Nei ghiacci in Siberia c'è un virus preistorico pronto a risvegliarsi? Andiamoci piano

Il permafrost è uno strato di ghiaccio perenne che copre vaste zona del polo nord e arriva fino alla Siberia. Con l'innalzamento delle temperature questo strato si sta lentamente sciogliendo, liberando dal suo abbraccio potenziali agenti patogeni rimasti sopiti per migliaia di anni. In questo scenario si inserisce il tentativo di alcuni scienziati francesi di riattivare un esemplare di Mollivirus sibericum, un virus preistorico risalente a 30.000 anni fa, trovato sotto lo strato ghiacciato. Niente paura, si tratterebbe di un risveglio controllato, in cui verrebbero verificati prima i potenziali pericoli per gli esseri umani. Ma nella stessa ricerca gli scienziati mettono in guardia: con  il "global warming" potremmo assistere ad una riattivazione di virus potenzialmente letali in situazioni fuori da nostro controllo. Che pericoli ci sono?

Crediti - PNAS, doi: 10.1073/pnas.1510795112
Crediti - PNAS, doi: 10.1073/pnas.1510795112

Nella ricerca pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences gli scienziati del Centre National de la Recherche Scientifique spiegano le loro preoccupazioni: bastano pochi virus ancora infettivi per un rischio potenziale devastante. Con le condizioni climatiche favorevoli ad una proliferazione gli esseri umani si troverebbero esposti a virus per cui non hanno sviluppato le difese immunitarie. Virus e non batteri, per i quali non sono efficaci i comuni antibiotici. Il Mollivirus sibericum è il quarto tipo di virus gigante isolato dallo stesso campione di terreno. Viene definito così perchè supera  il mezzo micron e ha una complessità cellulare elevata: oltre 500 geni. Ma per ora il virus è dormiente, non si è riattivato, non si sa ancora se sia effettivamente pericoloso, non si ha certezza della sua capacità di replicazione virale. Non c'è un pericolo se tutto verrà fatto con le dovute cautele. Il pericolo illustrato dagli scienziati è per gli scenari futuri e per i virus che potrebbero sfuggire al nostro controllo.

Nessuno scenario apocalittico, e nessuna riattivazione incontrollata in vista. Il Mollivirus  verrà riportato in vita facendolo proliferare in un’ameba unicellulare. L'azione vedrà il coinvolgimento dei CDC  Centers for Disease Control and Preventionun, il centro di prevenzione e controllo sulle malattie più avanzato al mondo, che ha sede ad Atlanta. Nei suoi laboratori verrà attivata la procedura di massima sicurezza. 


Non è la prima volta che virus pandemici vengono trattati, suscitando aspre polemiche per la  possibilità -in caso di una falla nei controlli- di dare il via a pandemie su scala globale. Spesso però questi allarmi sono del tutto immotivati, e fanno leva su una paura giusta ma gonfiata dal nome altisonante dei virus, come successe per il vaiolo. Il virus del vaiolo nel 2014 era disponibile solo in campioni custoditi in due laboratori, uno russo e l'altro statunitense. La sua sorte fu decisa nell'Assemblea mondiale della Sanità. Una parte degli scienziati volevano distruggere i campioni ancora disponibili, ma secondo un gruppo internazionale di microbiologi quest'azione si poteva rivelare deleteria per un' eventuale ritorno di questa malattia. Con i virus non bisogna scherzare, in caso di replicazione virale incontrollata non ci sarebbe una seconda possibilità, ma nessun virus preistorico appena risvegliato è pronto a ucciderci tutti. Almeno per adesso. La prudenza comunque non è mai troppa.

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Commenti: 14
  • #1

    P.Ettore (martedì, 15 settembre 2015 14:38)

    Se questo virus fosse stato trovato nella alpi italiane, o..in campania XD, insomma nel nostro paese io qualche motivo di cagarmi addosso l'avrei avuto.
    Siccome ci sentiamo onnipotenti non abbiamo più paura di niente.
    Questa tranquillità diffusa a profusione ci ucciderà.

  • #2

    Receptionist (martedì, 15 settembre 2015 16:15)

    Che vuoi dire con la campania?

