Vita aliena sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko? Facciamo chiarezza.

C'è vita sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko? A sentire alcuni studiosi si. A sentire la comunità internazionale no. Ma andiamo con ordine. L'astrobiologo Chandra Wickramasinghe intervenuto al National Astronomy Meeting, -una manifestazione organizzata dalla Royal Astronomical Society- ha speculato su alcune caratteristiche della cometa studiata dalla sonda Rosetta. Secondo lo scienziato delle evidenze strutturali della cometa, indicano la presenza di vita allo stato elementare, protetta da una coltre di ghiaccio. Come ha ha spiegato Wickramasinghe, le sue considerazioni sono di carattere personale, ma vanno approfondite. Allora facciamolo, e vediamo cosa ne viene fuori.

La cometa Churyumov-Gerasimenko (Esa)
La cometa Churyumov-Gerasimenko (Esa)

Che su  67P/Churyumov-Gerasimenko ci sia vita microbica concorda anche Max Wallis, che ha esaminato insieme a Wickramasinghe il flusso di dati che il lander Philae ha inviato a Rosetta e quindi all'Esa.


Ma qui cominciano i problemi. Una smentita secca (purtroppo) all'ipotesi di vita aliena su 67P/Churyumov-Gerasimenko arriva da Slate.


Phil Plat scrive:

Domenica, 5 Luglio 2015, il Guardian ha pubblicato un articolo sulla possibilità di vita sulla cometa 67P / Churyumov-Gerasimenko , che è attualmente in fase di studio dalla sonda Rosetta. Appena ne ho sentito sapevo che queste affermazioni venivano da Chandra Wickramasinghe, un astronomo dell'Università di Cardiff.


E rincara la dose: 

"Non è la prima volta che Wickramasinghe si mette a fare affermazioni oltraggiose sulla vita nei meteoriti, circa il virus dell'influenza proveniente dallo spazio (sul serio), sulla SARS proveniente dallo spazio, sulla pioggia rossa in India proveniente dallo spazio ..."

Il precedente delle diatomee

Wickramasinghe ha sostenuto in passato che siano state trovate delle diatomee (un tipo di alga) nei meteoriti Ha pubblicato delle immagini dicendo che queste piante microscopiche fossilizzate provengono dallo spazio. Plat però afferma che anche in questo caso Wickramasinghe non è stato completamente sincero. Le diatomee sono presenti oggi sulla Terra, in quantità massicce. E' possibile trovarle ovunque. Ciò rende molto più probabile che in realtà fossero diatomee terrestri, che hanno contaminato i suoi campioni - circostanza supportata dal fatto che la sua squadra a quanto pare non ha effettuato un secondo controllo-  e non ha provato che le rocce fossero meteoriti.

 

Il magazine Slate spiega tutto questo come premessa alle affermazioni Wickramasinghe sulla vita aliena su 67/P.La crosta scura sulla superficie della cometa 67P dice lo scienziato  "... non è facilmente spiegabile in termini di chimica prebiotica".  

 

Non è così secondo Plat: la crosta scura è un risultato naturale dell'esposizione di molecole organiche (cioè, a base di carbonio, non necessariamente vive) a radiazioni come la luce ultravioletta o particelle subatomiche nel vento solare. Il fisico Chris Lee parla di questo in un articolo di Ars Technica , dove si può confutare la tesi di Wickramasinghe, e sottolinea che questo tipo di formazione di carbonio è così comune che è persino un fastidio da affrontare in laboratorio.

 

Chi ha ragione?
E' possibile che la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko ospiti forme di vita semplici o complesse. Anzi è opinione comune della comunità scientifica internazionale che la vita sulla Terra possa essere esogena al nostro pianeta. I mattoni della vita potrebbero essere arrivati per panspermia da mondi lontani. Non deve stupire quindi che si cerchi la vita su 67P. Ma le affermazioni di Wickramasinghe ad oggi sono opinioni personali rilasciate durante un'intervista. Quindi no, non è stata trovata vita sulla cometa. E infatti subito dopo la diffusione della notizia sia Rachel Feltman sul Whasington Post Rachel Feltman che il Telegraph hanno scritto articolo molto critici. Aspettiamo quindi concretezza prima di esultare, non è detto che Phiale che si è svegliato da poco dopo un lungo sonno possa davvero trovare qualcosa di speciale su 67P/Churyumov-Gerasimenko.

Commenti: 10 (Discussione conclusa)
  • #1

    Michele Farone- Occima (martedì, 07 luglio 2015 18:17)

    Non commento mai ma questo volta lo faccio. Devo dire che nella mediocrità di quello che ho letto riuscite sempre a distinguervi in meglio. Impeccabile.
    Volevo solo aggiungere una cosa Wickramasinghe pubblica spesso con il Journal of Cosmology, una rivista patacca.

  • #2

    Crono (martedì, 07 luglio 2015 18:26)

    ...vai di cover up..

  • #3

    Tonon (martedì, 07 luglio 2015 18:54)

    La panspermia è una teoria più che valida continuino a rosicare.

