Conosciamo i Tardigradi, gli animali "alieni" più straordinari del pianeta

Non sono alieni, sono terrestri e tuttavia sono le creature più misteriose del nostro pianeta. Stiamo parlando dei Tardigradi, esseri microscopici sconosciuti al grande pubblico, ma straordinari da tutti i punti di vista.  Hanno un corpo tozzo, munito di otto zampette artigliate e sono lunghi dai 0,5 a 1 mm. Le loro peculiarità li hanno resi gli animali preferiti dagli scienziati per studiare come si sopravvive nello spazio. I Tardigradi infatti resistono alle radiazioni, alle temperature estreme e negli ambienti più ostili. Nessun'altra creatura conosciuta ha queste capacità tutte insieme. Osservati al microscopio hanno fattezze che le fanno sembrare creature "extraterrestri".

Il primo tardigrado fu scoperto quasi per caso, nel 1773, dal naturalista tedesco Johann Goeze. Al microscopio, i tardigradi assomigliano a miniature di orsetti con otto zam­pe, e si muovono perfino con un’andatura pesante simile a quella degli orsi. Da qui il nome il nome di Tardigrada, dal latino tardus, “lento” e gradus, “passo”. Proprio per questa andatura lenta e un po’ impacciata, lo scopritore battezzò queste improbabili creature col nome di Bärtierchen, ossia “orsetti acquatici”.

Un esemplare di Tardigrado ingrandito al microscopio
Un esemplare di Tardigrado ingrandito al microscopio

Da quando sono stati scoperti sono state classifichate circa 800 specie, presenti pra­ticamente in ogni angolo del glo­bo, sia acquatico che terrestre. Dall’Africa all’Antartide, dagli abissi oceanici alle vette Himalayane fin oltre i 6.000 metri. La ragione principale di questa ampia distribuzione è probabilmente legata al fatto che le loro minuscole uova sono leggere ed estremamente resistenti da poter essere trasportate, anche per grandissime distanze, sia dal vento che dalla sabbia o dal fango rimasti attaccati alle zampe di insetti, uccelli o altri animali. O alle scarpe dell’uomo. Considerata l’ampiezza quasi illimitata dell’areale occupato, è però convinzione degli etologi che quelle scoperte rappresentino soltanto la minima parte delle specie di tardigradi esistenti.

Infatti lo scorso anni i ricercatori guidati dal dottor Roberto Guidetti dall’Università di Modena e Reggio Emilia hanno trovato addirittura in Antardide una nuova specie di questi animali. Non deve sorprendere perché queste creature sono in grado di sopportare sia temperature molto basse sia elevate (fino a –273°C e a +151°C), e pressioni atmosferiche pazzesche 600 MPa. Neanche le sostanze chimiche più distruttive li spaventano. Resistono all'etanolo e al bromuro di metile. Ma non è tutto, sono in grado di sopportare dosi di radiazioni UV e ionizzanti

Indistruttibili e quasi immortali

 

Nel 2007 gli scienziati della Kristianstad University svedese ne prelevarono un campione dal Kazakistan e li spedirono nello spazio a bordo della sonda FOTON-M3 dell'European Space Agency (Esa), allo scopo di testarne la resistenza nel vuoto. Furono messi alla prova per 10 giorni, rimanendo esposti alle radiazioni e alla bassa pressione dello spazio, e quasi tutti riuscirono a sopravvivere ai raggi ultravioletti del Sole, che lassù è mille volte più forte che qui sulla Terra. La passeggiata cosmica non li scalfì minimamente. I risultati furono pubblicati su Nature un anno dopo.

I tardigradi hanno anche un'altra caratteristica incredibile come detto prima: sopravvivono a pressioni enormi. Per utilizzare un metro di paragone, sopportano con facilita pressioni sei volte superiori a quelle stimate nel profondo di diversi oceani a 6000 metri di profondità. Ciò accade perché i tardigradi riescono a disidratarsi, vivendo per diversi anni con le funzioni metaboliche necessarie e ridotte ai minimi termini. 


Gli esperimenti ai quali sono sottoposti, la resistenza alle radiazioni, alla pressione, la capacità di "ibernarsi" al bisogno sono un punto di partenza per studiare i processi che potrebbero permettere in futuro all'uomo ad adattarsi alla vita su altri pianeti. I tardigradi è bene ricordarlo sono organismi pluricellulari, non batteri estremofili. Carpirne il segreti potrebbe aiutare anche in medicina: per la preservazione di tessuti ed organi e nella stabilizzazione di vaccini, cellule, piastrine e lisosomi. Queste piccole creature sono intorno a noi, nei laghi, nei luoghi umidi, in mezzo al muschio. Le dimensioni del mondo, talvolta sfuggono alla comprensione più immediata, e sotto i nostri occhi creature straordinarie tanto da sembrare "aliene" sono l'esempio più straordinario della complessità e della bellezza della vita sul nostro pianeta.

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Commenti: 5
  • #1

    vradox (lunedì, 06 luglio 2015 11:21)

    è dolcissimo! :-)

  • #2

    Il Forestiero (lunedì, 06 luglio 2015 16:06)

    C'è gente che li alleva, al posto dei criceti...
    http://it.wikihow.com/Trovare-e-Prendersi-Cura-di-un-Tardigrado-(Orso-d'Acqua)

  • #3

    Lau (lunedì, 06 luglio 2015 18:45)

    Ma quelle sono vere fotografie? Sembrano robottini che vengono dal futuro ^_^
    La natura riesce sempre a sorprenderci !

  • #4

    marco (mercoledì, 08 luglio 2015 11:25)

    ahahh è dolcissimo e ciccioso..

  • #5

    Daniele (giovedì, 09 luglio 2015 10:10)

    Questo "simpatico" esserino e' la riprova che la natura batte ancora una volta sia l'immaginazione umana che fantascienza piu' estrema.
    Se un regista avesse proprosto al pubblico un essere con le stesse capacita' adattive (temperature molto basse sia elevate (fino a –273°C e a +151°C), e pressioni atmosferiche pazzesche 600 MPa) probabilmente alla fine della proiezione la gente avrebbe esclamato "si, vabbe' e chi e ? Superman ??"
    Per fare un paragone con il cinema e a conti fatti questo esserino terrestre e piu' resistente della creatura piu' ostile creata da Hollywood ossia il temibile Alien.
    : )