Stephen Hawking: da un buco nero si può uscire e ritrovarsi in un altro universo

Stephen Hawking "riscrive" alcuni postulati sui buchi neri e fa scalpore. Il genio inglese che dello studio degli enigmatici oggetti in grado di intrappolare anche la luce ha fatto una missione di vita, ha detto chiaro che da un buco nero "si può uscire", le informazioni possono tornare indietro e che dall'altra parte potrebbe esserci un "nuovo universo" Parole pronunciate al Kth Royal Institute of Technology, a Stoccolma, che hanno suscitato molta curiosità? Cosa vuol dire in concreto? 

Partiamo dall'inizio, dalla conferenza stampa dell'astrofisico britannico a Stoccolma:

Prima di tutto è utile spiegare cosa sono i buchi neri. Si formano quando le stelle collassano sotto il peso della propria gravità.  Einstein nella relatività generale spiega che il campo gravitazionale è così forte che qualsiasi cosa ci caschi dentro non riesce più a uscirne. Questo vale anche per la luce. Ecco da dove deriva l'espressione buco "nero. Hawking nel suo ultimo lavoro andando contro la granitica certezza di Einstein, sostiene che è tempo di cambiare parzialmente la visione  delle cose, che il buco nero sarebbe grigio, sarebbe più permeabile di quanto pensato e forse attraversabile. Da cosa? dalla luce dunque dalle informazioni che si troverebbero a quel punto in un "non luogo".

Tutto questo risolverebbe un paradosso. Spiega Andrea Chatrin su La Stampa:

Per spiegare il funzionamento di un buco nero bisogna mettere insieme due cose che insieme non vanno proprio: la relatività generale di Einstein (che regola lo spazio-tempo) e la meccanica quantistica (come si comportano le particelle sub-atomiche). Collassando, la materia di cui era composta la stella darebbe origine a una singolarità, cioè un punto con campo gravitazionale tendente all’infinito e dove le leggi della fisica «saltano». Tutto attorno, il buco nero. Il confine tra il buco nero e il resto dell’Universo è stato battezzato dai fisici Orizzonte degli Eventi. È il punto di non ritorno. La materia che attraversa l’Orizzonte degli eventi - secondo i fisici - potrebbe sparire, perdere memoria della propria informazione, cozzando contro un pilastro della fisica classica. E qui, appunto nascono i problemi. O, meglio, il «Paradosso dell’informazione del buco nero».  

 

Ovvero?  

Ad esempio dal buco nero non sarebbe più possibile determinare le caratteristiche della stella che l’ha generato o di ciò che il buco nero ha «divorato». Negli Anni 70 lo stesso Hawking capì che i buchi neri potevano evaporare, rilasciare sotto forma di radiazione ciò che avevano inghiottito, ma lo facevano in maniera caotica. È la Radiazione di Hawking. Negli anni il fisico britannico cambiò idea, sostenendo (nel 2004) che l’informazione poteva sfuggire ai buchi neri. (E per questo perse una scommessa con il collega John Preskill, cui dovette regalare una Enciclopedia del baseball). 

 

Hawking, non spiega nei dettagli il suo lavoro, che come tutte le ricerche dovrà essere ricontrollato in revisione paritaria ma anticipa i punti salienti. L'astrofisico sostiene che le informazioni all’interno del buco nero potrebbero venire “imprigionate” nell’Orizzonte degli eventi sotto forma di «una specie di ologramma» in due dimensioni. Hawking ha detto che «l’informazione non è contenuta all’interno del buco nero come ci si potrebbe aspettare, ma nel suo confine». E che sarebbe rilasciata, anche se in forma caotica e pur sempre «inutilizzabile». 

 

Allora potremmo entrare in un buco nero?  

No, -Spiega Chatrian- soprattutto non potremmo pensare di uscirne. O meglio, «sarebbe come avere le ceneri dell’Enciclopedia Britannica: contengono tutte le informazioni, ma non potremmo recuperarle».

 

Oltre all’ologramma, Hawking ha avanzato una seconda ipotesi: le informazioni potrebbero uscire in un universo parallelo. «Il buco nero avrebbe bisogno di ingrandirsi e così facendo, ruotando si “scava” un passaggio in un altro universo. Ma non si può tornare al proprio universo. Il senso di questa conferenza - ha concluso - è che i buchi neri non sono così neri come li abbiamo pensati fino a oggi. Non sono eterne prigioni».

