Avete mai visto un esopianeta ? Ecco la  miglior visione di sempre di Beta Pictoris b

A prima vista sembra solo un insieme di pixel che non dice niente. Ma quell'immagine è il 'ritratto' più dettagliato mai ripreso di un esopianeta in movimento attorno a una sua stella. Le immagini ci arrivano team di GPI, il Gemini Planet Imager. Lo strumento, installato al telescopio Gemini sulle Ande cilene, ha immortalato in una animazione Beta Pictoris b in orbita attorno alla sua stella madre, distante da noi oltre 60 anni luce. Il pianeta gassoso ha una massa 12 volte quella di Giove. Certo se siete abituati alle foto del telescopio spaziale Hubble storcerete il naso, ma questa immagine è un concentrato di tecnologia e ricerca.  A seguire il resto della storia

Spiega Maxwell Millar-Blanchaer, dell’Università di Toronto autore e prima firma dell’articolo sull’osservazione di Beta Pictoris b pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal:


"Le immagini che abbiamo raccolto e messo in sequenza rappresentano le più accurate misure di posizione mai ottenute per un esopianeta. In più, con GPI siamo in grado di vedere sia il disco che il pianeta allo stesso tempo. Insomma, abbiamo uno strumento che ci permette di ricostruire l’architettura del sistema planetario e come le sue parti interagiscono tra loro".


Le riprese di GPI permetteranno così di testare “sul campo” le teorie che riguardano la formazione dei sistemi planetari al di fuori del nostro, oltre che raccogliere informazioni accurate sul pianeta, come la sua massa e i parametri della sua orbita.

Le immagini, scattate tra novembre 2013 e aprile 2015, raccontano un anno e mezzo dei 22 che il pianeta impiega per completare la sua orbita intorno alla sua stella. Scoperto nel 2008, Beta Pictoris b è circondato da un complesso e dinamico sistema di comete, nubi e gas, oltre ad un enorme disco di polveri che  se si trovasse ad orbitare sul nostro Sole, si estenderebbe da Nettuno fino a 2000 volte la distanza Terra-Sole.

E' il laboratorio ideale per gli astronomi per mettere alla prova le teorie sulla formazione di sistemi planetari più lontani del nostro.

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