  • #4

    mariano238 (mercoledì, 08 luglio 2015 12:58)

    A chi è tanto entusiasta della panspermia consiglio di leggere questo:

    1) A meno che non si postuli l’esistenza di una “biochimica alternativa” (proposta peraltro suggerita da taluni), la vita richiede determinati elementi (carbonio, ossigeno, idrogeno e azoto) in densità e quantità sufficiente per l’innesco di alcune basilari reazioni chimiche. Devono coesistere le giuste condizioni di temperatura e di pressione e un determinato valore di gravità. L’insieme dei fattori descritti nelle loro proporzioni rispettive è alquanto raro, anzi rarissimo nell’universo: il che rende l’esistenza della vita un evento estremamente improbabile.

    2) Lo spazio interstellare (microgravità, raggi cosmici, venti stellari e drastiche alterazioni di temperatura) arreca un danno considerevole alle molecole ed alle cellule viventi. Gli studi sugli estremofili (batteri e protozoi che vivono negli ambienti estremi) mostrano per esempio che il DNA ha un’emivita breve (1,1 milioni di anni), incompatibile con i tempi imposti dai viaggi interstellari.

    3) Inoltre i batteri non potrebbero sopravvivere al trauma gravitazionale e termico dovuto all’impatto terrestre, anche se una qualche protezione potrebbe essere offerta dal risiedere all’interno di una cometa.

    Di fatto la prova regina è e resta la documentata presenza di vita su un altro pianeta o corpo astrale. Come noto, nessuna prova è stata finora prodotta a tale riguardo.

    http://www.uccronline.it/2012/10/14/cera-una-volta-la-panspermia-la-teoria-che-sposta-solo-il-problema/

  • #5

    Giotto (mercoledì, 08 luglio 2015 13:59)

    A costo di fare la figura dell'idiota, ma che cos'è la pioggia rossa indiana ? 0.0
    Intendiamoci io un bagno di sangue in india per liberare i marò, lo vedrei bene ma la pioggia rossa è esagerato :D

  • #6

    Daniele (mercoledì, 08 luglio 2015 17:11)

    Credo che il problema vada affrontato alla fonte ossia
    1) (arduo) Cercare di dare un significato (in base alle attuali conoscenze) del significato di vita.
    2) Sempre in base alle nostre attuali conoscenze cercare di dotare le sonde di almeno un minimo di apparecchiature in grado di rilevarla. (arduo anche questo)
    Se non facciamo questo allora continueremo a leggere articoli simili almeno una volta al mese con gran fracasso di fanfare da una parte e fischi dall'altra.
    Il vero problema e che l'analisi indiretta si e' dimostrata fallimentare e lo abbiamo letto ogni volta che le varie sonde nelle varie missioni hanno trasmesso i dati.
    In pratica i dati erano perfettamente interpretabili nei due sensi e in sostanza oltre al rilevamento dei composti chimici ed organici non si riusciva a stabilire mai con certezza l'origine, se chimica, biologica.
    Insomma ricevere un dato da una ipotetica sonda del tipo: acqua,carbonio,calcio,fosforo,ferro,ecc, ha sicuramente
    un buon valore scientifico,e a prima vista nulla di speciale sono elementi presenti in tuttto l'universo, eppure ho appena descritto un uomo nei suoi elementi chimici piu' presenti.
    Ed e' qui il punto ricevere solo un analisi chimica rappresenta una grossa limitazione,e nel mio piccolo esempio che cosa avrebbe trovato l'ipotetica sonda ? semplici elementi molto diffusi o una tribu' "marziana ?"
    So che la faccenda e' piu' complicata e io ho sintetizzato al limite tuttavia' il problema resta ossia servono strumenti dedicati alla ricerca di vita (almeno come la conosciamo noi,anche se potrebbero essere forme di vita totalmente differenti, per il momento iniziamo dai meccanismi che conosciamo e sappiamo funzionare vista l'immensita e la diversita' delle forme di vita sulla Terra) altrimenti sulla sola interpretazione dei dati indiretti continueremo ad assistere ad articoli infiniti vita si vita no.

  • #7

    Lau (mercoledì, 08 luglio 2015 19:23)

    Daniele siccome (correggimi se sbaglio) te ne intendi ^_^ non credi che bisogna stabilire dove la materia organica ha preso vita ? E' quello il salto di qualità scientificamente parlando, e teologicamente parlando. Vita..ma cos'è vita? E siamo davvero interessati a minuscole cellule. Io da cattolica credo che la vita su altri pianeti sia intelligente, costruisca competenze, si evolva socialmente e spiritualmente. Però il verò problema è che siamo bloccati forse per un complesso o per paura ai microbi, e qui cerchiamo i fossili. Se fossimo noi a non essere pronti, forse questa vita non la vogliamo davvero trovare, forse fa più comodo essere soli. :))

  • #8

    Malles (mercoledì, 08 luglio 2015 21:11)

    Riporto:..."è possibile che la cometa Churyumov ospiti forme di vita semplici o complesse"...Penso che gli anni a venire daranno ragione a queste ricerche, che poi non è una novità, già negli anni '80 gli astronomi F. Hoyle e C. Wickramansinge negarono lo sviluppo endogeno della vita sulla Terra.

