivo al sud ma non al nord?", si chiede Hand. "Il guscio di ghiaccio nasconde molti segreti sull'oceano e sulla composizione geofisica sottostante".


Altre informazioni potranno forse arrivare dalla sonda Cassini, che continuerà a studiare il sistema di Saturno fino a tutto il 2017, prima di schiantarsi sulla superficie del pianeta. La sonda si avvicinerà di nuovo al satellite - che misura 500 chilometri di diametro - a ottobre, ed effettuerà il suo ultimo sorvolo di Encelado a dicembre.

Mentre le navicelle si avventurano sempre più lontano nello spazio, diventa via via più evidente quanto poco ancora sappiamo di questi piccoli mondi ghiacciati; dalla soffice e bucherellata Cerere, nella fascia degli asteroidi, fino al sempre affascinante Plutone, ai confini del Sistema Solare. Forse, se avremo fortuna, nei prossimi decenni una flotta di navicelle esplorerà questi mondi alieni, scoprendone nuovi segreti e continuando a inviarci cartoline ultraterrene.

Encelado e la vita extraterrestre: gli studi precedenti che fanno sperare.

 

A Marzo del 2015 erano usciti due diversi studi che che concordavano: Encelado è il luogo del sistema solare al di fuori della Terra dove è più probabile che ci sia la vita. Le due ricerche si basavano sui dati trasmessi sempre dalla missione Cassini – dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), della Nasa e dell’Agenzia Spaziale Italiana –  che aveva scoperto che su Encelado eruttano pennacchi di acqua alti fino a 50 miglia, getti di vapore. I pennacchi di questi geyser contengono sale, ghiaccio e materiale organico e proverrebbero dall’oceano nascosto sotto la calotta di ghiaccio che ricopre la luna di Saturno, che i ricercatori pensano sia riscaldato da bocche idrotermali, forse simili a quelle che si aprono sui fondali degli oceani terrestri, che ospitano singolari comunità di organismi “alieni” che vivono in assenza di luce solare.

 

Il primo studio, “Ongoing hydrothermal activities within Enceladus”, pubblicato su Nature, sottolineava che, "Il rilevamento di granuli di ghiaccio ricchi di sodio-sale emessi dal pennacchio della luna di Saturno Encelado, suggerisce che i grani sino formati formate da goccioline congelate provenienti da una riserva di acqua liquida che è, o è stata  a contatto con la roccia.  Misure del campo gravitazionali suggeriscono che ci sia un oceano regionale sotto la superficie sud polare, con circa 10 chilometri di spessore, che si trova sotto una crosta suoi ghiaccio fino a  30 –  40 chilometri di spessore".

 

Il secondo studio, “Possible evidence for a methane source in Enceladus’ ocean”, pubblicato su Geophysical Research Letters, cercava di spiegare perché i pennacchi che eruttano da Encelado fossero così ricchi di metano e, anche in questo caso i ricercatori  puntano  sulla soluzione idrotermale. Infatti sottolineano  che "L’oceano interno di Encelado dovrebbe presentare condizioni favorevoli per la cattura di volatili in clatrati. Questo processo potrebbe influenzare l’eventuale composizione del mare e quindi dei pennacchi emessi dalla regione polare sud"

 

"Diceva" Agatha Christie che “un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. Forse la vita fuori dal nostro pianeta è più vicino di quanto immaginiamo ?

Bibliografia e Risorse

+ Ricerca che sarà pubblicata sul prossimo numero di Icarus 

+ Approfondimento del National Geographic

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Commenti: 5
  • #1

    achab (mercoledì, 23 settembre 2015 15:16)

    speriamo ci siano delle trote

  • #2

    Satan (mercoledì, 23 settembre 2015 15:34)

    Ottima notizia adesso via a qualche sonda che metta i piedi sulla superficie.
    Abbiamo fatto 30 facciamo 31.

  • #3

    Enceladoboy (mercoledì, 23 settembre 2015 15:55)

    si @Satan e poi che ci vuole a bucare 40 Km di ghiaccio ....

  • #4

    Satan (mercoledì, 23 settembre 2015 18:09)

    si @Satan e poi che ci vuole a bucare 40 Km di ghiaccio ....

    ..Non bisogna bucare nulla, hai mai sentito parlare di ultrasuoni per individuare la composizione di uno strato di suolo? La velocità di propagazione di onde elastiche nella frequenza degli ultrasuoni basta per capire cosa c'è fino al nucleo. Pensi che sulla Terra abbiamo scavato fino al nocciolo per scrivere i nostri libri di scienze ?...

  • #5

    Marco V (venerdì, 25 settembre 2015 02:20)

    Sonda, sonda, sonda. Siamo atterratisu Titano, possiamo andarerbenissimo su Encelado, Europa e Ganimede. E senza le condizioni proibitive che c'erano su Titano, la sonda potrebbe vivere e lavorare a lungo sulla superficie.