  • #3

    Pietro Paolo Aiello (martedì, 15 settembre 2015 18:18)

    "Se questo virus fosse stato trovato nella alpi italiane, o..in campania XD"

    Complimenti lei è riuscito ad essere razzista e ignorante nella stessa riga.
    L'Italia ha uno dei sistemi sanitari e di controllo migliori del mondo, quando c'è stata ebola da noi allo spallanzani 100% di guarigioni e nessun allarme. Si informi com'è andata nelle altre parti del mondo che lei considera probabilmente "evolute".

  • #4

    Giotto (martedì, 15 settembre 2015 18:49)

    Cos'ha fregato gli ET nel film la guerra dei mondi ?...

  • #5

    MarioDG (mercoledì, 16 settembre 2015 01:15)

    In campania? Ah ma non avevo notato l'emoticon "XD". A parlare è un ragazzino. Fai pure...

  • #6

    Fausto (mercoledì, 16 settembre 2015 10:38)

    Quando e se un virus scapperà daranno la colpa agli stati uniti vogliamo scommettere?

  • #7

    Il Forestiero (mercoledì, 16 settembre 2015 11:07)

    Io invece penso che il rischio è ampiamente sottovalutato. L'allarme pandemia è presente e alla grande se un virus qualunque rimane intrappolato in un ambientale per millenni e si risveglia. Il nostro organismo non può combattere i virus da solo se non è in grado di "riconoscerli". C'è anche il pericolo di una mutazione genetica o di peggio una ricombinazione genetica, ma per i media meglio occuparsi dell'ultima spaccata di Livia fusco.

  • #8

    UfoDrome (mercoledì, 16 settembre 2015 13:28)

    ... c'è chi riesuma cadaveri centenari per acciuffare il ceppo della spagnola ... e ci preoccupiamo per un virus preistorico ?

    ... il maggior rischio per la nostra specie non sono i virus ... è la nostra stessa specie ... ;) date retta ...

  • #9

    El Pais (mercoledì, 16 settembre 2015 15:01)

    Se fate analizzare i topi di casa vostra una buona percentuale avrà il virus della peste.
    Ma di che parliamo ? Sono anni che i laboratori maneggiano bacilli che fungono da armi biologiche come l'antrace e nessuno ha mai gridato allo scandalo.

    #L'Italia ha uno dei sistemi sanitari e di controllo migliori del mondo,

    Su questo mi permetto di avere forti dubbi...

  • #10

    Daniele (mercoledì, 16 settembre 2015 15:49)

    Boh, avevo postato ma sembra il mio commento sia andato perso.
    E' molto difficile e ostico postare qui, il sito appare spesso off-line e poi accorre l'approvazione per la delibera, il che rallenta e crea di fatto impossibile rispondere ad eventuali domande o citazioni di altri utenti in tempi brevi.(non me ne voglia la direzione la mia e' solo una considerazione.
    Cmq in breve volevo dire, che non basta che si trovi un virus sconosciuto per poter affermare con certezza matematica pandemia umana !!!
    Come tutte le forme di vita sulla Terra anche virus e batteri si sono specializzati per attaccare le proprie prede, perche' cio avvenga e necessario un meccanismo biologico condiviso tra le "prede". Questo diventa evidente con un semplice esempio.
    se vi recate in un parco potrete notare che numerose piante sono malate o attaccate da parassiti (batteri,virus,parassiti) ma dal momento che voi non avete ne clorofilla,ne foglie,ne linfa, non sarete mai infettati da questi patogeni poiche' anche se ne venite in contatto l'agente patogeno non puo' infettare il vostro corpo poiche non ritrova in esso i meccanismi biologici che e' in grado di attaccare.
    Questo la dice lunga anche in caso di famosi virus o batteri extraterrestri che ipoteticamente potessero arrivare sulla Terra. Faccio notare che la questione vale nei due sensi, se il vostro sistema immunitario non riconosce tali virus e vero anche il contrario ossia anche il virus extraterrestre si troverebbe di fronte ad una specie sconosciuta e non e' detto che abbia la possibilita' di attaccarlo, poiche la biologia terrestre di base potrebbe essere assai differente dalla biologia presente nel sistema extraterrestre.
    Anche nel caso di virus e batteri rimasti ibernati tra i ghiacci potrebbe verificarsi un paradosso, ossia virus specializzati per aggredire specifiche piante o specie animali,potrebbero essere sopravvissute,nei ghiacci ma non le loro prede che nel frattempo si sono estinte non potendosi ibernare a loro volta. Per fare un altro esempio,molto lampante,si sono trovati pollini ancora vitali di migliaia e migliaia di anni fa tuttavia essi non possono piu' svolgere la loro funzione poiche' le piante di tali varieta' nel frattempo non esistono piu', e di sicuro non sono in grado di impollinare specie differenti dalla propria.
    Quindi e molto importante specificare che anche virus e batteri sono specializzati per attaccare la propria nicchia, e solo in presenza di meccanismi biologici condivisi vi e' un contagio interspecie. Non voglio sminiure il problema ma solo mettere alcuni "paletti" per riportare la discussione su un binario meno allarmistico.
    Abbiamo avuto sulla Terra terribili pestilenze tuttavia nonostante l'estrema pericolosita' siamo ancora su questo pianeta. Anche in caso di nuove pandemie la natura ha sempre un uscita di emergenza ovvio non per tutti, eppure anche durante la peste la spagnola l'epidemie di tbc ecc alcuni riuscvano a sviluppare l'immunita' naturale da tali patogeni.
    Secondo me non occorre sottovalutare il pericolo,ma neanche sottovalutare l'uomo.
    ma scaramanticamente....teniamo le dita incrociate.