    Il motivo potrebbe essere ricercato anche nelle lacune della stessa storia Darwiniana, infatti la vita presente sul nostro pianeta è troppo complessa perchè possa essere rappresentata da una semplice evoluzione dal "fango primordiale".

    Ricostruendo il cammino dell'evoluzione degli esseri viventi sulla Terra, attraverso la testimonianza dei fossili, si nota che in alcuni periodi il processo appare troppo rapido, come se alcune tappe fondamentali fossero state saltate. Questi rapidi cambiamenti possono essere stati prodotti da microorganismi o virus provenienti dallo spazio, che avrebbero accelerato, o anche mutato, il processo evoluzionistico. Salutiamo

  • #9

    Daniele (mercoledì, 08 luglio 2015 22:25)

    Caro/a Lau la domanda che mi proponi e' una domanda a cui e' molto difficile dare una risposta.
    Come hai gia' anticipato essa ha risvolti che sconfinano dalla scienza,alla teologia,e filosofia.
    Provo a dare una mia personale risposta.
    Per prima cosa bisogna fare chiarezza su cosa sia un composto organico.
    Molti pensano che sia un residuo o un qualcosa originato da un essere vivente.
    La risposta e si e no e sono tutte e due esatte.
    Mi spiego meglio, possiamo dire che i composti organici sono tutte quelle molecole a base carbonio, ossia tutte le molecole in cui il carbonio crea legami piu' o meno complessi con altri elementi chimici (azoto,zolfo ecc) (ho sintetizzato ma potete approfondire per conto vostro).
    Ora ritornando a noi e volendo complicare un po le cose bisogna sapere che tutta la vita sulla Terra e' a base carbonio di conseguenza noi siamo composti di molecole organiche, e siamo esseri viventi, ma purtroppo anche la benzina contenuta nel vostro serbatoio e' composta da molecole organiche (e di certo non e' una fluido vivente).
    Cio' e dovuto al fatto che fu la decomposizione di foreste,batteri,ecc a formare il petrolio milioni di anni fa e la benzina e' una raffinazione del petrolio.
    Ma spesso i composti organici si formano per semplice reazione tra carbonio ed altri elementi senza che essi siano il sottoprodotto di vita organica.
    E qui mi riallaccio al mio primo intervento, dal momento che ora avrai capito che i dati delle sonde quando rilevano composti organici possono essere interpretati in due sensi (reazione chimica o derivati da vita biologica anche qui sintetizzo).
    Piu' difficile dare una risposta a cosa sia la vita, in genere si tende ad ipotizzare che un "qualcosa" in grado di avere un ciclo vita nascita morte,di reagire alle risposte dell' ambiente,e riprodursi sia vivo (sintetizzo anche qui piche' vi sono libri interi sull'argomento). Per esempio i virus non sono definiti propriamente vivi poiche in mancanza di un ospite essi non sono in grado di riprodursi e infatti usano le cellule dell'ospite per poterlo fare.
    Riguardo se vogliamo veramente scoprire la vita' direi che potremmo fare un esempio,
    Si potrebbe paragonare l'uomo ad una grande corporation che e' l'unica proprietaria di un brevetto,quindi nonostante sia curiosa di scoprire cosa fa la concorrenza,vuole mantenere la sua posizione di unica depositaria e produttrice.
    E chiaro che vedrebbe di cattivo occhio se domani un concorrente mettese a punto un prodotto molto migliore, analogalmente, l'uomo e piu' propenso a cercare esseri inferiori, piuttosto che una civilta' galattica che potrebbe avere un vantaggio rispetto a noi di migliaia o miloni di anni.
    Per scherzare e' un po' se come domani al sorgere del sole il leone re della foresta scoprisse che sono ricomparsi i T-Rex ! una bella seccatura per lui che era in cima alla catena e di colpo se la deve dare a gambe.
    Per il momento (parlo di scienza ufficiale) l'uomo e' l'unico essere nell'universo ad avere creato tecnologia, una societa' ecc,ecc...e un po' ci gongola...parecchio !!!
    E cio' lo porta a peccare di presunzione e ipotizzare di trovare solo fossili o piccoli batteri (ovvio tralascio il dibattito sulle condizioni dei pianeti del sistema solare dai 450 gradi di Venere al desertico Marte e le reali possibilita' di vita ecc,ecc)
    Quando avremo e se l'avremo mai una tecnologia per i voli interstellari di sicuro saremo piu' cauti perche le possibilita' di trovare qualcuno piu'in gamba di noi aumenteranno esponenzialmente.
    Non so se ti ho risposto almeno ho provato a metter giu alcuni spunti di riflessione

  • #10

    Franz (domenica, 12 luglio 2015 22:03)

    Nella scienza contano i fatti non i sogni.
    Per quanto riguarda la panspermia questa rimane ancora una possibilità teorica (come possa nascere la vita nessuno lo sa).
    E per quanto riguarda la vita aliena questa non la conosciamo ancora per cui non si può dire nulla di certo.