New York fra meno di 200 anni farà la fine di Atlantide?

New York come Atlantide: un parallelo inquietante ma possibile, se il riscaldamento globale continuerà a questo ritmo. Tra meno di 200 anni la Grande Mela potrebbe essere sommersa dalle acque. Secondo il Climate Central, un'organizzazione che si occupa di ricerca nel campo del cambiamento climatico, basteranno 6 metri di innalzamento, per sommergere vaste aree della Grande Mela. Va detto che non è un destino ineludibile, e che tra le possibilità questa è lo più scenario catastrofico. Lo studio pubblicato su Science prende come ipotesi un innalzamento delle temperature su scala globale di 2°C che costringerebbe a spostarsi quasi due milioni di persone. Ma c'è a chi andrebbe anche peggio.

I punti critici a New York evidenziati dal Climate Central
I punti critici a New York evidenziati dal Climate Central

Le zone più a rischio
Secondo la mappa realizzata dagli esperti, le zone più a rischio saranno la parte sud di Manhattan, Williamsburg (Brooklyn), Long Island City (Queens), gran parte del Bronx e l'isola di Staten Island insieme a tutte le altre isole della baia di Manhattan, compresa quella dove si trova la Statua della Libertà. Intanto gli organi federali sono al lavoro per realizzare una barriera verde che protegga la metropoli da eventi climatici estremi.

Uno scenario da film

Rischiano di essere inghiottite dalle acque nel corso dei prossimi 200 anni anche le aree dei tre maggiori aeroporti di New York: il JFK, Newark e La Guardia, mentre l'area di Coney Island verrebbe ridotta a un cumulo di sabbia. Sarebbe invece risparmiata la parte occidentale di Harlem, ma non quella orientale. Si tratta di uno scenario apocalittico "da film" che produrrebbe un impatto demografico enorme, con milioni di persone costrette ad abbandonare gradualmente aree sovrappopolate e a migrare verso lidi più sicuri.

 

Non solo New York

La situazione sarebbe molto peggiore dall'altra parte del mondo,in Cina, col paese asiatico che nella lista delle città a rischio conta 9 punti critici. Il più grande numero di persone colpite si avrebbe a Shanghai, dove 11,5 milioni di abitanti -il 39% della popolazione- dovrebbero essere spostati. 

Barriere contro fenomeni climatici estremi

Forse è anche per questo che nella grande mela è stato da poco presentato un progetto straordinario. Oltre 16 chilometri di parchi, edifici, chioschi, infrastrutture e percorsi naturalistici per proteggere la città di New York dagli uragani. E' il visionario progetto Dryline che prevede una vera e propria barriera "verde" che funga da scudo contro eventuali inondazioni e fenomeni estremi provocati dai cambiamenti climatici. Gli organi federali hanno stanziato 335 milioni di dollari per finanziare la prima fase del piano. Il progetto ideato dall'architetto danese Bjarke Ingels prevede in tutto 257 iniziative per rinforzare le difese costiere e gli edifici, potenziare i servizi e rendere i quartieri più sicuri e vivibili. La "cortina verde" dovrebbe abbracciare l'intera area che va da Central Park alle banchine di fronte la Statua della Libertà. La prima fase dei lavori punta alla messa in sicurezza della zona che si estende da Montgomery Street alla 23esima strada, nel quartiere Lower East Side. Il piano di Dryline propone inoltre di costruire ponti pedonali, una strada a sei corsie e pannelli mobili contro le mareggiate nella zona del ponte di Brooklyn, arrivando fin quasi al Palazzo di vetro dell'Onu.

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Commenti: 5
  • #1

    Daniele (giovedì, 23 luglio 2015 14:19)

    Nonostante molto spesso questi articoli suscitano sonore risate, vorrei farvi notare che dal 2000 ad oggi sono gia' decine gli isolotti abitati da piccole conunita' a dover essere evaquati a causa dell'iinalzamento degli oceani.
    Si tratta per ora di piccoli isolotti, con piccoli villaggi di pescatori,e di sicuro della loro evaquazione non à fregato nulla a nessuno.
    Ma la faccenda inizia a essere piu' evidente nel sud est asiatico e in molte regioni di Cina e Asia, dove milioni di persone vivono coltivando e pescando a ridosso degli estuari e dei delta dei grandi fiumi.
    L'innalzamento ormai palese causa l'infiltrazione dei mari all'interno dei fiumi per decine e decine di km, erodendo argini e salinizzando i campi agricoli divenuti inservibili.
    Di questo passo a breve milioni di persone dovranno cerare nuovi posti dove vivere.
    Il riscaldamento e' ormai iniziato e nessuna azione che intraprenderemo potra' porvi fine.
    Cio' che e' incredibile e' la rapidita' del fenomeno.
    Tanto per farvi un idea io vivo ai piedi delle alpi. 25 anni fa quando ero un ragazzo gli inverni erano rigidi con medie di -7 -10 gradi e per tre mesi la neve era un fatto normale.
    Quest'anno a Natale vi erano 18 gradi e per il dessert abbiamo deciso di mangiarlo in veranda.
    La domada che mi pongo e cosa dobbiamo aspettarci tra altri 20 anni...forse
    28 gradi a Natale e 50 in agosto ?