 

Ma lui verificherebbe di persona gli chiede qualcuno ironicamente? Lui si dice pronto ad andare nello Spazio ma nello specifico non è una cosa che ha intenzione di verificare. 

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Commenti: 11
  • #1

    Norman Coletti (sabato, 29 agosto 2015 00:47)

    Fatelo tacere, per il suo bene. Prima dice che Dio non esiste, poi che è meglio non contattare gli alieni, adesso va contro Einstein. E' in una lunga agonia, eppure ho amato il suo ultimo libro "il grande disegno" ma da li in poi...il declino.

  • #2

    vradox (sabato, 29 agosto 2015 04:34)

    ho letto su "le scienze" di qualche mese fa che, secondo una teoria, il nostro universo altro non sarebbe che "l'orizzonte degli eventi" tridimensionale di un buco nero quadrimensionale (il che presuppone l'esistenza di un altro universo quadrimensionale... che sia l'orizzonte degli eventi di un buco nero pentadimensionale? e così via all'infinito?) il che collima con quanto detto da Stephen Hawking.

  • #3

    OAXVI (sabato, 29 agosto 2015)

    Sta passando sotto silenzio una cosa che dice Hawking, sta praticamente confermando la teoria delle stringhe.
    Il "lord" sta descrivendo un portale dimensionale se non ve ne siete accorti.

  • #4

    Giotto (sabato, 29 agosto 2015 10:27)

    Vradox veramente in voga ora sta andando la teoria del 2D cammuffato, non so se conosci: quello che noi percepiamo come tridimensionale potrebbe essere nient’altro che un trucco: un ologramma 3D su un enorme orizzonte cosmico 2D.

    http://www.media.inaf.it/2015/04/28/e-se-luniverso-fosse-un-ologramma/

    A me di queste teorie lascia perplesso la cadenza di uscita, uno smentisce l'altra.

  • #5

    vradox (sabato, 29 agosto 2015 15:52)

    @ giotto
    si, ne avevo sentito parlare... "l'universo olografico" c'è anche un libro in giro con questo titolo.

  • #6

    Daniele (sabato, 29 agosto 2015 22:15)

    Ho letto alcuni commenti negativi riguardo a "Buco Nero Howking" )come viene chiamato afettuosamente nella serie animata futurama).
    Nonostante tutti i commenti siano leciti io userei molta cautela nel denigrarlo. Il fatto che spesso abbia rivisto le sue tesi gli fa molto onore e ci fa capire che la sua mente sia ancora esplosiva. Solo i veri geni rivedono le proprie idee alla luce di nuove scoperte,piuttosto che arroccarsi all'infinito. E questa visione permette di proseguire nonostante gli "inciampi"a nuove visioni nuove scoperte.
    Riguardo al fatto che alcune sue teorie o idee abbiano fatto gridare al declino dello scienziato non mi trovano in sintonia perche' vi e' l'ipotesi che egli sia "oltre". E per spiegare il mio concetto faccio un esempio. Immaginate 7 miliardi di automobili simili ma diverse per certi aspetti (cioe' gli esseri umani sul pianeta) allineate su una pista, un infinito rettilineo,e immaginate di dare il via....All'inizio piu' o meno tutte le automobili sono appaiate (cioe' si hanno idee condivise un po' da tutti) ma via via che passa il tempo alcune macchine piu' veloci ci distanziano piano piano. Per un po' possiamo tuttavia cercare di seguirle almeno con lo sguardo....(sforzo mentale)...ma poi spariscono dal'orizzonte. Ora una volte perse di vista solo il tempo e magari secoli potranno dirci fin dove sono arrivate quelle macchine, se sono giunte da qualche parte,oppure se si sono perse per strada. Forse Howking attualmente e' "l'automobile"piu' veloce e noi non possiamo piu' vedere ne seguire il punto fin dove e giunto perche' ormai e' sparito all'orizzonte. solo il tempo dira' se la sua rotta era quella giusta. E poi scusate la mia modestia.....chi sono io per contraddire Howking ??? :)

  • #7

    Malles (domenica, 30 agosto 2015 00:20)

    Al siùr Daniele che mi fa lo starter automobilistico...
    Scientificamente una teoria non può (non dovrebbe) ritenersi valida se non corroborata da verifiche date da esperimenti di laboratorio. La differenza sostanziale è che sui buchi neri non si hanno al momento nessuna certezza.