  • #11

    Closer (mercoledì, 16 settembre 2015 16:54)

    Voi pensate ai virus preistorici che intanto...
    http://www.parmatoday.it/cronaca/virus-dengue-fidenza.html

  • #12

    Nugnes (mercoledì, 16 settembre 2015 17:14)

    Si ma il pericolo se ho capito bene non è tanto adesso ma in futuro quando con l'effetto serra si scioglierà la coltre di ghiaccio che tiene "ibernati" questi virus.
    Non vedo come l'uomo possa intervenire, ci vorrebbero miliardi di dollari e francamente siamo in altro problemi affaccendati.

  • #13

    Daniele (mercoledì, 16 settembre 2015 21:50)

    @Nugnes
    Si, ma se il/i virus era presente alla comparsa dell'uomo allora l'uomo ne e' gia' venuto a contatto in passato, e mi pare ovvio che sia sopravvissuto.
    Se invece tali patogeni erano antecedendi alla comparsa dell'uomo e' molto probabile che non possano infettare un organismo che neppure esisteva, per ciu il virus non sa come infettare un organismo a lui sconosciuto, con unsistema immunitario altrettanto sconosciuto e con meccnismi biologici differenti a quelli di migliaia o milioni di anni.
    Cissa' magari tra questi agenti patogeni c'e' "la peste delle tigri a sciabola" "l'allopecia del mammouth",e gli "orecchioni del bradipo gigante" ma dal momento che sono estinti tale virus non e' in grado di trovare un ospite per propagarsi e riiprodursi.
    Riguardo pero' al riscaldamento globale paradossalmente vi e' un collegamento, ossia l'enorme quantita' di metano congelata nel permafrost che una volta sciolto e liberato andra' ad aggiungersi ai gas serra gia' presenti e probabilmente in quantita' assai maggiore dei gas gia' presenti.
    Per il momento io rimanderei l'ispezione all'armadietto dei farmaci alla ricerca dell'odiata supposta. Ciao raga !
    ah,dimenticavo...l'agente trovato in siberia da aggiornamenti pare che attacchi le amebe e solo quelle....quindi anche se avete la stessa indole e abitudine di tale animaletto (io in prims piu' pigro e lento di un bradipo appena svegliato) non sarete contagiati.

  • #14

    Lorenzo (venerdì, 18 settembre 2015 21:21)

    In effetti ci vuole tempo in entrambi i casi, ossia per l'essere contagiati e per sviluppare immunità, salvo che la sua struttura sia già compatibile con l'organismo che viene a contatto con lui.
    A monte, però, esiste una certezza; Se il bacillo è un virus, ha alte probabilità di modificare la sua struttura per infettare nel più breve tempo possibile (ne va della sua vita) il primo ospite che lo inali o che lo ingerisca o che, in tutti i casi, gli consenta di entrare nel sangue per infettare uno o più organi al solo scopo di moltiplicarsi creando danno: La morte dell'ospite non è importante per lui quanto al contrario potrebbe esserlo per un batterio.