La coppia sarda che vuole farsi ibernare: "Ci vediamo fra 200 anni, magari su Marte"

Una coppia sarda sta conoscendo insperata popolarità per decisione di farsi ibernare. Loro sono la fisioterapista Rita Poddighe e l'infermiere Daniele Chirico che hanno sborsato ben 60mila euro per farsi "congelare" dopo la morte con l'obiettivo di risvegliarsi in un futuro molto lontano. La donna sarà la prima ibernata d'italia come racconta lei stessa con orgoglio alla Nuova Sardegna. Cinicamente si potrebbe far notare che sarà la data della sua morte a decidere se primeggerà nella lista. A seguire la loro storia.

La Poddighe sembra avere le idee chiare anche sul dopo: "Svegliarmi sarà bellissimo, vorrò subito conoscere i miei discendenti e mi auguro che per allora qualcuno abbia pensato ad accorciare le distanze così da poter raggiungere luoghi e persone a me care in breve tempo". La donna e il marito hanno stipulato un contratto con il Cryonics Institute del Michigan, gestito da un’organizzazione no profit che nel centro statunitense accoglie le persone che da vive hanno sottoscritto un documento per chiedere che il proprio corpo venisse criopreservato, con la speranza di ripristinare in futuro le funzioni vitali.

 Tutto è partito da una ricerca interiore, spiega la donna al quotidiano sardo "quella che porta gli uomini e le donne – spiega la coppia – a fare un percorso di crescita e comprensione di se stessi" E casualmente, navigando qua e là su Internet, ecco le prime notizie sulla possibilità, già conosciuta e consolidata negli Stati Uniti, di ibernarsi. In realtà il contratto è stato sottoscritto già nel 2012 per 60 mila euro, ma la loro storia racconta dal quotidiano sta mettendo la coppia nell'occhio del ciclone. Giudizi che non danno fastidio alla donna "Non c’è nulla di perverso e di scandaloso in questa scelta. Non si tratta di un modo di esorcizzare la morte, tantomeno di un atto di irriverenza nei confronti delle religioni. E neppure mi spaventa l’idea che quando mi sveglierò il mondo sarà diverso. Anzi, mi entusiasma moltissimo»"


Nessuna sicurezza

Abbiamo spiegato in molti articoli la situazione attuale dell'ibernazione che tutt'oggi non da certezze a fronte di costi ingenti da parte dei sognatori dell'immortalità. Ma la ricerca di un limbo che preservi il corpo in attesa di potersi risvegliare nel futuro è un sogno che intriga molte persone in tutto il mondo.


Nota con il termine di criopreservazione, consiste nel tentativo di conservare nel tempo il corpo di una persona mediante il veloce abbassamento della temperatura fino a raggiungere valori vicini allo zero assoluto.

Lo scopo sarebbe quello di "scongelare il corpo" a distanza di anni, mantenendo inalterata l'integrità dei tessuti, degli organi vitali e del cervello e poter fermare il tempo. Come sperano Rita e Daniele.


La pratica è ancora una chimera scientifica ma i sostenitori dell'ibernazione umana sostengono che bisogna finanziare la ricerca, anche a costo di fallire. Il ragionamento alla base è semplice:" la probabilità di resuscitare un corpo ibernato, per quanto piccola, è sempre maggiore della probabilità di resuscitare un corpo distrutto dal tempo trascorso sotto terra anche una infinitesima probabilità vale l'investimento economico necessario per procedere con la tecnica di crioconservazione".

Il mercato della "Biostasi"

Come in tutti i campi, l'ibernazione umana ha rapidamente scalato la vetta dello sfruttamento commerciale. Esistono alcune società in Europa ma soprattutto negli Stati Uniti, che promettono di effettuare l'Ibernazione umana, (criopreservazione, biostasi o come la si voglia chiamare) dietro un lauto compenso. A una di queste si è rivolta la coppia sarda.

 

E' una pratica consentita dalla Legge. Il corpo di pazienti terminali, dopo la morte viene preso in consegna. Si procede con l'abbassamento della temperatura corporea di persone dichiarate legalmente morte, fino al raggiungimento della temperatura dell'azoto liquido. A quel punto la decomposizione si ferma e la speranza è che, in futuro, sarà possibile riportare in vita tali persone, nonché ripristinarne la condizione giovanile e di salute, tramite sufficientemente avanzate procedure scientifiche. Una persona mantenuta in tali condizioni è considerata un "paziente criopreservato", in quanto nelle intenzioni ottimistiche dei fautori di questa tecnica, l'essere umano non è considerato come realmente "morto". 