    Un conto è compiere esperimenti, semplici o complessi, siano di fisica, di chimica o di qualsiasi altra branca della scienza, ma sempre "diretti" e controllati, un'altro conto invece è pretendere di dare giudizi definitivi su fenomeni che sono tuttora al di là di rigidi controlli, sia per la complessità che per l'enormità contingente degli stessi. Dei buchi neri si è detto di tutto e di più, che erano "bianchi", che non esistevano, ecc. ecc. Questi cari miei, per ora sono più sfuggenti degli ufo di Zanfretta. Un saluto

  • #8

    Roy T. (domenica, 30 agosto 2015 01:31)

    E' la prima volta che scrivo su questo forum. Le teorie di Hawking sono sempre affascinanti, ecco perchè da diversi anni mi sono appassionato a questo genere di notizie. Mi affascina questo "mondo" vastissimo tutto da scoprire.
    Si è parlato di universo olografico e mi è venuto in mente questo video : https://youtu.be/7YWTtCsvgvg
    ...che se la vera realtà possa essere il 2d sullo schermo del telefonino e noi ne siamo la proiezione olografica?
    Per quando riguarda il buco nero, penso che, allo stato attuale, ma anche in un futuro lontano, l'uomo non potrà nemmeno avvicinarvisi. Anche pur avendo la tecnologia di raggiungere il centro della nostra galassia, una volta giunto in prossimità del buco nero, la materia diventerebbe "spaghettiforme" e in quel momento muori, senza nessuna attenuante! ...e andrai a far parte del chaos nell'orizzonte degli eventi. Anche se questa materia dovesse essere espulsa in altro luogo, non penso proprio che l'astronave si ricomponga. Solo il metallo fatto con un tipo particolare di metamateriale, che sappia io, puo' memorizzare la sua forma originaria. Ma anche in quel caso, le cellule si mischierebbero con il resto della materia già assimilata e non potrebbe ugualmente ricomporsi.
    Saluti.

  • #9

    vradox (domenica, 30 agosto 2015 03:14)

    si scrive Hawking....

  • #10

    Daniele (domenica, 30 agosto 2015 13:42)

    @ Malles
    Concordo, infatti nel mio scritto ho detto che solo il tempo ci dira' se queste teorie saranno fondate e verificate. Riallacciandomi al mio esempio bisogna aspettare che il "cronometrista" elenchi i tempi ottenuti per proclamare il vincitore.
    La storia e' piena di scienziati pensatori ecc, che hanno formulato teorie che purtroppo non potevano essere verificate al tempo della loro pubblicazione, e solo con l'avanzare della tecnologia si e' potuto stabilire la loro vera o falsa fondatezza,in sostanza rispetto al mio esempio il cronometrista non era in grado di stabilire il tempo poiche non aveva lo strumento adatto.del resto preciso che io mi pongo come semplice spettatore della corsa, senza prgiudizi ne beniamini per cui tifare pro o contro. Di certo non credo che dobbiamo aspettare la propulsione a curvatura per inviare una sonda nei pressi di un buco nero. Dobbiamo invece aspettare che la fisica scopra sempre di piu' e solo a quel punto sapremo il vincitore della corsa. Del resto ai tempi di Einstein non esistevano accelleratori di particelle in grado di verificare con mano l'esattezza o meno, tuttavia bastavano i calcoli per dimostrarla (certo alcune conferme su implicazioni piu' "settoriali" sono arrivate dopo). Insomma per come la vedo io ci troviamo di fronte ad una cassaforte incustodita e la gente vi mormora attorno, c'e' che dice che e' piena d'oro,chi di banconote, altri si dicono sicuri che sia piena di pietre preziose. E alla domanda "tu che cosa pensi Daniele ?" io rispondo "penso che dovremo attendere che il fabbro inovini la chiave giusta per aprirla"
    Un saluto e augurio di serena domenica all'amico Malles e a tutti i lettori.....
    ah,dimenticavo....guidate con prudenza e ricordatevi il limite di 300.000 km/s : )))))))
    ahahahahaha

  • #11

    UfoDrome (lunedì, 31 agosto 2015 16:10)

    Da un buco nero, una volta entrati, si può sempre uscire ...