  • #2

    FABIOSKY63 (venerdì, 24 luglio 2015 18:36)

    Concordo con Daniele...
    devo solo aggiungere che in un sistema complesso le accelerazioni sono entropiche e distruttive e che i modelli statici e/o di semplice progressione geometrica sono fortemente riduttivi e del tutto irreali...in realtà lo scenario limite qui prefigurato è quello più VERO ed ovviamente si accompagna a molteplici altri collegati catastrofismi "indicibili"... o_O

    Mi chiedo se questi "esperti -che continuano a sviluppare modelli statistici lineari! ah!ah!- sanno oppure no! Che la distribuzione delle acque negli oceani NON è -e piu ne arriva MENO lo sarà!- equipollente...al contrario essa sarà dipendente dalle forze e varianti di sistema, quelli locali, quelli continentali, e quelli intercontinentali! La Terra è rotonda e "gira" nello spazio... o_O

    E NON è nemmeno una boccia ferma "appoggiata" su un tavolo da biliardo...dove l'acqua, per gravità, e una volta "in quiete", si distribuirebbe uniformemente e con lo stesso livello! Parlo del tavolo, NON della "boccia"... o_O

    Salut... :)

  • #3

    Receptionist (sabato, 25 luglio 2015 00:38)

    Il litorale domitio (Ce) , lasciato in preda alle mafie e all'incuria, ha perso in 20 anni circa 20 metri di spiaggia ma siccome non é Venezia , per la quale il progetto Mose ha stanziato fino al 2013 5 MILIARDI DI EURO, nessuno scrive manco una riga.
    Neanche una scogliera basica, questa é l'Italia.

  • #4

    Conte Martello (sabato, 25 luglio 2015 18:31)

    Chiunque frequenti il mare e fa un paragone con la sua infanzia si accorge dell’erosione delle linee di costa. Io parlo per l'italia e il problema ormai è irreversibile per la totale cecità dei nostri governanti per progetti di protezione delle piane costiere. Tanto che gli frega, gli italiani si accorgeranno di come sono messe le loro coste quando non gli rimarrà più un metro di spiaggia libera.

  • #5

    Daniele (domenica, 26 luglio 2015 01:46)

    Vorrei farei complimenti per la presa di coscienza ambientale che confesso mi ha stupito e vi porgo le mie scuse. sinceramente quando ho postato ero sicuro che avrei ricevuto una infinita' di critiche e invece no e mi fa molto piacere.
    Nel 2012 feci un corso Europeo sull'ambiente della durata di un anno.
    Rimasi veramente sconvolto della situazione attuale e da cio che ci aspetta ahime' tra circa 20 anni e decisi di postare su diversi siti ma fui sommerso da critiche feroci
    la piu' diffua e che son tutte fandonie per vender libri e che sono facili allarmismi complottisti.
    Vedo che la situazione sembra cambiata, ma non gioisco perche' forse la presa di coscienza e dettata dal deperimento velocissimo dell'ambiente tale da far cambiare idea in soli pochi anni.
    Per il discorso Mose il paradosso e che dalla progettazione alla realizzazione la situazione e peggiorata a tal punto che tra pochi anni sara' obsoleto ossia sottodimensionato rispetto alla situazione che si presentera' in futuro.
    Riguardo ai litorali oltre alla assoluta incapacita' dei governanti, va detto che e' pressoche' un fenomeno quasi impossibile da arrestare e cmq non applicabile su larga scala come un paese come il nostro che e' praticamente una costa unica.
    A breve molte case su litorali spesso abusive e spesso di proprieta' dei vip diverranno piu' che a ridosso del litorale...dentro al litorale. !!!
    Nel futuro il tentativo di un minimo di ripristinio dell'ambiente sara' il lavoro principale per molti abitanti del pianeta...e forse anche il business del futuro come voi provo per cio' un po' di orrore !!!