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Commenti: 15
  • #1

    Daniele (sabato, 29 agosto 2015 14:33)

    Gia', e al loro risveglio l'agenzia delle entrate gli manderà una cartella esattoriale per i 200 anni evasi, con tanto di interesse di mora.

  • #2

    Satan (sabato, 29 agosto 2015 16:46)

    60.000euro spesi allegramente, poi dicono che in italia c'è crisi .

  • #3

    Matusalemme (sabato, 29 agosto 2015 20:23)

    Li aspetto al varco.

  • #4

    FABIOSKY63 (domenica, 30 agosto 2015 06:21)

    "...una chimera scientifica..."

    oppure semplice medicina del futuro prossimo!?! eee SuperOtto che dice?!? saranno "alieni" o...solo delle sue parti?.. :D

  • #5

    Giotto (domenica, 30 agosto 2015 10:02)

    Eppure in sardegna c'e la percentuale più alta di centenari.
    Non gli bastano 100 anni di questa vita? Ingordi eh

  • #6

    Roy T. (domenica, 30 agosto 2015 11:37)

    ...Mi spiace ma non ci credo miminamente a questa tecnica. Specialmente se il corpo è già morto!!! Se il cuore fosse stato mantenuto in vita con un battito bassissimo allora sarebbe stato completamente diverso. Poi c'e' anche tutto il discorso legato alla muscolatura che con il tempo si atrofizza. Potrebbe però essere ironicamente la prima non morta zombie del futuro!!! :)
    Non capisco se questa sua fiducia spensierata sia dovuta a ignoranza scientifica oppure ha veramente fiducia cieca nella tecnologia del futuro (o soldi da buttare), che secondo me, non riuscirà comunque a far tornare in vita un corpo morto, al max potrà donare gli organi, quello si. Per il futuro, riguardo alla preservazione, lo immagino come una camera con liquido molto simile a quello amniotico dove il corpo può respirare ed è in una specie di coma, con elettrodi che stimolano perennemente le parti muscolari e nervose.

  • #7

    Primo (domenica, 30 agosto 2015 15:08)

    Non ci dovete credere ora, ma fra circa 40/50 anni. E se andasse in porto l'investimento ripagherebbe totalmente il rischio, molto di più delle polizze vita che la metà degli italiani paga a botte di 30/40 euro al mese senza lamentarsi, per un premio sulla morte che facendo le corna non si godrà mai.
    Tuttavia io se avessi dei soldi li investirei nel blocco genetico del deterioramento cellulare. Dobbiamo fermare il processo di invecchiamento, non ibernarci. Se un uomo viene congelato a 75 anni non ha senso. I suoi tessuti rimangono quelli da anziano, cuore polmoni e malattie eventuali permangono una volta tornato in vita. Invece se si agisce sul logoramento dei telomeri, le parti terminali dei cromosomi nelle cellule eucariotiche si può fermare il deterioramento cellulare connesso all'avanzare dell'età. Si sa che la lunghezza dei telomeri è correlata alla longevità potenziale, modifichiamo geneticamente questo fattore per allungare la vita almeno del doppio. Ci vorrà tempo ma ci arriveremo, per ora il rischio di cancro è troppo alto per agire sul dna e i soliti campioni dell'etica sicuramente farebbero casino. Per il resto nella vita ognuno sceglie in libertà di investire i propri soldi come vuole.

  • #8

    El Paso (domenica, 30 agosto 2015 18:36)

    "Poddighe" ???? tutte le sarde sciroccate hanno il prefisso Podd ?
    Anche la Podda e il suo coniglio alieno loI
    Io sono per la cremazione, poi spargerò le mie ceneri nel mediterrano, tutto biodegradabile a impatto 0.

  • #9

    Paolino (domenica, 30 agosto 2015 21:27)

    Ci vediamo fra 200 anni... sì, dentro un Martini, sotto forma di cubetto di ghiaccio!

  • #10

    Delta Force (lunedì, 31 agosto 2015)

    @Primo, e chi ci dice che in futuro non sarà possibile invertire il ciclo biologico?

