Il lato oscuro della Luna in una sequenza di NASA DSCOVR che lascia senza fiato

La luna che gira intorno alla Terra da una prospettiva mai vista prima, quella che mostra il lato nascosto del nostro satellite. Lascia senza fiato l'incredibile sequenza in colori reali e ad altissima risoluzione, immortalata il 16 luglio 2015 dalla macchina fotografica speciale la Earth Polychromatic Imaging Camera (EPIC) montata nella sonda Nasa Dscovr, acronimo di Deep Space Climate Observatory in orbita a una distanza di 1 milione e 600mila chilometri dalla superficie terrestre. A seguire il video.

Dal punto Lagrangiano L1, dove le forze d'attrazione di Terra e Sole si bilanciano, la sonda monitora gli effetti del vento solare nonché gli oceani e il clima della Terra per la National Oceanic and Atmospheric Administration mantenendo uno sguardo fisso sul lato illuminato del pianeta che gli ruota davanti e quindi anche della Luna che, due volte l'anno, si frappone tra la Terra e Dscover, con il Sole alle spalle.

 

The dark side of the Moon: nel 1959 le prime foto

La sonda sovietica Luna 3 raggiunse e fotografò per la prima volta nella storia, la faccia opposta della Luna, quasi totalmente invisibile dalla Terra nel 1959. Quelle prime foto, -che viste adesso appaiono solo immagini sgranate e sfuocate- furono un grande passo avanti e permisero di creare i primi atlanti della nuova regione lunare. La fotocamera scattò 29 immagini in 40 minuti da una distanza di circa 64.000 km dalla Luna. Era la prima volta che agli scienziati di presentava un emisfero completamente differente da quello noto, costituito principalmente da valli e montagne, con solo due zone oscure che furono denominate Mare Moscoviense e Mare Desiderii.

Per fotografare il lato nascosto del nostro satellite Luna 3, venne fornita di un sistema denominato Yenisey-2, composto da una fotocamera con due lenti AFA-E1, una unità di elaborazione automatica e uno scanner. Le lenti avevano un obiettivo con focale lunga 200 mm F/5.6 e l'altro con focale di 500mm F/9.5.

 

Da quelle prime immagini è partita la curiosità degli scienziati sul lato Oscuro della Luna, che divenne con il tempo un modo di dire, un significato filosofico e politico, espresso nei suoi massimi sistemi nel concept album dei Pink Floyd The Dark Side of the Moon.

 

Ma per gli astronomi l’oscurità della Luna era un concetto scientifico rigoroso: gli studiosi non riuscivano a capire come mai i mari fossero presenti da una parte sola, e perchè la morfologia del nostro satellite si discostasse così tanto nei due emisferi.

 

Tutto questo fu oggetto di studio fino al 2014, nonostante numerose sonde continuassero a mappare e inviare immagini della Luna.
A giugno del 2014 un gruppo di ricerca dell’Università della Pennsylvania (Penn State) elaborò una teoria.

 

Secondo gli astrofisici della Penn State, le ragioni di questa differenza vanno ricercate molto indietro: fino alle origini della formazione lunare, come scrivevano in uno studio intitolato “Earthshine on a young moon: explaining the lunar Farside highlands” e pubblicato su Astrophysical Journal Letters

 

Potete continuare a leggere l'approfondimento che pubblicammo a Febbrario a questo link.

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