  • #11

    Daniele (lunedì, 31 agosto 2015 18:08)

    Scherzi a parte, ho iniziato a pensare alla faccenda in maniera piu' ampia e "pratica" se mi pasate questa espressione. Pensando tra me e me mi sono sorti alcune perplessita'.
    Ora, per puro gioco ipotizziamo che la "cosa" funzioni e che circa 1000 persone (numero a caso ma decidete voi il numero) riescano a rimanere congelate in modo ottimale per circa 300 anni (anche qui numero ipotetico e anche qui decidete voi).
    Ora supponiamo che un giorno una societa' riesca a clonare da una singola cellula (congelata o meno)un corpo perfettamente funzionante depurato da difetti genetici e che possa ospitare il donatore (il suo cervello o il suo "download".oppure che sempre con tale tecnica riesca a riparare o ricostruire il corpo del malcapitato.Supponiamo sempre per gioco che la cosa funzioni e che tale socita' offra questo servizio ad una popolazione di reddito medi alto.Ora mi domando chi si occuperebbe mai di quei ipotetici 1000 corpi chiusi in magazzino. Mi spiego meglio, immaginate che un responsabile vada dall'amministratore delegato della societa' e gli ricordi di quei 1000 corpi acquistati o ereditati tempo addietro risalenti a secoli fa'. Che farne ? chi pagherebbe il costo della procedura di risveglio-ricostruzione ? oltre a qualche universita' o centro studi interessato al processo per ottenere testimonianze dirette di un lontano passato direttamente dai risvegliati, gli altri "crionauti" a chi interesserebbero ?
    Immaginiamo che nel 1600 500 cittidini si fossero potuti ibernare e che in questo momento avessimo gia' la possibilita' di "risvegliarli-ricostruirli" in totale sicurezza. Chi avrebbe il dovere,onere,responsabilita' o interesse nel riportarli in vita ?
    Altra questione, che futuro avrebbero nella nostra societa' ? interesse ? talk show ? e una volta finito il "circo" ? si adatterebbero al gap ? avrebbero la possibilita' materiale di adattarsi e comprendere pienamente il nostro tempo e vivere felici o almeno una vita normale ?
    E se fossero di piu' ? chesso 5000 o 10.000 0 100.000 o un milione o 10 milioni le persone che decidessero di criogenizzarsi col passare degli anni e dei secoli ?
    Una volta che esistesse la tecnologia chi avrebbe interesse a riportali in vita ? va da se che anche se avessero stipulato una poliza assicurativa magari nell' arco di 100 200 anni la compagnia potrebbe non esistere piu', e sicuramente non potrebbe ricoprire i costi tra 300 anni per via della svaluazione del premio pagato in origine.
    Altra questione, se fosse possibile rivegliarli ma si decidesse di non farlo, in sede ipoteticamente legale sarebbe una violazione dei diritti ? o peggio se si decidesse di staccare la spina per poi seppellirli invece che "risvegliarli",potrebbe considerarsi omicidio ?
    Non so voi ma di implicazioni ce ne sarebbero altre a centinaia..io mi fermo qui perche' gia' ho il mal di testa. Unica cosa che posso consigliare ai parenti dei crionauti e di non regalare una coperta termica con la scritta "nella speranza che ti tenga caldo durante il tuo lungo sonno attraverso il tempo".
    Felice giornata a tutti.

  • #12

    UfoDrome (martedì, 01 settembre 2015 10:07)

    ... quando si dice ... una trombata lunga 200 anni ...

  • #13

    Superciuk (martedì, 01 settembre 2015 10:25)

    Un bel bicchierone di barbera con 50 goccie di nitroglicerina è più efficace senza farsi ibernare, e' una bomba credetemi.

  • #14

    Maurone (mercoledì, 02 settembre 2015 09:57)

    Risvegliarmi dopo 200 anni e scoprire che tutto quello che avevo e che ho conosciuto è letteralmente sparito, incluse le persone... mi fa venire il capogiro!!! E poi, ammesso che mi riportino in vita, chi mi darebbe da mangiare? A chi mi rivolgerei per avere un lavoro? E poi quale lavoro? Un elettricista di 150 anni fa troverebbe lavoro nella società odierna? Chi lo assumerebbe? Il salto dalla valvola termoionica al microprocessore è roba da capogiro! Dovrei tornare a scuola e reimparare quasi tutto, ma chi mi mantiene mentre io torno sui banchi di scuola? Sempre ammesso che, con un cervello che ha 300 anni sulla groppa, io riesca ad imparare e a studiare sul serio, del ché dubito parecchio! Insomma, lasciatemi morire in pace, meglio un paradiso vero di qualsiasi "paradiso terrestre", se poi sei ateo e non credi a nulla, come dicono a Roma... so' tutti ca**i tuoi! Ciao!

  • #15

    Ruphus (mercoledì, 02 settembre 2015)

    Beh, magari fra 300 anni il Colosseo e San Pietro a Roma ci saranno ancora. Non so il grande raccordo anulare o l'ATAC o l'ACEA, però è già qualcosa no? Magari fra 300 anni si risveglia dall'ibernazione pure il sindaco Marino e potrete prendere un caffè insieme, ovviamente pagato da te, mica da lui! A proposito... ci sarebbero da pagare ancora tutte le multe della sua Panda Rossa... chi si fa avanti?